Categorie
AVVERSARIO

Sampdoria, Ranieri: “Non sarà come all’andata, lavoro di Inzaghi incredibile, Immobile immenso ma noi pronti a soffrire”

Alla vigilia del match con la Lazio, il tecnico dei blucerchiati Claudio Ranieri è intervenuto in conferenza stampa:

“Sabato affronteremo un’ottima squadra che da anni lotta per la qualificazione in Champions League. I biancocelesti martedì sfideranno una delle squadre più forti d’Europa, il Bayern Monaco. Domani sarà una sfida bella, difficile ed emozionante. La Lazio vorrà far bene, ma anche noi vogliamo offrire una grande prova.

Inzaghi sta svolgendo un lavoro incredibile e dispone di una rosa incredibile. Ciro Immobile è un calciatore immenso, ma anche gli altri attaccanti laziali si alternano bene. Le due mezz’ali biancocelesti potrebbero giocare in qualsiasi squadra di vertice. La Lazio è una squadra bella, quadrata e che gioca bene. A San Siro hanno giocato bene i biancocelesti, mi hanno impressionato.

Mi aspetto una gara completamente diversa rispetto a quella d’andata. Saremo sicuramente chiamati a soffrire, ma noi siamo reduci da un buon momento. Troveremo una formazione che ha perso nell’ultimo turno e che è in fiducia, sarà un match molto difficile. Dovremo giocare per svolgere la nostra prestazione provando a segnare”.  

Categorie
ESCLUSIVE

‘SVB’ – Doll indica la via: “Lazio, se vuoi battere il grande Bayern devi crederci ed essere perfetta” (AUDIO)

ESCLUSIVA – THOMAS DOLL in collegamento ora a ‘SVB’! #radiosei 

ASCOLTA AUDIO: http://bit.ly/2ORWxGZ

“Il Bayern è grande grande grande, difficile da battere ma è possibile. La cosa più importante è convincersi di poterli battere, giocare la partita perfetta ed essere tosti nei duelli individuali. Inzaghi deve trovare un mix tra fase difensiva ed offensiva, la squadra di Flick concede 3-4 opportunità in ogni gara. Dietro non sono impeccabili, in generale vivono un momento non brillante, ma hanno tante risorse ed un attaccante mondiale come Lewandowsi. Ha superato campioni come Ronaldo e Messi. Doll di questa Lazio? Siamo diversi, ma in alcuni movimenti mi potrei rivedere in Luis Alberto”.

Categorie
APPROFONDIMENTI

Inzaghi ha scelto: Mateo Musacchio sarà il vice di Stefan Radu

Avvertiamo i brividi di Inzaghi. La difesa, già piena di anomalie, frana sotto i suoi occhi, è angosciato dal timore continuo di nuovi infortuni, al prossimo chiederà il mutuo soccorso. Simone ha perso Radu un mese dopo Luiz Felipe, due titolari su tre. Il Boss, stremato, ha spinto per l’operazione con l’idea di tornare il prima possibile. E’ stato sottoposto «ad intervento chirurgico per ernia inguinale. L’intervento, eseguito dal Prof. Paolo Barillari e dalla sua equipe, è perfettamente riuscito. L’atleta verrà sottoposto nelle prossime ore a monitoraggio clinico per quantificare i tempi per la ripresa dell’attività», è stato scritto nel comunicato diramato dalla Lazio. La società non ha fornito indicazioni rispetto ai tempi che dovrà osservare il difensore prima di tornare a disposizione. E’ ipotizzabile un mese di stop, ma Inzaghi spera possa farcela in circa tre settimane per averlo poco prima del 17 marzo, giorno di Bayern-Lazio (ottavi di ritorno Champions). Radu salterà sicuramente Samp (domani), Bayern (martedì l’andata), Bologna (27 febbraio), Torino (2 marzo) e forse la Juve (6 marzo). Il calendario successivamente prevede le partite con Crotone (12 marzo) e la trasferta tedesca. Gabbiadini per un’ernia inguinale è rimasto fuori due mesi, la Samp lo ritroverà domani. Il ko del Boss arriva nel momento peggiore, la difesa è decimata. Inzaghi nell’anticipo di campionato potrà contare solo su Patric, Acerbi e Musacchio più Parolo perché Hoedt è squalificato. Fa numero Armini, baby mai utilizzato, ieri ha giocato 90 minuti con la Primavera, era reduce da uno stop. Gli stessi uomini, più Hoedt, dovranno vedersela contro il Bayern Monaco e nel prosieguo. 

