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RADIOSEI

BUON NATALE DA TUTTI NOI!

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘DOA’ – Calisti: “Lazio, approcci sbagliati e singoli non all’altezza. Cambio modulo? Inzaghi scelga la qualità” (AUDIO)

Ernesto Calisti a 'DOVE OSANO LE AQUILE': "Contro l’Atalanta ancora una volta approccio non all’altezza, è mancata la concentrazione ed è grave perché sapevamo tutti che sarebbe stata una partita difficile. È un errore che commettiamo spesso e nei singoli in difesa ci sono pezzi non all’altezza delle prime piazze in classifica. È una Lazio diversa rispetto a quella dello scorso anno. Non riesce ad attaccare a pieno organico e i centrocampisti non accompagnano. Marusic? Non attacca e non difende, parliamo di giocatori non adatti alla corsa Champions. Cambiare modulo? Mi metterei a 4, sfruttando più qualità in avanti. Vista la classifica vincere col Cagliari rimetterebbe a posto tante cose, quindi bisogna ripartire subito dalla sfida di sabato e darsi una svegliata. Felice era un grande, lo ricordo nelle mie prime esperienze alla Lazio in primavera e poi da dirigente, ma prima dello sportivo porto con me il ricordo di una persona vera, un uomo genuino. È stata una brutta botta”.  

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RASSEGNA STAMPA

Uno tra Darmian, Donati e Lainer per dare l’attesa svolta a destra

ROMA Correre ai ripari. A destra e, forse, non solo. La Lazio non va, non riesce più ad essere brillante e costante come un tempo. I quattro pareggi e le tre sconfitte nelle ultime sette gare, sono lì a testimoniarlo. In diversi reparti ci sono difficoltà, ma al momento è la fascia destra il vero tallone d'Achille della Lazio di Inzaghi. In quel settore la squadra non riesce proprio ad emergere ed essere pericolosa come capitava nella passata stagione. Ci sono giocatori in avanti con l'età e fuori dal progetto come Basta, o che danno la sensazione di avere la testa altrove come Caceres. Altri che invece, pur giocando con continuità, stanno evidenziando limiti tecnici e tattici (Patric) oppure che hanno problemi fisici e, inevitabilmente, hanno subito un'involuzione (Marusic). 
LE MOSSEIl direttore sportivo Tare, nonostante non sia convintissimo che andare sul mercato sia la panacea, ha aperto a questa possibilità. Gennaio è ormai alle porte, Basta e Caceres, due calciatori in scadenza, sono sulla porta d'uscita. Li seguiranno Murgia e Rossi. Quest'ultimi due saranno ceduti in prestito, mentre nel caso del serbo e dell'uruguaiano si potrebbe anche arrivare alla rescissione del contratto. Una soluzione, questa, che consentirebbe allaa Lazio di libererarsi di stipendi ingombranti e avere, così, spazio per agire. Inzaghi l'estate scorsa aveva sognato Lazzari, ma appare una trattativa irrealizzabile. Il tecnico vorrebbe comunque un esterno di peso. Uno che non ha bisogno di ambientarsi. Al tecnico piace molto Darmian dello United che, anche ora che non c'è Mourinho, non vede l'ora di tornare in Italia. Alla Lazio l'ex Toro verrebbe di corsa, anche con l'idea di rivedere al ribasso il suo ingaggio. Nel mirino ci sono anche Donati del Mainz, già monitorato due anni fa, e Lainer del Salisburgo. Da non sottovalutare la pista che porta a Djavan Anderson, olandese, del '95, di proprietà della Lazio, ora in prestito alla Salernitana. 

