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CURIOSITA'

Milinkovic cerca casa… a Piazza di Spagna

Sergej resta e… compra. Il centrocampista serbo, nonostante le tante voci su un possibile addio, è rimasto a Roma, con il sorriso. La Lazio ha in programma un ritocco al suo ingaggio, Milinkovic potrebbe diventare il giocatore più pagato della rosa biancoceleste. Fuori dal campo, il serbo ha in programma un investimento. Come riporta 'Il Messaggero', il prossimo obiettivo immobiliare è un appartamento nei pressi di Piazza di Spagna, che si andrebbe ad aggiungere alla villa di Formello già acquistata dal giocatore. 

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APPROFONDIMENTI

Cataldi e Berisha, la panchina che deve fare la differenza

Berisha e Cataldi hanno un ruolo tutt'altro che marginale nella rosa della Lazio. Il centrocampista italiano è stato promosso a vice Leiva dopo la partenza di Badelj, mentre Berisha – alla stregua di Parolo – è il primo cambio per uno fra Luis Alberto e Milinkovic. Devono dimostrare di esser cresciuti e migliorati, perché la stagione sarà lunga e stressante, specialmente dopo la sosta attuale. La Lazio infatti, giocherà praticamente ogni 3 giorni fino a fine mese e il loro impiego è certo. Il kosovaro deve mettersi alla spalle una stagione ricca di infortuni, Cataldi è a caccia di conferme dopo essersi riguadagnato la Lazio, in un ruolo in cui deve ancora dimostrarsi completamente a suo agio. 

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APPROFONDIMENTI

“La migliore estate di sempre”, ecco i segreti del lavoro estivo della Lazio

Rispetto alla scorsa estate, la Lazio ha lavorato meglio nel ritiro estivo. Ci sono alcuni fattori che hanno permesso a Ripert di preparare diversamente i suoi ragazzi. Tanto per cominciare, l'assenza del mondiale ha consegnato la rosa quasi al completo ad Inzaghi, fin da subito, permettendo un lavoro di 18 giorni e non di 13. In seconda battuta il mercato: completato quasi interamente prima ancora della partenza per il Veneto. Il tutto rifinito dal lavoro di Marienfeld, dove sono state sviluppate resistenza e velocità. “Da quando sono qui, questa è stata l'estate in cui abbiamo lavorato meglio”. Dichiarava Ciro Immobile al termine di Sampdoria-Lazio. Un punto di partenza fondamentale per poter andare a caccia della Champions.

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NAZIONALI

Lazionali: Correa completa il tridente con Dybala e Lautaro, in campo anche Luiz Felipe e Marusic

Nella serata di ieri tre giocatori della Lazio sono stati impegnati con le rispettive nazionali. Marusic ha giocato circa un'ora nell'amichevole contro l' Ungheria, da terzino sinistro, nella vittoria per 2-1 dei suoi. Luiz Felipe ha preso parte per una decina di minuti alla sfida fra il suo Brasile Olimpico e la Colombia, entrando al 78'. L'Argentina di Scaloni, chiude la lista, con l'amichevole a Los Angeles contro il Cile. Un'albiceleste 'italiana', con Lautaro, Dybala, De Paul e lo stesso Correa dal 1'. Il giocatore della Lazio ha disputato 60 minuti.

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ESCLUSIVE

‘DOA’ – Onofri: “Lazio, la scelta di cambiare poco pagherà. Correa? Diventerà determinante” (AUDIO)

Claudio Onofri a 'DOVE OSANO LE AQUILE': "La Lazio ha un grande vantaggio su quasi tutte le concorrenti per il quarto posto: non ha stravolto la rosa. Lo abbiamo già visto nelle prime due giornate, quando i biancocelesti hanno messo sotto nettamente Sampdoria e Roma. E se nel derby non ha raccolto i 3 punti, li avrebbe assolutamente meritati. Inzaghi ha una rosa di qualità e molto solida, l'aggiunta di Lazzari è quel pezzo che mancava per completare l'organico. Per la Champions la corsa è aperta, la Lazio si è conquistata di diritto un posto fra le contendenti, l'obiettivo è alla portata. Correa? Può essere il valore aggiunto, ha tutto per fare bene e i segnali che sta mandando sono da giocatore pronto a fare un salto di categoria e diventare determinante. Sbaglia troppi gol? Può migliorare, ma non va sottovalutato il fatto che ogni volta che ha la palla fra i piedi succede qualcosa".