I fatti. La speranza cullata da Simone ad inizio anno («spero di riavere tutti a disposizione») resta lontana dall’avverarsi per uno strano contrappasso. E’ arrivato in emergenza al primo bivio stagionale. Dopo il ko di Milano serve una vittoria contro la Samp e la sfida al Bayern, da affrontare senza nulla da perdere, dovrà giocarsela con quattro difensori più un mediano adattato. Simone ha cavalcato, come un magnifico surfista, onde di ogni tipo in questi cinque anni laziali. E’ pronto a tutto per abitudine. Nella stessa settimana in cui sono arrivati i deferimenti della Procura federale (caso tamponi) ha perso Lazzari (squalificato per blasfemia), Hoedt (dopo il giallo di Milano) e Radu. C’è poco da dire e da fare. Simone ha deciso i piani d’emergenza partendo dalla difesa. Ieri ha provato Patric, Acerbi e Musacchio. Il Leone deve tornare centrale, l’ex milanista è stato testato sul centrosinistra, è il ruolo che lo aspetta. Non aveva mai giocato nella difesa a 3, perdipiù l’ha dovuto fare sul centrodestra (al posto di Patric due volte contro l’Atalanta e contro il Cagliari), adesso gli tocca la porzione di campo opposta. Non è un palleggiatore, non c’è altra soluzione. E da centrale non convince Inzaghi, questo dicono i fatti. Servono scelte a centrocampo. Marusic traloscherà a destra dopo l’exploit a sinistra. Sulla corsia opposta è stato provato Lulic, capitano redivivo. Non gioca titolare da un anno, finora è stato utilizzato in corsa. E’ in ballottaggio con Fares, fermato a dicembre da uno stiramento ad un polpaccio e dal Covid. L’algerino, finora spesso assente e/o deludente, non gioca titolare in campionato dal 29 novembre, giorno di Lazio-Udinese (1-3). Ha giocato in Coppa Italia contro Parma e Atalanta. Durante le prove di ieri sono stati alternati Escalante e Leiva, può ipotizzarsi un ballottaggio con staffetta. Milinkovic e Luis Alberto sono destinati agli straordinari. Akpa Akpro è da valutare come cambio: a Milano non è entrato, non sta forzando.  L’attacco. Inzaghi ha disposto due coppie d’attacco: Pereira-Muriqi e Correa-Immobile. Ciro si ricarica in partita, non riposando. Correa è il suo “partner” ufficiale, potrebbe essere insediato dal kosovaro. Caicedo è tormentato dalla fascite plantare, ieri non si è allenato, è di nuovo in dubbio. Si è rivisto Strakosha nel finale dell’allenamento, non è pronto. Un altro bel rebus. 

Categorie
GIUSTIZIA SPORTIVA

Bestemmia col Parma, il Tribunale Federale fa lo sconto a Buffon: il turno di squalifica diventa un’ammenda

I casi delle bestemmie pronunciate da Buffon sono due: il primo risalente a Parma-Juventus dello scorso 19 dicembre, quello per il quale il portiere della Juventus ha preso ieri 5000 euro di ammenda dal Tribunale federale dopo il deferimento ad opera di Chinè del 26 gennaio 2021; il secondo concerne invece una presunta espressione blasfema, pronunciata sempre da Buffon, in occasione della semifinale d’andata di Coppa Italia tra Inter e Juventus, tenutasi il 2 fdbbraio scorso: in questo caso il giocatore non venne deferito perché l'audio e le immagini non consentivano con certezza l'identificazione dell'autore.

