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RASSEGNA STAMPA

Asta europea per Milinkovic: Lotito fissa il prezzo e a meno non si vende

La Juve neppure è entrata in corsa per Milinkovic. Si sapeva, è arrivata la conferma. «Costa troppo, non è una nostra pista» ha ammesso Marotta. Lotito chiede 150 milioni di euro per il gioiello serbo. Lo venderà solo all’estero e se arriveranno offerte choc, ma gli interessi intorno al centrocampista della Lazio sono enormi come ha spiegato Mateja Kezman, ex attaccante e oggi suo agente, lo stesso di Marusic, altro acquisto recente di Tare. C’è un solido legame tra il procuratore di Milinkovic e la società biancoceleste. Decideranno insieme destinazione e trasferimento, i patti sono chiari, difficile prevedere strappi o rotture, anche se i tempi non sono maturi, forse bisognerà attendere luglio e la conclusione del Mondiale in Russia, a cui Sergej parteciperà con la Serbia, per scrivere la parola fine sull’operazione. C’è un altro motivo: la Lazio acquisterà due o tre giocatori prima di vendere Milinkovic, questa sembra la strategia. 

IN FRANCIA. Da almeno sei mesi Lotito medita il colpo e sul tavolo sono arrivate (non da ieri) manifestazioni concrete d’interesse per il suo gioiello. La Champions avrebbe ampliato le possibilità di permanenza del serbo a Formello per un’altra stagione, il quinto posto e la partecipazione all’Europa League potrebbero accelerare il divorzio, a patto che si verifichino le condizioni richieste da Lotito. L’inverno ha consentito anche di avvicinare Kezman e Jorge Mendes, potente agente portoghese, in grado di muovere il mercato europeo e di entrare nel trasferimento come intermediario. Balleranno commissioni pesanti e intrecci milionari. Per questo motivo il Paris Saint Germain resta in prima fila. Lo avevamo segnalato nello scorso dicembre, da allora c’è un fax in giacenza sul tavolo di Villa San Sebastiano. I parigini vogliono Milinkovic. Nei giorni scorsi lo ha scritto «L’Equipe». Ovviamente il club francese entrerà in azione quando avrà la certezza che l’Uefa non ponga paletti o limiti alle manovre di mercato. Le indiscrezioni raccontavano di una proposta da 170 milioni per Milinkovic compresi due giovani da pescare nel ricco patrimonio (fatto anche di talenti in prestito) del PSG: Sergej si metterebbe nella scia di Neymar e Mbappè. Tutto da verificare al momento opportuno, ma la traccia esiste. 

CONCORRENZA. Marotta si è sfilato, non ci può arrivare anche se Allegri aveva indicato il serbo come possibile obiettivo per il centrocampo. La Juve si sarebbe mossa per strappare un accordo a Milinkovic prima di parlare con la Lazio e avrebbe trovato il muro alzato da Kezman. Il club bianconero, secondo alcune indiscrezioni, poteva offrire 90 milioni aggiungendo una o due contropartite tecniche a scelta (sono usciti i nomi di Sturaro, Rugani, Mandragora e Cerri) ma la trattativa non è mai decollata. Non ci sono le basi per parlarne, costa troppo per la Juve. Dietro il Paris Saint Germain ci sono altri due top club europei. Il Real Madrid era e rappresenta il sogno da bambino di Sergej, che possiede il passaporto spagnolo. Le Merengues, secondo alcune indiscrezioni, inserirebbero l’ex interista Kovacic in un’eventuale operazione. Talento di complicata collocazione tattica nel centrocampo della Lazio. Occhio al Manchester United. Mourinho è stato l’allenatore di Kezman per un anno al Chelsea, i due si conoscono bene e il tecnico portoghese (legato a Mendes) sarebbe interessato per sostituire Pogba, di cui non è contento. Vedremo gli sviluppi, ma su questo triangolo (Parigi-Madrid-Manchester) si svilupperà il mercato di Milinkovic senza escludere l’ipotesi di una conferma alla Lazio. Inzaghi ci spera, ma un’offerta superiore ai 100 milioni costringerebbe Lotito a pensarci bene e poi a venderlo per finanziare un piano di crescita biennale. Nelle ultime ore si sarebbe informato il fratello di Pep Guardiola, stava sondando il terreno per conto del Manchester City, disposto a mettere cento milioni. «No, grazie» avrebbero risposto a Formello. Lotito parte da 150. Può scendere? Forse sì, mica tanto. Fidatevi. A 80-90 non lo vende e se lo tiene.

