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RASSEGNA STAMPA

Vincere nove partite per la Champions: la Lazio lo ha già fatto

I biancocelesti agli studenti romani: «Vinciamo tutte le partite e arriviamo tra le prime quattro».

Non è facile, ma la Lazio lo ha già fatto. Mancano nove partite alla fine del campionato e i biancocelesti le vogliono vincere tutte. Un filotto del genere è già riuscito dal 24 settembre (3-0 al Verona) al 2 novembre (1-0 al Nizza), anche se di mezzo c’era l’Europa League. Ora l’obiettivo è arrivare in Champions League. Giocatori, tecnico e società sono sicuri di meritarlo e il campo ha dimostrato che la Lazio può arrivarci. Anche per questo ultimamente il d.s. Tare ha ribadito più volte come il campionato abbia la priorità su tutto. Ieri, durante l’iniziativa «La Lazio nelle scuole», lo hanno ribadito anche Lucas Leiva, Martin Caceres e Luiz Felipe. L’occasione è stata appunto la visita dei tre giocatori all’Istituto Comprensivo Viale Venezia Giulia di Via di Torre Annunziata. «Possiamo vincere tutte e 9 le partite che mancano al termine del campionato — ha detto Leiva —. Non sarà facile, ma è fattibile. Dobbiamo crederci perché possiamo arrivare fra le prime quattro. Guardiamo avanti e pensiamo positivo». Pur essendo una star a livello mondiale il brasiliano ha colpito tutti per la sua umiltà: «Qui, come al Liverpool, ci sono tanti giocatori di nazionalità diversa — ha spiegato —, è importante capire le diverse culture e stare bene con tutti i compagni».

La Lazio non sta vivendo un buon periodo, proprio per questo la sosta è arrivata al momento giusto. I giocatori possono staccare la spina e rifiatare. «Penso che la flessione sia dovuta sia alla stanchezza che a qualche episodio arbitrale — ha aggiunto Leiva —. Sono sicuro che dopo la sosta giocheremo meglio». Per Leiva la visita ai bambini della scuola è stata un’esperienza intensa: «In Italia, come in Brasile, il calcio si vive sempre, non solo durante la partita. Vedere i ragazzi che sognano di fare i calciatori è emozionante». Anche Luiz Felipe, che ieri ha compiuto 21 anni (e che sui social è stato invitato da Luis Alberto a pagare una cena a tutta la squadra per festeggiare anche il rinnovo del contratto) si è aperto con i bambini: «Dopo il rigore sbagliato con il Milan ero triste, specie per i tifosi, ma ero anche desideroso di riscattarmi in fretta. All’inizio giocavo meno, ma ho imparato molto da De Vrij, Radu, Wallace, Bastos e Caceres». Importantissimi, per la sua crescita, anche Inzaghi e Leiva: «Il mister mi diceva che prima o poi sarebbe arrivato il mio momento e quando è arrivato mi sono fatto trovare pronto. Lucas è un leader, non si sta dieci anni al Liverpool per caso, è un esempio per tutti. Per me è come un papà». Anche Luiz Felipe è fiducioso in ottica Champions League: «Vogliamo sfruttare la sosta e affrontare le prossime partite come fossero finali. Siamo concentrati sull’obiettivo, che è il quarto posto. La Lazio per me è tutto, mi ha permesso di mostrare il mio valore. Voglio restare ancora a lungo qui». Toccante la testimonianza di Caceres: «Quando è morto Astori è stato un grande dolore. Ho vissuto lo stesso dramma con mio fratello». Poi sulla Lazio: «Dobbiamo arrivare il più in alto possibile per raggiungere la Champions. Sono fiducioso perché il gruppo è unito». Vincere nove partite non sarà facile, ma la Lazio lo ha già fatto. E potrebbe anche bastare qualcosa in meno. La Gazzetta dello Sport Roma/Elmar Bergonzini

