Sette punti in meno. Questo il bilancio tracciato da Simone Inzaghi alla fine dell’anno. Sette punti che sommati ai 37 attuali della Lazio farebbero quarantaquattro: tradotto terzo posto in classifica a meno tre dalla Juventus.
Sette punti, tanto è costata la Var ai biancocelesti. Non ha dubbi il tecnico laziale che non smette di ripeterlo ad ogni conferenza stampa. Una storia di un amore mai nato quello con la tecnologia, che a detta di Simone uccide le emozioni. Il bilancio è pesante come le frasi che Inzaghi non riesce a trattenere alla fine della sfida contro l’Inter. Parole che gli escono dritte dalla pancia. Si sente penalizzato da quella stessa tecnologia voluta per evitare scandali e polemiche. Sarà, ma ogni post partita c’è qualcuno che lancia il suo j’accuse al Var.
APPUNTI
Simone ha scritto tutto su un foglio. Pagine bianche e pagine nere del diario biancoceleste. «La Var non mi fa divertire. Non penso male. In Europa League non c’è ed è molto meglio. Era stata messa per togliere gli episodi, qui invece stiamo discutendo sempre su quelli. A questo punto non ci sto più», ha rimarcato. Insomma Inzaghi chiede che la moviola sia applicata in maniera uniforme. Perché se è vero che contro l’Inter non era rigore, contro il Torino il penalty c’era e Immobile non sarebbe stato espulso.
REWIND
E pensare che Var e Lazio si erano solo annusate da lontano per le prime sette giornate di campionato. Il primo episodio all’ottava: rigore al 94’ per la Juve: fallo di Patric su Bernardeschi. Nella gara successiva contro il Cagliari, Pairetto si avvale della tecnologia per annullare due gol ai sardi: Faris e Pavoletti segnano entrambi in netto fuorigioco. Poi nulla da dover (ri)valutare tramite l’uso delle immagini contro Bologna e Benevento. Dal derby contro la Roma in poi tra la Lazio e la Var s’incrina un rapporto che sembrava tutto sommato normale.
Contro i giallorossi Rocchi concende dopo un silenti check il rigore per fallo di Bastos su Kolarov. Inzaghi non è mai stato convinto che il penalty assegnato alla Roma fosse effettivamente da fischiare. Ma il Var è decisivo per smentire lo stesso arbitro di Firenze, che aveva sorvolato su un mani in area di Manolas.
MASSA E GIACOMELLI
Contro la Fiorentina il tecnico biancoceleste recrimina con Massa per un rigore non concesso per fallo di Veretout su Parolo (immagine non riviste) e per aver invece usato la moviola per assegnarlo nel caso del controverso fallo di Caicedo su Pezzella in pieno recupero. Contro la Sampdoria, l’arbitro Mazzoleni non riceve nessuna segnalazione da parte del Var per un netto fallo di mano di Bereszinsky in area. Poi la sfida con il Torino che ha fatto tracimare il vaso: rigore non dato per mani di Iago Falque e subito dopo immagini usate per espellere Immobile dopo un lieve battibecco con Burdisso. A Bergamo, Irrati annulla la rete di Caldara per fuorigioco. Insomma, quello che la Lazio pretende è un uso uniforme del mezzo. Mentre il suo presidente chiede di estendere il suo utilizzo anche alla serie B (se la sperimentazione sarà considerata positiva dovrebbe arrivare già dalla prossima stagione): ritiene la “sua” Salernitana danneggiata dagli arbitri.ilmessaggero.it