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PAROLA ALL'OPINIONISTA

AUDIO ‘QUELLI CHE…’ – Rambaudi e Agostinelli su Lazio-FCSB: “Devono giocare i titolari, Immobile in primis”

Andrea Agostinelli in collegamento a QUELLI CHE

Io domani farei giocare Immobile. Devono giocare i titolari, perché se la Steaua segna poi servono tre gol per passare il turno. La Lazio, con ritrovato ottimismo, può vincere questa partita. Immobile con il Verona ha fatto un brutto primo tempo. Poi appena ha segnato è tornato felice. Un Immobile felice è garanzia di gol. Lo Steaua è una squadra media, più forte del Verona. La Lazio domani sera può batterla, anche se all'andata ha perso. Credo che abbia il 60% di possibilità di passare il turno. Dovrà essere attenta a non subire gol.

Roberto Rambaudi in collegamento a QUELLI CHE

Se Immobile dovesse partire dalla panchina, giocheranno Anderson e Caicedo. Vista l'assenza di Luiz Felipe, De Vrij deve per forza esserci. Credo che Inzaghi cambierà i due esterni. A centrocampo farei giocare i titolarissimi, i giocatori di qualità. Credo che la spina dorsale di questa Lazio non vada cambiata domani. Immobile, Leiva e De Vrij devono giocare. E' una partita che si può vincere. La Lazio deve arrivare alla partita di Coppa Italia con il Milan con lo stesso entusiasmo dei rossoneri e lo può fare solo con una vittoria stasera.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

Olimpico, in arrivo le pedane per i capi ultras

Il Coni, l’Osservatorio del Viminale del Gos e la Questura hanno dato il loro assenso al progetto – avanzato dalla Roma – di inserimento di pedane destinate ai capi ultras all’interno della Curva Sud. L’accordo è stato raggiunto agli inizi del mese di febbraio, quando si è stabilito che l’iniziativa interesserà anche la Curva Nord. Come riporta la rassegna stampa di Radiosei, le pedane risolverebbero il problema delle multe applicate finora a coloro che si arrampicano sulle balaustre delle curve dell’Olimpico. Sulle nuove installazioni i capi ultras potranno restare in piedi per l’intera durata della partita e da lì guidare i cori della tifoseria. Le pedane potrebbero essere inserite nei due settori dell’Olimpico già a partire dal prossimo 9 marzo. lalaziosiamonoi.it

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RASSEGNA STAMPA

De Vrij ai saluti: la situazione degli altri difensori

Il mancato rinnovo di de Vrij sta catalizzando tutte le attenzioni del mondo Lazio. L’epilogo della vicenda per forza di cose avrà degli strascichi nel rapporto tra la società e la Seg (che cura gli interessi del giocatore). Eppure, come riportato nella consueta rassegna stampa di Radiosei, nonostante l’uscita dell’ex Feyenoord i biancocelesti dovranno ancora trattare con l’agenzia. È dei giorni scorsi la notizia di un’entrata di Bastos nel gruppo dei calciatori seguiti proprio dalla Seg. L’angolano, arrivato a Roma nell’estate del 2016, ha firmato un contratto con scadenza 2021 e quindi la Lazio sarà obbligata a trattare ancora con i procuratori olandesi. L’obiettivo è quello di evitare di arrivare a pochi mesi dalla scadenza e risolvere (sia in caso di rinnovo che di cessione) le situazioni con largo anticipo. Oggi Bastos, in passato era stato Oikonomidis ad entrare nei radar della Seg che sembra sempre ben disposta ad attingere dalla Lazio.

SCENARI – Tra gli altri difensori nella stagione 2018-19 sicuramente rimarrà Luiz Felipesu cui la società crede fortemente. Certo della permanenza anche Wallace, sperando che ritrovi le certezze della stagione scorsa. Radu è ormai un veterano, il suo contratto con scadenza 2020 e il rapporto che lo lega alla Lazio rappresentano una garanzia. Da valutare invece il futuro di Caceres: ha un’opzione rinnovo che scatterà nel caso in cui disputerà la metà delle partite dal suo arrivo. È a quota 3, una in campionato, una in Coppa Italia e una in Europa League. In ogni caso l’uruguaiano è stato scelto direttamente da Tare che vede in lui un ottimo rinforzo per il presente e anche per il futuro. Ad aprile compirà 30 anni e sia al Verona che nel primo segmento dell’esperienza nella Capitale ha dimostrato di aver messo alle spalle i problemi fisici. È destinato a restare, in caso di Champions la sua esperienza potrebbe rivelarsi utilissima. lalaziosiamonoi.it  

