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INDISCREZIONI

Kumbulla, la Lazio non molla: ecco il piano per superare una super concorrenza

La Lazio non molla il difensore dell'Hellas Verona Marash Kumbulla e nonostante la forte concorrenza di Inter, Chelsea e Borussia Dortmund, il ds Tare è convinto di potercela fare. Sul piatto, per convincere il giocatore, c'è la Champions League e la possibilità di crescere in modo graduale giocando con continuità, due elementi che non sono scontate quando si parla di big europee. I gialloblu non vogliono accettare contropartite per lasciarlo partire e quindi sarà necessario capire quale esborso cash sarà necessario. I biancocelesti sono in corsa, molto dipenderà anche dalla volontà del gioiellino classe 2000. Il giocatore anche nel recente passato ha dimostrato di non decidere solo con il portafoglio, dicendo per esempio no al Napoli lo scorso mese di gennaio. In precedenza, quando era in Primavera, ha detto no anche alla Juventus per riconoscenza nei confronti della società di Setti, dimostrando così di essere pronto anche a non prendere la decisione che ai più potrebbe sembrare la più scontata. A riportarlo è Il Corriere dello Sport. Scritto da Pietro Lazzerini

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APPROFONDIMENTI

Serie A | Petizione, Avv. Mignogna: “Occorre confermare la firma per email per convalidarla”

CLICCA QUI PER FIRMARE LA PETIZIONE: NO ALLO STOP AL CALCIO PER DECRETO

COMUNICATO UFFICIALE 

Il Comitato Consumatori Lazio esprime grande soddisfazione riguardo al fatto che la Petizione “Covid-19 | Calcio e Indotto: No allo Stop per Decreto” in pochi giorni ha superato quota 500 firme e oltre 420 condivisioni. Proprio tale ultimo dato, tuttavia, porta a ritenere che putroppo non è stato convalidato un elevato numero di sottoscrizioni, quantomeno pari o addirittura superiore a quello risultante dai dati della piattaforma Change.org.

Nel ringraziare tutti i siti web, le trasmissioni radiofoniche ed i canali social che sin da subito hanno sposato contenuti e finalità della Petizione, il Comitato Consumatori Lazio ritiene che allo stato non sussistano ancora le condizioni per ritenere che la Serie A 2019/20 possa ripartire secondo i protocolli di sicurezza elaborati dal Comitato Scientifico della Figc e senza alcun pregiudizio patrimoniale per il sistema calcio e l’indotto, alcuno spreco di risorse economico/sociali utilizzabili per altre esigenze emergenziali ed alcun condizionamento degli esiti sportivi della competizione.

Per tali ragioni, il Comitato Consumatori Lazio invita tutti i tifosi, gli sportivi ed i soggetti direttamente o indirettamente interessati all’iniziativa a continuare ad apporre ulteriori sottoscrizioni, a tal fine precisando che secondo l’attuale procedura della piattaforma è necessario convalidare ogni singola firma dandone conferma attraverso l’indirizzo email ivi indicato.

Roma, 9 maggio 2020

Il Pres. del Comitato Consumatori Lazio

Avv. Gian Luca Mignogna

 

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RASSEGNA STAMPA

Tamponi e gestione nuovi Covid-19: ritiri e test sierologici per aggirare l’ostacolo

Come sottolinea il Corriere dello Sport, in via Allegri ogni dettaglio della ripartenza del campionato è valutato con grande attenzione e, appurato che lo scoglio della positività e delle due settimane di quarantena non solo per il contagiato ma anche per i contatti stretti è insuperabile, Gravina e i suoi uomini si stanno attrezzando per aggirare l'ostacolo. Le parole d'ordine sono ritiri (non maxi, ma… mini) e soprattutto test sierologici. 
Questione tamponi – Il problema della scarsa disponibilità di tamponi che è tanto d'attualità in questi giorni, secondo la Federcalcio, a breve non si porrà più. Sia perché, a dispetto delle differenti disposizioni normative delle varie regioni, le squadre si stanno organizzando (13 club li hanno già fatti) sia perché la situazione è destinata a migliorare. I prossimi test molecolari obbligatori per tutti i componenti del gruppo squadra sono in programma 48 ore prima del ritiro, diciamo sabato 16 (saranno ripetuti almeno dopo 24 ore), e poi, stando all'attuale protocollo dalla Fmsi, andranno effettuati ogni 4 giorni per avere la certezza di tenere il gruppo "negativizzato". E' chiaro che di tamponi ne serviranno diversi. Quanti? Per le prime due settimane di ritiro ne vengono stimati tra i 5.000 e i 6.000 per tutta la Serie A. 
Test e ritiro – Nei piani di Gravina e dei suoi collaboratori però non si andrà avanti fino a inizio agosto con questi numeri. E non ci sarà neppure bisogno di protrarre il ritiro oltre le due settimane, diciamo oltre il 31 maggio. Perché? Il presidente della Figc ritiene che la curva dei contagi scenderà e soprattutto è fiducioso che una bella mano la daranno i test sierologici. Utilizzando i test sierologici per far entrare i calciatori nei centri di allenamento, è la convinzione della Figc, si può evitare di farli dormire in un ritiro blindato. Tuttomercatoweb.com

