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SERIE A

Inter-Ats: niente partita contro il Sassuolo. Squadra ferma per quattro giorni

Altri due positivi nell'Inter e niente gara di sabato contro il Sassuolo. Dopo D'Ambrosio e Handanovic, le cui positività sono state annunciate dalla società tra martedì e ieri, oggi è il turno di De Vrij e Vecino. I due giocatori sono in isolamento domiciliare dopo essere risultati positivi al tampone molecolare svolto ieri. Per l'Inter c'è la certezza di essere di fronte a un focolaio visto che la squadra sabato è andata in pullman da Milano e Torino e insieme ai compagni c'era D'Ambrosio che con ogni probabilità era già positivo. Ieri il gruppo si è allenato regolamente alla Pinetina, ma adesso l'Ats ha sospeso gli allenamenti alla Pinetina e la sfida contro il Sassuolo di sabato è stata annullata. Dall'inizio della pandemia nello spogliatoio nerazzurro si sono già ammalati Handanovic, Radu, Padelli, Skriniar, Bastoni, D'Ambrosio, Kolarov, Young, Gagliardini, Brozovic, Nainggolan (poi passato al Cagliari) e un membro dello staff di Conte, mentre tra i dirigenti hanno contratto il virus Marotta, Antonello, Ausilio, Baccin e l'avvocato Capellini.

La decisione dell'Ats su Inter-Sassuolo

Anche se l'Inter, come tutti sperano non arriverà nell'arco di una settimana alle 10 positività che il protocollo della Lega-Figc prevede per il rinvio della sfida, la sfida con il Sassuolo di sabato sera non si disputerà. L'Ats di Milano ha infatti imposto "la sospensione immediata di qualsiasi tipo di attività della squadra per quattro giorni, domenica 21 marzo compresa; divieto di disputa di Inter-Sassuolo in programma sabato; divieto di rispondere alle convocazioni per tutti i calciatori convocati dalle rispettive nazionali". Lunedì prima della ripresa degli allenamenti nuovi test molecolari per tutti.

corrieredellosport.it

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Parolo, gol e leadership: in Champions è quasi da record

Ci ha messo la faccia, Marco Parolo, al termine della sfida contro il Bayern Monaco: “Si può crescere se c’è la voglia di farlo da parte di tutti. Quest’anno non sempre l’abbiamo avuta, l’anno scorso abbiamo preso troppi complimenti e abbiamo perso di vista la realtà, siamo stati spesso troppo belli. Vedere il Bayern come ha affrontato questa partita… Dobbiamo rubare queste cose dalle grandi squadre”. La lezione che si porta dietro il centrocampista della Lazio è questa. E da leader nello spogliatoio cerca di rimettere i suoi in carreggiata. Lui c’è sempre, dentro e fuori dal campo. “Dai più anziani si deve prendere spunto, chi ha 25 o 26 anni non deve pensare di essere arrivato”, lezione numero due. Parolo, l’anima di una Lazio che vuole subito ritrovarsi e continuare a sognare.

Marco è entrato nella ripresa della sfida al Bayern Monaco e ha trovato il suo secondo gol in Champions League. Secondo il portate Opta, il classe ’85, a 36 anni e 51 giorni, è il terzo marcatore più anziano della fase ad eliminazione diretta della Champions League. Terzo gradino del podio per lui, i più ‘vecchi’ marcatori sono Giggs (37 anni e 148 giorni) e Maldini (36 anni e 33 giorni). Onore all’esperienza, alla saggezza e al fiuto del gol che Parolo non ha mai perso. Corrieredellosport.it

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Muriqi, così non va. E i tifosi lo scaricano sui social

Ci sarà il tempo per riflettere in casa Lazio. Il progetto Champions League è fallito, ma i biancocelesti escono a testa alta. Gironi passati, poi il fato ha regalato il Bayern Monaco agli ottavi, la squadra più forte. Non c’è mai stata partita. E allora le valutazioni, più che sulla squadra, vanno fatte sui singoli. Vedat Muriqi, l’acquisto top della scorsa estate, ha avuto la chance di poter impressionare sul palcoscenico europeo. Ne esce con una prova insufficiente, l'ennesima. Ingenuo sul rigore concesso ai bavaresi e in attacco mai uno squillo. Zero tiri in porta, qualche sponda, passaggi imprecisi. Era la seconda chance da titolare in Champions dopo aver giocato contro lo Zenit. In quel caso i minuti furono 59, ieri sera 55. Inzaghi lo ha sempre tolto con sguardo insoddisfatto.