 

JUVENTUS – PARMA DEL 19 DICEMBRE 2020, SERIE A  

 

IL SITO DEL ORRIERE DELLO SPORT, DATATO 26 GENNAIO 2021, SEGNALA COSI' IL DEFERIMENTO DI BUFFON. (https://www.corrieredellosport.it/news/calcio/serie-a/juve/2021/01/26-78551952/buffon_deferito_per_la_bestemmia_pronunciata_in_juve-parma)

"Porta, mi interessa che ti vedo correre e stare lì D… c… a soffrire, il resto non me ne frega un c***o". Questa la frase incriminata, pronunciata durante Parma-Juventus del 19 dicembre 2020, che è costata a Gianluigi Buffon un deferimento dal Procuratore Federale al Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare. Lo rende noto la Federcalcio. Il giocatore è stato deferito "per avere, nel corso della gara Parma-Juventus del 19/12/2020, all'80' minuto di gioco circa, rivolgendosi al compagno di squadra Manolo Portanova, pronunciato una frase contenente un'espressione blasfema". 

 

ECCO IL LINK AL SITO DELLA FEDERAZIONE CHE ANNUNCIA IL DEFERIMENTO: https://figc.it/it/federazione/news/frase-blasfema-buffon-deferito-al-tribunale-federale-nazionale/.

Inoltre, nel comunicato relativo alla decisione del giudice sportivo del match in oggetto, non c'è nessun riferimento a Buffon: evidentemente nell'imminenza del post gara nessuno rilevò nulla (questo il comunicato del Giudice Sportivo: http://www.legaseriea.it/uploads/default/attachments/comunicati/comunicati_m/8607/files/allegati/8705/cu125.pdf). 

 

Questa la nota di ieri del Tribunale Federale Nazionale, mancano le motivazioni MA LADDOVE L'AUDIO NON FOSSE STATO CHIARO, CHINE' AVREBBE RINUNCIATO AL PROVVEDIMENTO: 

Il Tribunale Federale Nazionale Sezione Disciplinare presieduto da Cesare Mastrocola ha sanzionato con un’ammenda di 5.000 euro Gianluigi Buffon accogliendo in parte il deferimento del Procuratore Federale, che aveva richiesto una giornata di squalifica. Il portiere della Juventus era stato deferito per aver pronunciato una frase contenente un’espressione blasfema in occasione della gara con il Parma dello scorso 19 dicembre.

Per consultare il dispositivo: https://www.figc.it/media/131247/sez-disciplinare-dispositivo-n-72-tfn-del-18022021.pdf

 

INTER-JUVENTUS, 2 FEBBRAIO 2021, COPPA ITALIA

Anche in questo caso, nell'imminenza della gara il giudice sportivo nel suo comunicato ufficiale non fa riferimento all'episodio, segno che nessuno della squadra arbitrale, inclusi anche gli osservatori della Procura Federale, aveva notato nulla (http://www.legaseriea.it/uploads/default/attachments/comunicati/comunicati_m/8671/files/allegati/8771/cu168.pdf). 

Successivamente comincia a girare il video con la frase incriminata, ma stavolta, a differenza di quanto accaduto per Juventus-Parma, il procuratore Chinè non deferisce il giocatore perché non ritiene avere le prove per sostenere il deferimento davanti al Tribunale Federale. L'iter della giustizia sportiva si ferma qui perché Chinè, come direbbero quelli bravi, non esercita l'azione disciplinare. Questo il link all'articolo del sito della gazzetta: https://www.gazzetta.it/Calcio/Coppa-Italia/08-02-2021/juventus-buffon-procura-non-procede-la-presunta-bestemmia-contro-inter-400507477398.shtml. 

Diversamente da quanto accaduto per la bestemmia contro il Parma per la quale il sito della FIGC, pubblica il suddetto atto di deferimento, in questo caso, trattandosi di fatto di un'archiviazione, il sito FIGC non pubblica nessun documento perché non ha aperto un fascicolo. 

