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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Cardone (La Repubblica): “Inzaghi con mentalità ‘manciniana’, ora deve eliminare l’ultimo difetto…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a 'NMM': "Spero che prima o poi la Lazio riesca ad eliminare il difetto di non riuscire a chiudere le partite dopo essere passata in vantaggio. Strano pensando alla concretezza da calciatore di Simone Inzaghi (ride,ndr). Qualcosa da Mancini, a livello di gusto estetico, ha preso. Entrambi scelgono giocatori di qualità, al massimo scelgono un mediano. La bellezza di questa Lazio dal punto di vista del gioco si può accostare alla Nazionale di Mancini. Anche nella predisposizione di non accontentarsi del vantaggio minimo. Il pressing finale di Reggio Emilia è emblematico. La Lazio ha voluto a tutti i costi segnare il gol della vittoria. E' un segnale di mentalità evidente, anche perchè già è accaduto nelle precedenti gare. E' una mentalità molto manciniana".

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DICHIARAZIONI

Immobile: “È l’anno della Champions. Voglio chiudere qui la carriera”

È un anno d’oro per Ciro Immobile, coronato da una valanga di gol e record. Il bomber della Lazio si è raccontato ai microfoni di “Linea Diletta” su DAZN in una insolita battuta di pesca sulle rive del Lago di Vico (VT). E le prime parole sono tutte per l’allenatore Inzaghi: “Lui a pesca non va, impossibile vederlo fermo, deve stare sempre in movimento. Siamo cresciuti insieme: io come calciatore, lui come uno dei migliori allenatori. Potevamo fare di più con la Lazio, soprattutto nell’anno che abbiamo perso la Champions League all’ultima giornata contro l’Inter. Però nella scorsa stagione è arrivata la Coppa Italia che è un traguardo importante. Noi dobbiamo sempre lottare per la Champions, per una società così grande è un obbligo. Il rapporto con lui? Io sono uno dei senatori e cerco di aiutarlo negli spogliatoi. Ci sono momenti in cui si discute, è normale. Dopo la mia sfuriata al momento della sostituzione (match contro il Parma, ndr), ci è rimasto male per il rapporto che abbiamo. Alla fine però ha fortificato ancora di più il legame”.

Ciro tra passato e presente continua a raccontarsi, senza dimenticare l’obiettivo di fare bene anche in Nazionale: “Questo per la Lazio è l’anno buono per la Champions League. Stiamo facendo un grande percorso, poteva essere ottimo senza aver perso qualche punto in giro. È il nostro limite: se vuoi essere una grande squadra non devi permetterti certi risultati. Io e Belotti in concorrenza per essere titolari con l’Italia? Siamo amici, abbiamo trascorso anche le vacanze insieme alle Maldive. Si vedrà, c’è competizione sana ed è giusto così. Con Mancini mi trovo bene, qualcuno diceva il contrario. Va tutto a gonfie vele, abbiamo raggiunto grandi risultati e ho visto gente ritornare ad appassionarsi alla nazionale. Klopp? Mi piace parlare di lui, mi sarebbe però piaciuto lavorarci nel mio miglior momento che ovviamente non è stato quello a Dortmund”. Poi sul futuro in biancoceleste: “Vorrei rimanere qui sino a fine carriera. La città è bellissima e si sta bene. Anche con la società il rapporto va alla grande e i tifosi mi amano. Quando trovi un certo equilibrio è difficile andare via”. Poi una battuta sul patron Lotito: “Se gli ho chiesto l’aumento? Ho cercato di convincerlo in tutti i modi (ride, ndr)".

L’amore per la moglie

Immobile e Jessica sono una cosa sola e hanno formato una bellissima famiglia: “L’ho conosciuta a Pescara, da quel momento non ci siamo più lasciati. Dire al padre che sarebbe venuta con me a Genova è stato un dramma. Ci siamo sposati prima del Mondiale del 2014. Noi coppia social? Sì, ma riusciamo a gestire bene il pubblico e il privato. Lei non mi rimprovera, io invece lo faccio quando mette troppi video in cui balla. Alla fine fa sempre quello che vuole lei!”.

Capitolo razzismo

Immobile ha parlato anche di razzismo: “Dà fastidio quando la Lazio viene accostata a certe immagini. I tifosi biancocelesti hanno fatto tanti gesti a favore della lotta contro il razzismo. Qui parliamo di uno stereotipo. Se 10 tifosi della Lazio si comportano male andiamoli a prendere, non è giusto che paghi tutta la Curva Nord”.