Fabrizio Patania / Corriere dello Sport

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DICHIARAZIONI

Tare: “Lavoro per aumentare il valore del club. Il mio segreto? Dedico tutto me stesso”

Si è conclusa la stagione della Lazio. Igli Tare si è già messo all'opera per rinforzare la rosa. Nel frattempo, però, si è concesso ad un'intervista ai microfoni di RTSH: “È stato un peccato aver avuto l’opportunità di giocare nella Lazio quando avevo 32 anni, verso la fine della mia carriera di calciatore. Mi sarebbe piaciuto vivere prima questa esperienza, come Strakosha, Berisha o CanaCon i biancocelesti mi sono formato professionalmente, sia come calciatore che come uomo, e il rapporto che ho avuto con la squadra e il presidente Lotito è stato ottimo di anno in anno, fino a quando siamo arrivati ​​alla pazza proposta della carica di direttore sportivo. In quel momento sapevo di non essere ancora formato per svolgere quella professione e reputavo l’idea pazzesca. Cosa ho pensato quando ho ricevuto la proposta? Non c’è nessuna logica nel diventare direttore del club. Le parole del presidente furono significative. Mi disse: “Ti offro la possibilità di uscire da questa porta per riflettere e tornare da direttore di un grande club. Sta a te la decisione, sei ancora un ragazzo inesperto, ma spero che mi ricompenserai”. È stata una grande sfida, ma le sfide mi hanno sempre attratto”.

LA LAZIO – "Cerchiamo di aumentare il prestigio del club e i valori di questa squadra. La Lazio ha una grande storia, ma negli ultimi anni abbiamo dovuto affrontare anche situazioni complicate. In un club è come a casa, i soldi vanno gestiti nel modo migliore possibile. Ci sono stati dei momenti molto difficili".

PRIMO ACQUISTO – "Brocchi è stato il mio primo acquisto, ed è stato molto importante per l’esperienza che aveva fatto al Milan e il modo in cui si è inserito nello spogliatoio. Fin dal primo anno con Brocchi abbiamo vinto la Coppa Italia e la Supercoppa, quest’ultima contro l’Inter che poi andrà a fare il triplete".

INZAGHI – “Avevamo in programma che Inzaghi sarebbe diventato l’allenatore della Lazio. Ma volevamo evitare il rischio di bruciarlo: essendo un tecnico giovane, in caso di risultati negativi poteva anche avere dei contraccolpi”.

SEGRETO – "Il segreto del mio lavoro? Dedicare tutto te stesso. La mia fortuna per quanto riguarda questa professione è rappresentata dalla famiglia, che mi fa sentire libero dalle pressioni extra lavorative. Nel periodo delle vacanze estive per esempio devo essere libero di lavorare di più per il mercato. Attribuisco grande importanza a questi dettagli, che fanno la differenza. La famiglia nella maggior parte dei casi è un grosso ostacolo alla carriera di un giocatore. La modestia? La semplicità aiuta. Più si è semplici, più è facile analizzare il lavoro. Parlo 6 lingue? Meglio il tedesco, dato che mia moglie è tedesca”.

