Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Mauri: “Utilizzo VAR? Ci sono ancora delle zone d’ombra sull’interpretazione. Io inserirei un ex calciatore…” (VIDEO)

STEFANO MAURI in studio a 'NMM': "Secondo me il fallo di Lukaku c'era, ma è giusto che il VAR non sia intervenuto visto che non era un chiaro errore. Sottil ha il pieno possesso della palla e non c'è il rischio che glie la tolgano. Per il metro di misura adottato dall'arbitro ci può anche stare che non venga fischiato, ma 99 volte su 100 l'arbitro quel contatto lo fischia. Secondo me è calcio di rigore quello di Caceres su Lazzari. Nel momento in cui l'arbitro non fischia, dipende cosa si sono detti con l'assistente al VAR. Ci sono ancora delle zone d'ombra nell'interpretazione del regolamento che fanno arrabbiare i tifosi"'. Credo sia importante aggiungere nella sala VAR un ex calciatore che possa dare un contributo nell'interpretazione degli episodi. E' difficile farlo in Italia, si vive di campanilismo".

Categorie
APPROFONDIMENTI

Milinkovic vuole tornare protagonista: quando vede Torino…

Arriva il Torino e Sergej Milinkovic sente il vento a favore. Il 24enne tuttocampista della Lazio avverte la carica giusta per riscattare le ultime prove in tono minore. A Glasgow e a Firenze il serbo non si è espresso ai suoi livelli migliori, frenando così quel rilancio lasciato intravedere dalle precedenti prestazioni. Ora Milinkovic vuole riprendere il passo giusto per tornare tra i protagonisti della Lazio di Inzaghi, che domani sera, nella gara casalinga contro il Torino, mira ai tre punti per provare ad agganciare la zona Champions. E, per puntare in alto, i biancocelesti fanno affidamento sul talento di Milinkovic. Che a sua volta sa che, per riproporsi da uomo mercato a livello internazionale, può avere una buona spinta dai traguardi che la Lazio raggiungerà.

IL TRIS NEL MIRINO

La sfida contro il Torino riaccende Milinkovic pure per i suoi recenti precedenti da marcatore. Infatti, nell'ultima sfida a Roma, il 29 dicembre dello scorso anno, l'1-1 venne timbrato proprio dal serbo, che rimediò al vantaggio iniziale di Belotti su rigore. Così come l'ultimo successo della Lazio sui granata, l'1-0 del 29 aprile 2018, è stato firmato da una rete di Milinkovic. Era la 35a giornata e quel gol consolidò il quarto posto che valeva la Champions, che sfuggì nei minuti finali dell'ultima partita, lo scontro diretto contro l'Inter all'Olimpico. Due i gol segnati in questa stagione da Milinkovic, entrambi in casa, contro il Genoa in Serie A e contro il Rennes in Europa League. Tutti e due hanno portato vittorie. Domani sera, Milinkovic inseguirà il suo tris vincente all'Olimpico, sulla scia dei suoi precedenti con il Torino. Per riprendersi anche il ruolo di trascinatore della Lazio verso la Champions. gazzetta.it

Categorie
STATISTICHE

Inzaghi-Torino, precedenti in perfetto equilibrio

ecnico della Lazio, sua prima esperienza in assoluto da allenatore di una squadra professionistica, dall'aprile del 2016, quando sostituì, inizialmente da traghettatore, l'attuale tecnico del Milan, Stefano Pioli, il 43enne Simone Inzaghi, brevemente messo in discussione dopo la sconfitta di coppa contro il Celtic, ma tornato di prepotenza nelle grazie di Lotito e Tare dopo il successo di Firenze, domani sera affronterà il Toro per la settima volta, nella sua finora breve, ma fruttuosa, carriera da allenatore. 

Un bilancio, fino a questo punto, in perfetto equilibrio: due vittorie laziali, due pareggi, due volte l'hanno invece spuntata i granata. La stagione che sorride di più a Inzaghi, contro il Toro, è la prima delle tre: 2-2 a Torino nell'ottobre 2016, con rigore dell'ex-romanista Ljajic a pareggiare i conti nel finale, 3-1 nel marzo 2017, con Immobile e gli ormai ex Keita e Felipe Anderson a segno. Doppio segno 2 il campionato successivo, 2017/18: spettacolare 1-3 granata all'Olimpico nel dicembre 2017, con Berenguer, Rincòn ed Edera in rete, Milinkovic-Savic restituisce il favore a Torino nell'aprile del 2018. Ancora il serbo risponde a Belotti nell'ultima gara del 2018, la stagione scorsa, mentre il Toro chiude il campionato, guadagnandosi quello che si rivelerà poi il posto in classifica utile a disputare i preliminari di Europa League, imponendosi sui biancocelesti di Inzaghi lo scorso 26 maggio: 3-1 firmato da Iago, Lukic, e De Silvestri, di Immobile l'unico gol capitolino. torinogranata

