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SOCIAL

I tifosi della Lazio contro Pupi Avati: bufera sui social

I tifosi della Lazio contro il regista e scrittore Pupi Avati. Sul banco della questione l’ultimo libro del Maestro (uscito lo scorso 25 settembre), ‘L’archivio del Diavolo’, in cui uno dei personaggi, tale Furio Momenté, viene etichettato come un “laziale di me…”. Il romanzo è ambientato nei primi anni ’50 nel Nordest dell’Italia. Momenté è un funzionario ministeriale che scompare mentre indaga sull’omicidio commesso da un ragazzino.

La polemica social

La questione è partita su internet, con la pagina del libro “incriminato” diventata in poche ore virale. Pupi Avati, tifoso del Bologna, è finito così nel mirino dei tifosi laziali. Anche una pagina Facebook intitolata al regista (non è chiaro se sia quella ufficiale, non c’è la spunta blu del riconoscimento), è teatro di polemica. ”La pagina del libro risulta stonata nel contesto, come se si mettesse una inutile scena di sesso in un film Disney per bambini. Avati, insomma, lo fa chiaramente apposta, solo per ferire. Lui che si dichiara tifoso del Bologna, poi del Crotone, oltre ad esprimere una certa simpatia per la Lazio in una intervista ritrovata su internet (immaginiamo se gli eravamo antipatici che scriveva!)”. Si legge in un post.

corrieredellosport.it

 

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ARBITRI

Designazioni, Lazio-Cagliari a Irrati

La 21ª giornata di Serie A TIM Lazio-Cagliari, in programma domenica 7 febbraio 2021 alle ore 20:45 allo Stadio Olimpico di Roma, sarà diretta dal signor Massimiliano Irrati (sez. di Pistoia).

Assistenti: Pagliardini – Zingarelli

IV uomo: Prontera

V.A.R.: Banti

A.V.A.R.: Cecconi

Il fischietto toscano ha già diretto i biancocelesti in 17 occasioni: il bilancio complessivo dei precedenti è lievemente favorevole alla Lazio che ha vinto in 8 di questi match, pareggiato in 3 e perso in 6.

L’ultimo incrocio tra Irrati e la formazione biancoceleste risale al 24 ottobre scorso, giorno in cui la Lazio superò 2-1 il Bologna all'Olimpico. Il fischietto toscano, inoltre, ha già diretto un confronto tra biancocelesti e sardi: il 16 marzo 2014 la squadra allora guidata da Reja espugnò il Sant'Elia con le reti di Lulic e Keita. 

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APPROFONDIMENTI

Immobile e la consegna della Scarpa d’Oro: cerimonia a Roma?

Ciro Immobile Scarpa d’Oro 2020. Nei registri del calcio è tutto scritto, nero su bianco già da mesi. Ma la consegna del riconoscimento vero e proprio si deve ancora svolgere. La pandemia ha stravolto anche quella che, negli ultimi anni, è stata una delle più belle manifestazioni a livello sportivo. Gli organizzatori premono, la Lazio starebbe pensando ad una cerimonia in una location storica di Roma. Il miglior bomber d’Europa celebrato nella città più bella del mondo. Tutto molto romantico. La bacheca diventa sempre più grande. Corrieredellosport.it

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RASSEGNA STAMPA

Lotito applaudito dalla squadra dopo il pagamento in anticipo degli stipendi

"Lazio, Lotito applaudito dalla squadra dopo il pagamento degli stipendi". Questo il titolo che il Corriere dello Sport utilizza al suo interno sui biancocelesti stamani. Il presidente ieri all'ora di pranzo è entrato nella club house della società e i calciatori hanno ringraziato per il pagamento degli stipendi di febbraio e marzo della scorsa settimana. Il saluto l'ha toccato nell'animo, si intenerisce facilmente quando cede alla glacialità delle smorfie da duro. Con Inzaghi anche l'incontro di ieri non è stato decisivo per il rinnovo. Ogni giorno può essere quello buono per accogliere la lieta notizia. 

