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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Canigiani (Resp. Marketing Lazio): “Lazio-Salisburgo, speriamo di arrivare a 30mila. La vendita per il derby partirà venerdì”

Marco Canigiani in collegamento a Quelli Che

"Ci sono quasi 5mila biglietti acquistati con l'offerta di Sky. Speriamo oggi di arrivare a 30mila biglietti totali. Qualcosa si è venduto anche durante questi giorni di festività, ma speriamo in un rush finale che porti a un numero adeguato per la gara. Speriamo che i tifosi ci obblighino ad aprire il distinto sud-est. Ci sono ancora tanti posti nei distinti nord, chiaramente la promozione di sky sta favorendo la vendita nelle tribune. Una promozione per un'ipotetica semifinale? Non credo che una semifinale di Europa League abbia bisogno di promozioni per portare i tifosi allo stadio. Penso che la vendita dei biglietti per il derby partirà venerdì."

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TIFOSI

Udinese-Lazio, parte la vendita dei tagliandi

La S.S. Lazio comunica che, nella giornata di oggi verranno messi in vendita i tagliandi per la gara di campionato Udinese – Lazio.

 

Questi i dettagli della vendita:

 

 – Gara: Udinese – Lazio

 

 – Domenica 8 aprile ore 18:00

 

 – Stadio Dacia Arena

 

 –  Prezzi del settore " Ospiti ":  

     – INTERO €. 15,00

    

    

      

        

– Inizio vendite martedi 3 aprile

– Fine vendite sabato 7 aprile alle ore 19:00

– Punti vendita Nazionali della Listicket gruppo Ticketone – clicca qui per cercare i punti vendita

– On-line

– Non è necessaria alcuna Tessera del Tifoso.sslazio.it

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RASSEGNA STAMPA

Stadio Tor di Valle: Procura indaga sulla vendita dei terreni

Stadio della Roma, la situazione si complica. Come riporta ilmessaggero.it, è stato aperto un fascicolo sui passaggi di proprietà dei terreni dell’ippodromo di Tor di Valle, luogo dove sorgerà il nuovo impianto giallorosso. In particolare, sono state poste al vaglio del pm Mario Dovinola le procedure che hanno portato il sito dalla Sais Spa dell’imprenditore Papalia, al gruppo di Luca Parnasi. La prima anomalia riguarda il secondo contratto di compravendita dei terreni firmato il 25 giugno 2013. Mentre nel contratto originario la vendita dei terreni era legata alla stipula della Convenzione Ubranistica col Campidoglio, nel secondo il vincolo viene cancellato ed il passaggio diventa esecutivo.

ALTRE STRANEZZE – Parnasi, inoltre, avrebbe formalizzato il passaggio con una caparra di 600.000 euro ed un importo totale di 21 milioni da pagare. La decisione della Sais di rinunciare al gioiello di famiglia a undici mesi dalla dichiarazione di fallimento non rispetta la normativa in materia: è vietata dalla legge, infatti, qualsiasi cessione nel corso dell’anno precedente per le società in precarie condizioni economiche. Secondo la denuncia, presentata dal ‘Tavolo della libera urbanistica’, la vendita a pochi mesi dal fallimento avrebbe esposto il gruppo di Parnasi ad un concorso in bancarotta. Il 26 giugno 2013 la società di Papalia avrebbe presentato proposta di concordato ed undici mesi dopo è stata dichiarata fallita. La revisione del contratto avrebbe fatto sospettare che le parti abbiano voluto cambiare gli accordi a svantaggio dei creditori.

lazionews24

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘BC’ – Oddi: “La Lazio con il Benevento non mi è piaciuta, con questo atteggiamento in Europa si rischiano brutte figure”

Giancarlo Oddi in collegamento a 'Buongiorno Capitano'

"La gara di sabato non mi è piaciuta. Abbiamo reagito contro una squadra in dieci. E' stata una partita che non mi ha dato spunti per vedere un miglioramento. La Lazio se l'è incartata da sola. Era doveroso vincere contro il Benevento in dieci. Si doveva vincere senza subire due gol. Io dico che non abbiamo fatto una buona partita. Sabato avevamo Marusic e Patric sulle fasce. Il montenegrino ha fatto dei passi indietro. Ho letto che ha avuto dei problemi fisici, ma il suo rendimento è peggiorato. Non c'è stata fluiduità di manovra. Quando si arriva ai quarti di finale tutte le squadre sono valide. Non si deve sottovalutare il Salisburgo. Se l'atteggiamento è quello visto contro il Benevento si va incontro ad una brutta figura."