G.L.P. – Laziofamily.it

 

 

Categorie
POLITICA SPORTIVA

Elezioni FIGC, Sibilia: “Mi sento tradito: il mio patto con Gravina firmato anche da allenatori e arbitri…”

Cosimo Sibilia, 62 anni, presidente della Lega Dilettanti e vice presidente vicario della Figc, deputato di Forza Italia alla Camera, lunedì sfiderà Gabriele Gravina alle elezioni federali. La prima domanda nasce spontanea: chi glielo ha fatto fare? «L'ho fatto per coerenza e per rispettare il percorso che nel 2018 ci ha permesso di mettere fine al commissariamento». Si spieghi. «Ero in vantaggio in tutte e tre le votazioni. Ho fatto un passo indietro. Il mio è stato un gesto di responsabilità, altrimenti il calcio sarebbe rimasto per chissà quanto tempo senza una guida regolarmente eletta. Mi sono comportato così per il bene di tutti. Il patto tra me e Gravina, è bene ricordarlo, era stato sottoscritto anche da Ulivieri, presidente degli allenatori e Nicchi, presidente degli arbitri. Un accordo che, adesso, avrebbe dovuto esprimere un diverso presidente della Federazione». Gravina ha detto che si trattava di un impegno programmatico e non di successione. Lei pensa di tirarlo fuori lunedì nel corso dell'assemblea? «Non ne ho una copia. Pensavo che non ce ne sarebbe stato bisogno. Voglio vedere se chi ce l'ha avrà il coraggio di mostrarlo a tutti. Sarebbe giusto perché così i delegati capirebbero meglio di cosa sto parlando e si farebbero un'idea più precisa». Si sente tradito? «Lei come si sentirebbe? Ma ho raggiunto da tempo l'età della ragione e non mi meraviglio più di niente. Deluso però lo sono, soprattutto da una persona». Sarebbe? «Giancarlo Abete. Era il garante dell'accordo. Se non lo avesse ratificato lui, non lo avrei mai firmato». Resta il fatto che Gravina dovrebbe avere la maggioranza. Serie A, B e Lega Pro sono con lui e così allenatori e calciatori. «Vediamo. Un conto sono le deleghe, un altro i voti. E un candidato deve cercare di attingere da tutte le componenti. Io ci credo. I delegati sanno che persona sono e qual è il mio programma». Che si fonda? «Non ho scritto il libro dei sogni. Il mio documento è sobrio e mira al cuore del problema: governance, riforma dei campionati e della giustizia sportiva, infrastrutture. Con la giusta attenzione al calcio di base, giovani e dilettanti». Tra i suoi sponsor c'è Lotito. «Non c'è nessuna evidenza che il presidente della Lazio voti per me» La riforma dei campionati sembra una chimera. Non è facile far cambiare idea alla Lega di A. «Il problema non è il numero. Ai tempi dell'Avellino di mio padre non c'erano 20 squadre, eppure lo spettacolo era avvincente lo stesso. Magari possiamo cambiare i format e possiamo farlo d'intesa con i presidenti. La verità è che, così, il sistema non regge». Anche Gravina ha messo al centro del suo programma la riforma dei campionati. «Mi domando perché non l'abbia messa in pratica durante l'emergenza, quando il precedente governo aveva dato alla Federazione il potere di intervenire…». I Dilettanti non si schiereranno compatti al suo fianco. Tavecchio, presidente del comitato lombardo, di sicuro non l'aiuterà. «Non ho niente da dire a Tavecchio. Lui fa il suo e io il mio. Di sicuro la Lega Dilettanti non è stata determinante per le sue dimissioni. Si dovrebbe rivolgere altrove». Con Gravina avete ottenuto parecchi risultati. «Non gli ho fatto mai mancare l'appoggio. Mi dispiace perché quell'accordo si poteva anche rivedere. Bastava parlarne. E invece ho scoperto che intendeva ricandidarsi a prescindere».