Categorie
AVVERSARIO

Torino sotto esame, il Ds Bava: “Dovete dare di più”

"Dovete dare di più" è, molto in sintesi, il concetto del discorso fatto dal direttore sportivo Massimo Bava a Belotti e compagni. Negli spogliatoi del Filadelfia, ieri pomeriggio, è andata in scena la strigliata dell'uomo mercato granata: come riporta Tuttosport, infatti, Bava ha parlato con i giocatori, spronandoli a cambiare marcia. Inoltre, è stata ribadita la fiducia nel tecnico Walter Mazzarri, sempre come svelato dal quotidiano torinese in edicola.

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano: “Caicedo, ora ti vogliamo vedere più nell’area avversaria. Correa come Ribery…” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a 'NMM': "Spero che dopo quanto avvenuto con il Bologna e con il Torino, Inzaghi dia delle gerarchie chiare e da rispettare per quanto riguarda i calci di rigore. Noi ci mettiamo sempre sotto schaffo, cosa sarebbe accaduto nel caso in cui, dopo il rigore sbagliato di Caicedo, la Fiorentina avesse pareggiato? Al limite posso capire quando si lascia un rigore ad un compagno a risultato acquisito. Caicedo? Ha tecnica soprafina, giocare sempre di prima come fa lui è significativo. Certo che se a volte, invece di giocare di prima, si girasse verso la porta per fare gol sarebbe meglio. Lo scorso anno lo faceva di pià, in questa stagione l'abbiamo visto pochissimo nell'aria di rigore avvrsaria. Correa, invece, quando riesce a prendere palla ed a girarsi, è bravo a creare superiorità numerica. Per lui puntare gli avversari è come giocare di prima. Da questo punto di vista è come Ribery per la Fiorentina. Quando ha palla lui gli avversari vanno in sofferenza. Quest'anno lavora molto centralmente, spesso è più avanti di lui che Immobile".

Categorie
FORMELLO

Inzaghi fuori dal tunnel, adesso chiede continuità: “Normale ricevere critiche, avanti con le mie idee. Con il Toro sarà difficilissima” (AUDIO)

Alla vigilia del match con il Torino, il tecnico biancoceleste Simone Inzaghi è intervenuto in conferenza stampa dal Centro Sportivo di Formello: “Domenica abbiamo vinto una gara molto importante per la nostra classifica. Abbiamo analizzato l’incontro, è stata un’ottima prestazione condita da qualche errore, dobbiamo comunque migliorare. Anche a Glasgow, però, avevamo offerto una grande partita. Per allestire la trasferta di Firenze abbiamo avuto poco tempo, per questo ho fatto i complimenti ai miei ragazzi. È normale ricevere critiche, bisogna saperle accettare sapendo da dove arrivano, fa parte del nostro lavoro. Anche nelle passate stagioni c’è stato qualcosa che non è andato, penso che un tecnico debba andare avanti con le proprie idee provando a commettere meno errori. Ogni giorno bisogna prendere tante decisioni ed è importante credere in quello che si fa trasmettendolo al meglio alla propria squadra. Ieri abbiamo svolto un lavoro di scarico perché siamo tornati tardi da Firenze. Tra oggi e domani dovrò valutare i miei giocatori ed i loro recuperi. Leiva ed Immobile hanno degli acciacchi, bisognerà meditare sui loro utilizzi. Jony è un ragazzo che ha tantissima voglia e capisce rapidamente: può essere impiegato come quinto di centrocampo, ma ha bisogno di tempo. In qualche esercitazione può essere schierato come mezz’ala ma sono felice dell’atteggiamento di Jony, prova sempre ad imparare ed è un ragazzo positivo. Milinkovic era stanco dopo la trasferta di Glasgow, per questo l’ho sostituito nel secondo tempo di domenica, ma la Fiorentina era molto fisica e per non subire le palle inattive ho optato per Parolo. Dobbiamo provare a portare tanti calciatori in zona gol. Immobile è il nostro bomber e si mette sempre al servizio dei suoi compagni. La nostra coppia gol è la seconda in Serie A, possiamo ancora crescere trovando altre reti con i nostri centrocampisti ed i nostri difensori. Anche Correa e Caicedo, infatti, quando sono stati impiegati hanno sempre dato il massimo trovando diverse reti. Sono contento del rientro di Lukaku: ad inizio anno gli ho rinnovato la mia fiducia, è con me da più di due anni e sa quello che voglio. Deve continuare a lavorare senza mollare, è un ragazzo con tantissime qualità che troverà il suo spazio. Valon Berisha si sta allenando nel migliore dei modi, ha tanta concorrenza nel suo ruolo. Milinkovic, Luis Alberto e Parolo sono i tre titolari, mentre Cataldi è in crescita ed anche Parolo e Lulic possono essere schierati in quelle posizione. Starà al kosovaro raccogliere al meglio le occasioni che gli verranno concesse, è un grande professionista al quale non posso rimproverare nulla. Immobile è il nostro rigorista, a Bologna potevano calciare Luis Alberto, Correa e Caicedo. Quando il numero 17 è in campo è lui a calciare, ma non ha detto di no a Caicedo quando gli ha chiesto di calciare il penalty: era già accaduto con Keita nella stagione 2016/17 ed anche lo scorso anno Caicedo aveva deciso un penalty importante contro l’Empoli. Domani ci aspetta una gara molto impegnativa contro una formazione fisica che ci ha sempre dato del filo da torcere. Mazzarri è un ottimo tecnico che vanta sempre compagini organizzate. Belotti ed Immobile sono i titolari della nostra Nazionale italiana: il numero 9 granata lo stimo molto perché lo conosco bene. Mi auguro, però, che domani Immobile possa andar meglio del suo collega”.