 

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TIFOSI

Stade Rennais-Lazio, vendita tagliandi

La S.S. Lazio comunica che da venerdi 29 novembre verranno messi in vendita i tagliandi per la

trasferta della gara di Uefa Europa League  Stade Rennais – Lazio di giovedi 12 dicembre.

 

Queste le modalità della vendita:

 DALLE 16:00 DI VENERDI 29 NOVEMBRE FINO ALLE 16:00 DI MARTEDI 10 DICEMBRE

– Solo presso i punti vendita listicket gruppo Ticketone ricevitorie e punti plus:

La ricevitoria rilascerà un voucher personalizzato con il quale si potrà ritirare il biglietto di ingresso

stadio presso uno dei Lazio Style 1900 indicato al momento dell'acquisto.

Limite di vendita: nessun limite.

Per ritirare il biglietto di ingresso stadio presso il lazio style scelto nel momento dell'acquisto, oltre al

voucher acquistato in ricevitoria, sarà necessario presentare in visione il proprio documento di identità

in originale o in copia.

 

Inoltre, ai soli fini di sicurezza e per poter garantire e tutelare il fruitore del titolo di accesso allo stadio

ROAZHON PARK di Rennais, vi chiediamo la collaborazione nel comunicare al punto vendita alcune

informazioni inerenti il viaggio in Francia

 

 

 

Questi i biglietti riservati ai tifosi biancocelesti:

 

– Settore Ospiti 1 basso – Prezzo:  € 30,00 + 4,00 € per commisioni listicket per un totale di 34,00 €

 

I Lazio Style 1900 abilitati al ritiro dei biglietti ingresso stadio, a partire dalle ore 16:00 di

lunedi 2 dicembre fino alle ore 19:00 di martedi 10 dicembre sono:

 

– Lazio Style 1900 di Via G. Calderini 66/C

– Lazio Style 1900 di Roma Est

– Lazio Style 1900 di Parco Leonardo

 

 

IMPORTANTE COMUNICAZIONE:

La S.S. Lazio informa che in occasione della gara Stade Rennais – Lazio del prossimo 12

dicembre 2019, saranno adottate le stesse misure di sicurezza valide in Italia e pertanto i

destinatari di DASPO non avranno titolo per accedere allo ROAZHON PARK.

 

 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Rambaudi: “Inzaghi coerente, non crede alla qualificazione e schiera tutte le seconde linee” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a 'NMM': "Inzaghi ha dichiarato che la Lazio non passerà il turno? Un tecnico deve essere coerente anche con le sue scelte. Se avesse detto qualcosa di opposto per poi scegliere tutte seconde linee non avrebe avuto credito. Non a casa farà giocare quelli che hanno giocato di meno. Tutti insieme non è successo spesso, quindi è coerente. Se un tecnico credesse alla possibilità di passare farebbe scelte diverse. Anche i giocatori lo sanno, poi è chiaro che non si deve lasciare nulla al caso. Le possibilità sono molto basse, giusto non rischiare troppi giocatori titolari. Non c'è bisogno di parlare, il segnale arriva dai giocatori che vengono scelti". 

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INDISCREZIONI

Non solo Amrabat, il Napoli in pressing sul Verona anche per Kumbulla

Stasera il Napoli scenderà in campo ad Anfield per sfidare il Liverpool nella quinta sfida del girone E di Champions League. Un match importante per la squadra di Carlo Ancelotti che in caso di successo può staccare il biglietto per gli ottavi di finale. Ma per il Napoli non c’è solo il presente e non c’è solo la Champions League. Il club azzurro, infatti, sta già programmando il futuro e le prossime mosse. Il mercato di gennaio, infatti, è sempre più vicino e la società di Aurelio De Laurentiis sta monitorando due giocatori che in questo avvio di campionato hanno impressionato per qualità e quantità: stiamo parlando di Sofyan Amrabat (centrocampista di 23 anni) e Marash Kumbulla (difensore di 19 anni), entrambi calciatori del Verona che anche grazie alle loro prestazioni sul campo sta attraversando un buon periodo di forma.