Il Corriere della Sera

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Radu in campo nel ritorno col Bayern Monaco. Il caso Immobile nella vigilia col Torino

 I giorni tempestosi della difesa. Quella della Lazio sul caso tamponi e quella che fa disperare Inzaghi dopo il forfait di Radu. Il romeno ieri mattina è stato operato per rimuovere una piccola ernia inguinale: non è escluso un recupero modello Luis Alberto, in campo 12 giorni dopo l'intervento di appendicite. Nella peggiore delle ipotesi, Radu ci sarà nel ritorno degli ottavi di Champions contro il Bayern ( 17 marzo). Per ora, è allarme a Formello. Perché contro la Samp mancheranno due titolari, visto che anche Luiz Felipe è indisponibile, più lo squalificato Hoedt. Ieri provato Musacchio come stopper di sinistra, con Acerbi e Patric. Domani all'Olimpico (ore 15) dovrebbe rivedersi Lulic titolare, a più di un anno di distanza dall'ultima volta, poi Marusic a destra al posto di Lazzari. Di nuovo in dubbio Caicedo, è tornato ad allenarsi Strakosha. Nonostante l'importanza dell'impegno contro la Samp, si parla soprattutto del deferimento per le presunte violazioni al protocollo anti- Covid. Cruciale, nella vicenda, il ruolo della Asl Roma 1. Che ha legittimamente consentito – sostiene la Lazio nella sua memoria difensiva – a Immobile di partecipare alla gara col Torino del 1° novembre. Il dottor Enrico Di Rosa, direttore del Servizio Igiene e Sanità pubblica dell'Asl, era stato preallertato il 29 ottobre con una mail dal dottor Pulcini, che, alla luce degli altri casi precedenti di falsi positivi ( Hakimi, El Shaarawy, Mancini), aveva comunicato l'intenzione, qualora Immobile fosse risultato negativo ai due tamponi successivi, di dare l'ok per alla convocazione. Così dopo i test del 30 e del 31, entrambi negativi, Pulcini ha di nuovo avvisato telefonicamente Di Rosa, che "ha condiviso la proposta" di utilizzare Immobile. Tutto confermato dallo stesso dirigente Asl. Il 26 ottobre, prima di Bruges-Lazio, Ciro era risultato positivo al tampone Uefa del Synlab. La dottoressa Lapucci, dello stesso laboratorio, il 6 novembre sulla discrepanza di risultati ha spiegato: «Il test può essere inficiato dalla sensibilità dei diversi kit e da altri fattori » . Infatti è ammesso un margine di errore, sull'affidabilità dei tamponi, del 10%. Clamoroso fu il caso del Salisburgo: tutti negativi, poi 6 positivi, di nuovo tutti negativi nel giro di tre giorni. Lo stesso Immobile in poche ore fu sottoposto a 5 tamponi, che diedero tutti risultati discordanti. Tra le vittime della confusione, la ministra Lamorgese, costretta ad abbandonare una riunione del consiglio dei ministri per un tampone positivo: era sbagliato. In questo caos, la Lazio considera ingiusto già il deferimento, figuriamoci un verdetto negativo nel processo di marzo. 

G.C: – R.C: – la Repubblica

Categorie
ALTRE

Schwazer dopo l’archiviazione: “Ho festeggiato con una torta al cioccolato, ma ora voglio i Giochi di Tokyo”