Categorie
APPROFONDIMENTI

Non solo bomber, ora Immobile è leader che non si risparmia mai. Con il Torino vuole esserci, ma è in uno stato pre-lesione

Biondo e rapido come Beppe Signori, ha segnato 77 gol come Giorgio Chinaglia, qualcuno ci vede un pizzico di Bruno Giordano, lui si ispira a Bobo Vieri. Ciro is on fire! Vola, Lazio vola. In squadra nessuno come lui. Ora Immobile il grido di battaglia. Il colpo di testa con cui ha sbancato Firenze coincide anche con il suo decimo sigillo in stagione. Dal 2000 solo tre giocatori sono finiti in doppia cifra nelle prime 9 gare: Toni (2005-06), Dybala (2017-18) e lui stesso (2017-18). Guarda tutti dall’alto della classifica marcatori. E ora vede il traguardo dei 100. Gliene mancano solo 3. A fine gara Inzaghi abbraccia Ciro e tutti i suoi uomini. Immobile però vale più degli altri. Ha numeri impressionati. Ha partecipato attivamente addirittura a 14 reti delle 18 totali biancocelesti. Questa non è solo dipendenza, è proprio tirannia. Solo Immobile vede così la porta e solo se segna lui è possibile ritrovare la vittoria. E anche una posizione più degna in classifica: 8 dei 15 punti attuali li ha conquistati lui. Vittoria a Genova con doppietta, altre due doppiette con Bologna e Atalanta e due pareggi e infine la capocciata da 3 punti di domenica sera. La Lazio torna al sesto posto insieme al Cagliari, a un punto dalla Roma e a due (a 17 ci sta il Napoli) dall’Europa che conta. E’ Ciro a puntarla, non ha mai preso così bene la mira. Alla faccia di chi lo criticava con la maglia dell’Italia. Ora è pure il secondo assistman biancoceleste (dietro Luis Alberto a quota 5). 
UNO PER TUTTI 
Inzaghi non può contare su un altro come lui non c’è. Basti pensare che al secondo posto dei cannonieri di squadra c’è Correa a quota 3 (quarta coppia gol in Europa) e Milinkovic con 2. Facendo due conti, Immobile ha fatto gli stessi gol di tutti gli altri sommati in squadra. Numeri che da un lato certificano la grandezza di Ciro ma dall’altro fanno sorgere l’interrogativo: senza Immobile chi segna? Ed è proprio il problema che si pone il tecnico biancoceleste. A questo punto della stagione sperava di avere un contributo maggiore da parte dei centrocampisti e una mira migliore da parte di Correa e Caicedo. Già, domenica Ciro ha anche lasciato il rigore a Felipe. In pochi altri lo avrebbero fatto ma dopo quello col brivido segnato all’Atalanta aveva giurato: mai più un penalty all’ultimo minuto. Lotta, sgomita, nessun altro attaccante centrale fa i suoi stessi movimenti. Corre tantissimo, spesso finisce con il fiatone ma non molla mai. Il litigio con Inzaghi per la sostituzione contro il Parma è archiviato. Anche il ct Mancini si è ricreduto. Immobile all’Europeo è più che utile. Nella Lazio è fondamentale ma servono i gol di tutti per centrare il quarto posto, Ciro da solo non può bastare. 
A TUTTI I COSTI 
Lui non si risparmia mai. Gioca anche con una gamba sola. E’ alle prese con un fastidio al ginocchio. Anche al Franchi si è fatto sentire. Domenica ha giocato già acciaccato. Un piccolo guaio muscolare che si era presentato dopo la difficile trasferta di Glasgow. Sabato addirittura zoppicava, domenica sera ha stretto i denti sino all’ultimo senza far trasparire alcun dolore o fatica. Eppure ieri mattina in gran segreto ha svolto gli esami strumentali alla clinica Paideia. I medici consigliano a lui e a Inzaghi di farlo partire dalla panchina, ma Ciro non vuole perdersi a nessun costo la sfida contro la sua ex squadra. Rimane fortemente in dubbio però per domani sera, è in uno stato pre-lesionale che poi potrebbe compromettere il prossimo big match di San Siro contro il Milan e il match decisivo per l’Europa. Ecco perché Inzaghi voleva far riposare Correa, ma potrebbero toccare ancora a lui gli straordinari stavolta. Caicedo partirà sicuramente dal primo minuto per farsi perdonare pure il rigore sbagliato con la Fiorentina, al suo fianco in vantaggio la punta argentina. Sperando non si debba sempre attendere Ciro per ritrovare la porta.

