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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Rivivi il live con Tommaso Paradiso! (VIDEO)

E' stata una mattinata particolare negli studi di Radiosei. Durante 'QUELLI CHE…' ci è ventuo a trovare Tommaso Paradiso, leader dei 'The Giornalisti' e grande tifoso della Lazio. Più di un'ora insieme a Guido De Angelis per parlare di musica e Lazio, che potete rivivere attraverso i video qui sotto!

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ARBITRI

Lazio-Cagliari, designazione arbitrale e precedenti

La 17ª giornata di Serie A TIM Lazio-Cagliari, in programma sabato 22 dicembre alle ore 12:30 allo Stadio Olimpico di Roma, sarà diretta dal signor Gianluca Manganiello (sez. di Pinerolo).

Assistenti: Vivenzi-Gori

IV Uomo: Minelli

V.A.R.: Guida

A.V.A.R.: Di Vuolo

 

La designazione arbitrale per la diciassettesima giornata di Serie A TIM ha assegnato la gara Lazio-Cagliari al signor Gianluca Manganiello della sezione di Pinerolo.

Il direttore di gara piemontese ha arbitrato i biancocelesti in tre sole circostanze: la prima risale al 15 maggio del 2016, giorno nel quale la Prima Squadra della Capitale sfidò la Fiorentina allo Stadio Olimpico in occasione dell’ultima giornata della Serie A TIM 2015/16. I Viola si imposero per 2-4.

Manganiello, inoltre, ha arbitrato il 27 agosto 2017 la seconda giornata di campionato della formazione biancoceleste. In quest’ultima occasione gli uomini guidati da mister Simone Inzaghi espugnarono il Marcantonio Bentegodi di Verona battendo il Chievo per 2-1. Infine, l’ultima direzione di Manganiello in una gara dei biancocelesti risale al 25 febbraio scorso, giorno in cui la Lazio superò il Sassuolo in trasferta per 3-0.

sslazio.it

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Malagò: “Sarò sempre grato a Pulici, è una grave perdita. Stadi? Lazio e Roma hanno bisogno di avere i loro” (AUDIO)

Il presidente del CONI, Giovanni Malagò a 'QUELLI CHE…': "Sarò sempre grato a Felice Pulici, da dirigente ne ho apprezzato la competenza e la straordinaria grinta. Da uomo ho sofferto nel vederlo impossibilitato ad essere se stesso nell'ultimo periodo della sua vita. E' stato un uomo che ha unito, basti pensare che per un periodo lavorò al fianco del presidente Viola".

 

STADI – "Oggi qualunque proprietario di uno stadio è obbligato con anni di anticipo a fare una pianificazione al di fuori dell'evento calcistico: ci sono spesso problemi con le date degli artisti, che chiedono date certe e spesso non siamo in grado di darle per l'Olimpico. Idem dicasi per gli intrecci fra Lazio e Roma per le gare europee (vedi settimana Roma-Porto e Lazio Siviglia). Per questo Roma e Lazio devo entrare nell'ordine delle idee di farsi uno stadio loro, perché altrimenti saranno sempre obbligate a recitare un ruolo diverso rispetto alla Juventus".

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RASSEGNA STAMPA

Cagliari, Cragno: «All’Olimpico per vincere, non abbiamo paura»

