Nella lotta per i posti Champions, e di conseguenza per quelli in Europa League, tutto è in discussione. Lo dice la classifica e lo impone il precario equilibrio tecnico/psicologico di alcune titolate protagoniste. Anche se Atalanta e Sampdoria ripropongono con slancio la loro candidatura, Milano e Romarimangono le piazze con le interpreti più credibili.Arappresentare la Capitale, però, è rimasta solo la Lazio: la Roma, collezionando figuracce, ha praticamente dichiarato mestamente la sua resa. Ranieri non è riuscito minimamente a normalizzare o aggiustare una squadra che da tempo è allo sbando, totalmente incapace di reagire a qualsiasi stimolo. Anzi, se possibile, nelle ultime due gare è addirittura peggiorata. La Roma di quest’anno non è mai stata una “squadra”, ma solo un concentrato di errori, presunzione e superficialità. Con un’avversaria in meno, Inter, Milan e Lazio se la giocheranno fino in fondo e la squadra di Inzaghi, splendida protagonista ieri sera a Milano, sta meglio di tutte. Le due milanesi vivono sul filo: le ultime sconfitte e i problemi interni legati a Icardi e alle frizioni Gattuso-Leonardo, potrebbero ulteriormente indebolirle e rivelarsi letali. Uno stimolo in più per la Lazio che, a differenza delle concorrenti, è unita, compatta, forte di un gioco che esalta le qualità dei suoi calciatori. I biancocelesti, che hanno una partita in meno, stanno bene mentalmente e fisicamente, a 9 giornate dal termine devono sfruttare la grande occasione e sferrare l’assalto decisivo. Ilmessaggero.it