La Lazio ha rallentato leggermente, nelle ultime tre partite sono arrivati due pareggi con Vitesse e Fiorentina e una sconfitta nel derby. Può anche starci, ma adesso bisogna ripartire. La gara per farlo non è delle più semplici, a Genova contro la Sampdoria non ha vinto nessuno, nemmeno la Juventus. Ma la Lazio ha dimostrato di poter sorprendere tutti, non sarà certo l’imbattibilità dei blucerchiati in casa a far tremare le gambe ai biancocelesti. Certo che servirà il supporto di tutti, soprattutto di chi ultimamente ha girato un po’ più a vuoto degli altri. Come riporta la rassegna di Radiosei, Milinkovic è l’osservato speciale: è da lui che ci si aspetta qualcosa in più. Non lascia il segno dalla partita col Benevento quando servì un assist a Immobile per il gol del raddoppio. Il suo nome sul tabellino, invece, non compare dalla sfida di Bologna quando raccolse un pallone di Lulic e lo infilò alle spalle di Mirante. É il classico giocatore dal quale ci si aspetta di più, come a scuola quando la professoressa rimprovera all’alunno di avere le capacità ma di non applicarsi. Sergej è un grande centrocampista con qualità fuori dal comune, fortissimo di testa e – a dispetto dell’altezza – agile nel dribbling. Un piacere per gli occhi quando si mette in moto, ma a volte dovrebbe essere più concreto. Inzaghi chiede uno sforzo maggiore, non gli bastano i tacchi e i colpi a effetto, servono i gol (finora 4 reti totali, 2 in Serie A e 2 in Europa League): insomma, la sostanza. La partita con la Sampdoria può segnare la ripartenza della Lazio e quella di Milinkovic, l’arma in più dei capitolini che quest'anno ancora non è esplosa del tutto.lalaziosiamonoi.it