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CALCIOMERCATO

‘LAZIO DI SERA’ – Bergonzini (Gazzettadello Sport): “Badstuber occasione a parametro zero, vi racconto la sua storia…(AUDIO)

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ESCLUSIVE

‘LAZIO DI SERA’ – Tolfa: “Lazio, anche contro i torti arbitrali serve l’aiuto del pubblico. Per la prossima stagione investirei sui tifosi…” (AUDIO)

“Vedo la squadra stanca, sia a livello mentale che fisico. Credo che le ultime cartucce siano state sparate a Kiev, perché era una partita veramente decisiva, mentre col Bologna il calo è stato evidente. Inzaghi ci sta mettendo del suo, mi aspetto da lui qualcosa in più, soprattutto saper cambiare la squadra per farla tornare imprevedibile. Var? Credo sia importante, anche per questo, avere un grande pubblico allo stadio. Questo mette pressione, sottolinea in maniera forte gli eventuali torti arbitrali. La società potrebbe investire sui tifosi…”

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO 1900’ – Nostalgia Castroman: “La Lazio e Roma mi mancano, questa è casa mia. Inzaghi super, Leiva ed Immobile anche nella mia squadra…” (AUDIO)

LUCAS MARTIN CASTROMAN in collegamento a '9 GENNAIO 1900': "Ogni volta che torno a Roma con la mia famiglia è davvero bello ed emozionante. Mi manca la gente laziale, con me è sempre stata buona ed affettuosa, anche prima della rete segnata alla Roma. Mi manca Roma, è una città bellissima, è dura da spiegare, qui mi sento a casa. Domenica riparto e vi giuro che i giorni volano quando sono qui. Domani sono a cena con Maurizio Manzini, cerco sempre di trovare delle persone che mi fanno rivivere quelle emozioni. Lui per me è stato come un padre, mi ha aiutato a trovare casa, mi ha aiutato come Simeone. Mi farebbe piacere salutare anche Simone Inzaghi, ancora non l'ho visto. Mi fa tanto piacere vederlo su quella panchina. Era un carissimo ragazzo ed ora è anche un grande allenatore. Lui è stato bravissimo a far capire ai ragazzi quello che vuole lui, tutti hanno accettato le sue scelte, li carica benissimo e si vede come è forte questa squadra. Non credo che ora ci sia un giocatore simile a me in questa rosa, io sono stato un giocatore molto normale in mezzo a tanti campioni. Immobile e Leiva? Penso che avrebbero potuto far bene anche nella mia Lazio, sono giocatori bravi davvero. La Lazio è una squadra da Champions, ha tutto per arrivarci. mi piacerebbe tantissimo. Calcio italiano? Non è meno importante di prima, sono gli altri che sono cresciuti".

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DICHIARAZIONI

Pippo Inzaghi sponsorizza Simone: «Ha un profilo da ct»

«Penso che sia iniziato un nuovo corso: sono contento per Costacurta, che conosco, è una persona di una certa cultura e con molta voglia di fare bene. Auguriamo al calcio italiano di tornare ai livelli che gli competono; può succedere di non partecipare al Mondiale, ma la vita va avanti e bisogna reagire. Quello che succederà non lo so, ma il calcio deve tornare importante, auguriamoci che succeda presto». Così Filippo Inzaghi, allenatore del Venezia e azzurro campione del mondo nel 2006, ha parlato a Radio Radio. «Penso che di giocatori bravi in Italia ce ne siano, anche giovani, per cui diamo loro fiducia e auguriamoci che crescano in fretta – aggiunge -. Io ct azzurro? Sto facendo una cosa bella, che da due anni mi ha dato molta gioia: allenare il Venezia. Ovviamente la Nazionale è il sogno di tutti, ma adesso c'è Gigi Di Biagio e gli faccio tutti gli auguri possibili. Tutti aspiriamo ad allenare la Nazionale: è il massimo. Mi auguro che, magari non nell'immediato ma tra pò, anche mio fratello Simone possa farlo. Ha dimostrato di essere all'altezza della situazione e so quanto tiene alla Lazio, ma il suo è un profilo serio, preparato, che potrà rappresentare bene l'Italia». «Ora è alla Lazio, sta bene e vuole restarci più tempo possibile», conclude l'ex centravanti.

