Ieri il ritorno del figliol prodigo, oggi quello del ribelle. Mentre Felipe Anderson ha riabbracciato la Lazio con gli occhi lucidi di chi torna a casa tre anni dopo, questa mattina è atteso a Roma l'inquieto Luis Alberto: nella sua valigia non c'è l'entusiasmo del brasiliano, ma solo incognite e un mal di pancia destinato a durare chissà quanto. Per il suo futuro sarà fondamentale l'incontro odierno con il ds Tare, irritato – come tutto il resto del mondo Lazio – dalla sua decisione di non presentarsi al raduno. Si era illuso di poter andare all'Inter con Inzaghi, ora spera nel Milan, alla ricerca di un trequartista, e nel Villarreal. Di concreto però non c'è nulla e Lotito non farà sconti, anche perché il 25% della sua futura rivendita spetta al Liverpool: per Luis Alberto servono 50 milioni. Una volta fornite le spiegazioni a Tare e svolte le visite mediche, il centrocampista raggiungerà la squadra ad Auronzo, dove dovrà chiedere scusa a tutti. «Non esiste la pena di morte nei miei gruppi», aveva detto Sarri, che durante le vacanze lo ha anche sentito al telefono perché lo reputa fondamentale nel suo 4-3-3. Lo sarà anche Felipe Anderson, che ieri ha svolto i controlli in Paideia. Lì ha incontrato il presidente Lotito che gli ha dato il bentornato con un abbraccio caloroso. Nella notte l'arrivo in ritiro, oggi il primo allenamento: in attesa di Immobile e dell'altro esterno (dipenderà da Correa), il brasiliano sarà il primo tassello del nuovo tridente. Ieri si è visto in campo anche l'altro nuovo acquisto, Kamenovic, che nelle esercitazioni tattiche si è mosso come centrale di sinistra. Deve essere ancora tesserato, come Hysaj e lo stesso Felipe Anderson: prima di farlo, la Lazio deve risolvere i problemi relativi all'indice di liquidità. Novità a Formello: dopo l'addio di Matri, il nuovo braccio destro del ds Tare sarà Fabrizio Mineo
la Repubblica