Il Messaggero

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, una crisi di gioco e idee

ROMA Altro che passeggera, adesso è crisi vera. Troppo un mese e mezzo senza vincere, troppe sette partite senza esultare: un filotto così nero non si vedeva da dicembre 2009 con Ballardini (allora erano nove) prima del suo esonero. Inzaghi, dopo le parole di Lotito e Tare, non può certo sentirsi in bilico, eppure in panchina traspare già il suo crollo psichico. Inerme a Bergamo sino al primo doppio cambio (Lukaku-Luis Alberto), disperato nella mossa 4-2-3-1 con Caicedo, spaesato e in un altro mondo nelle dichiarazioni dopo il novantesimo. Non sa più dove mettere mano, Simone, non corregge nessun errore, così per l'undicesima volta consecutiva (eguagliato il suo record negativo) la Lazio subisce gol al cuore. Anzi, stavolta fa peggio: l'infarto difensivo su Gosens e Zapata (Wallace-Acerbi-Radu) arriva addirittura dopo nemmeno un minuto, come non succedeva da oltre quattro anni (16 febbraio 2014, Catania-Lazio 3-1) con Izco. E' desolante l'approccio di una squadra che dovrebbe reagire subito, invece sprofonda nella depressione al primo colpo. Lo fa da inizio anno: 7 volte su 16 in svantaggio, la Lazio non ha mai vinto, 4 volte ha perso, 3 pareggiato. A differenza dell'ultimo biennio, adesso è deleterio il primo tempo: se queste prime sedici giornate si fossero esaurite dopo 45', la classifica biancoceleste avrebbe appena 16 punti, 2 in più di Bologna e Spal e 3 del Chievo ultimo. 
LIMITIIl quinto posto (comunque lo stesso della passata stagione, in questo frangente) è a serio rischio. In una manciata di punti adesso ci sono 7 squadre col fiato sul collo. Un altro passo falso e in classifica si rischia il tracollo. Il problema è che la Lazio non solo non riesce più a difendersi, ma non passa nemmeno all'attacco. Nella classifica cannonieri Immobile rimane (10 centri) in alto, ma non può bastare da solo. Al contrario, una sua giornata no come a Bergamo e la porta si sbircia col binocolo. Così aumentano a 17 le reti fatte in meno dell'anno scorso. Quando segnavano tanto anche e sopratutto Milinkovic e Luis Alberto. Forse gira tutto intorno a questo nodo: senza di loro e Leiva (out da 10 partite) è impossibile ritrovare gli sprint Champions e il gioco. Perché, per quanto ne dica la società, sono evidenti i limiti degli altri componenti della rosa. E senza la spina dorsale dei big è impensabile ripetere il salto. Specie quando poi ti si mette di traverso, nel peggior momento, pure il fato. Perché, dopo la Samp, anche con l'Atalanta poteva esserci un altro epilogo. Invece il Var annulla il gol di Acerbi per un fuorigioco di qualche millimetro. 
PRESSIONEDopo 12 occasioni e otto tiri, un centro in extremis avrebbe potuto risollevare il morale biancoceleste. Dover però aggrappare le proprie sorti a un lancio lungo disperato diventa triste. La Lazio non ha più idee, non ritrova le trame né le fasce dell'antico 3-5-2. Mancano cross, triangoli, azioni. E non sono mai cattive le conclusioni. Sono 17.5 a partita: i biancocelesti tirano quasi come Juve e Napoli, ma non sono mai cinici. Così si spiegano i 5 gol realizzati nelle ultime 5 giornate, certamente meno dei 6 incassati. Diventano addirittura 6 e 10, aggiungendoci pure le ultime due gare di Coppa. Il paradosso è che Lotito aveva ordinato il ritiro dopo tre pareggi consecutivi (Sassuolo, Milan e Chievo) e il ko di Cipro. I risultati sono peggiori: un 2 a 2 con la Samp e due sconfitte con Eintracht e Atalanta. Perché questa squadra non regge nemmeno la pressione e forse va considerato un boomerang persino quella soluzione. Inzaghi non aiuta dal punto di vista tattico e nemmeno nascondendo la prestazione che tutti hanno visto. Strakosha avrà pure fatto una sola parata (e quasi un autogol coi piedi), ma l'Atalanta è sbucata troppe volte davanti alla porta e, in due occasioni, Acerbi e Radu l'hanno salvata. Oggi bisognerà cominciare a pensare al Cagliari già come ultima spiaggia. Ieri Inzaghi, Peruzzi, Lulic, Leiva e Cataldi erano alla chiesa Cristo Re per l'ultimo saluto a Pulici. Sulla bara c'era la maglia di questa Lazio, dentro va ritrovato il suo eterno spirito.

Il Messaggero

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO 1900” – Stefano Mauri: “Lazio sorpresa dall’agonismo dell’Atalanta. Ora serve bottino pieno nei prossimi tre match” (AUDIO)

'9 GENNAIO 1900” – Mauri: “Con l'Atalanta sapevamo tutti sarebbe stata una gara difficile, ambiente difficile, terreno scivoloso. La Lazio si è fatta sorprendere dall'agonismo dell'Atalanta anche se era pronosticabile. Loro ti aggrediscono e ti marcano a uomo ovunque, poi la squadra di Gasperini si è tirata un po' indietro. Alla fine la Lazio ha fatto una buona partita ma troppo confusionaria, una prestazione così non basta per vincere. L'Atalanta quando si chiude si difende bene, la Lazio è stata pericolosa sono con lanci lunghi. Rispetto all'anno scorso in generale la manovra è meno fluida, ti conoscono e fai più fatica. Senza risultati sei meno spensierato, quando vinci giochi più sereno. Se il Milan vincesse stasera a Bologna andrebbe a +4dalla Lazio è sarebbe un buon bottino anche se fino al 2019 il calendario resta favorevole alla Lazio ma le gare vanno giocate e vinte.  Nelle prossime tre gare devi fare punteggio pieno perché poi abbiamo Napoli e Juve all'inizio del girone di ritorno”. 

