Poteva essere un uomo Champions, s’è ritrovato ad essere un uomo sul mercato. Felipe Caicedo è destinato a gironzolare in Europa. La tappa italiana è durata un solo anno, s’è conclusa, lascerà la Lazio, ricomincerà il suo viaggio. Tra la conferma e la retromarcia c’è stata la partita di Crotone. Felipe ha sprecato il bonus Champions mangiandosi il gol che avrebbe potuto evitare lo spareggio con l’Inter. Ha sparacchiato anziché bucare la porta di Cordaz. Gli è stato presentato il conto: non ha giocato neppure un minuto contro l’Inter, si attendono offerte per liberare il posto che occupa. Caicedo può tornare in Spagna o provare l’esperienza in Sudamerica. In Ecuador ha giocato solo da ragazzo, a 17 anni è stato acquistato dal Basilea, s’è trasferito in Svizzera. Poi ha iniziato a girovagare: Inghilterra, Portogallo, Spagna, Russia, Arabia e Italia. Sono state queste le sue tappe.
Lo scenario. Caicedo, il Panterone, ha graffiato poco. Non è un bombardiere, in effetti non lo è mai stato. E’ un attaccante di movimento, dallo stile elegante, ma ad un allenatore offensivo come Inzaghi servono due goleador. Ciro è il sommo bomber della Lazio, il centravanti italiano più esplosivo. Ha bisogno di un alter ego e alla squadra occorre un attaccante che non lo faccia rimpiangere, che sappia affiancarlo. Sono stati presi in considerazione vari profili: Lucas Perez (Arsenal), Ekambi (Angers), Paulo Henrique (Akhisarspor), Sala (Nantes), Bamba (Saint-Etienne). Le operazioni scatteranno dopo gli incontri in programma in settimana: Lotito riceverà il diesse Tare, tratteranno il rinnovo di contratto. Poi sarà la volta del vertice Lotito-Tare-Inzaghi per delineare tutte le strategie, per passare ai fatti. Le settimane che danno seguito alla conclusione delle stagioni laziali sono sempre interlocutorie, il mercato non s’accende a scoppio. Il prossimo regalerà sorprese, su questo ci sono pochi dubbi stando a quanto ha detto Tare prima del match con l’Inter, non immaginando quel finale clamoroso. Lavora all’arrivo di 7-8 giocatori, divisi per ruoli: un vice Strakosha, due difensori, un esterno di centrocampo mancino (forse anche uno a destra), un vice Leiva, un nuovo Milinkovic, due attaccanti. Gli arrivi devono corrispondere alle partenze, non solo per esigenze economiche, ma di traffico. In rosa rientreranno i prestiti definiti in giro per il mondo, partendo da Cataldi e Lombardi (Benevento) fino ad arrivare a Palombi (Salernitana), includendo i Morrison e i Kishna. Sarà un lavoro lungo, da chiudere in tempi più brevi. Lo stop, quest’anno, è fissato il 18 agosto.
Daniele Rindone / Corriere dello Sport