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DICHIARAZIONI

Luis Alberto punge Ronaldo: “Il migliore è Messi”

Chi è il più forte tra Cristiano Ronaldo e Messi? La domanda tormenta da anni tutti gli appassionati di calcio e probabilmente una risposta univoca non si troverà mai, ma Luis Alberto, centrocampista ffrsco fdi rinnovo con la Lazio fino al 2025, ha le idee molto chiare ed elegge la 'Pulce' come il migliore in assoluto tra i giocatori attualmente in attività: "Contro Ronaldo abbiamo vinto due volte" ha detto lo spagnolo durante una diretta Instagram con il comico spagnolo Manolo Morera.

"CR7 è da ammirare per la tenacia mostrata durante il suo percorso, si è guadagnato molto e nessuno gli ha regalato nulla. Cristiano ha una mentalità vincente, ha vinto tutto e vuole continuare a farlo, ma Messi secondo me è il migliore" le parole dello spagnolo, che ha parlato anche della possibile ripartenza del campionato di Serie A: "La situazione in Italia è in miglioramento, anche se più lentamente che in Spagna. La gente è tornata in strada, ma alcuni negozi sono ancora chiusi. Gli allenamenti individuali sono iniziati: oltre a fare corsa e palestra tocchiamo anche il pallone. Ci alterniamo in quattro gruppi. Il calcio non è composto soltanto da noi giocatori, ci sono anche molte altre figure professionali".

"Il mio gol più bello? Direi quello contro la Spal, ma ne ho fatto uno che mi è piaciuto anche contro il Sassuolo" ha detto ancora Luis Alberto, che ha anche 'difeso' il calcio italiano dalle accuse di essere troppo difensivista: "Si dice che il calcio italiano sia difensivo, ma non è vero. L'Atalanta per esempio gioca molto bene, così come il Napoli ai tempi di Sarri". Sportmediaset

 

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APPROFONDIMENTI

Dall’Ifab ok ai 5 cambi. Possibile anche sospendere la Var, ma ora decidono i tornei

L’International Board ha dato l’okay, ma non c’erano dubbi. Approvata la novità d’emergenza proposta di recente dalla Fifa riguardo all’articolo 3 del regolamento: ammesse cinque sostituzioni (invece delle solite tre) che possono diventare sei in caso di supplementari. I cinque cambi andranno però effettuati in tre “slot” (quindi in due casi saranno doppi, se il tecnico di una squadra deciderà di fare sostituzioni).

Questa misura serve, naturalmente, per venire incontro al potenziale aumento di partite in tempi ravvicinati, durante l’estate, a causa del virus, per recuperare la stagione “persa” tra marzo e maggio. Con la Germania che sta per ripartire non c’era più tempo da perdere per i legislatori del calcio. Due cose: la novità sarà temporanea, fino a fine 2020. E inoltre non obbligatoria: per cui decideranno gli organizzatori (Serie A, Premier, Uefa per la Champions…) se introdurla o meno. La novità si applica ai tornei già cominciati, o che devono cominciare, e la cui fine è prevista il 31 dicembre 2020. In seguito Fifa e Board decideranno se estenderla, in caso, a tornei che finiranno nel 2021. gazzetta.it

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ESCLUSIVE

Mazzoleni a Radiosei: “Giocare in sicurezza darebbe ottimismo e speranza. Derby di Roma è unico: ricordo la gioia di Lulic” (AUDIO)