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ESCLUSIVE

9 GENNAIO 1900 – Mancini (Fox Sport): “Per la difesa Glik la scelta migliore, Perez simile a Lopez. Lemar? Nome azzardato”(AUDIO)

RICCARDO MANCINI (Fox Sport) in collegamento a 9 GENNAIO 1900: "Ho smaltito la delusione per l'epilogo del campionato biancocelste. L'Europa League è comunque un obiettivo centrato, certo l'amaro in bocca per la Champions svanita c'è. La stagione della Lazio non era scontata, ha fatto un passo in avanti netto. C'è stata una crescita, la scorsa estate si poteva fare qualcosa in più in tema di mercato. Ora la palla passa alla società, con un occhio attento alle ambizioni e alle prospettive di un ambiente che ha assaporato il sapore della Champions. E' il momento di restare attaccati alle grandi ripartendo dalla cartezza di rendimento che garantisce l'attacco, anche se può essere migliorato. Keita ad esempio non è mai stato sostituito. A centrocampo la rosa ha bisogno di innesti: dovessero arrivare i soldi di Milinkovic la società si potrà sbizzarrire alla ricerca di nuovi elementi. In difesa serve una mezza rivoluzione dopo l'addio di De Vrij: Glik al Monaco sta facendo bene, giocatore esperto così come Jemerson. Opterei  per l'ex-granata, a mio avviso più pronto. Lemar? Un grande giocatore che vidi al Caen e me ne innamorai, solo che il suo valore è alto: si parla di 60 milioni di euro. Mi sembra un nome azzardato, magari si potrebbe lavorare sulle ambizioni di altri giocatori forti come è accaduto con Leiva la scorsa estate. Lucas Perez si avvicina a Claudio Lopez come caratteristiche, quest'anno ha pagato la condizione di un Deportivo alla deriva che è retrocesso con Seedorf. E' più una seconda punta, potrebbe giocare a supporto di Immobile, ma all'occorrenza potrebbe anche sostituirlo. A livello realizzativo non è male, ma all'Arsenal ha fallito.

 

 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

9 GENNAIO 1900′ – Facco: “Inzaghi chiedi rinforzi alla società, non fare come Pioli”(AUDIO)

MARIO FACCO in colegamento a 9 GENNAIO 1900: "Con Pioli fu una grande delusione perchè invece di chiedere rinforzi si adeguò alle scelte della società sul mercato. Per me rimane comunque un grande allenatore, ma in quell'occasione sbagliò. Se Inzaghi dovesse seguire le sue orme sbaglierebbe, se non dovesse raggiungere risultati la colpa sarebbe la sua. Una squadra che fa il campionato che ha fatto la Lazio va rinforzata assolutamente". 

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EUROPA LEAGUE

Baku e Danzica le sedi delle prossime due finali di Europa League

Inaugurata nel 2011, l'Arena Gdańsk ha ospitato quattro partite di UEFA EURO 2012 (tre gare della fase a gironi e il quarto di finale vinto dalla Germania contro la Grecia per 4-2) ed è il terreno di gioco del Lechia Gdańsk. La Polonia ha giocato diverse amichevoli in questo stadio, che però non ha mai accolto un incontro delle competizioni UEFA per club.

Situato nel sobborgo di Letnica, l'impianto ha una copertura esterna da 45.000 metri quadri formata da 18.000 placche che lo fanno rassomigliare all'ambra, che da sempre viene estratta nella città baltica.

La decisione è stata presa oggi in occasione del meeting del Comitato Esecutivo UEFA a Kiev.

La finale della prossima edizione si giocherà il 29 maggio 2019 allo stadio Olimpico di Baku (Azerbaijan) uefa.com

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate (Il Messaggero): “Rinnovo Tare una formalità” (AUDIO)

ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a 'NMM': "Non ci sarà nessun problema con il rinnovo di Tare. Questo è un momento di silenzi dovuto alla delusione della Champions, mentre la prossima settimana si ritroveranno con Inzaghi e Lotito per gettare le basi della programmazione futura. Per quanto riguarda la primavera stanno vagliando delle ipotesi, soprattutto per la sostituzione di Bonacina. Non credo cambierà nulla dal punto di vista dirigenziale, Bianchessi è appena arrivato ed ha biosgno di più tempo. Lensen? E' stato più consulente del mercato olandese che altro"

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DICHIARAZIONI

Spalletti: “Valore e rango, la Lazio avrebbe meritato la Champions”

Luciano Spalletti analizza la stagione, dopo il quarto posto conquistato con l’Inter.
 