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APPROFONDIMENTI

Muriqi non si vuole fermare: servono i suoi gol per agguantare la Champions

L’atteso, l’invocato, il desiderato. Eravamo tutti ansiosi per le sue azioni, per i tiri e i gol che non arrivavano, piaceri che sembravano a lui proibiti nonostante l’exploit nel campionato turco. Le percentuali delleprestazioni di Vedat Muriqi sono sempre state legate al costo del suo cartellino da 18 milioni. Da quando ha iniziato a fare centro l’ansia è diminuita, si è iniziato a conclamarlo come centravanti in più nella speranza che continui a colpire. Muriqi ha vissuto dieci giorni felici, i primi alla Lazio. Ha incornato due volte (in Coppa Italia) contro Parma e Atalanta. Ha ricolpito a Bergamo quattro giorni dopo in campionato, stavolta facendo tap-in dopo l’assist di Pereira.  Lo sfogo. Muriqi sentiva addosso il peso dei milioni spesi dalla Lazio, sentiva addosso la luce dei riflettori. Domenica, dopo l’1-3 che ha chiuso la partita con l’Atalanta, si è liberato dei pesi: «Ho passato un momento complicato tra Covid e infortuni, non è stato facile. Adesso mi sento molto bene fisicamente. Il mantra è sempre lo stesso, lavorare in maniera dura, fare del mio meglio e far bene sia se gioco per 90 che per cinque minuti. E’ importante stare bene fisicamente, l’obiettivo è essere al 100%. Quando ho accanto attaccanti come Immobile e Correa tutto diventa più semplice». Muriqi sapeva d’avere davanti un ultrabomber da epopea come Ciro Immobile. Sapeva che Correa è il suo partner ideale (si scambiano i ruoli con Ciro) e che nelle gerarchie di Inzaghi sarebbe partito anche dietro a Caicedo. Ha saputo pazientare, ha sfruttato lo stop del Panterone per rilanciarsi dopo i primi mesi vissuti senza gloria.  
 
Il jolly. Un attaccante non può ritenersi indipendente dal gol e quando non fa centro diventa tutto più difficile. Muriqi ha superato le difficoltà, aspetterà nuove occasioni. Le parole espresse domenica gli fanno onore, dovrà farsi bastare i minuti che Inzaghi gli concederà. E’ stato un gesto conciliante, mette Simone nelle condizioni ideali per gestire il parco attaccanti. In tanti hanno sottolineato l’abbraccio che la squadra ha riservato a Muriqi e Pereira a Bergamo. Tutta la panchina è scattata per raggiungere due dei giocatori meno utilizzati, tra i più tristi. Servivano gol in più, è un bene che si siano trovati. Vanno moltiplicati il più possibile. Muriqi ha trovato spazio in Coppa Italia, ha giocato da titolare contro Parma e Atalanta. L’eliminazione dai quarti gli ha tolto spazio. Il ragionamento di fondo è questo: da qui a maggio si giocherà le chance che resteranno, in estate sarà fatta una scelta. Caicedo è in scadenza nel 2022, può partire realmente. Muriqi rimarrà senza uno dei concorrenti che possono creargli più fastidi. Dovrà confermarsi all’altezza: «Spero che questi gol siano i primi di tanti altri». E’ goloso di cross, ha voglia di restare in alto. 

D.R. Il Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Strakosha: il ginocchio sta meglio ma resta lo stallo sul rinnovo. Occhio a Montipò