Mazzoleni a Radiosei: “A Bergamo ordine anche figlio della paura: giocare in sicurezza darebbe ottimismo e speranza. Derby di Roma è unico: ricordo la gioia di Lulic”

Paolo Mazzoleni, arbitro numero 1 del Var, è intervenuto stamattina ai microfoni dell'emittente romana Radiosei, nella trasmissione 'Sei Volte Buongiorno'. IL direttore di gara bergamasco ha dapprima raccontato racconta come sta vivendo l'epidemia la sua Bergamo, quindi si è soffermato sul tema della ripresa del campionato per chiudere con un ricordo dei derby capitolini vissuti da arbitro, arbitro di porta e addetto al Var. “Quello che è accaduto a Bergamo è qualcosa di incredibile, la pandemia ha distrutto un'intera generazione. Quando ho capito che la cosa era grave? L'immagine dei carri armati che portavano le bare credo resterà nella mente di tutti, ma io ricordo chiaramente l'arrivo di questi mezzi militari già a inizio marzo, se non a fine febbraio. Ora la situazione va migliorando, non entro nel merito delle chiusure fatte o no, questo vorrebbe dire tornare indietro mentre ora bisogna solo guardare avanti”. Mazzoleni, la sua è una famiglia di restauratori di mobili antichi nota in città, ha molto a cuore le sorti economiche di Bergamo. “La nostra è una zona molto operativa, piena di artigiani che hanno voglia di lottare, di reagire, anche se la Comunità avverte questo peso. C'è molto ordine, quando esco a fare la spesa si percepisce, un ordine pazzesco figlio anche della paura – sottolinea –  Ho un caro amico che ha appena aperto un ristorante, lui è combattivo ma l'altro giorno mi ha detto che probabilmente non riaprirà, nonostante il nostro spirito. Lo ripeto, il nostro è un popolo spaventato. Uscire per lavorare e per salvare la propria attività”. Il numero uno degli arbitri al VAR ammette che la voglia di rientrare è tanta. “Io di natura sono molto ottimista, mi piacerebbe tornare il prima possibile alla normalità, vorrebbe dire anche riprendere la serie A, ovviamente nella massima sicurezza. Lo dico senza falsi moralismi, giocare regalerebbe speranza e ottimismo”. Se sarà, si giocherà a porte chiuse. “Già in situazione  normale, arbitrando a porte chiuse sembra vivere una situazione irreale.  Da addetto al Var ho assistito a Juventus-Inter, dello scorso 8 marzo. Match bellissimo sulla carta, ma già si avvertiva una situazione molto anomala, i giocatori sembravano spaventati. Il calcio è fatto per il pubblico. Il messaggio è che sono perla ripresa in totale sicurezza. Quando sono per strada la gente per prima cosa mi chiede se riparte la serie A e quando”. Infine il derby. Il w26 Maggio i laziali festeggeranno il settimo anno dalla Coppa Italia vinta in finale con la Roma. “Ho fatto molti derby, ma per fascino, preparazione e sfottò, quello di Roma resta qualcosa di unico. Ricordo in particolare il valore che viene dato dagli stessi giocatori al derby, sanno che un gol in quella gara  segnerà la loro storia. Del 26 Maggio ricordo la gioia di Lulic al momento del gol, così come la determinazione di De Rossi”. Ma gli arbitri guardano lo spettacolo sugli spalti, le coreografie delle curve? “Assolutamente sì. Io sono molto concentrato ma di questa parte dello spettacolo non mi voglio perdere nulla”

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DICHIARAZIONI

Zampa (Sottosegr. Salute): “Parlato con CTS, c’è fiducia per la A. Ministro Speranza vuole ripresa”

Sandra Zampa, sottosegretaria alla Salute, ha parlato a Radio Punto Nuovo della possibile ripresa del campionato: “Non ho partecipato agli incontri col CTS, ma so che sono sempre stati molto densi di informazioni e ci hanno permesso di capire di più. Questi confronti daranno la possibilità di fare passi avanti: andiamo verso una soluzione ed è quella che vogliono i tifosi. Il via libera ancora non c'è, ma la direzione è quella giusta. Per ora si parla solo dell'allenamento individuale, oggi ne discuteranno di nuovo: la soluzione è stata ideata come una sorta di clausura della squadra. Quello che succederà con questa riapertura lo dobbiamo tenere in conto, sappiamo che ci vogliono circa due settimane per conoscerne gli effetti".