La stagione. «Ringrazio la società per aver avuto la possibilità di vivere queste emozioni con questi colori, che mi sembra mi stiano anche bene, se mi guardo allo specchio».
 
Champions. «A Roma è stata un’emozione bellissima, mi ero pentito di esserci stato poco in campo sono uscito per stare un po’ a contatto con i tifosi perché erano tanti ed erano finalmente felici. Lo meritavano. La forza della squadra che avevamo davanti rende più importante il nostro risultato. La Lazio avrebbe meritato di avere un posto in più per la Champions, perché noi siamo riusciti a mettere il naso davanti negli ultimi minuti, ma abbiamo visto negli scontri diretti e in campionato che c’è voluto quel cuore e quella fortuna, lo spirito e la bravura per arrivare lì e giocarcela».
 
Lazio. «È una squadra di valore e rango, sono stati bravi a crescere e questo rende merito al valore del nostro risultato. Dico due cose anche su questo finale di campionato combattuto dove si è vista la partecipazione di un pubblico numerosissimo vestito di tutti i colori. Si sono viste le grandissime partite giocate da Juventus e Roma in Champions, la qualità assoluta che merita un premio esibita dal Napoli. Si sono viste squadre come la Lazio e l’Atalanta che avrebbero meritato di andare in fondo in Europa League, perché hanno fatto delle partite splendide e nessuno si riesce a raccapezzare del perché siano usciti in quel modo e probabilmente il ritorno di Ancelotti nel nostro campionato è una certificazione alla qualità e alla crescita del calcio italiano che c’è stata e sarà motivo di piacere riaverlo a fianco e di orgoglio perché è un italiano che ha fatto il bene del nostro calcio in giro per il mondo. Lo ringraziamo e siamo contenti torni con noi».
 
Stagione. «Ce ne sono stati tanti, quello più bello l’'ultima partita e il più difficile la sconfitta con la Juventus perché sono avversari importanti per noi, nonché per come si è sviluppata la partita. Il momento più brutto in generale è quanto successo alla famiglia Astori, che saluto caramente perché li ho conosciuti e gli sono vicino come tutto il calcio italiano».
 
Gap. «Sicuramente dobbiamo essere ambiziosi, dobbiamo voler migliorare, perché qui vogliamo starci e ci stiamo bene. Probabilmente ci sono cose che possiamo fare meglio. Vogliamo continuare in questa riduzione della differenza tra noi e chi sta davanti in classifica finale. Bisogna lavorare bene, bisogna essere bravi, perché l’anno scorso all’inizio abbiamo sbagliato qualcosa. Come ho detto altre volte non dobbiamo illudere i tifosi».
 
Mercato. «Vi leviamo un po’ di lavoro: Cancelo e Rafinha ora non si possono riscattare. In un secondo tempo vedremo. Se si tengono quei due giocatori eccezionali, che hanno dato forza dal punto di vista calcistico e Rafinha dal punto di vista mentale per l’essere stato nei club che sono abituati a vincere sempre».
 
Icardi. «Dipende dalla sua volontà e tenere chi non vuol rimanere diventa difficile. Non è il suo caso, ma è difficile fare una richiesta del genere perché bisogna vedere come funziona il mercato. Il professionista può pensare di fare esperienze diverse. È chiaro che se vanno via giocatori importanti diminuisce la possibilità di crescita, ammesso che non ne vengano di più importanti».
 