CAGLIARI «Anno della consacrazione? Spero che lo sia, ma non spetta a me giudicarlo». Tiene i piedi per terra Alessio Cragno, che ama volare solo in campo. Le big fanno la fila da tempo per il ragazzo di Fiesole e c'è qualcuno che già lo vorrebbe titolare in Nazionale. Timido davanti a microfoni e telecamere, esplosivo tra i pali, Cragno sarà uno dei protagonisti di Lazio-Cagliari, in programma sabato alle 12,30.
Cragno, come vi presenterete all'Olimpico?
«Carichi, motivati, stiamo lavorando bene. La Lazio non vive un buon momento ma dobbiamo concentrarci su noi stessi. Sono convinto che mettendo la massima concentrazione unita all'impegno che non è mai mancato possiamo fare punti anche a Roma».
Bottino pieno?
«Perché no, abbiamo dimostrato di potercela giocare con chiunque e a prescindere da chi affrontiamo scendiamo in campo sempre per il massimo risultato. Poi ci sono gli avversari e sicuramente la Lazio ha grandi giocatori. Tra i biancocelesti dovremo tenere d'occhio in particolare Ciro Immobile, senza nulla togliere agli altri. Basta lasciare a Ciro una mezza occasione che ti segna. Immobile, come Icardi e Higuain è un giocatore che ha il gol nel dna: si trovano sempre nel punto giusto, istinto oltre che bravura. Loro sono quelli che mi hanno fatto più penare negli ultimi anni».
Passiamo a lei. Fa parte del gruppetto di possibili eredi di Buffon: quale altro portiere le piace in serie A?
«Perin, Sirigu, Donnarumma… sono tutti ottimi portieri: la scuola italiana rimane tra le migliori al mondo. E penso anche ai più giovani che crescono bene, come Meret e Audero. Poi ci sono anche gli stranieri. Quest'anno ho scambiato la maglia con Szczsny, ma la scambierei volentieri anche con Handanovic e Reina: sono tutti colleghi che stimo».
E con Donnarumma che rapporto c'è?
«Ottimo. Lo conosco dai tempi dell'Under 21 e adesso l'ho ritrovato nella Nazionale maggiore. Abbiamo un bel feeling, scherziamo e parliamo di tutto. Non esiste nessun tipo di dualismo con Gigio».
A quali portieri si è ispirato Cragno?
«Ho avuto la fortuna di vivere il periodo d'oro di due icone come Buffon e Casillas, adesso, invece, studio Oblak e De Gea. Ma se devo essere sincero da piccolo adoravo René Higuita. La personalità e le pazzie del colombiano rimarranno uniche: ricorda el escorpion? Ecco..».
Tanto mito da ispirare una carriera…?
«Devo ammettere che a fine allenamento mi piace intrattenermi a battere le punizioni e i rigori. I risultati non sono buoni al momento, ma chissà in futuro… D'altronde mi sono ritrovato tra i pali per caso. Magari se quel giorno non fosse mancato il portiere titolare a quest'ora sarei attaccante. A me piacciono le emozioni forti, come i gol. Se scambierei una parata decisiva con una rete decisiva? Perché no, basta che poi si vinca».
Quanto si sente legato al Cagliari e al presidente Giulini in particolare?
«Tantissimo. Mi trovo in una società seria, ambiziosa, che ha voglia di migliorarsi e dove sono stati fatti investimenti importanti: in futuro riusciremo a toglierci delle belle soddisfazioni. Il presidente ha grandi progetti, gli devo tanto. Mi ha preso lui, sono stato il suo primo acquisto, mi ha dato la grande possibilità di misurarmi giovanissimo con una piazza importante e con la serie A. Giulini ha creduto in me, continua a farlo: non posso che essergli grato».

Il Messaggero

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CALCIOMERCATO

Lazio, pista sudamericana: proposto il giovane De La Vega

Il mercato di gennaio si avvicina, un’occasione per rinforzare la squadra e raggiungere la Champions. Al momento però tengono banco le cessioni. Diversi i giocatori biancocelesti che aspettano la possibilità di mettersi in mostra con altre maglie, da Basta a Caceres passando per Murgia e Rossi. Il serbo si libererà a zero il prossimo giugno, l’uruguaino ha richieste da Santos, Spal e Parma, mentre i due ex-Primavera possono partire in prestito. I profili in entrata che potrebbero rinforzare la fascia destra sono invece Zappacosta, Darmian, Caligiuri e Donati.

Tare però potrebbe anche affacciarsi in Argentina per pescare qualche talento. Sul suo taccuino c’è ancora il 17enne difensore del Santos Gustavo Cipriano. È in scadenza di contratto ed è intrigato dall’esperienza italiana. In più sarebbe stato offerto ai biancocelesti per luglio Pedro De La Vega, 18 anni a febbraio, ala sinistra del Lanus. Il classe 2001, considerato tra i migliori talenti del proprio paese, ha esordito tra i grandi senza giocare neanche un minuto con le riserve, è argentino con passaporto spagnolo. Il diesse è pronto per passare all’attacco?

cittaceleste.it

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DICHIARAZIONI

Cena di Natale, Lotito: “Ci siamo imborghesiti, bisogna crederci per ottenere i risultati, serve furore”

Nel corso della cena di Natale della S.S. Lazio, il Presidente Claudio Lotito è intervenuto all'attenzione dei presenti dal palco di Spazio Novecento: 

“Rispetto lo scorso anno ho 25 chili di meno, assisto ad una classifica più leggera, ma sono convinto che con l’aiuto di tutti possiamo ottenere risultati. L’importante è avere a disposizione la materia prima ed avere la possibilità di esprimere i valori del gruppo e l’unione di questa squadra che è composta da una società, da uno staff e da una rosa che ha i numeri giusti. Dobbiamo crederci. La determinazione, la forza di gruppo, il sacrificio e la voglia di raggiungere risultati sono importanti per conseguire dei risultati. Le vittorie non si proclamano, ma si ottengono con queste caratteristiche. I tifosi sono importanti perché determinano in ogni singolo la responsabilità di doversi assumere la voglia di raggiungere un obiettivo.