 «Come festeggio? Mia moglie Kathrin mi ha preparato una torta al cioccolato. E sopra ci ha messo cinque cerchi di zucchero, pensi che gran donna che ho sposato!». Cinque cerchi su un dolce posson bastare. Per ora. Ma la ciliegina sulla torta di Alex Schwazer la può mettere solo lo sport, riabilitandolo, scusandosi, aprendogli le porte per andare a Tokyo, sempre che abbia ancora nelle gambe i tempi record che aveva quando l'hanno fermato. «Se ci penso? Si, ci penso…», dice al telefono il marciatore, nel giorno in cui l'incubo è finito. Che poi, Tokyo. Il suo secondogenito Noah, quattro mesi, sta piangendo mentre Alex gli cambia il pannolino, il cellulare lo tiene appoggiato tra la spalla e l'orecchio. «Ho la famiglia a cui badare e un lavoro, mi alleno quando posso». Rio 2016, una vita fa. Squalificato alla vigilia della gara olimpica. Ma Alex corre ancora. «Almeno una volta al giorno». La voce un po' gli trema ed è un indizio di felicità. L'unico. Felice nel modo in cui lo è questo glaciale italiano di 36 anni con l'accento altoatesino: soddisfazione sì ma contenuta, sotto le righe, niente rancore. A Tokyo ci pensa, ma domani. Oggi va bene così, «ché ho imparato a non aspettarmi troppo». Intanto, un giudice di nome Walter Pelino ha cancellato con cinque parole – «non aver commesso il fatto» – cinque anni di infamie e l'ingiusta accusa di essersi dopato col testosterone. Il gip di Bolzano ha ribaltato il tavolo, gli accusatori sono diventati gli accusati. Si apre un'altra partita, si indaga sul complotto. Schwazer, ha letto l'ordinanza? «Non ho avuto il coraggio. Temevo ci fosse qualche paragrafo che impedisse, per l'ennesima volta, di arrivare alla verità. Ho chiamato il mio allenatore, Sandro Donati, e gli ho detto: leggila tu, io non ce la faccio». Dov' era quando le è arrivata la notizia dell'archiviazione? «A Vipiteno, mi stavo allenando. Quando ho finito ho visto che sul telefono avevo una valanga di chiamate. Neanche quando ho vinto le Olimpiadi a Pechino ne ho ricevute tante». La prima telefonata a chi l'ha fatta? «A Sandro e poi al mio avvocato Gerahrd Brandstätter. Insieme a loro in questi cinque anni mi sono conquistato ogni piccolo pezzo della mia innocenza». Tokyo. Quanto è lontana? «Attualmente non posso andarci, la mia squalifica di otto anni resta. Dovrò decidere come muovermi con la giustizia sportiva. Siamo già a marzo, i tempi stringono. Devo anche qualificarmi. Però mi sono tenuto in discreta forma». Si dice faccia ancora tempi da record del mondo. È vero? «No, non è possibile. Anche perché prima di tutto penso al mio lavoro (allenatore nella marcia, ndr ), poi cerco di correre. Non posso essere paragonato a un professionista che fa due sedute al giorno, io ne faccio al massimo una» Da zero a cento, quanto è in forma? «Al quaranta per cento». Se le permetteranno di gareggiare, cosa le fa pensare di riuscire a qualificarsi per Tokyo? «Se non ho infortuni ce la posso fare. Ovviamente dovrò vedere anche come reagirà il mio fisico a doppie sedute di allenamento. Ma senza intoppi, posso qualificarmi ed eventualmente fare una bella prestazione in gara. Però…». Però? «In tanti parlano e mi parlano delle Olimpiadi, però la cosa importante è che il giudice abbia riconosciuto la mia innocenza. Se poi potrò andare a Tokyo, bene. Se non capita, vivo lo stesso». A cosa sta pensando? «Avevo fatto un esercizio di rimozione del passato. Oggi però i ricordi sono tornati con prepotenza. Uno, in particolare. Bruttissimo. Quel giorno a Rio quando mi dissero della squalifica. Ero sul lungomare di Copacabana, sul tracciato dove il giorno dopo avrei dovuto correre la marcia. Dovevo tornare in aeroporto, rientrare in Italia, con un'accusa ingiusta sulle spalle. E camminavo, piano piano, lì a Copacabana, un passo dopo l'altro, senza sapere dove andare, quale strada prendere…». Si è perso d'animo in questi cinque anni? «No, no, no mi è accaduta una cosa troppo grande e troppo grave, non potevo accettare di pagare per una cosa che non ho fatto. Sono stato sbattuto sui giornali come un mostro. Devi lottare per i tuoi diritti, devi lottare sempre». Chi ha tramato contro di lei? «Non lo so, ci penserò prossimamente. Un giorno le darò una risposta precisa». Il controllo a sorpresa il primo dell'anno del 2016, ordinato due settimane prima nel giorno in cui lei stava deponendo a Bolzano contro i medici della federazione italiana di atletica. È stato punito per aver parlato? «Non lo so, non ho certezze. Però una cosa la so: chi ha organizzato la manomissione delle provette lo ha fatto per colpire sia me che Sandro Donati». Cosa l'ha impressionata di più della sua vicenda giudiziaria? «L'inversione dei ruoli. Per un anno intero la Wada e la Federazione internazionale di atletica sono riusciti a impedire che il laboratorio tedesco di Colonia consegnasse agli inquirenti le provette con la mia urina. Eppure loro avrebbero dovuto facilitare la consegna!». Provette che, ha stabilito il gip, sono manomissibili, si possono aprire e richiudere. «Sono sette anni che lo sappiamo. Già dallo scandalo alle Olimpiadi di Sochi: quel tipo di provetta che in Russia è stata aperta centinaia di volte, è ancora usata». Si aspetta delle scuse? «In tanti hanno parlato e straparlato di me, ma non sono qui ad aspettare scuse. Non provo rancore. Oggi è un giorno bello, si festeggia. Ho un dolce con cinque cerchi che mi aspetta».