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RASSEGNA STAMPA

Salisburgo, vietato chiamarla sorpresa, Ramalho: “Lazio, hai un grande attacco ma già so come batterti”

Non chiamatela sorpresa. Se c'è una cosa che a Salisburgo prendono male sono i commenti stupefatti dopo le vittorie in Europa League contro Real Sociedad e Borussia Dortmund. Loro si sentono forti e sono convinti di aver ottenuto quel che meritavano. Anche contro la Lazio gli austriaci partono sfavoriti, ma sperano che il campo, alla fine, dica altro. “Siamo una squadra aggressiva e compatta. Un gruppo così unito non l'ho mai visto”, spiega André Ramalho. Lui la Lazio l'ha già affrontata col Bayer Leverkusen. Nel 2015 nel preliminare di Champions, la scorsa estate in amichevole. A gennaio è tornato a Salisburgo (ci aveva già giocato dal 2013 al 2015) e lo ha fatto perché convinto del progetto: “Non ci interessa se qualcuno ci sottovaluta. Alla fine vince sempre il migliore e noi siamo già stati migliori di Real Sociedad e Dortmund. La Lazio è favorita ma abbiamo già battuto squadre che ci dovevano essere superiori”.

 

 

Qual è il punto forte della Lazio?

 

“L'attacco. Conosco Felipe Anderson e so di cosa è capace. La stagione di Immobile invece si commenta da sola. Ma ho un vantaggio su di loro…”

 

 

Sarebbe?

 

“Anche se in amichevole ho già giocato contro di loro in questa stagione. Specie per un difensore è un vantaggio conoscere i movimenti degli avversari. Vederli nei filmati è un'altra cosa”.

 

 

Sono loro i due che teme di più?

 

“C'è anche Lucas Leiva, lui è incredibile. È un esempio per noi brasiliani che stiamo in Europa. Sarà un onore affrontarlo”.

 

 

In Italia il Salisburgo per che posizione lotterebbe?

 

“Prendo a esempio la Bundesliga che conosco meglio: lì staremmo fra il terzo e il sesto posto, sicuramente nella parte sinistra della classifica”.

 

.

 

La Lazio è superiore al Dortmund che avete eliminato?

 

“Non lo so, ma sta vivendo una stagione migliore. I gialloneri hanno cambiato allenatore, a gennaio hanno venduto Aubameyang, hanno ottenuto meno di quanto ci si aspettasse da loro. La Lazio invece è in fiducia”.

 

 

Cosa ricorda del preliminare del 2015?

 

“Furono partite molto equilibrate. Fu determinante il fatto di giocare il ritorno in casa. Per questo sono contento che giovedì giocheremo la prima fuori. È un vantaggio”.

 

 

Questa Lazio è superiore a quella?

 

“Come detto sono un grande estimatore di Lucas Leiva e penso che avere un goleador come Immobile, che all'epoca forse alla Lazio mancava, sia determinante. Questa squadra mi sembra più matura”.gazzetta dello sport

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RASSEGNA STAMPA

Non solo Serie A: Immobile punta il ‘double’

I record societari e la classifica cannonieri di Serie A non gli bastano. Ora nel mirino ce n’è un’altra di classifica marcatori, quella di Europa League. Immobile non ha alcuna intenzione di fermarsi. Dopo aver cancellato dagli annali della Lazio un certo Giorgio Chinaglia (Ciro ha segnato 36 gol stagionali finora, il precedente primato biancoceleste era appunto di Long John con 34) e dopo aver raggiunto Crespo e Signori (che, con 26 reti, sono i laziali che hanno segnato più gol in un campionato, adesso insieme con lui) fissa un nuovo traguardo: vincere nelle stessa stagione le classifiche marcatori del campionato nazionale e della coppa europea.

In quella della Serie A è in vetta già da parecchio tempo grazie alla fantastica media di un gol ogni 88 minuti giocati (26 reti in 27 gare disputate, non tutte per intero, per un totale di 2275′). Un ritmo che ha staccato tutti i rivali tranne uno: quel Mauro Icardi che lo tallona a due gol di distanza. In Europa League è invece lui a dover inseguire. Ma con un particolare che rende l’impresa molto più fattibile di quanto sembri. Immobile ha realizzato finora 6 centri, ma chi lo precede – a differenza sua – è già stato eliminato in Europa League. A cominciare da Aduriz (Athletic Bilbao) che con 8 gol guida la graduatoria, per continuare con Moraes (Dinamo Kiev), fermatosi a 7 reti, e poi Andre Silva (Milan), Rigoni e Kokorin (Zenit San Pietroburgo), Balotelli (Nizza) e Fernandez (Lokomotiv Mosca), che sono a quota 6 centri come il laziale.