ROMA Vogliono lasciare ancora un po' di suspence. La firma d'Inzaghi continua slittare perché il rinnovo del mister non è più in discussione e prima c'è qualcosa di più importante. Già martedì Lotito aveva lasciato intendere di credere di nuovo al sogno tricolore, così decide di dare ai giocatori un ulteriore sprone: 400mila euro a testa in caso di prima posizione. Ma la novità assoluta riguarda sopratutto l'appuntamento più imminente. Decisi e fissati insieme al mister dei premi speciali in caso di passaggio del turno in Champions contro il Bayern: il gruppo potrebbe spartirsi quasi 3 milioni se dovesse riuscire nell'impresa leggendaria d'accedere ai quarti di finale. L'annuncio è arrivato ieri a Formello, mentre parte della squadra stava pranzando, direttamente dal presidente. Non s'è discusso solo di soldi in uscita e in entrata, il numero uno ne ha approfittato per caricare il gruppo alla vigilia di un mini-campionato rovente. In gioco c'è la storia, per riscriverla serviranno forze mentali e fisiche. Lotito è tornato ad essere sempre più presente, già sabato aveva parlato allo spogliatoio per la rivincita a Bergamo, spronando big e riserve. Un segnale nelle parole, ma anche nella fattispecie: tutte le società fanno fatica a corrispondere gli ingaggi per le difficoltà economiche, la Lazio ha pagato in anticipo due mesi al di là dello sgravio fiscale.
Mettono davanti l'ambizione del club, Lotito e Inzaghi, rispetto al loro vincolo matrimoniale, che nei prossimi giorni avrà comunque un lieto fine. Ieri sembrava la giornata giusta per chiudere la telenovela prolungamento una volta per tutte. E invece si è consumato a Formello un incontro veloce dopo le ultime svariate telefonate. E' arrivato all'ora di pranzo, il presidente, si è diretto in Foresteria dai giocatori prima dello sciogliete le righe. Già perché Inzaghi aveva deciso di far saltare la seduta pomeridiana, una scelta che sembrava propedeutica proprio al faccia a faccia con Lotito finale. Invece serviranno un altro paio di puntate, vanno colmate le ultime distanze economiche. Inzaghi si è convinto a mettere nero su bianco un triennale (sino al 2024) purché arrivi a guadagnare almeno 8,5 milioni grazie a un contratto pieno di bonus a salire. Simone pretende anche per il suo staff delle precise garanzie. 
EDUCAZIONEIntanto nei prossimi giorni Inzaghi pagherà la multa salata per la sua bestemmia contro il Sassuolo. E' un educatore e vuole essere il primo a dare a tutti l'esempio. Per questo chi sbaglia nel comportamento, ne paga le conseguenze anche a Formello. E' toccato in precedenza ai big Acerbi e Luis Alberto, poi a Hoedt per il video dell'aereo, adesso c'è Strakosha nel mirino, nonostante il ginocchio si stia sgonfiando. Non sono andate giù alcune sue scenate dentro lo spogliatoio, la concorrenza con Reina lo sta rendendo troppo nervoso e rimangono i problemi legati al rinnovo. Nemmeno domenica sarà convocato e ora pure Tare che lo ha sempre difeso – per il futuro continua a guardarsi (occhio a Montipò in scadenza a giugno) intorno per il futuro. E' andato all'Huesca in prestito, Denis Vavro, e lancia parole al vetriolo: «Ero nervoso per colpa d'Inzaghi alla Lazio. Ho giocato una sola partita, poi mi ha messo fuori rosa. Dopo la mancata cessione al Genoa ero sempre più giù e ringrazio quindi l'Huesca per l'opportunità. Voglio salvare la squadra, mi adatterò più facilmente alla Liga rispetto alla Serie A così tattica». A Lotito è costato quasi 12 milioni, il suon rilancio sarebbe comunque una gran notizia. 
A. A. – Il Messaggero 

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DAL MONDO

La tratta dei baby talenti e i sogni rubati: accade in Africa, Asia e America Latina