Chissà, probabilmente con gli stadi pieni Vedat Muriqi qualche fischio se lo sarebbe pure beccato dai tifosi della Lazio. I quali, a tribune chiuse, usano i social: “Muriqi pagato quasi 20 milioni? Una follia di mercato che non sta rendendo”. Un altro: “Pare un fantasma”. E ancora: “Grande prestazione in Champions League nonostante giocassimo uno in meno”. Insomma: i tifosi hanno scaricato Muriqi dopo circa 7 mesi dall’inizio della sua avventura. Eppure in casa Lazio, di giocatori bocciati e poi resuscitati e diventati importanti, ce ne sono. Due su tutti: Caicedo e Luis Alberto. In passato anche Felipe Anderson era finito nel mirino delle critiche. Niente è perduto, verrebbe da dire. A Muriqi la voglia per il riscatto. Corrieredellosport.it

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L’Italia perde la faccia, la Lazio salva l’onore: ora per non aspettare altri 13 anni serve un progetto serio

L’ onore della Lazio è salvo, quello del calcio italiano assolutamente no. Scomparso dalla Champions negli ottavi, dovrà riorganizzarsi e ripartire con altre ambizioni e con una mentalità diversa. La bocciatura collettiva non arriva certo dalla sconfitta dei biancocelesti con i campioni del mondo oppure dal ko dell’Atalanta contro il Real, bensì dal rendimento di due big come Inter e Juve, strutturate per arrivare in fondo e non per andare… a fondo.

Conte è uscito addirittura come ultimo del girone, perdendo addirittura l’opportunità di partecipare all’Europa League, mentre Pirlo si è fatto sbattere fuori dal Porto in dieci. Inzaghi, invece, dopo l’1-4 dell’Olimpico ha provato a resistere a Monaco ma l’ennesimo errore individuale, stavolta di Muriqi, lo ha condannato a una sconfitta onorevole, addolcita dal gol del 2-1 di Parolo.

Dopo l’impietoso sorteggio che l’aveva accoppiata al Bayern, si era capito che per la Lazio l’avventura europea sarebbe finita agli ottavi, ma restano comunque agli atti anche delle note positive, considerando che la squadra era assente su questo palcoscenico da 13 anni.

Intanto è stata l’ultima a uscire, in ordine di tempo, e ha fatto meglio di un colosso come l’Inter, che per la Champions aveva investito centinaia di milioni (senza averne la disponibilità) nelle ultime due stagioni. Ma non solo: la Lazio è stata l’unica italiana imbattuta nel girone di qualificazione, nonostante la presenza, oltre al Bruges, del Borussia Dortmund di Haaland e dello Zenit, che avevano un’esperienza internazionale nettamente superiore. Il Bayern, invece, era proprio di un’altra categoria, come dimostrano i risultati dell’ultimo anno: campione d’Europa in carica e campione del Mondo, la corazzata tedesca era diventata un ostacolo insormontabile ancora prima delle due sfide sul campo.

L’importante, adesso, è che i tifosi laziali non debbano aspettare altri 13 anni per vivere nuove notti di Champions: sarà difficile tornarci subito, considerando le difficoltà emerse in campionato, ma c’è una squadra base su cui può essere costruito un progetto serio, studiato a tavolino con l’allenatore (Inzaghi sì o Inzaghi no? Sarebbe opportuno decidere subito) e non condotto a braccio a seconda delle opportunità che offre casualmente il mercato, come è accaduto negli ultimi anni. Basti pensare, per esempio, al rinforzo di gennaio, ovviamente a costo zero: Musacchio è sparito dai radar del tecnico dopo l’errore commesso contro il Bayern all’andata, errore che non era stato fatale ad altri compagni come Hoedt e Patric, disastrosi interpreti della fase difensiva biancoceleste nell’arco di tutta la stagione. Probabilmente il milanista non era gradito all’allenatore, come tanti altri giocatori che hanno dovuto cambiare aria perché non erano di livello.