Corrieredellospor.it

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APPROFONDIMENTI

Lazio, mental coach-Inzaghi: tutta la rosa coinvolta e motivata

La fiducia sconfigge la paura e fa la differenza. Sempre. Lo sa bene Inzaghi, che è stato prima giocatore, e sfrutta da tecnico questa conoscenza. S’affida sempre ai big e alla vecchia guardia, ma non dimentica di far sentire importante anche chi parte dalla panchina. Può tornare utile, anzi vitale all’occorrenza. Così Patric pian piano scala ogni gerarchia, diventa portafortuna (18 punti su 18 con lui in campo) e supera i suoi limiti in difesa. Praticamente con lo spagnolo la Lazio non ha mai perso. Così Caicedo si dimentica del dolore alla caviglia, entra e in dodici minuti risolve una partita. E il furbo Simone ribadisce a fine gara: «Se non avesse avuto quel problema, avrebbe giocato titolare a Reggio Emilia». Suona come una bugia, lo dimostrano le 10 partite (su 13) fuori dell’ecuadoregno in Serie A. Perché Inzaghi non rinuncia mai dall’inizio a Correa. Eppure è buona e giusta questa tattica, anche se sinora non ha funzionato in Europa League. L’allenatore credeva di poter riuscire a superare il girone con le motivazioni delle seconde linee, invece adesso si ritrova con un piede fuori, nonostante l’incertezza della matematica. In ogni caso non cambierà domani la strategia: avanti con chi ha giocato meno contro il Cluj e poi si vedrà. I conti definitivi si faranno dopo questo turno, contro il Rennes (unica squadra sinora battuta) all’ultima giornata. 
RILANCIO
Scacciate ogni retropensiero dalla testa, Inzaghi non voleva uscire dall’Europa. Nelle ultime annate aveva usato, bene o male, la stessa gestione ponderata. Solo dopo la qualificazione, aveva ridotto il turnover e s’era affidato ai senatori della squadra. Tra l’altro contro il Celtic non ha comunque funzionato, forse anche per colpa degli acciacchi, un parziale cambio di strategia. Ecco perché domani il mister cercherà di rimotivare tutti quei giocatori meno utilizzati della rosa. Vanno recuperati Luiz Felipe e Vavro in difesa, Parolo e Cataldi in mediana, Jony sulla fascia. Chissà se prima o poi ci sarà pure spazio per il baby Adekanye dall’inizio di una sfida. Questa potrebbe essere persino la volta buona. Anche perché, a questo punto, il destino della Lazio non dipende più solo dalla propria bravura. Eh già perché anche in caso di vittoria bisognerà sempre incrociare gli altri risultati.
GESTIONE
Partirà per la quinta volta da titolare, Caicedo, in Europa. Dopo il gol vittoria a Reggio Emilia, Felipao ieri era al settimo cielo all’Istituto Città dei Bambini di Mentana: «Ho realizzato il mio sogno di giocare in Serie A, ringrazio tutti i tifosi che mi stimolano e trasmettono forza». Domani potrebbe finalmente esserci pure l’esordio stagionale di Proto in porta al posto di Strakosha: «Ho giocato in Champions e spero che la Lazio ci torni presto. Io sono sempre pronto per giocare». 
Nessuna parola fuori posto da parte delle riserve, qui sta la bravura dell’allenatore. Riuscire a coinvolgere e a farsi rispettare da ogni giocatore. Inzaghi c’è sempre riuscito nella sua gestione: ora ha pure alzato il rigore, basti ricordare il caso del leader Immobile. Così si unisce un gruppo per la causa e la fiducia si conquista goccia a goccia. Con la maglia sudata stavolta in Europa, basta pioggia.

Ilmessaggero.it

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EUROPA LEAGUE

Parolo tra presente e futuro: “Girano le scatole a perdere l’Europa. Contratto? Non voglio essere un peso” (AUDIO)

Il centrocampista biancoceleste Marco Parolo è intervenuto quest'oggi in conferenza stampa per presentare l'incontro di domani con il Cluj: 

“La partita è da vincere, ogni volta che giochiamo lo facciamo per ottenere i tre punti. Lo spirito del gruppo è quello giusto, vogliamo dare un segnale di continuità ai risultati positivi che stiamo ottenendo ultimamente in campionato. Vogliamo dare un segnale positivo a tutta la piazza. Non ci fa piacere uscire dall’Europa League: si gioca sempre in stadi belli contro squadre forti. In Europa bisogna stare attenti ad ogni particolare perché le formazioni sono composte da calciatori fisicamente forti e qualitativamente validi, le gare contro il Celtic ci hanno insegnato questo. Se dovessimo uscire, il campionato diventerebbe la nostra priorità. In questo momento siamo terzi in classifica ed il nostro obiettivo è preservare questa posizione fino al termine della Serie A. 

