Tre anni per crescere insieme, senza mai dirsi davvero addio. Karl-Heinz Riedle e la Lazio hanno vissuto stagioni particolarmente intense, al punto che, pur avendo giocato prima accanto a Ruben Sosa e poi a Giuseppe Signori, l'attaccante tedesco riuscì a conquistare il cuore dei laziali. Non tantissimi gol (30 in 84 partite in Serie A), ma spesso belli. Famoso il suo stacco di testa, aveva anche un buon tiro da fuori (segnò così contro la Roma). I tifosi biancocelesti non lo dimenticano, ma anche lui è sempre rimasto legato a loro. Li ricorda caldi, passionali, innamorati. Per questo, quando negli scorsi anni è venuto a Roma e gli è capitato di trovare lo stadio semi-vuoto ci è rimasto male. “Sono contento stia tornando l'entusiasmo perché a Roma è sempre stato un'arma in più a disposizione della squadra”.
È ancora legato all'Italia?
“Sono molto affezionato al vostro paese, per la Lazio, certo, ma anche per i mondiali che vinsi nel 1990. Durante quel torneo, in semifinale contro l'Inghilterra, calciai il primo rigore della mia vita. Loro, alla lotteria, erano in vantaggio 3-2, non potevo sbagliare. Eppure rimasi calmo. Gli anni di Roma poi sono stati eccezionali e ricchi di emozione. Se penso all'Italia mi vengono in mente tanti bei ricordi”.
La Lazio la segue?
“Certo. Ha disputato una grande stagione. Peccato per come è finita, ma è un buon punto di partenza”.
Cosa pensa della Var?
“So che la Lazio è stata molto sfortunata, che ha perso una partita per un gol segnato di mano da Cutrone. Attualmente lavoro con il Borussia Dortmund e anche noi abbiamo avuto qualche problema con la tecnologia, eppure sono favorevole al suo utilizzo. Bisogna solo avere pazienza”.
Quanto è importante aver recuperato il pubblico?
“Tantissimo. I giocatori percepiscono la serenità e i risultati si vedono. Bello sapere che i problemi del passato siano superati. So poi quanto può essere determinante il pubblico laziale”.
Si parla molto di una possibile cessione di Milinkovic. Lei lo venderebbe?
“Tecnicamente è evidente che la Lazio non lo voglia vendere, e sarebbe bello per i tifosi se restasse. Però onestamente credo che per la società non sarà facile riuscire a convincersi a rifiutare un'offerta da 100 e passa milioni. I soldi fanno comodo e se li si reinveste ci si rinforza”.
Consiglia qualche acquisto?
“No, i dirigenti della Lazio non ne hanno bisogno”.
Immobile, come lei in passato, ha giocato sia per il Borussia Dortmund che per la Lazio: se lo aspettava così determinante in biancoceleste?
“No. Al Dortmund non si è inserito, non funzionava, ma era tutta la squadra che non girava. C'era molta pressione su tutti in quel momento. Alla Lazio ha ritrovato quei numeri che aveva perso. Segnare 41 gol in Italia è incredibile, sono convinto che lui sia grato alla Lazio e che la Lazio se lo voglia tenere stretto”.gazzetta dello sport