"Epidemia sotto controllo? Se sarà così, ci saranno più aperture anche per il calcio  continua Zampa – La FIGC chiede di anticipare, a questo punto ogni squadra, compresi allenatore e staff, verrebbe trattata come una grande famiglia che si mette da sola in una specie di clausura. Si apriranno le porte del centro sportivo, si entra tutti negativi, fanno gli allenamenti di squadra e dopo 15 giorni i dati epidemiologici ci diranno se si potrà fare un ulteriore passo. Così si può immaginare di tornare a giocare. Questo è il modello italiano che garantisce la salute di tutti i componenti: entrano sani e devono restare sani". L'Italia non prenderà a esempio la Germania: "In Bundesliga erano 4 positivi e oggi siamo a 10: scegliere un modello che porta il contagio di tutti non è così lungimirante. Non solo ci si ferma, ma ci si ferma facendo un grande danno alla salute degli atleti". La sottosegretaria prosegue: "Avendo già trovato una soluzione, il confronto continuerà, con il calcio, il turismo, la scuola. Mi hanno riferito che oggi proseguiranno e confido nel fatto che verrà trovata una soluzione".

Quando le chiedono se il Ministro della Salute Speranza sia contro la riapertura del campionato di calcio, Zampa nega con veemenza: "Assolutamente no. Stamattina abbiamo parlato di questo, lui è consapevole che il Ministero dovrà prendere con energia una decisione, che sarà supportata dal CTS. Ripartire sì, ma in sicurezza, è un atto d'attenzione molto importante. Il Ministro Speranza lascerà al CTS e le Federazioni competenti le valutazioni. Sono ottimista sulla ripresa dopo aver parlato con il capo del CTS, ma c'è bisogno di una solida base scientifica. Non vorremmo mai che una persona a noi cara venisse costretta a fare qualcosa di rischioso. Tenere fermo un pezzo di vita di tanti cittadini non è solo un danno economico, ma anche sociale. Scriveremo tutti insieme il finale di questa partita, che non è di calcio, ma di salute. Una cosa l'abbiamo dimostrata: il lockdown faceva bene, siamo giunti a una riapertura moderata in tempi rapidi". Corrieredellosport.it

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Nodo dei nuovi positivi, ora la soluzione può trovarla solo Conte

I positivi sono e restano un caso. O meglio sono il nodo più complicato da districare in vista della ripartenza del campionato. Che resta in bilico. Ieri gran parte della discussione tra il Comitato Tecnico Scientifico e la Figc (rappresentata dal presidente Gravina e dal prof. Zeppilli) sul protocollo è stata incentrata su questo punto. Come trattare un giocatore contagiato? Il governo punta sulla quarantena di tutta la squadra, la serie A, come da protocollo, vorrebbe invece trattare il calciatore in questione come un infortunato. Come accade in Germania. La soluzione per andare avanti potrebbe essere quella di sposare le linee guida della Federazione dei medici sportivi. Il tema è spinoso e divide. Soprattutto i medici della serie A che, pare guidati da Nanni del Bologna, sono tornati alla carica contro parte del protocollo. Qualcuno (Roma, Lazio e Juventus si sono dissociate e la Fiorentina non si è espressa) sono pronti a scrivere una lettera nella quale verrebbe anche attaccato anche il prof. Zeppilli. La questione è legata alla responsabilità civile che preoccupa i vari medici sociali. Tanto che nei giorni scorsi la Figc si era adoperata per stipulare un’assicurazione che salvaguardasse ulteriormente i medici proprio su questo aspetto. La verità è che c’è ancora caos. E per qualcuno sarebbe organizzato da chi soffia sul vento dello stop.

DATA CERTA
 

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Ieri sono spuntati altri dieci contagiati: sei alla Fiorentina e quattro alla Sampdoria. E si aggiungono al giocatore del Torino. Nessun nome per via della privacy. Smentiti, invece, i due del Milan. E poi c’è il tema dei tamponi. Mancanza di disponibilità in alcune zone d’Italia (particolarmente in Lombardia). Ma questa è una questione superabile: alcune squadre del nord li hanno fatti in Abruzzo. Insomma la Figc ha chiesto che non ci sia una chiusura a priori. Inutile negarlo: la tensione resta. I medici sono molto rigidi. Ora sarà compito del governo tradurre la relazione scritta ieri e consegnata al Ministro della Salute, Speranza in opportunità per riprendere allenamenti e campionato. I presidenti di serie A chiedono una data certa. Pagare gli stipendi per poi non giocare il campionato sarebbe una doppia beffa. Il 18 maggio resta la stella polare da seguire per ripartire. Seppur per gradi. Ora sarà il premier Conte a decidere. E con ogni probabilità lo farà nel prossimo consiglio dei ministri in programma la prossima settimana. Per l’occasione Spadafora ha chiesto di fare un’informativa sullo sport e sul calcio.