 

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ALTRE

Salernitana: si dimette Stefano Colantuono

L’U.S. Salernitana 1919 comunica che in data odierna il Sig. Stefano Colantuono ha rassegnato le dimissioni da allenatore della prima squadra. Nel ringraziarlo per le prestazioni offerte e la professionalità profusa la Società augura al tecnico le migliori fortune. La seduta di allenamento odierna sarà diretta da Roberto Beni. 
IL SALUTO DI COLANTUONO
Queste poche righe per comunicare che con grande dispiacere, ho preso la decisione di fare un passo indietro e di rassegnare le dimissioni dall’incarico di responsabile della prima squadra, con la speranza e con il fine che l’ambiente possa rasserenarsi e trovare nuovo slancio per far ripartire la squadra.
Il mio ringraziamento va alla Proprietà, ai dirigenti e a tutti i dipendenti della Salernitana che in questo mio anno di permanenza hanno cercato di rendere più agevole il lavoro.
Un ringraziamento speciale va alla città e ai nostri splendidi tifosi che mai ci hanno fatto mancare il loro sostegno.
Vi auguro di poter tornare quanto prima in serie A, ve lo meritate per passione, attaccamento e orgoglio.
Un cordiale abbraccio a tutti. Forza Salernitana!
Stefano Colantuono

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POLITICA SPORTIVA

FIGC – Approvate le nuove norme per l’iscrizione ai campionati: le date

Nel corso di un Consiglio Federale che il presidente della FIGC Gabriele Gravina ha definito “molto intenso ed impegnativo per l’attualità degli argomenti trattati”, sono stati approvati all’unanimità i Manuali del Sistema delle Licenze Nazionali relativi all’ammissione ai Campionati di Serie A, di Serie B e di Serie C 2019/2020. “Avevo assunto l’impegno – ha proseguito il presidente federale – di stabilire la nuova normativa su questo argomento entro l’anno ed ho mantenuto la promessa. Si tratta di norme restrittive, di una procedura più snella sulla quale la CO.VI.SO.C. ha fatto un gran lavoro. L’aspetto importante è quello legato ai tempi: oggi 18 dicembre conosciamo già le norme di iscrizione ai prossimi campionati, si tratta di una vera e propria rivoluzione culturale, di un messaggio di grande attenzione”.
Sulla base delle Linee Guida approvate nella riunione dello scorso mese di novembre, si è provveduto a stabilire modalità e nuovo cronoprogramma per gli adempimenti necessari così come di seguito riepilogato:
 
Termini
Presentazione domande di iscrizione, documentazione ed effettuazione adempimenti:24 giugno 2019
Esito Istruttoria Commissioni:4 luglio 2019
Presentazione ricorso:8 luglio 2019
Consiglio Federale: 12 luglio 2019
 