Il terrificante e purtroppo assai consolidato, a livello internazionale, fenomeno del Football Trafficking, ovvero la tratta di esseri umani tramite il più grande "sogno collettivo" del mondo globalizzato, cioè il calcio, resta per tanti aspetti, impenetrabile ed indecifrabile. Questo a dispetto della clamorosa esposizione mediatica dello sport più popolare al mondo. Da diversi anni ormai l'Africa, il Sud Est Asiatico e l'America Latina, su tutte, sono terre dove il diritto viene calpestato sistematicamente, ricche di opportunità per fantomatici agenti Fifa, cinici ed improvvisati Talent scout pronti a tutto per arricchirsi sulle spalle dei propri, presunti, assistiti. Così ogni anno decine di migliaia di ragazzi, perlopiù minorenni, spesso provenienti da famiglie poverissime, ammaliati dal sogno di un futuro del tutto diverso grazie al calcio, abbandonano la terra natia, mettendo sia il proprio destino sportivo ed umano che grandi somme di denaro, nelle mani di trafficanti d'esseri umani 2.0. Una rilettura, in chiave postmoderna, dei "viaggi della speranza" che sviluppano un copione preordinato e messo in atto, al netto di ogni scrupolo: i fantomatici agenti Fifa/Talent scout, dopo aver promesso alle famiglie contratti milionari ed un luminoso futuro nel calcio che conta, incassano una determinata somma di denaro ed abbandonano i loro assistiti in terre a loro sconosciute: quasi sempre senza documenti, senza contratto, senza appoggi di alcun tipo. L'ambizione di questi speranzosi giovanissimi (allevati magari nel mito di Sadio Mané e Didier Drogba) l'inconsapevolezza delle famiglie, incantate dalle lusinghe dell'intermediario, la straordinaria diffusione del verbo calcistico, compongono una tragica realtà che pare difficile poter scardinare. Nel 2015 aveva fatto particolarmente scalpore un'inchiesta della BBC che aveva analizzato il caso del Champasak United, squadra di prima divisione del Laos. La FifPro, che si occupa dal 1965 dei diritti dei calciatori professionisti, aveva infatti smascherato la tratta di 23 calciatori minorenni arrivati dalla Liberia, costretti a firmare contratti pluriennali (durata che poteva raggiungere i 6 anni), obbligati a dormire all'interno dello stadio, con igiene e pasti scarsi e senza ricevere, chiaramente, nessun tipo di salario. Fondamentale, a questo proposito, pare la testimonianza di Kesselly Kamara, all'epoca minorenne, che utilizzo esplicitamente il termine "Schiavismo" per descrivere le condizioni di vita in Laos. «Non è facile vivere in 30 in una singola stanza, per di più senza finestre». Kamara ha spiegato di essere partito per il Laos dietro invito del giocatore liberiano Alex Karmo, che, a quel tempo, presiedeva il club asiatico. L'Academy del Champasak United però era fittizia, priva di un qualsivoglia riconoscimento giuridico/legale, letale per le ambizioni umane, prima ancora che sportive, dei 23 calciatori. Lo stesso Kamara però, dopo un lungo girovagare tra Stati Uniti ed Europa, ha avuto l'occasione di riscattarsi e dimostrare il suo valore: è infatti attualmente sotto contratto con l'Hatayspor, società di prima divisione turca. Meno drammatica, ma di certo ugualmente deprecabile, l'avventura di Luis Miguel Rodríguez, soprannominato la Pulga- la pulce. Simbolo, dentro e fuori dal campo, del Cólon de Santa Fe che ha trascinato a suon di assist, nel 2019, alla finale della prestigiosa Coppa Sudamericana. In un'intervista di un mese fa, ai media argentini, ha raccontato, per la prima volta, a cuore aperto il suo primo impatto con il calcio europeo. «Avevo 16 anni, io ed altri 4 ragazzi eravamo stati convinti da un presunto agente Fifa ad accettare un'offerta arrivata da un club italiano. Pensavamo potesse essere l'opportunità giusta per dimostrare il nostro valore. Sognavamo la Serie A. Invece ci siamo ritrovati abbandonati in Romania, senza un soldo, senza un contratto, senza conoscere la lingua». Le strane bizzarrie del destino hanno consentito a la Pulga di rientrare in patria, grazie ad una colletta collettiva, ed a prendersi la sua personale rivincita nel 2009, quando venne convocato nella Albiceleste allenata dal compianto Maradona. Nonostante gli sforzi profusi dalla Fifa quello del Football Trafficking è un fenomeno che si sviluppa a livello esponenziale. Gli interessi economici e commerciali, spesso, rendono complesse le sacrosante indagini portate avanti dagli organi competenti. Per un Sadio Mané che si consacra sul panorama internazionale, quante decine di migliaia di ragazzi sono protagonisti di questa tragedia contemporanea? RIPRODUZIONE RISERVATA Migliaia di minorenni vengono "adescati" da finti agenti il cui scopo è solo alimentare lo schiavismo del calcio Storie di ragazzi sedotti e poi abbandonati, come il liberiano Kamara che è riuscito a rifarsi una carriera in Turchia Il calciatore liberiano Kesselly Kamara.