La Lazio, che non ha molti soldi da investire, non può più permettersi di spendere, per esempio, 12 milioni per Vavro (oggi riserva dell’Huesca, ultima nella Liga), 8 per Durmisi, che resta in panchina anche a Salerno in serie B, e 18 per Muriqi, che magari sarà anche un grande attaccante, ma comunque destinato a restare nell’ombra di Immobile per chissà quanto tempo. Era necessaria davvero una riserva dal costo così elevato, considerando l’abilità di Caicedo nell’ingresso a partita in corso? Insomma, per tornare in Champions serviranno investimenti seri sul reparto arretrato e, soprattutto, acquisti concordati con l’allenatore, che sia Inzaghi oppure un altro. Perché se i soldi sono pochi, bisogna spenderli bene. Corriere dello Sport

 

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STATISTICHE

Radu e Lulic nella storia: il rumeno ad un passo dal record all-time di presenze, il capitano secondo per presenze internazionale

@26stefanradu fa 400 presenze in maglia biancoceleste: il record di #Favalli è ad 1 gettone. @senad.lulic con 58 presenze internazionali supera Marchegiani e diventa il sevondo più presente della storia della @official_sslazio nella speciale graduatoria alle spalle di Negro (66)

 

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CHAMPIONS LEAGUE

Inzaghi: “Bayern ingiocabile, orgoglioso del nostro percorso Champions. Il calcio è cambiato, dobbiamo fare il salto…” (AUDIO)

La Lazio dice addio alla Champions League dopo la doppia sconfitta contro il Bayern Monaco. Un avversario proibitivo per gli uomini di Simone Inzaghi che, ai microfoni di Sky Sport, analizza il match contro i bavaresi: "Stasera era una partita a rischio, soprattutto dopo il risultato dell’andata. I ragazzi sono stati bravi, sono stati in partita. Abbiamo preso gol su rigore, ma contava la prestazione. Usciamo con onore dalla competizione anche se dispiace per il 4-1 dell’andata, ma penso che con i campioni del mondo abbiamo fatto una buona gara".

Dove deve crescere la Lazio?

Sappiamo che ci sono squadre ingiocabili e una di queste è il Bayern. Il nostro obiettivo era passare il girone, ce l’abbiamo fatta ed è un grande orgoglio soprattutto per il cammino che abbiamo fatto.

Le squadre italiane devono correre di più?

La mentalità del Bayern fa capire la grandezza di questo club, Si meritano tutto quello che stanno vincendo. Noi dobbiamo cercare di trasmettere questa mentalità, il Bayern è il massimo a livello di club. Noi tornavamo in Champions dopo 13 anni, ci sono dei passi da fare. Ora dobbiamo cercare di rimanere in questa competizione.

Con un paio di innesti questo gruppo può durare nel tempo?

Questi ragazzi mi hanno dato tantissimo e continuano a farlo. Ci sono dei percorsi, delle stagioni. In campionato venivamo da sei o sette vittorie consecutive, poi abbiamo avuto assenze importanti e dobbiamo essere più bravi nelle difficoltà. Dobbiamo fare il salto lì perché il calcio è cambiato, la rosa è stata allargata ma ne abbiamo risentito perché sono mancati giocatori nello stesso settore. Possiamo tornare nelle prime quattro, ce la giocheremo fino alla fine. tuttomercatoweb.com

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CHAMPIONS LEAGUE

Parolo: “Il gol un sogno coronato, ora prendiamo spunto e continuiamo a lottare per giocare ancora la Champions” (AUDIO)

 

Nel post partita di Lazio-Bayern Monaco, il centrocampista biancoceleste Marco Parolo è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel

“Il gol in questa gara è un premio personale: era un sogno da bambino trovare il gol in questo torneo ed è particolare averne segnati due in questa stagione. Dobbiamo prendere spunto da loro perché, nonostante il 4-1 dell'andata, i bavaresi hanno giocato per vincere: hanno dei valori importanti. Anche in Italia spesso, quando si è in vantaggio, si prendono sottogamba alcune gare; per questo motivo dobbiamo trarre dal Bayern Monaco una lezione. Peccato per la sconfitta, avremmo potuto pareggiare.