La squadra storicamente ha sempre sofferto: ho paura che la Lazio si sia imborghesita, non soffriamo e questa mancanza crea un atteggiamento che non è rabbioso e non è furente agonisticamente. Ci sono tutte le motivazioni per raggiungere gli obiettivi prefissati: organizzazione, staff e squadra. Ho creato all’interno del Club, grazie al Direttore Sportivo, una forma di crescita mentale ed infrastrutturale. Ognuno di noi deve avere l’orgoglio dell’appartenenza a questi colori. Alcune componenti rappresentano proprio l’orgoglio dell’essere laziale: le richieste di ogni singolo addetto ai lavori hanno permesso alla Società di accontentare queste necessità condividendole. Spesso i laziali emergono solo nelle necessità: dopo la vittoria della Supercoppa con la Juventus, abbiamo affrontato la SPAL ed allo Stadio Olimpico non c’erano molti sostenitori. Non si deve dare mai nulla per scontato, la determinazione e la voglia di raggiungere obiettivi sono fondamentale.

Non si vince da soli, per ottenere risultati tutti dobbiamo essere determinati per farlo. La cena di Natale serve proprio per creare un clima familiare per raggiungere la soddisfazione di ognuno di noi. Il Club mette a disposizione la propria organizzazione, ma ogni componente deve impegnarsi al massimo senza mai dare nulla per scontato. Ognuno dev’essere consapevole di essere artefice e protagonista per raggiungere quest’obiettivo. La dimostrazione passa per i fatti. Il nostro ambiente cimenta questi valori: l’unione, la determinazione e l’unione, la voglia di esserci. Siamo la Prima Squadra della Capitale e rappresentiamo la storia del calcio a Roma, dobbiamo dimostrare ciò con fatti tangibili ed inconfutabili. La precarietà ha costellato la storia del nostro club: non siamo transitori o transeunti, noi siamo definitivi. Vogliamo combattere lo strapotere del Nord ed è ora di finirla: lo facciamo nelle sedi istituzionali sportive, ma dobbiamo riuscirci anche sul campo. Le nostre risorse sono credere nell’idea e affermarla con i fatti: dobbiamo essere l’esempio per i giovani e per far credere a questi che con il merito e con i sacrifici si raggiungono con gli obiettivi”.sslazio.it

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DICHIARAZIONI

Cena di Natale, Inzaghi: “Vorrei di più, ma ho una grande squadra. Insieme possiamo arrivare in Champions”

Nel corso della cena di Natale della S.S. Lazio, il tecnico biancoceleste Simone Inzaghi è intervenuto all'attenzione dei presenti dal palco di Spazio Novecento:

“Stiamo attraversando un momento un po’ così, ci sono accaduti degli episodi che potrebbero capitare in una carriera intera come ad esempio prendere un gol di tacco al 99’ o un gol all’incrocio in Europa League da più di trenta metri, o raggiungere il pari e vederselo annullare dopo cinque minuti a causa di una linea tracciata sul campo. Per noi sarebbe stato importante pareggiare l'ultimo match con l'Atalanta, ma penso che al di là di questo ho la fortuna di avere dei grandi ragazzi che si impegnano ogni giorno, dei grandi tifosi, un grande Club ed uno staff che mi aiuta ogni giorno. 