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO 1900’ – Giordano : “Se Immobile restasse in panchina con la Finlandia sarebbe una bocciatura. I top player strapagati devono accettare la concorrenza dei big” (AUDIO)

'9 GENNAIO 1900' – Bruno Giordano: “Contro l'Armenia vittoria a fatica, poi segni prima o poi perché loro erano in 10 per tutta la ripresa: sei a inizio stagiona ma sinceramente mi aspettavo qualcosa in più. Abbiamo avuto la conferma che Bonucci e Romagnoli insieme non possono giocare, entrambi bravi ad impostare ma in campo aperto vanno in difficoltà se presi in velocità. Immobile in panchina? Me l'aspetto titolare con la Finlandia, se vedessimo le stesse scelte – Belotti titolare e Lasagna primo cambio – per la punta della Lazio sarebbe quasi una bocciatura e l'ex Siviglia dovrebbe farsene una ragione. I prossimi rinnovi dei top player? La Lazio fa bene, questo vuol dire anche accettare la panchina se un compagno fa meglio di te. Abbiamo visto giocatori pagati tanti lamentarsi dopo qualche panchina, allora alla Juventus con Emre Can o Dybala cosa dovrebbe accadere. Badelj? Dipende da cosa gli è stato detto al suo arrivo, quet'anno il tecnico ha detto che si ripartiva da zero e giocava chi meritava, in tal senso non ho capito perché Parolo non è stato confermato nel derby dopo la buona prova di Marassi con la Sampdoria”. 

 

 

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NAZIONALI

Europeo 2020: Italia distratta ma basta per rimontare e battere l’Armenia 3-1

L'Italia vince 3-1 in rimonta in Armenia. Reti di Karapetyan 11' pt, Belotti 29' pt, Pellegrini 32' st, Airapetyan (autorete) 35' st

Armenia-Italia 1-3: 35' st, Sensi serve Belotti, che protegge palla, si gira e tira, colpisce il palo e Airapetyan devia in rete
Armenia-Italia 1-2: 32' st, Lorenzo Pellegrini si inserisce perfettamente in area e su perfetto cross di Bonucci, insacca di testa.
Armenia-Italia 1-1 fine pt: Karapetyan 11', Belotti 29'. Occasioni: Bernardeschi 2 (traversa), Belotti 2. Karapetyan espulso (46')
Armenia-Italia 1-1: al 28' pt grande azione di Emerson sulla sinistra, palla in area per Belotti che pareggia con un tocco al volo.
Armenia-Italia 1-0: all'11' pt gli azzurri si fanno infilare in contropiede, conclusione vincente di Karapetyan, un gran diagonale.
Roberto Mancini sceglie Bernardeschi per completare il tridente offensivo dell'Italia, in Armenia. Per la prima partita di qualificazione a Euro 2020 dopo la pausa estiva, il ct ha preferito l'attaccante Juve a El Sharawy. Al centro dell'attacco Belotti, il terzo della linea a destra Chiesa. A centrocampo, Barella e' preferito a Sensi per un reparto completato da Jorginho e Verratti.

ansa.it

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FORMELLO

FORMELLO – Seduta con la rosa ridotta ma Lukaku lavora in gruppo

Seppur in formato ridotto a causa dell'assenza dei 10 nazionali – Strakosha (Albania), Bastos (Angola), Correa (Argentina), Luiz Felipe (Brasile Under 23), Immobile e Acerbi (Italia), Berisha (Kosovo), Marusic (Montenegro), Milinkovic (Serbia) e Vavro (Slovacchia) – la Lazio è tornata ad allenarsi stasera a Formello. Messa in moto  costituita da lavoro aerobico e tecnico, quindi sessione atletica inframezzata  da una parte incentrata sul possesso palla; sipario con partitella a campo ridotto vinta 7-5 dai celesti. Il tecnico piacentino per integrare il gruppo, considerate anche le assenze di  Adekanye, Durmisi e Jorge Silva, ha aggregato dalla Primavera Kalaj, Falbo, Bianchi e Nimmermeer. I sorrisi arrivano dalle conferme di Caicedo e Lukaku, il belga si è mosso con il resto dei compagni ma per il rientro definitivo serve il ricondizionamento atletico. Domani e a sabato seduta alle 9,30, quindi due giorni di break per ricominciare martedì.  

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POLITICA SPORTIVA

Guerra Fredda tra Coni e Sport e Salute, Malagò: “Via la sede dal Foro Italico”