Abbiamo pagato la nostra prima esperienza in Champions League: questo fa parte del bagaglio che porteremo con noi nel futuro. Continueremo a lottare per il quarto posto per inseguire la possibilità di vivere serate come queste che sono importanti per noi, per la Lazio e per quello che deve rappresentare il Club in territorio internazionale.

Bisogna sapersi adattare, ognuno con le sue caratteristiche e capacità. Se ci si mette a disposizione della squadra, c’è la possibilità di recuperare in campionato: dovremo dare il massimo in allenamento e sacrificarci per il gruppo. L’Udinese sta bene ed ha giocatori forti: ho ancora rabbia per la gara d’andata, abbiamo grande voglia di rivalsa. Ci servono assolutamente i tre punti per dare una sterzata forte al nostro cammino in Serie A TIM: dovremo alzare l’intensità negli allenamenti per farci trovare pronti contro l’Udinese che è molto forte fisicamente”.

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CHAMPIONS LEAGUE

Acerbi: “Usciamo a testa alta contro i migliori al mondo, meritiamo di tornare in Champions” (AUDIO)

La Lazio abbandona la Champions dopo la sconfitta per 2-1 contro il Bayern Monaco. A fine partita è Francesco Acerbi, difensore biancoceleste, a parlare della sconfitta che condanna la truppa di Inzaghi: "Abbiamo fatto una buonissima partita, soprattutto l’approccio. Volevamo fare una partita di gruppo, dare una risposta a noi stessi. Siamo usciti a testa alta anche se c’è rammarico per l’andata perché eravamo contratti e nervosi. Stasera avevamo la testa più serena e ce la siamo giocata contro la squadra più forte del mondo", le sue parole ai microfoni di Sky Sport.

Dove dovete crescere?

Bisogna essere consapevoli di chi affrontare, contro il Bayern non puoi pensare di fare la partita perché noi siamo alle prime armi in Champions. Dobbiamo essere più umili, ma consapevoli.

Le altre squadre hanno un’intensità maggiore?

Loro hanno un passo diverso, hanno tanti campioni, i migliori al mondo. Hanno la serenità di giocare la Champions e sono consapevoli di essere forti. La mentalità la costruisci giocando e vincendo, loro sono dei vincenti perché non mollano anche sul 3-0. Io prendo spunto da queste due gare e vedo i grandi campioni come si parlano, come corrono; dobbiamo farlo anche noi.

Avete voglia di riprovare a conquistare la Champions?

Stasera volevamo tornare a essere squadra, uscire a testa alta. Siamo in lotta per la Champions League, ora pensiamo al campionato e dobbiamo vincere essendo umili e aiutandoci a vicenda. Meritiamo di restare nelle prime quattro.

Gli Europei?

Mi tengo pronto, cerco di arrivare in ottima forma passando per la Lazio e conquistando la Champions. tuttomercatoweb.com

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CHAMPIONS LEAGUE

La Lazio saluta la Champions a testa alta: ora testa al campionato per riconquistarla

Fuori, ma a testa alta. La Lazio saluta la Champions cadendo 2-1 (rigore di Lewandowski nel primo tempo, raddoppio di Choupo-Moting  e firma finale di Parolo) in casa dei campioni in carica del Bayern Monaco nel ritorno degli ottavi di finale, ultima delle italiane dopo le eliminazioni di Juve e Atalanta (per la prima volta dal 2015/16 l'Italia non porta nessuna squadra ai quarti di Champions). Rispetto al pesante 4-1 dell'Olimpico, la squadra di Inzaghi regge meglio il confronto anche grazie all'atteggiamento più compassato dei tedeschi, cancella i grossolani errori dell'andata e ripartendo dall'orgoglio tirato fuori nella ripresa può subito ripensare al campionato, con l'obiettivo di avvicinarsi al quarto posto.

