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L’evoluzione del Sergente: ora Milinkovic è diventato leader

Finalmente è tornato. Il Sergente si è ripreso la sua Lazio e la vuole guidare nella corsa Champions come un vero comandante sa fare. Il 15 maggio 2019 aveva dato il via al vittoria della Coppa Italia con il suo gol, una volta subentrato a Luis Alberto. Da lì si sono aperte le danze e ci ha pensato Correa a chiudere i conti e a dare una svolta diversa alla stagione biancoceleste. La rete del serbo si è rivelata fondamentale per il futuro prossimo dell Lazio. Ha cancellato le tentazioni di una rivoluzione che poteva affiorare in una rivisitazione dei programmi societari. Quel gol aveva il sapore di un addio, dopo 4 anni la Lazio e Milinkovic sembravano giunti al momento di salutarsi. Quotato dal presidente Lotito 100 milioni di euro, Milinkovic non ha ricevuto l’offerta tanto attesa di un top club con il biglietto per la Champions.

RIPARTENZA

La mancata chiamata da parte di Parigi, Manchester o Madrid non ha però sminuito il Sergente. Dal primo giorno di ritiro ad Auronzo si è rituffato, con entusiasmo e determinazione nel progetto di Inzaghi. Ha accettato di prolungare fino al 2024 il contratto con la Lazio. Come uno studente diligente, si è caricato di nuovi compiti in fase di copertura, considerandoli come un tragitto per completare il proprio repertorio tattico. E  così è sbocciato il suo ruolo di leader. È ormai una guida per la sua squadra, anche con i messaggi via social con i quali carica i compagni ritualmente prima della partita.

Laziopress.it