La guerra è frontale, ed è il primo caso che il neo ministro dello sport e politiche giovanili Vincenzo Spadafora dovrà affrontare a breve. Tra Coni e Sport e Salute i rapporti sono a zero, impossibile aprire un dialogo. Alla prima occasione dopo l'ordine di servizio sull'utilizzo del logo Italia Team (associato finora agli atleti olimpici), ecco Malagò intimare lo sfratto da Palazzo H a Sport e Salute, la società cui il precedente governo aveva assegnato la cassaforte dello sport. «Si cerchino un'altra casa, il Palazzo H e lo Stadio dei Marmi è stato assegnato al Coni. E noi andremo avanti con un manipolo di 110 impiegati a noi distaccati. Faremo qualcosa di piccolo (la Francia, fanno notare gli uomini a cinque cerchi, ha un comitato con 129 dipendenti, ndr) per i 40 milioni assegnati». Nella diatriba il niet di Malagò all'uso del logo contestato e il taglio della dotazione di biglietti per la tribuna d'Onore dell'Olimpico. «Per dignità non si può passare da 540 a 12 biglietti per le gare della Lazio e 20 per quelle della Roma. Ringrazio, invece, i club e Sky per la disponibilità ad ospitarci nei loro palchi», dice Malagò in attesa delle replica dura di Sabelli, il numero uno di Sport e Salute che arriva in serata. «Dichiarazioni inaccettabili, ingiustificate: finora non era emersa nessuna insoddisfazione o critica sulla qualità dei rapporti e sul rispetto reciproco», dice Sabelli che però vuole andare avanti nella sua strategia. «Policy legittima, quella nostra sui biglietti». Malagò, però, è una furia e contesta anche un'invasione di campo sulla delicata questione dei rapporti con il Cio. «E' incredibile l'ingerenza del presidente Sabelli che parla, non ho capito a che titolo, della questione dei rapporti tra Coni e Cio. È pericoloso anche solo evocare il rischio di non partecipare all'Olimpiade: sarebbe bastato leggere la lettera di Losanna per capire quanto delicata sia la questione della legge delega sullo sport». Una legge votata da M5S, ma non dal Pd, e comunque ferma in Senato ora. 
SUBITO AL LAVORO
Subito una patata bollente, dunque, per il neo ministro Spadafora. Uomo trasversale e tra i fautori del matrimonio tra M5S e Pd. Una figura con cui il presidente del Coni, Giovanni Malagò spera di poter interloquire in merito alla legge delega sullo sport. Questione di buon senso, sfumature e aspetti da rendere compatibili. Con l'ex Giancarlo Giorgetti non era stato del tutto possibile. «Comunque la decisione di avere una struttura Coni autonoma – dice Malagò – era stata presa ben prima della caduta del governo gialloverde». 
Va ricordato che il 6 agosto Coni e Sport e Salute avevano siglato un accordo di servizio. «Se non l'avessi fatto il Coni poteva rischiare il commissariamento» sottolinea Malagò che poi rimarca: «Non c'è nessuna collaborazione, purtroppo». 
QUERELLE TAGLIANDI
Tre le questioni che hanno infiammato l'animo del presidente del Coni: il marketing, Milano-Cortina e i biglietti dell'Olimpico. Quest'ultima una querelle molto spinosa. «Il fatto del taglio dei biglietti è grave, anche perché i biglietti Sport e Salute non li potrà mai vendere. Questo è talmente uno sgarbo al Coni che adesso atleti e tecnici sono ospiti delle società e per questo devo ringraziare Lotito, Fienga, Baldissoni e Sky. I biglietti non li userò per dignità». Non è la prima volta, però, che il Coni rinuncia a quei tagliandi: per un lungo periodo la querelle tra il Coni di Petrucci e Lotito portò alla guerra fredda dei tagliandi. 

Il Messaggero
 

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CALCIOMERCATO

El Pais: Messi può rescindere unilateralmente il contratto col Barca a costo zero

Non solo ha ottenuto 200 milioni di euro netti per 4 stagioni, tra ingaggio e premi alla firma. Leo Messi quando nel 2017 ha firmato il suo nono rinnovo col Barcellona ha fatto inserire nel contratto, in scadenza nel 2021, una clausola secondo la quale ogni anno a giugno può decidere unilateralmente di abbandonare il club, rescindendo il contratto stesso. Unica condizione, deve dare al Barça una preavviso di 30 giorni.

ADDIO GRATIS—   

La rivelazione è stata fatta dal Pais, che ha avuto conferme in merito anche dal club. Non è chiaro se per andarsene Leo debba pagare qualche penale, anche perché va ricordato che la clausola di rescissione è stata alzata da 250 a 700 milioni, cifra che viene di fatto annullata da quanto scritto in precedenza. Se Messi deciderà di andarsene nel 2020, o nel 2021, lo farà gratuitamente. AL CAMP NOU, TRANQUILLI—   Secondo El Pais al Camp Nou stanno tranquilli per una buona serie di motivi: il salario dell’argentino, come detto, 50 milioni netti all’anno, non esattamente alla portata di tutti. La fedeltà sempre mostrata dal ragazzo che è a Barcellona e al Barcellona dal 2000. Il suo amore per la città, oltre che per il club, condiviso dal nutrito clan di famigliari che lo circonda. E l’età del “diez”, 33 anni la prossima estate, che unita al salario rende l’operazione piuttosto complicata. Al Camp Nou ricordano che anche Xavi, Puyol e Iniesta avevano firmato contratti simili e non se ne sono mai andati e ritengono che con Leo sarà lo stesso. A qualcuno in giro per l’Europa (e lasciamo perdere la Cina) però la notizia rivelata dal quotidiano spagnolo può far venire l’acquolina in bocca.

gazzetta.it