In relazione ai criteri legali ed economico-finanziari, in particolare, si stabilisce di aumentare la misura minima dell’indicatore di Liquidità, determinato sulla base delle risultanze della situazione patrimoniale intermedia al 31 marzo 2019, da 0,6 a 0,7 per la Lega B e la Lega Pro (resta invariato quella della Lega Serie A per la prossima stagione).
Inoltre si è fissato sin d’ora un graduale innalzamento a 0,8 per le stagioni sportive 2019/2020 e 2020/2021 per tutte le Leghe professionistiche.
Il Consiglio ha recepito le modifiche contenute nel nuovo regolamento UEFA Club Licensing and Financial Fair Play. Nella nuova versione sono presenti le licenze anche per la competizione europea femminile a partire dalla Women’s Champions League del 2020/2021.
Aprendo i lavori, Gravina ha ricordato tra personaggi del nostro calcio, Felice Pulici, Gigi Radice e il giovane assistente arbitrale della Can Pro Riccardo Pelagatti, scomparsi nelle ultime settimane. Successivamente ha informato il Consiglio dell’avvenuta firma dell’accordo con la Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate, che definisce metodi e criteri di calcolo del contributo economico in caso di utilizzo diretto dei beni immateriali ai fini del c.d. Patent Box, con riferimento agli anni di imposta 2015-2019. Questo accordo ha un’importanza straordinaria perché consentirà ad un’istituzione come FIGC di ottenere un beneficio fiscale complessivo netto stimato in euro 2,1 mio sul quinquennio, da destinare all’attività giovanile e allo sviluppo del calcio femminile. Tale attestazione, tenuto conto del ruolo che la stessa Federazione svolge in ambito nazionale, consentirà di investire con maggiore impulso sull’attività nel territorio e nei vivai, con una ricaduta positiva sulla sua funzione sociale.
Il presidente federale, inoltre, ha affrontato l’argomento del prolungamento della finestra di mercato per il mese di gennaio sottolineando come l’Italia sia l’unico Paese che ha come data ultima per i trasferimenti il 18 gennaio, mentre i principali campionati hanno la scadenza al 31 gennaio. Riconosciuto l’interesse generale, in attesa che l’Assemblea di Lega A del 20 dicembre ne affronti l’opportunità in maniera collegiale, il Consiglio ha dato delega al presidente di formulare apposita richiesta motivata alla FIFA.
Infine il Consiglio Federale ha convenuto all’unanimità sull’opportunità di istituire una norma (modificando l’art.102 delle Noif al comma 7) con la quale fissare una quota fino al 5% del corrispettivo per la cessione definitiva di contratto di Società associate alle Leghe professionistiche a titolo di contributo di solidarietà per le quali il calciatore è stato cresciuto. Il dettaglio relativo ai criteri sarà stabilito in occasione della prossima riunione del Consiglio Federale a gennaio, tenendo conto delle normative internazionali in merito.
Il Consiglio Federale approva la revisione del Titolo VI delle Noif al fine di armonizzare e razionalizzare le disposizioni in materia di controlli economico-finanziari. Tra le novità: la possibilità per la Covisoc di apportare rettifiche al valore degli aggregati degli indicatori al fine di neutralizzare eventuali effetti di operazioni che alterino il valore degli indicatori stessi; l’introduzione di un nuovo indicatore di patrimonializzazione per le società di Serie B e Serie C, in misura minima pari al valore di 0,15, finalizzato a far emergere il patrimonio tangibile delle società non considerando gli asset immateriali, diversi dai diritti alle prestazioni dei calciatori e dai lavori per la ristrutturazione degli impianti sportivi (es: marchi, library).
Nella conferenza stampa che ha fatto seguito al Consiglio, rispondendo alle domande dei giornalisti il presidente Gravina ha affrontato anche l’argomento legato alla eventuale modifica del format della Serie B, la VAR e la nomina del nuovo segretario generale della FIGC. “Quando non c'è consenso, valgono le regole scritte – ha sottolineato il presidente riferendosi alla Serie B – e quelle attuali sono chiare. Ad oggi il format è a 22 squadre e, se non interverrà una modifica, il prossimo anno resterà tale. C’è stato un confronto acceso su posizioni differenti riguardo il format. Il comunicato del commissario straordinario Roberto Fabbricini stabiliva la composizione a 19 squadre soltanto per il campionato 2018-19”.
E fa chiarezza anche sull’impiego della VAR. “Oggi non ne abbiamo parlato in Consiglio ma c'è un confronto molto aperto con Nicchi. Ieri sera poi in Atalanta-Lazio il fuorigioco nel finale di 3 centimetri è stato evidenziato proprio dalla VAR. Certo, ci sono aspetti positivi e ci sono ancora errori, si sta lavorando per cercare di crescere e migliorare. Mi sembra che riscuota consenso a livello internazionale; gli altri vogliono valorizzarla, noi siamo stati il primo paese a introdurla e non possiamo essere i primi detrattori. Diamo un contributo affinché migliori e su questo l'AIA si sta impegnando, gli arbitri sono i primi a riconoscere gli errori commessi. Ammettiamo anche la possibilità di attivare l'esercizio del perdono. Magari da parte di alcuni dirigenti andrebbero evitate certe dichiarazioni”.
Infine sulla nomina di Marco Brunelli nuovo segretario generale della FIGC: “Manca la firma, ma ci sono tutti i dettagli e i riferimenti anche programmatici. Sono stati fatti notevoli passi avanti, ma per una questione di correttezza aspettiamo una comunicazione da parte di Micciché nell'assemblea di giovedì. C'è una buona intesa e tutti i presupposti per definire questa operazione. La professionalità di Brunelli non si discute, come pure le sue qualità umane. E' molto positivo che il dg di una Lega così importante diventi una sorta di ponte di collegamento tra la Federazione e la stessa Lega di A, questo non potrà che rafforzare i nostri rapporti”.

figc.it

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SOCIETA'

Lazio, i ricavi dall’Europa League: i sedicesimi valgono 8 milioni

Lazio ricavi Europa League 2018 2019 – La qualificazione ai sedicesimi di Europa League porta quasi 8 milioni di euro nelle casse della Lazio. A tanto ammontano i premi Uefa per i biancocelesti dopo la fase a gironi, considerando solo i ricavi per quanto riguarda il rendimento.