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AVVERSARIO

Lazio-FCSB: attesi più di 10mila tifosi romeni

Saranno poco più di 10 mila i tifosi romeni che invaderanno l’Olimpico domani sera. Una lunga trasferta ma non per tutti, visto il nutrito gruppo di sostenitori dello Steaua che risiede già nella Capitale. Nella giornata di ieri, la S.S. Lazio ha diffuso tutte le informazioni per il meeting point dei sostenitori rossoblù, con il punto di ritrovo fissato a Villa Borghese, presso Piazzale delle Canestre. Per quanto concerne invece i tifosi romeni residenti a Roma che dovessero raggiungere l’Olimpico autonomamente, l'area di parcheggio a loro dedicata sarà nella zona di Lungotevere della Vittoria. lalaziosiamonoi.it

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RASSEGNA STAMPA

Anderson, caso archiviato: torna titolare in Europa

Dalla fine del castigo alla riabilitazione totale. Dopo essere stato reintegrato la scorsa settimana e dopo essere tornato in campo (a gara in corso) giovedì a Bucarest, Felipe Anderson si accinge a tornare a giocare da titolare. Il nuovo «battesimo» ci sarà ancora una volta in Europa League, nella gara di ritorno con la Steaua di domani all’Olimpico. Non si tratta, però, di una «caramella» regalata al giocatore da Inzaghi per essere stato bravo. Ma di una precisa scelta tecnica che, indirettamente, conferma come il suo caso sia davvero archiviato.

PROTAGONISTA ANNUNCIATO Inzaghi ha infatti tenuto a riposo il brasiliano col Verona perché lo ritiene fondamentale nel match con la formazione romena. Una partita da dentro o fuori, resa ancora più difficile dal risultato dell’andata (1-0 per la Steaua). Il tecnico ritiene che Felipe sia l’uomo giusto su cui puntare per tentare la rimonta. «Abbiano chiarito tutto, per noi Anderson sarà fondamentale da qui a maggio», ha detto Inzaghi nei giorni scorsi. Il brasiliano è carico, dopo aver fatto pace nello spogliatoio, vuole farla anche con i tifosi allo stadio. Al suo fianco dovrebbe esserci Immobile, perché il tecnico è intenzionato a limitare il turn over. Pochi e mirati cambi, uno sarà appunto l’ingresso di Felipe.

La Gazzetta dello Sport – Stefano Cieri

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RASSEGNA STAMPA

Dentro il caso De Vrij: le commissioni e il futuro nerazzurro

Doina il «miracolo» non è riuscito. No, non quello di portarlo sull’altare. Per quello c’è tempo, semmai. Tra l’altro sono entrambi giovanissimi. No, il «miracolo» che a Doina, fidanzata di origine romena, ma romana di adozione, di Stefan De Vrij, non è riuscito è quello di convincere il difensore olandese a restare nella città eterna e quindi nella Lazio. Non era certo l’unico motivo che aveva quasi convinto il giocatore a prolungare la sua permanenza in biancoceleste, ma un peso importante l’avrebbe avuto. Per lo stesso motivo, ora, Doina diventa «alleata» dell’Inter che, peraltro, è già in netto vantaggio sulle altre pretendenti per assicurasi i servigi di colui che è stato il miglior difensore dell’ultimo Mondiale.

L’ADDIO E I RETROSCENA Sono molto innamorati i due ragazzi. Come certifica la foto postata da De Vrij su Instagram il giorno di San Valentino. Loro due abbracciati che si guardano, teneri, negli occhi. Sullo sfondo il panorama mozzafiato della Capitale vista dal Gianicolo. E in basso, sul muretto su cui sono appoggiati, l’epigrafe contenente il testo della Repubblica romana del 1848. Ebbe vita breve, quella Repubblica. Come la promessa di De Vrij di legarsi ancora alla Lazio. Sembrava fatta a gennaio, poi qualcosa è cambiato. Le commissioni-monstre chieste dai suoi agenti, pare, siano state il casus belli (5 milioni, il 20 per cento della clausola rescissoria fissata a 25 milioni). Ma forse, a far vacillare il giocatore, è stata anche la possibilità di guadagnare una cifra molto superiore ai 2,5 milioni, bonus compresi, offerti dalla Lazio. E così dopo lo «scoop» del d.s Tare, il primo a dare la notizia del rinnovo saltato nel pre-gara del match col Verona, ecco arrivare — ieri — la conferma del giocatore. Sempre su Instagram. «(…)Purtroppo per diversi motivi non siamo riusciti a trovare un accordo soddisfacente per entrambe le parti. Capisco molto bene la delusione dei laziali e mi fa male andare via in questo modo. Anche se qui sono felicissimo e mi sento a casa, a volte bisogna uscire dalla propria comfort zone per poter raggiungere gli obiettivi desiderati. Sarò per sempre grato alla Lazio e ai tifosi (…)».