Categorie
APPROFONDIMENTI

Leiva, terzo problema in pochi mesi: Cataldi scalpita

Si ferma ancora, Lucas Leiva. Il regista della Lazio paga a caro prezzo l’agonismo messo in campo domenica contro la Fiorentina. Una prestazione di livello, conclusa stringendo i denti per una forte contusione alla gamba, rimediata nel secondo tempo. La sua presenza contro il Torino domani è in forte dubbio. Simone Inzaghi è in apprensione e c’è chi parla di «stato pre-lesione». Un timore che il tecnico vuole scongiurare. Ieri pomeriggio il “Comandante” non si è allenato. Non ha partecipato alla seduta di scarico, riservata ai protagonisti della vittoria del Franchi. Fisioterapia, ghiaccio e riposo. 

RICADUTE 
E’ la terza volta che l’ex Liverpool si ferma. La prima per una lesione alla coscia destra lo scorso luglio: un infortunio che lo costrinse a finire anzitempo il ritiro di Auronzo di Cadore. La seconda il 22 agosto, a quattro giorni dal debutto in campionato in casa della Sampdoria. Una lieve ricaduta che gli impedì di giocare contro i blucerchiati. A Marassi toccò a Parolo, promosso in regia con alterne fortune anche contro Spal, Rennes, Bologna e Parma nel secondo tempo e contro Inter e Atalanta dall’inizio. Prestazioni dal rendimento altalenante, che non hanno inciso sul suo impiego. Tra playmaker e mezzala ha trovato spazio 11 volte, nove campionato e due in Europa League, per un totale di 611 minuti giocati. Non male per una “riserva”. 

DANILO C’E’ 
Situazione opposta per Danilo Cataldi, preferito a Badelj in estate come vice Leiva, ma utilizzato col contagocce: appena 138 minuti, praticamente un sesto di Parolo, spesso in formazioni stravolte dal turnover o in situazioni critiche, come a gara in corso contro l’Atalanta sul 3-0 per i nerazzurri. Eppure Danilo, fresco di rinnovo fino al 2022, è riuscito a lasciare il segno. Contro il Celtic in soli cinque minuti ha sfiorato il gol del pari. Al Franchi, ancora una volta, è rimasto a guardare. Domani potrebbe essere la sua chance, sperando di trovare finalmente un pizzico di continuità. Ilmessaggero.it

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Rambaudi: “Patric e Lukaku certificano il mancato impatto dei nuovi. Mazzarri? Sempre difficile batterlo” (AUDIO)

Roberto Rambaudi a 'QUELLI CHE…': Patric al posto di Vavro e Lukaku subentrato al posto di Jony sono due scelte pesanti, scelte che certificano il mancato impatto del mercato estivo. Il Torino? Coefficiente di difficoltà altissimo, è una squadre che sa chiudersi bene e ripartire, fisica e rognosa come tutte le squadre di Mazzarri. Walter ha sempre fatto bene, tranne qualche rara occasione. Da Reggio in poi ha dimostrato di essere un ottimo allenatore.

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Piscedda: “Battere il Toro per non vanificare Firenze, Correa? Pochi gol, ma non rinuncerei mai a lui” (AUDIO)

Massimo Piscedda a 'QUELLI CHE…': “Era necessario rimettersi in corsa, la vittoria contro la Fiorentina restituisce credibilità alla Lazio e alla sua corsa europea. Senza battere il Torino però c'è il rischio di renderla quasi vana, la spinta di Firenze va sfruttata nelle prossime due gare, credo che la Lazio possa fare almeno 4 punti. Correa sbaglia troppo? Non rinuncerei mai a lui, anche se effettivamente la finalizzazione non è il suo forte. Mazzarri è un buon allenatore, pratico e non esteta del gioco, non ce ne sono tantissimi migliori di lui nel nostro campionato”.