Nel dettaglio, l’Uefa distribuisce 560 milioni di euro ai 48 club che partecipano alla fase a gironi, così suddivisi:

• Il 25% sarà destinato alle quote di partenza (140 milioni di euro).
• Il 30% sarà destinato agli importi fissi relativi alle prestazioni (168 milioni di euro).
• Il 15% verrà assegnato sulla base delle classifiche dei coefficienti di rendimento decennali (84 milioni di euro).
• Il 30% sarà assegnato agli importi variabili (market pool) (168 milioni di euro).

La quota di partenza, uguale per tutti, è quindi pari a 2,92 milioni di euro per ciascun club. Per quanto riguarda le prestazioni, ogni vittoria vale 570.000 euro e ogni pareggio 190mila euro, mentre il passaggio ai sedicesimi vale 500mila euro, con ulteriori 500mila in quanto seconda in classifica nel girone

La lazio, quindi, oltre alla quota fissa da 2,92 milioni, il club ha incassato circa 1,71 milioni dai premi di rendimento per le tre vittorie conquistate, con 1 milione grazie alla qualificazione ai sedicesimi.

La seconda quota più corposa è quella relativa al ranking decennale/storico. Tra i club partecipanti all'Europa League i biancocelesti si sono piazzati 16esimi per quanto riguarda la classifica storica stilata dall'Uefa.

Gli 84 milioni distribuiti in base al ranking vengono divisi in 'quote di coefficiente' dal valore singolo di 71.430 euro, con la squadra più in basso in classifica riceverà una sola quota di coefficiente (71.430 euro). Una quota verrà aggiunta ad ogni posizione, quindi la squadra prima in classifica riceverà 48 quote di coefficiente (3,42 milioni di euro).

La Lazio, quindi, dovrebbe incassare 2.357.190 euro per quanto riguarda il ranking decenale/storico. Gli incassi dei premi Uefa per la società sono pari quindi a circa 8 milioni di euro (7,98 milioni circa): cifra al netto del market pool, la cui suddivisione dipende da vari fattori, tra cui anche il numero delle gare delle altre italiane nella stessa competizione, e che l'anno scorso ha garantito ai biancocelesti in EL circa 10 milioni dopo l'eliminazione ai quarti.

calcioefinanza.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano: “Non facciamo altro che sperare in qualcosa che non arriva mai. Milinkovic impresentabile, Marusic anonimo, Wallace non aiutato” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a 'NMM': "Ormai speriamo sempre che possa arrivare la giornata del risveglio, nel frattempo passa l tempo e non accade nulla. Anzi, ci addormentiamo sempre di più. Il secondo tempo è stato abbastanza confuso, ma almneo una reazione di pancia c'è stata, certamente non attraverso il gioco. E' stato un assalto di nervi, con lunghi lanci per Acerbi e gli altri. Per il resto ci sono state delle situazioni difficili, penso agli errori di Strakosha con i piedi o gli errori di Lulic nei cross. Non è possibile prendere gol come quello incassato ieri. Ci sono difensori come Acerbi e Radu che a volte sembrano non entrare in partita. Non c'è stato un filo logico nel modo di giocare della Lazio. Marusic e Wallace non all'altezza? Si, Marusic non è che sbaglia, ma non ci prova proprio. Anonimo, c'è o non c'è è la stessa cosa. Wallace ha sbagliato tanto, ma non ha mai avuto copertura da Marusic e Parolo. Era sempre uno contro uno con Zapata, per caratteristiche sarebbe stato più reattivo Ramos. Non dobbiamo fare l'errore di soffermarci solo su due giocatori. Milinkovic è stato impresentabile, deve dare qualcosa di più in mezzo al campo o nella conclusione. Credo che la Lazio stia perdendo tempo con lui, non è criminale pensare a trovare delle alternative". 

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ARBITRI

Nicchi: «Sudditanza? Non è argomento di casa mia»

«Non devo dare riposte io, ognuno ha un ruolo e fa quello che deve fare. Se esiste la sudditanza psicologica? Non è un argomento di casa mia». Così il presidente degli arbitri, Marcello Nicchi, all'uscita dal Consiglio federale della Figc in merito alle polemiche sollevate da Cairo e Preziosi, presidenti di Torino e Genoa, sul mancato utilizzo della Var nell'ultima giornata di campionato.

Ilmessaggero.it