TUTTO CASA E CAMPO Parole di circostanza? Non proprio. Perché lui nella Capitale si è trovato davvero bene. E la Roma laziale lo ha subito adottato. Per quella faccia da impunito, per quel suo modo scanzonato, ma serissimo, di affrontare la vita e i lavoro. Professionista esemplare, innanzi tutto. Mai un ritardo a un allenamento, mai una parola fuori posto. Eh sì che i momenti di tensione non sono mancati. Specie nel corso del suo annus horribilis, quel 2015-16 in cui si fece male in nazionale a un ginocchio e solo dopo un paio di mesi si convinse ad andare sotto i ferri. Mentre il club spingeva per farla subito, quell’operazione. Ma nessun attrito, come tra persone che si rispettano. Del resto, lo stesso era accaduto l’anno prima. De Vrij bloccato dalla Lazio prima del Mondiale, poi la sua esplosione in Brasile con pretendenti che spuntano fuori all’improvviso con valigie piene di soldi. Ma lui non cambia idea: aveva dato la parola al club romano. «Sono qui perché il campionato italiano è il migliore al mondo per far crescere un difensore», disse al suo arrivo. Cinque anni dopo la missione è stata pienamente realizzata. n

IL FUTURO Gli mancheranno gli scorci unici di Roma, le passeggiate alla Fontana di Trevi o al Colosseo, dove spesso si è fatto immortalare. Gli mancherà soprattutto la pasta all’amatriciana, per cui va pazzo. O forse no, perché anche a Milano la fanno buonissima. Sarà quasi certamente un giocatore dell’Inter. Il club nerazzurro è davanti a tutti grazie all’offerta di 4,2 milioni più bonus per 5 anni. L’unico rischio può essere la mancata qualificazione in Champions. Ma a Milano sarebbe sicuramente titolare. Cosa che non gli possono garantire gli altri club a lui interessati. Come il Barcellona, la cui presenza in Champions non è in discussione, ma dove troverebbe la concorrenza di Sanchez Mina e Umtiti. C’è anche lo Zenit, che pare aver messo sul piatto 6 milioni l’anno. Ma Roberto Mancini, sponsor dell’operazione, potrebbe lasciare a fine stagione. E il Chelsea. Ma anche qui pesa l’incognita sulla permanenza di Antonio Conte. Alla fine sarà Milano. Per la gioia pure di Doina.

La Gazzetta dello Sport – Stefano Cieri

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ESCLUSIVE

AUDIO – Devis Mangia @Lazio di Sera: “Steaua come l’Udinese in Serie A, ma la Lazio può ribaltarla al ritorno”

“Lo Steaua è una squadra che gioca al calcio, non ha caratteristiche da ‘catenaccio’. In Italia paragonerei i romeni all’Udinese, una squadra giovane ma in grande crescita. All’andata è stata una partita strana, entrambe le squadre potevano segnare, ma per il ritorno vedo favorita la Lazio. Inzaghi sta facendo un grande lavoro, credo meriti solo complimenti da quando ha iniziato la sua avventura alla Lazio. Auguro al calcio italiano di interrompere questa fase negativa e di trovare la giusta strada per ripartire, ho grande fiducia in Costacurta”

 

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ESCLUSIVE

AUDIO ‘9 GENNAIO 1900’ – Bergodi: “Lazio sorpresa dalla Steaua, ora guai a fare turnover. Serve equilibrio e qualità”