Lazio, Milinkovic pericoloso

All'Allianz Arena, Inzaghi sorprende in avvio lanciando Correa e Muriqi al posto di Immobile e Caicedo in attacco, con Milinkovic, Escalante e Luis Alberto in mezzo al campo. Dall'altra parte, Flick punta sul trio formato da Sané, Müller, Gnabry a supporto di Lewandowski. Il Bayern comanda la partita come previsto, ma fa girare la palla senza forzare e gestendo il gioco. La squadra di Inzaghi, concentrata e attenta, è brava a restare compatta e quando può tenta anche di mettere in difficoltà la difesa bavarese. All'8' Muriqi ci prova da fuori senza troppe pretese, mentre al 15' Milinkovic è molto più pericoloso sfiorando il palo con un inserimento centrale.

Lewandowski show, Parolo entra e segna

Il Bayern controlla e quando decide di spingere fa sempre male. Dopo un sinistro a giro di Sané che va vicinissimo al gol, la squadra di Flick sblocca al 33' su calcio di rigore. Su calcio d'angolo dalla destra, il contatto in area tra Muriqi e Goretzka è ritenuto falloso dall'arbitro Kovacs e dal dischetto Lewandowski spiazza Reina. In avvio di ripresa Inzaghi cambia inserendo Lulic al posto di Fares. Flick risponde con Süle per Boateng. Poco dopo dentro anche Parolo e Pereira per Lazzari (che si fa male al mignolo della mano sinistra) e Muriqi. Lewandowski è sempre il più pericoloso e al 21' colpisce il palo con un potente rasoterra dal limite dell'area. L'attaccante polacco lascia il campo per Choupo-Moting e 2' dopo lo stesso attaccante tedesco trova uno spazio nella difesa biancoceleste segnando il raddoppio, La Lazio però non ci sta e con un bel finale trova il gol del 2-1 con un preciso colpo di testa di Parolo. Inzaghi applaude e già pensa al campionato. corrieredellosport.it

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CHAMPIONS LEAGUE

Bayern Monaco-Lazio 2-1: il tabellino

BAYERN MONACO-LAZIO 2-1

Marcatore: 33' Lewandowski (B), 73' Choupo-Moting (B), 82' Parolo

 

BAYERN MONACO (4-2-3-1): Nubel; Pavard, Boateng (46' Sule), Alaba, Hernandez; Goretzka (64' Davies), Kimmich (77' Martinez); Sané, Muller (70' Musiala), Gnabry; Lewandowski (70' Choupo-Moting). 

A disp.: Schneller, Roca, Sarr. 

All.: Hans-Dieter Flick.

 

LAZIO (3-5-2): Reina; Marusic, Acerbi, Radu; Lazzari (55' Parolo), Milinkovic, Escalante, Luis Alberto (75' Cataldi), Fares (46' Lulic); Correa, Muriqi (55' Pereira).

A disp.: Strakosha, Patric, Musacchio, Hoedt, Leiva, Akpa Akpro, Caicedo, Immobile. 

All.: Simone Inzaghi.

 

Arbitro:  István Kovács (ROU)

Assistenti: Vasile Florin Marinescu (ROU) – Ovidiu Artene (ROU)

IV uomo: Ovidiu Haţegan (ROU)

V.A.R: Pawel Gil (POL)

A.V.A.R.: Tomasz Kwiatkowski (POL)

NOTE. Ammonito: 26' Radu (L), 31' Acerbi (L), 39' Milinkovic (L), 48' Goretzka (B), 70' Correa (L)

UEFA Champions League 2020-2021 | Ottavi di finale, gara di ritorno

Mercoledì 17 marzo 2021, ore 21:00

Allianz Arena, Monaco