Eduardo Accorroni – L'Avvenire

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APPROFONDIMENTI

Incontro Lotito-Inzaghi: firma ad un passo, serve intesa per rinnovo staff

Sognavano l'applauso dell'Olimpico, invece Ciro Immobile e Luis Alberto hanno ricevuto i premi dell'Assocalciatori, per lo scorso campionato, nel silenzio di Formello. Ma la soddisfazione per i due resta enorme: entrambi inseriti nella "Top 11", l'attaccante ha ricevuto anche la targa per il titolo di capocannoniere. A Ciro ieri hanno hackerato il profilo Twitter, ma il contrattempo non gli ha tolto il buon umore: «Siamo tornati quelli pre-lockdown » , ha detto a Sky. E ha spiegato: « Eravamo in una situazione difficile, siamo stati bravi a rimontare: adesso siamo lì, viviamo un ottimo momento e vogliamo giocarcela » . Senza porsi limiti. Domenica sera, contro il Cagliari, la sua Lazio insegue la sesta vittoria consecutiva: lo scorso anno arrivò a 11. E in questo mese, in una sede prestigiosa e rappresentativa della Capitale, sarà organizzata una cerimonia per consegnare a Immobile ( finalmente) la Scarpa d'Oro. Anche Luis Alberto ha sensazioni positive: «Abbiamo cambiato mentalità, c'è più sacrificio. Dobbiamo continuare a giocare bene e con la cattiveria giusta». Intanto ieri nuovo incontro a Formello tra Lotito e Simone Inzaghi per il rinnovo: la proposta del presidente è importante (contratto da 2,5 milioni netti a stagione fino al 2024), non ci sono dubbi sulla firma, sono stati fatti passi avanti ma la fumata bianca ancora non c'è. Si cerca di arrivare all'accordo sullo staff, visto che i collaboratori di Inzaghi hanno il contratto in scadenza. Sempre ieri, a Bergamo, la Primavera ha eliminato l'Atalanta dai quarti della Coppa Italia ( 3- 1). In panchina, Floriani Mussolini: il terzino, pronipote del Duce, ha qualità interessanti, tant' è che fa parte della scuderia di Federico Pastorello, uno degli agenti di calciatori più importanti del mondo.

G.C. la Repubblica

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CALCIOMERCATO

Adekanye dopo l’arrivo all’ADO Den Haag: “Ho alzato l’asticella. Normale ci siano aspettative”

Bobby Adekanye, ha deciso di cambiare nuovamente maglia per trovare più spazio e continuità dopo l'esperienza al Cadice e si è accasato in Olanda all'ADO Den Haag. L'attaccante di proprietà della Lazio, ha parlato della sua decisione: "Ho cercato di alzare il mio livello di gioco e penso che sia normale che le persone si aspettino tanto da me – riporta il sito Omroepwest.nl – Se gioco male e vengo criticato devo accettarlo. È il mio lavoro. Ho alzato l'asticella da solo e devo cercare sempre di confermarmi. Sono venuto qui per aiutare il club che non merita di essere in questa posizione (penultima in Eredivisie n.d.r.). L'ADO Den Haag è una grande società".tuttomercatoweb.com

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DICHIARAZIONI

Ora la Lazio non vuole più fermarsi, Luis Alberto: “Mentalità cambiata, avanti con questa cattiveria”. Immobile: “Ora guai a perdere concentrazione”

La Lazio ha ripreso a correre e non vuole fermarsi più. Del buon momento dei biancocelesti, ai microfoni di Sky Sport, hanno parlato due protagonisti come Luis Alberto e Ciro Immobile. Lo Spagnolo guarda dritto al prossimo impegno: “Abbiamo cambiato mentalità, c’è più sacrifico ed ora siamo in un buon momento. Dobbiamo continuare con questo gioco e cattiveria e faremo un bellissimo girone di ritorno. Dobbiamo fare come lo scorso anno partita dopo partita quando abbiamo vinto molti match. Abbiamo tutta la settimana per preparare le partite e penso che questa squadra aveva dimostrato quanto era forte ed ora lo sta dimostrando di nuovo“. Il bomber campano, poi, sottolinea come sia importante non abbassare la guardia: “Stiamo vedendo la Lazio pre Lockdown? Credo di sì, siamo in un buon momento di forma psicofisica. Sappiamo, lo abbiamo vissuto lo scorso anno, che i momenti difficili sono dietro l’angolo e se perdi concentrazione, cattiveria agonistica fai fatica. Abbiamo perso tanti punti, eravamo in una situazione difficile e siamo stati bravi a recuperare e rimontare. Siamo lì e vogliamo giocarcela”. laziopress.it