ilmessaggero.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO 1900’ – Facco: “L’ottimismo di Leiva la strada da percorrere”

MARIO FACCO in collegamento a '9 GENNAIO 1900': "Le parole di Leiva non mi stupiscono perché è il leader della squadra e non ha torto perché l'obiettivo per cui concorre la Lazio è ancora a portata di mano sia in campionato che in coppa. Quello della Lazio è un momento delicato perché la stagione è arrivata ad un punto in cui si decidono le sorti della Champions e del campionato".

 

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GIUDICE SPORTIVO

Adesivi antisemiti, respinto ricorso Procura Federale: nessuna squalifica dell’Olimpico

Con una rapida decisione, la Corte federale d'appello della Figc, a sezioni unite, ha respinto la richiesta della Procura della Figc di infliggere alla Lazio una sanzione di giocare due turni a porte chiuse per la vicenda degli adesivi antisemiti raffiguranti Anna Frank con la maglia della Roma. Gli adesivi erano stati affissi da alcuni tifosi biancocelesti in curva sud in occasione della partita Lazio-Cagliari del 22 ottobre scorso. Il procuratore federale, Giuseppe Pecoraro, aveva ritenuto 'incongruà la sanzione inflitta alla Lazio il 25 gennaio scorso dal Tribunale federale nazionale, un'ammenda di 50 mila euro, ribadendo la richiesta di far giocare alla squadra biancoceleste due gare a porte chiuse. Ilmessaggero.it

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DICHIARAZIONI

Luiz Felipe, un rinnovo per compleanno: “Lazio, per me sei tutto!”

Il difensore biancoceleste Luiz Felipe, nel giorno del suo 21° compleanno, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style 

“Devo lavorare ancora per continuare ad ottenere buoni risultati. Dalle mie precedenti esperienze ho imparato molto: nella mia testa ho sempre pensato di dover lavorare per centrare determinati obiettivi, nonostante le scelte del mister. Mi sto impegnando ed il tecnico mi sta facendo giocare: ho dato il massimo e tutti i miei compagni di squadra mi hanno sempre aiutato. Ho imparato molto da calciatori come de Vrij, Radu e Hoedt, guardandoli durante gli allenamenti. Sono felice di aver partecipato questa mattina all’evento “La Lazio nelle scuole”, per me era la prima volta. Questa mattina c’erano tanti tifosi e sentire quel calore mi ha caricato ancora di più.

La mia carriera è iniziata della squadra della città in cui vivevo. Un giorno affrontammo in amichevole l’Ituano, ero il più giovane della formazione: erano tutti 1993 o 1994, ho giocato solo 8 minuti ed il Presidente Paulista mi osservò e mi volle per forza nel suo club. Sono arrivato dunque all’Ituano facendo tutta la trafila nel Settore Giovanile, poi a 18 anni sono riuscito anche a debuttare in prima squadra. L’errore dal dischetto ci può stare, sbaglia solo chi non calcia: la vita deve andare avanti. Nel match di Coppa Italia con il Milan stavo bene e sentivo di poter andare dagli undici metri per calciare il penalty, ma non sono riuscito a segnare.

La Lazio per me è tutto, è la squadra che mi ha aperto la porta per mostrare il mio calcio ed il mio valore: devo restare qui tanti anni perché mi piace molto Roma e voglio continuare ad indossare la maglia biancoceleste dando il massimo per quest’ultima. Noi brasiliani ci frequentiamo spesso, ci piace stare a casa. Sto lavorando e la Nazionale è un mio obiettivo, ho la doppia nazionalità e tengo in considerazione anche l’Italia. Sia mia madre che mio padre hanno origini italiane.