Futuro. «Per quel che riguarda il mio contratto io sto bene e dal mio punto di vista non sarebbe cambiato nulla senza questo risultato perché un contratto si costruisce con gli obiettivi, i calciatori, le risorse, con 26 ore di lavoro al giorno perché ne servono due di straordinario. E queste cose portano benefici importanti, la società ieri mi ha ribadito che il contratto lo vogliono fare ma a me non cambia nulla».ilmessaggero.it

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ALTRE

Bologna, esonerato Donadoni: pronto Pippo Inzaghi

Roberto Donadoni non è più l'allenatore del Bologna. Dopo il confronto tra il tecnico e Saputo, il club ha deciso di interrompere il rapporto con il tecnico, nonostante un contratto fino al 30 giugno 2019. Al suo posto è pronto Pippo Inzaghi. Il tecnico del Venezia, impegnato nei playoff, è in pole postion per la panchina rossoblù. Più defilate le alternative De Zerbi, Nicola e Maran. Questo il comunicato con cui la società emiliana ha ufficializzato la separazione dal tecnico: «Il Bologna Fc 1909 comunica che Roberto Donadoni non sarà l’allenatore della Prima squadra per la prossima stagione. A Roberto e al suo staff va un sentito ringraziamento per il lavoro svolto con passione e professionalità nel corso delle tre stagioni trascorse sulla panchina rossoblù. “Considero Donadoni un ottimo allenatore” dichiara il Presidente Joey Saputo, “che ha dato al nostro Club un importante contributo di credibilità. Abbiamo ritenuto però che dopo tre anni il suo ciclo a Bologna fosse arrivato alla conclusione nonostante l’impegno e la dedizione che lui e il suo staff hanno sempre dimostrato. Gli auguro le migliori fortune per il prosieguo della carriera”».

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Agostinelli: “Gli errori arbitrali si compensano? Certamente non quest’anno per la Lazio” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a 'NMM': "Immobile out con la Nazionale dimostra che contro l'Inter ha recuperato in extremis, era al limite dell'indisponibilità. Gli errori arbitrali? Chi è che ha inventato il detto che si compensano? Stesso discorso per la fortuna, nulla si compensa, ancor di più se si parla di Lazio. Se ci ascolta uno sportivo potrebbe pensare che sono discorsi da tifosi, ma la realtà è questa. Quest'anno i punti mancati per questioni arbitrali sono davvero tanti. Ci sono degli episodi talmente eclatanti che non c'è spazio per la via di mezzo. Questo non deve essere un alibi per giustificare il mancato accesso in Champions League, ma è l'evidenza delle cose, basta pensare che la Lazio ha fallito l'obiettivo per un punto".

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Orsini (RAI): “Pagata l’usura, ora servono altri quattro titolari. Milinkovic? Incassare e investire su altri grandi calciatori” (AUDIO)

STEFANO ORSINI (RAI) in collegamento a 'NMM': "La considerazione principale riguarda il fatto che è stata una stagione bella e lunga che ha logorato la Lazio. Alla fine hai pagato l'usura di alcuni calciatori, oltre che gli infortuni. C'è stato un errore di strategia che non deve essere ripetuto se si vuole crescere. Questo è l'obiettivo del mercato, servono quattro titolari da aggiungere a quelli che già ci sono. Servono altri giocatori di esprienza e sostanza. Dispiace quanto avvenuto contro l'Inter, il fatto che la lazio in pochi minuti ha nuovamente dimostrato di non riuscire a gestire alcuni momenti con errori collettivi ed individuali troppo gravi. A questo vanno aggiunti gli errori arbitrali, ma soprattutto questo che resta è il fatto che la Lazio sia arrivata con il fiato corto. Risorse per andare a prendere calciatori da 7-8 milioni di euro ci sono, ma se vuoi fare il grande salto ci può stare anche investire i soldi di una cessione importante. Se l'operazione è sostituire un grande giocatore con altri tre va bene. Milinkovic? La Lazio giura di aver rifiutato un'offerta da 120 milioni in tempi non sospetti. Questo vorrebbe dire guadagnare davvero una cifra incredibile e sono in poche le squadre che se lo possono permettere uno come lui"