Così i quarti con il Salisburgo (andata giovedì, Inzaghi recupera Lulic, Radu e Wallace che ieri si sono allenati) diventano per Immobile l’occasione di mettere la freccia, sperando di avere poi a diposizione altre gare per incrementare il bottino. Conquistare il trono europeo sarebbe anche il modo migliore per zittire quanti (sbagliando) lo ritengono un bomber solo «domestico».  La Gazzetta dello Sport/Stefano Cieri

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APPROFONDIMENTI

Re Ciro, superato anche Chinaglia: “Ma a Roma ho anche ricevuto tanto”

Una stagione stratosferica per Ciro Immobile. L’attaccante biancoceleste è sempre più  capocannoniere della nostra Serie A e non ha nessuna intenzione di fermarsi. Ai microfoni di Sky Sport all’interno della trasmissione ‘Europa League preview’ è tornato a parlare del suo passato, con un occhio anche al presente: «In Germania sono partito bene, perché giocavo e riuscivo a segnare – esordisce Immobile – Poi la squadra ha cominciato ad andare male ed anche io ho avuto un calo. A quel punto sono voluto andare via e c’era il Siviglia come opportunità. Non ho mai avuto molte chance per mettermi in mostra e quando lo facevo anche bene, poi venivo sempre fatto fuori. È normale, nel calcio bisogna fare delle scelte e come le facciamo noi calciatori devono farle anche gli allenatori per decidere la formazione. Proprio per questo non ho mai protestato, ma ho soltanto chiesto alla società di andare via per poter tornare quello di prima. Lazio? Ho sempre dato il massimo dall’inizio e ho sempre ricevuto tanto affetto. Mi piace definirmi una persona umile, simpatica e molto socievole. Metto sempre tutto in campo per portare la squadra al massimo risultato. Non mi piace perdere, credo si veda anche da fuori ed è una cosa che mi porto dentro da quando sono piccolo». Poi sul grande gruppo di quest’anno: «Soprattutto quest’anno abbiamo raggiunto una grande unione di squadra. Passiamo molto tempo insieme tra ritiri di campionato, Coppa Italia ed Europa League. Forse ora sto più con la squadra che a casa (ride, ndr). È importante creare un bel amalgama, non sempre è semplice quando si è in uno spogliatoio di Serie A», ha concluso Immobile.lazionews24

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Cecchino de Vrij, difensore e bomber: ogni tiro è un gol

Tra i migliori difensori in circolazione, oggetto del desiderio delle grandi e a costo zero: Stefan de Vrij mette la firma nella rimonta contro il Benevento con il gol del sorpasso, quello del 3-2, con un bel colpo di testa, confermandosi decisivo. In una squadra capace di sfondare il muro dei 100 gol in tutte le competizioni al 31 marzo c’è da sottolineare come il vizio del gol del centrale di difesa sia oramai una garanzia per i tifosi biancocelesti e i fantallenatori: dal 1 luglio il classe ’92 sarà svincolato e chiunque riuscirà ad accaparrarselo (Inter in vantaggio al momento) metterà a segno un vero e proprio affare.

NUMERI DA BOMBER — Sono 5 i gol in campionato adesso per De Vrij. Una curiosità sottolinea il peso specifico sotto porta del ragazzo: il difensore ha infatti tirato nello specchio della porta in 5 occasioni nell’arco del torneo e in tutte è andato a segno. Un vero avvoltoio d’area di rigore, praticamente infallibile, con una media realizzativa del 100%. Per l’invidia di tanti attaccanti… E anche per questo motivo, sull’asse con Luis Alberto (addetto alla battuta dei corner), mister Inzaghi ha deciso di puntare forte: il gol su cross da calcio d’angolo è sempre più raro oggi, ma questi numeri vanno in controtendenza. Con la rete al Benevento De Vrij si piazza al quarto posto per quanto riguarda i marcatori laziali: davanti a lui solo il leader maximo del campionato, Ciro Immobile, con 26 gol, e i due centrocampisti perno dello scacchiere biancoceleste, Milinkovic-Savic e Luis Alberto, rispettivamente a 9 e 8 reti. Niente male per una pedina del reparto arretrato…laziopress.it