Quando sono arrivato volevo affermarmi e contribuire alla crescita del Club. In questi anni stiamo svolgendo un percorso generale che ci sta permettendo di competere in campionato per posizioni di vertice. Essere tra i rappresentanti di questa squadra per me è motivo d’orgoglio. In questo momento ancora non ho incontrato la Società, l’importante sarà essere chiari: mi sento importante per la Società e per la squadra, io voglio continuare a giocare. Se potrò dare ancora il mio contributo rinnoverò l’accordo con la Lazio, non voglio essere però un peso per questo Club, soprattutto per quanto mi ha dato e trasmesso nel corso di questi anni. I nuovi arrivati stanno crescendo: Lazzari conosceva già il calcio italiano, gli altri stanno migliorando e noto dei miglioramenti allenamento dopo allenamento. Siamo un gruppo forte che da vita sempre a sedute di livello e quando ci sono gruppi simili abbiamo sempre fatto bene. Credo che questo sia il segreto di questa squadra, oltre ad alcuni singoli che stanno facendo la differenza. 

Ultimamente abbiamo dimostrato di saper gestire le partite e di saperle vincere anche alla fine. Tutto dipende da come si lavora e da come ci si allena. Non so se siamo diventati maturi, ma dall’ultimo ritiro non abbiamo più sbagliato partite. Solo contro il Cluj e nel primo tempo con l’Atalanta non ci siamo espressi al meglio, altrimenti il gruppo ha sempre saputo offrire la prestazione ed ha sempre messo in campo ciò che è stato richiesto dallo staff tecnico”. sslazio.it

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EUROPA LEAGUE

Doverci provare non credendoci, Inzaghi: “Vinciamo e vediamo che succede, ma non passeremo. Rifarei tutte le scelte” (AUDIO)

È pronto a giocarsi le sue carte, anche se il cammino in Europa League sembra già compromesso. Simone Inzaghi, allenatore della Lazio, non si arrende alla vigilia del match dell’Olimpico contro il Cluj:

Sfida. «È una gara di Europa League, sappiamo che la nostra qualificazione è appesa a un filo. Fino a quando la matematica non ci condanna, proveremo a vincere in casa, ma sappiamo di avere poche possibilità. Abbiamo compromesso la qualificazione per colpa nostra, per fattori nostri ed esterni, col Celtic sull'1-1 a 10' dalla fine c'era un rigore clamoroso su Immobile, avrebbe indirizzato tutto in modo diverso. Abbiamo vinto una partita 2-1 e ne abbiamo perse tre per 2-1».

Scelte. «In Serie A stiamo giocando un ottimo calcio dalla prima giornata, il terzo posto è meritato. Il sorteggio europeo poteva andare meglio, i ragazzi poi sono stati bravi nelle prestazioni, meno nei risultati. Dovevamo passare il girone, purtroppo non lo passeremo. Ci prendiamo le nostre colpe, però anche qualche episodio non ha girato a favore. Come pali e arbitri. Ma dobbiamo fare come in ampionato, non è successo nelle prime quattro di Europa League».

Formazione. «Rifarei le stesse scelte, secondo me insieme al mio staff siamo stati bravi a gestire le energie. Qualcuno era pronto, qualcuno un po' meno per giocare le partite ravvicinate. Penso che abbiamo dosato bene le forze. Oggi ho avuto delle risposte in allenamento, abbiamo Caicedo con qualche problemino alla caviglia. Oggi ha interrotto l'allenamento, domani mattina vedremo se ce la farà. Devo valutare, ho qualche giocatore come Parolo e Cataldi che non hanno giocato col Sassuolo e sicuramente ci saranno. Dovrò fare delle scelte, Lazzari dovrà fare un sacrificio visto che non c'è Marusic. Quando c'era il montenegrino a disposizione l'alternanza ci ha aiutato molto».