L'ex difensore della Lazio ed ex allenatore della Steaua Bucarest CRISTIANO BERGODI in collegamento a '9 GENNAIO 1900': "L'esperienza in Romania è stata dura ma bella, la Steaua è la nostra Juventus, è la squadra più blasonata di Romania insieme alla Dinamo. Sono stato il primo allenatore che con il Cluj ha scalzato le tre squadre di Bucarest, ho avute belle soddisfazioni. Con Becali il rapporto è stato buono, ma è un presidente che si interessa molto anche delle aree di competenza del tecnico. Una sera me lo sono trovato dentro lo spogliatoio, voleva parlare con la squadra in un momento in cui non c'era bisogno. Non mi aspettavo la sconfitta della Lazio a Bucarest, per valori tra le due squadre non c'è paragone. Pensavo riuscisse a segnare, ma ha avuto tante occasioni. Mi ha sorpreso la strategia di gara della Steua, me li aspettavo meno aggressivi. Non dico che la Lazio abbia sottovalutato l'avversario, ma quanto meno è stata sorpresa. Per loro è stato importante, ma sanno che al ritorno sarà dura. Se la Lazio non riuscirà a sbloccarla subito rischia, ma alla fine credo che la Lazio ce la faccia. Deve giocare con la formazione migliore possibile. Si gioca tanto, con il Verona ha superato il momento difficile. Ora si gioca davvero tanto tra Steaua e Milan. Non penso che debba fare un grande turnover, quando si cambia tanto di perdono dei meccanismi e diventa pericoloso. Serve qualità nell'attaccare, ma senza andare all'arrembaggio. Deve essere più equilibrato rispetto a quanto si è visto a Bucarest, anche contro il Verona alcuni spazi sono stati concessi. Deve stare tranquilla"

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

AUDIO ‘9 GENNAIO 1900’ – Giordano tuona: “De Vrij? Le parole di Tare sono una presa in giro, il suo addio a zero è una figuraccia alla quale siamo abituati”

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’: "De Vrij? Le parole di Tare sono una presa in giro, il suo addio a zero è una figuraccia alla quale siamo abituati"

“La differenza tra Lazio e Verona era palese, la squadra di Inzaghi è talmente più forte dei veronesi che non ho mai avuto dubbi che la Lazio potesse non farcela. Sono contento per Immobile che è tornato al gol anche se nel primo tempo tutta la squadra non era tranquillissima, tutti volevano fare gol, alla fine ce l’abbiamo fatta nel secondo tempo e poi è stato tutto semplice”.

DE VRIJ – "A me viene da ridere quanto sento le parole di Tare, è come se avesse detto che è la Lazio che non lo vuole più far firmare. La realtà è che la Lazio ritira la proposta perchè il giocatore non vuole firmare. Un conto è che ci prenda in giro un dirigente, un'altra è quando è un giocatore a farlo. Mi sembra un po' una presa in giro, non si può far passare il concetto che sia la Lazio ad aver deciso. E' una figuraccia alla quale questo club ci ha abituato negli anni, già tanti giocatori in passato hanno lasciato a zero. I risultati non si negano, ma questa non la faccio passare. Io vedo dall'altra parte della città, nessuno va mai via a parametro zero, mi chiedo perchè. Sono due anni che De Vrij te lo fa capire che non avrebbe rinnovato, se sei sveglio lo vendi prima di arrivare a questo punto. Detto questo, a me interessa che la squadra sia forte e sono contento che resterà qui fino a giugno"

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DICHIARAZIONI

Addio De Vrij: «Grazie Lazio, fa male andare via così, devo raggiungere i miei obiettivi»

Dopo l’anticipazione del direttore sportivo della Lazio, Igli Tare, è arrivato il messaggio d’addio di Stefan de Vrij. Il difensore olandese, in scadenza di contratto il prossimo giugno, lascerà il club biancoceleste a fine stagione: «É stato un periodo difficilissimo pieno di speculazioni sul mio futuro fino ad arrivare a questo punto che nessuno desiderava – ha scritto il centrale con un post su Facebook -. Purtroppo per diversi motivi non siamo riusciti a trovare un accordo soddisfacente per entrambe le parti. Capisco molto bene la delusione dei Laziali e mi fa male andare via in questo modo».

MOTIVI
Sui motivi che hanno impedito di trovare un’intesa con la società, de Vrij ha sottolineato: «Anche se qui sono felicissimo e mi sento a casa, a volte bisogna uscire dalla propria comfort zone per poter raggiungere gli obiettivi desiderati». Infine, una dedica alla gente: «Sarò per sempre grato alla Lazio e ai tifosi per essere sempre stati dalla mia parte e per tutta la fiducia e le opportunità che mi sono state date. Ho provato a dimostrarlo ogni giorno dando il massimo e continuerò a farlo fino alla fine! Grazie, Stefan».