CABINA DI REGIA
Il ministro dello sport è rimasto anche ieri sul vago: «Non mi espongo in previsioni, dobbiamo stare attenti e sperare che da qui al 18 maggio i dati sul contagio siano positivi, così potremo riaprire pian piano». Da tempo, e lo testimoniano i continui attacchi da maggioranza e opposizione, Spadafora non gode più della fiducia di un tempo. In molti si sono lamentati della sua gestione troppa rigida sul tema. 
Ad ampliare questo fronte ora ci sono anche le regioni che hanno chiesto al ministro degli Affari regionali Boccia e ottenuto dal governo «una cabina di regia per elaborare un percorso condiviso per le federazioni sportive, con milioni di atleti professionisti e amatoriali per informarli su quando e come riprendere l’attività». In Lombardia da oggi saranno consentite le attività sportive individuali all’aria aperta nell’ambito dei rispettivi impianti, centri e siti sportivi.

Ilmessaggero.it

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Luiz Felipe: “Barcellona? No, ora penso alla Lazio”

Cresce, Luiz Felipe. Questa stagione è stata quella della consacrazione definitiva alla Lazio. Inzaghi lo ha gestito, poi lanciato. Rappresenta il futuro del club, ecco perché Lotito e Tare sono pronti ad offrirgli un rinnovo. E il difensore, ai microfoni del portale brasiliano UOL, non si distrae da certe voci di mercato: “L’interesse del Barcellona mi fa piacere, significa che il lavoro è stato svolto bene e che i grandi club stanno guardando. Chiunque mi conosca però, sa che sono un ragazzo calmo e non mi lascio prendere da facili entusiasmi. Devo rimanere concentrato e pensare a fare il meglio per la Lazio, che mi ha dato fiducia e supporto sin dal mio primo giorno”.

Il ritorno in campo

“Ogni calciatore vuole giocare. È il nostro lavoro, il nostro sostentamento. È ciò che amiamo. Naturalmente mi piacerebbe giocare, uscire sul campo e tornare a lottare per il titolo, ma non possiamo ignorare il parere delle autorità sanitarie. Se affermano che possiamo tornare al lavoro, sarà perfetto, ma dobbiamo tornare in sicurezza. Il calcio, come altri sport, coinvolge molte persone e tutti hanno famiglia, amici, e non è così semplice. La salute collettiva è al di sopra di tutto. A poco a poco, la pandemia è stata controllata e credo che il peggio sia passato. Dobbiamo rimanere fermi e rispettosi". corrieredellosport.it

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Cts-FIGC, atteso il verdetto del Ministero della Salute: ma il modello tedesco non è applicabile in Italia

Giornata decisiva? Dal summit di ieri tra Federazione e Comitato Scientifico filtra cauto ottimismo. Un vertice non decisivo ma nelle prossime ore gli scienziati riferiranno direttamente al Ministro della Salute, Speranza, che convocherà il Ministro dello Sport, Spadafora. Arriverà una decisione definitiva, sul tavolo ci sono tematiche come quarantena, nuovi positivi, l'utilizzo dei tamponi e le gare nella Lombardia rossa.

Priorità a sport individuali Il Governo emetterà un verdetto forse già oggi. Potrebbe essere qualcosa di concreto su cui lavorare, non necessariamente un sì o un no, per arrivare al protocollo. Qualcosa, in questa direzione, si sarebbe mosso ma dovrebbe esser data precedenza agli sport individuali.

Bocciato il modello tedesco La Federazione vorrebbe adottare il modello tedesco, ovvero isolare solo l'eventuale positivo e consentire agli altri di continuare a lavorare. Il Comitato Tecnico Scientifico, su questo punto, è sembrato intransigente. Il decreto governativo parla chiaro: quattordici giorni di quarantena per chi ha contratto il virus e per tutti quelli che sono stati a contatto col soggetto infettato. Tuttomercatoweb.com