Ora abbiamo una settimana di sosta e dobbiamo recuperare delle energie per affrontare le prossime 9 partite come 9 finali. Il passato è passato, dobbiamo essere concentrati per centrare il nostro obiettivo, ovvero la qualificazione per la prossima edizione della Champions League; voliamo fare grandi cose anche in Europa League. Nel calcio tutto è possibile, dobbiamo vincere più gare possibili per arrivare nella massima competizione europea: noi dobbiamo pensare solo a dare il massimo, poi al termine della stagione vedremo dove saremo arrivati. Le gare di campionato sono più tattiche, mentre in Europa League si può giocare più liberamente.

Ho affrontato tanti calciatori forti, ma la squadra vanta sei difensori molto forti: finora Mandzukic e Pavoletti sono stati gli avversari più pericolosi. De Vrij mi aiuta sempre, mi indica cosa fare: a me piace ascoltare le persone più esperte e più grandi di me. Il mio esempio? Thiago Silva su tutti. Prima giocavo sempre a sinistra o a destra, ora vengo spesso schierato come centrale, ma non c’è alcuna differenza per me: provo a farmi trovare sempre pronto per la Lazio e per il mister. Il tecnico mi ha sempre spronato e mi ha aiutato tanto, insieme a tutto lo staff. Lucas Leiva è un leader per noi: è come un papà per me.

Tutti ci sentiamo dei titolari, io sto continuando a lavorare seguendo i dettami del mister. Sono in un buon momento e devo andare avanti su questa strada per potermi confermare ad un buon livello. Tutti nello spogliatoio mi chiamano Ramos, visto che in rosa abbiamo diversi Luis e tanti Felipe”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate (Il Messaggero): “Richiesta squalifica Olimpico per gli adesivi? Vogliono far pagare a Lotito il trasloco dei tifosi…” (AUDIO)

ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a 'NMM': "Non c'è ancora nessuna brutta notizia rispetto al ricorso per gli adesivi antisemiti da parte della Procura Federale. E' stata semplicemente ribadita la richiesta da parte della Procura stessa di due giornate di squalifica che, se accolte dal Tribunale, vedrebbero la chiusura dell'Olimpico per le gare con Benevento e Roma. Io ritengo sia altamente improbabile che questo accada, sarebbe incredibile una cosa del genere. La prossima settimana arriverà la sentenza, ma al massimo credo che ci possa essere una squalifica per un solo turno. Non so come finirà, il rischio di un turno c'è, ma resto dell'idea che ci sono più possibilità che non ci siano squalifiche. Sulla seconda giornata neanche voglio considerare l'ipotesi. E' chiaro che il ricorso della Procura sia formalmente solo per gli adesivi, ma sostanzialmente credo che vogliono colpire Lotito e la Lazio per il trasloco dei tifosi dalla 'Nord' alla 'Sud'"

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FORMELLO

VIDEO FORMELLO – Differenziato per Luis Alberto, assenti Lulic e Radu

FORMELLO – Seconda seduta settimanale per la Lazio di Inzaghi, il prossimo impegno di campionato è ancora lontano. Il Benevento arriverà a Roma il 31 marzo, Inzaghi dovrà attendere il rientro dei nazionali in programma per la prossima settimana prima di poter pensare alla formazione da mandare in campo. Anche oggi hanno lavorato in pochi sul campo: complice l'assenza degli infortunati Radu, Lulic e Patric e dei nazionali (Bastos, Immobile, Jordan, Neto, Parolo, De Vrij, Basta, Murgia, Marusic e Strakosha). Sono rientrati in queste ore nella Capitale Lukaku, Milinkovic e Caceres, convocati per gli impegni delle rispettive rappresentative ma rispediti a casa a causa delle loro condizioni: per il belga un fastidio al ginocchio, risentimento muscolare per gli altri due. Il loro rientro in gruppo è programmato per la prossima settimana. Solo differenziato per Luis Alberto.