Turnover. «Sicuramente ci sarà spazio per Bobby Adekanye, non so se dall'inizio o a partita in corso. È giovane, deve lavorare, è arrivato in una grande squadra come la Lazio, ha tantissima concorrenza in attacco. Si impegna, ha ampi margini di miglioramento. Sicuramente avrà spazio. Sulle palle inattive abbiamo preso due gol, ho visto un po' di titoli e critiche. Due anni fa siamo quelli che ne hanno subiti di meno e segnati di più. L'anno scorso invece abbiamo sbloccato la finale di Coppa Italia su palla inattiva. Se non giocano Parolo e Marusic perdiamo in questo fondamentale. Luis Alberto domenica ha battuto meno palle inattive che in altre partite. Poi abbiamo Jony e Cataldi che sanno battere le punizioni. Voglio più attenzione, ma a volte dipende dalla formazione che metto in campo».

Trend. «Domani ci teniamo, cercherò di mettere in campo una squadra che mi consenta di vincere, poi vedremo. Ma è sempre così, lo abbiamo fatto anche con il Celtic, tra andata e ritorno avremmo meritato sei punti. Se le cose non fossero andate bene, con quattro, sarebbe stato lo stesso. Queste partite ci hanno insegnato molto, anche col Cluj. Quella peggiore paradossalmente era stata quella con il Rennes che invece siamo riusciti a vincere».

Alternative. «Strakosha ieri aveva l'influenza, oggi era sfebbrato, ma era previsto l'utilizzo Proto. Un portiere affidabile, si era infortunato a un polso, ma negli ultimi 15 giorni l'ho visto bene. Guerrieri verrà in panchina e Strakosha lavorerà a parte per domenica. Berisha sta bene, ha fatto tre allenamenti importanti, aveva avuto un piccolo problema in Nazionale, aveva lavorato a parte a rientro. È un altro dubbio che mi porto, se giocherà dall'inizio o subentrerà. Parlando con il calciatore cercherò di capire, ma l'ho visto bene in questi giorni». Ilmessaggero.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano: “Il turnover totale non mi sembra un gran messaggio…” (AUDIO)

Bruno Giordano a 'QUELLI CHE…': “Milinkovic? All'estero può valere di più, al momento credo che il suo valore possa aggirarsi fra i 40-50 milioni. Negli ultimi due anni il giocatore non sta facendo prestazioni da 100 milioni di euro. Europa League? Servirebbe un miracolo, la Lazio deve vincere senza pensare al resto, ma mettendo solo 3 titolarissimi forse si manda il miglior segnale alla squadra. Ne avrei cambiati 4 o 5, anche perché non metti nelle condizioni le seconde linee di fare bene se li scegli tutti insieme di colpo. Se giocano solamente 3 titolari su 11, di certo non puoi pretendere che ci sia uno stadio pieno. Ovviamente il tifoso preferisce andare a vedere Lazio-Juventus e la squadra migliore possibile in campo”.

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FORMELLO

FORMELLO – La Lazio cambia per 8/11: turnover pesante di Inzaghi, gioca anche Proto. Dubbio Caicedo, pronto Adekanye

Inzaghi conferma le ipotesi: contro il Cluj sarà ampio turnover. Per la prima volta Strakosha riposerà, a difendere i pali ci sarà Proto. In difesa l'unico a spuntare la conferma è Acerbi – tanto per cambiare – che sarà spostato a sinistra. Vavro infatti sarà il centrale della linea a 3, Bastos a destra. A centrocampo Lazzari costretto agli straordinari per il lento recupero di Marusic, alle prese con uno stiramento. Cataldi, Parolo e Berisha (recuperato) nel cuore del campo. Parolo dovrebbe agire da mediano basso, ma l'alternanza con Cataldi è più che un opzione. Jony quinto a sinistra, nuova chance per lo spagnolo. In avanti Caicedo ha già una maglia prenotata, mentre Adekanye dovrebbe partire dalla panchina. Correa favorito per agire alle spalle dell'ecuadoriano, probabile la staffetta con l'ex Liverpool a gara in corso.

AGGIORNAMENTO ORE 14,00 – Dubbio Caicedo, l'ha svelato Inzaghi in conferenza stampa. Provato titolare ma ancora con un fastidio alla caviglia infortunata la scorsa settimana. L'attaccante sudamericano si è nuovamente fermato nel corso della sessione di lavoro mattutina, quando è stato costretto a lasciare il campo anzitempo. Domani mattina test decisivo, è pronto per sostituirlo Adekanye. 

PROBABILE FORMAZIONE (3-5-2): Proto; Bastos, Vavro, Acerbi; Lazzari, Cataldi, Parolo, Berisha, Jony; Correa, Caicedo (Adekanye).