La squadra ha passato il turno nella competizione europea alla fine di ottobre e sono stati bravissimi, in questo momento sarebbero quinti in campionato a due punti dalla Champions League. Il gruppo va applaudito per quanto svolto finora, per l’impegno profuso e per quanto fatto negli ultimi tre anni. Le famiglie si vedono quando c’è qualche problema. In questo momento ci sono delle problematiche perché vorremmo qualcosa di più, io in primis che sono l'allenatore di questa Lazio: tutto arriverà perché ho una rosa forte ed una Società che mi supporta tutti i giorni. Le famiglie qui presenti ci supportano sempre e con l’umiltà e con i nostri tifosi, che devono essere un valore aggiunto per noi, uniti possiamo ripartire con grande slancio per svolgere gli ultimi sei mesi al meglio e sperando di riportare la Lazio nelle zone più importanti della classifica”.sslazio.it

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RADIOSEI

Ciao Alessandro: continua a tifare la tua Lazio da lassù

ALESSANDRO PER SEMPRE – “Il tuo sorriso impresso nella mente, il tuo ricordo vive eternamente”: così recitava lo striscione esposto presso la Chiesa di San Crispino da Viterbo nel giorno dell’ultimo saluto ad Alessandro Trotta, giovane di 28 anni che ha perso la vita alle 03,00 di sabato 15 Dicembre in via di Tor di Quinto. Una notte di festa con gli amici di sempre dopo una lunga e faticosa giornata di lavoro che si trasforma in una tragedia che lascerà il segno in eterno. Una giovane, brillante e appassionata vita spezzata, la vettura finita fuori strada, un pianto disperato di una famiglia incredula, la sofferenza di un folla di amici e colleghi che mai lo scorderanno. Un fiume di cordoglio e vicinanza, centinaia di persone per onorarlo ieri mattina per i suoi funerali. L’immagine più nitida dell’eredità che lascia, un carico di emozioni e di afflizione come unica consolazione per chi resta e dovrà fare i conti con il macigno della sua assenza. Una perdita che abbraccia anche la sua più grande passione: Alessandro era tifoso della Lazio. Convinto, praticante, seguace che non temeva distanza. All’Olimpico o in trasferta, non faceva differenza. Sciarpe e vessilli sul suo feretro. Sono giorni di lutto in casa Lazio: che sia un’ex bandiera, una leggenda come il caro Felice o un tifoso innamorato fa lo stesso. Buon viaggio Alessandro, che la terra ti sia lieve, che tu possa continuare a seguire la tua passione da un paradiso tutto biancoceleste e possa vegliare sui tuoi cari restituendo loro la serenità che tu hai sempre trasmesso. Da Radiosei le più sentite condoglianze a chi continuerà per sempre a piangerti: mamma Piera, papà Mario ed il fratello Matteo. Ciao Ale! 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO 1900’ – Abbate: “Lo stop di Leiva? Già programmato. E Inzaghi lo vuole in campo col Cagliari” (AUDIO)

'9 GENNAIO 1900' – Alberto Abbate (Il Messaggero): Cosa è successo a Leiva? “Oggi non è avvenuto nulla di particolare. Alle 15 ho parlato con i medici che mi avevano anticipato la chiusura anticipata dell'allenamento del brasiliano. Secondo l'equipe medica della Lazio Leiva è guarito, Inzaghi invece si affida al giocatore e  stando all'allenatore, Leiva sabato gioca; almeno Inzaghi starebbe chiedendo al calciatore di esserci contro il Cagliari.  I sanitari invece ci vanno molto più cauti. Rispetto allo scorso anno la gestione degli infortuni nella stagione attuale non sta andando benissimo” Staff medico in discussione a fine anno? Non mi arrivano segnali in tal senso, in passato c'è stato qualche contrasto sull'intero staff, inclusi anche preparatori e fisioterapisti, come dimostra la famosa telefonata di Lotito a Inzaghi” Mercato? “IL fatto che la Lazio abbia deciso di investire sulla fascia destra solo ora un po' mi fa pensare perché fino alla scorsa settimana non si lavorava per nussun acquisto a gennaio”. 

 

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FORMELLO

Brutta sorpresa per Inzaghi: durante la partitella finale Leiva lascia la seduta

Non arrivano buone nuove dalla seduta odierna di Formello. Se Inzaghi recupera Marusic e Berisha – salvo nuovi contrattempi – il tecnico piacentino rischia di perdere nuovamente il suo faro in campo. Durante le partitelle conclusive  –  sfide con  i fratini dai tre colori – a circa 20 minuti dalla fine, Lucas Leiva ha abbandonato il suo ruolo di jolly col fratino bianco terminando anzitempo l'allenamento. Ovviamente il numero 6 torna ad essere a forte rischio per il match di sabato alle 12.30 contro il Cagliari, gara delicatissima per la corsa Champions. La ripresa è fissata per domani alle ore 12