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APPROFONDIMENTI

Uragano Lazio, attacco forza 102 da agosto ad oggi

E’ vero, incassa molti gol. Però ne segna di più. La Lazio seppellisce tutti a suon di reti, con le 6 inflitte al Benevento è salito a 102 stagionali, 73 in campionato (miglior attacco del torneo, ndr). Dalla Supercoppa di agosto a oggi non c’è stata sosta, la banda di Inzaghi ha sempre regalato continuità in zona gol. E’ la seconda volta in stagione che realizza 6 gol, la quinta che ne fa almeno 5 difficile eguagliarla. Goleade sempre nel segno di Immobile: 2 gol ad agosto contro la Juventus, 2 oggi contro il Benevento. Ora Ciro è a 26, nessun attaccante della Lazio ha mai superato questa cifra in campionato. La sfida per la Champions e l’Europa League sarà all’ultimo gol.

Laziopress.it

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EUROPA LEAGUE

Il Salisburgo avverte la Lazio: “Vogliamo farvi male”

Otto squadre, otto paesi diversi. Più che i quarti di finale di Europa League sembra uno scontro fra nazioni, fra filosofie di calcio. Oltre a Lazio, Atletico Madrid, Arsenal, Marsiglia e Lipsia ci sono però tre squadre che non giocano nei maggiori 5 campionati d’Europa. Ma occhio a considerarle cenerentole: lo Sporting Lisbona (Portogallo) ha messo in difficoltà la Juve nel girone di Champions, il Cska Mosca (Russia) ha eliminato il Lione e il Salisburgo (Austria) ha buttato fuori Real Sociedad e Borussia Dortmund. Per questo la Lazio, che giovedì dovrà affrontare proprio gli austriaci, deve stare attenta. Loro sono affamati, e hanno voglia di sorprendere ancora. O meglio: hanno voglia di imporsi, perché, non sentendosi inferiori, non si considerano una sorpresa.

AMBIZIONI — In Austria sono convinti che il Salisburgo possa battere la Lazio. Il canale pubblico nazionale ORF, nel giorno del sorteggio, ha definito l’impegno fattibile. Sabato, dopo la vittoria contro il Wolfsberger in campionato, il tecnico del Salisburgo Marco Rose ha lanciato la sfida ai biancocelesti: “Immobile, Milinkovic e altri 5-6 sono giocatori molto forti, alzano la qualità – ha detto –. Ma abbiamo analizzato bene la Lazio, sappiamo che ha punti deboli. Tatticamente è una squadra molto disciplinata, è molto italiana ecco. Saranno partite diverse rispetto a quelle con Real Sociedad e Dortmund, ma vogliamo confrontarci su questi livelli e vogliamo far loro male”. A spaventare sono proprio le conoscenze tattiche di Rose che l’anno scorso, proprio alla guida del Salisburgo, ha vinto la Youth League (eliminando, fra le altre, Manchester City, Atletico Madrid, Psg, Barcellona e Benfica). Di più: delle 23 partite affrontare in carriera in campo internazionale (Youth League compresa) Rose non ne ha persa nemmeno una. 

FORZA — Il Salisburgo però non va sottovalutato nemmeno per quel che riguarda le qualità tecniche dei giocatori: in campionato ha 8 punti di vantaggio sullo Sturm Graz secondo ed è a un passo dal quinto titolo nazionale di fila (batterebbe il record dell’Austria Vienna che dal 1978 al 1981 ne vinse 4). “Non penso sia corretto che sui giornali si sia scritto di quanto il Dortmund contro di noi abbia giocato male – ha ribadito il direttore sportivo austriaco Christoph Freund –. Chi ha visto la partita sa che abbiamo meritato di vincere e di battere un avversario che in Germania non perdeva da molte settimane. Non so perché non si ammetta che in Austria si sta lavorando molto bene. Nel girone abbiamo battuto il Marsiglia e poi abbiamo eliminato la Real Sociedad. Non sono squadre scarse”. Il Salisburgo, proprio come il Lipsia in Germania, viene molto criticato per i rapporti che ha con la Red Bull (in Austria risulta essere solo sponsor principale), ma Freund è convinto che siano i risultati ottenuti dal club a creare un sentimento d’astio: “Ci criticano perché c’è molta invidia per i mezzi economici a nostra disposizione. In fin dei conti però una squadra professionistica è un’impresa commerciale, e quindi di fatto è capitalismo sportivo”. Insomma: tre delle otto squadre ai quarti di finale di Europa League non giocano nei maggiori cinque campionati d’Europa. Ma occhio a considerarle cenerentole.gazzetta dello sport