la Repubblica

Categorie
ESCLUSIVE

‘QDL’ – Tedeschi: “Questa Samp è pazza, può fare qualsiasi risultato ma la Lazio è davvero forte!” (AUDIO)

CORRADO TEDESCHI in collegamento a 'QDL': "Essere della Sampdoria a Genova vuol dire non appartenere andare contro-corrente. Noi siamo quelli nati dopo, ma da quando siamo arrivati siamo stati l'incubo del Genoa. I numeri parlano, siamo sempre arrivati prima in classifica. Poi la squadra di Vialli e Mancini è stata incredibile. Questa con la Lazio sarà una partita molto bella, la squadra di Inzaghi mi piace tantissimo. La Samp è una squadra pazza, ha battuto grandi squadre come Lazio ed Inter, ma ha fatto peggio con squadre meno importanti. Ranieri non è un allenatore molto moderno, ma la squadra ha giocatori molto buoni. Daamsgard è un predestinato, Quagliarella e gli altri sono importanti. magari la Lazio non ha la panchina delle altre, ma è davvero forte. Se dovessi scommetere sul risultato, opterei per un X2. Sarà un campionato combattuto fino alla fine, l'Inter ha il grande vantaggio di non avere le coppe"

Categorie
ESCLUSIVE

‘QDL’ – Vella: “Con la Samp gara imprevedibile, se non ci fosse stato il Bayern sarebbe stata più semplice” (AUDIO)

ENRICO VELLA in collegamento a 'QDL': "Sono più laziale che sampdoriano, anche se sono nato a Genova dove ho iniziato nel settore giovanile del Genoa. Poi ho giocato nella Samp, ma il mio cuore è rimasto a Roma. Sabato mi aspetto una gara imprevedibile, la Lazio dopo la gara con l'Inter vuole fare risultato, anche se poi è attesa dalla grande gara con il Bayern. Sta alla bravura di Inzaghi scegliere una squadra che può fare risultato, senza condizionare la prossima. Ci sono degli ex come Candreva e Keita, ha le possibilità di fare uno scherzo alla Lazio. Se non ci fosse stata la gara di Champions sarebbe stato meglio, il problema della Lazio è che ha la panchina troppo corta. Inzaghi è l'artefice di tutto ciò che di buono stanno facendo, non è facile con alcuni arrivi dal mercato non importantissimi. 

Categorie
AVVERSARIO

Bayern Monaco, Flick perde anche a Tolisso

Il Bayern Monaco deve fare i conti con una rosa che sta affrontando alcuni problemi in vista della gara in Champions League contro la Lazio. Dopo l’assenza di Pavard causa Covid, si ferma anche Corentin Tolisso. Secondo quanto riportato dalla BILD, il centrocampista francese si sarebbe fatto male in allenamento. Scontate le sue assenze contro Eintracht Francoforte e Lazio.