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APPROFONDIMENTI

Bayern Monaco-Lazio in numeri: con Flick tedeschi sempre vincenti in casa, per i biancocelesti l’ultima vittoria esterna in UCL nel 2003

Pillole statistiche

Il Bayern Monaco ospiterà la Lazio per la prima volta in una competizione europea. Nessuna delle ultime 21 squadre che hanno affrontato il Bayern fuori casa per la prima volta in Coppa dei Campioni/UEFA Champions League ha vinto (1N, 20P), dopo il Bordeaux nel novembre 2009 (0-2).

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Le squadre italiane hanno perso le ultime quattro trasferte di Champions League contro il Bayern Monaco; l’ultima è stata la Juventus (4-2 a marzo 2016 negli ottavi di finale).

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Da quando Hansi Flick è alla guida, il Bayern Monaco ha vinto tutte le sei partite casalinghe in Champions League, con un punteggio complessivo di 18-3. Tuttavia, solo una è stata nella fase a eliminazione diretta: 4-1 contro il Chelsea al ritorno degli ottavi di finale della scorsa stagione.

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La Lazio ha vinto solo una delle ultime 15 trasferte in Champions League (5N, 9P), di cui nessuna delle ultime otto (4N, 4P). L'ultima vittoria esterna nella competizione risale a settembre 2003: 2-0 in casa del Besiktas nella fase a gironi.

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In 88 precedenti nella storia della Coppa dei Campioni/Champions League, nessuna squadra ha mai superato il turno nella fase a eliminazione diretta dopo aver perso all’andata in casa con almeno tre gol di scarto.

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Nelle ultime 13 gare della Lazio in Champions League entrambe le squadre hanno segnato, la striscia più lunga nella storia della Coppa dei Campioni/Champions League.

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All’andata Jamal Musiala è diventato il più giovane marcatore (17a, 363g) del Bayern Monaco in Coppa dei Campioni/Champions League, battendo il record di Samuel Kuffour nel 1994 (18a, 60g). L'unico teenager a segnare in due presenze di fila nella competizione per il club è stato Kingsley Coman nel marzo 2016, quando aveva 19 anni.

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Robert Lewandowski ha preso parte a 33 gol in 31 gare casalinghe con il Bayern Monaco in Champions League (28 gol e cinque assist). In particolare, la squadra tedesca ha vinto ciascuna delle 21 partite casalinghe in cui il polacco ha trovato la rete nella competizione.

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La Lazio – che deve segnare almeno quattro gol per qualificarsi – non segna quattro reti in trasferta in Champions League dall'ottobre 1999 contro il Maribor (4-0) e non segna quattro gol in una trasferta della fase eliminazione diretta in una competizione UEFA dai quarti di finale di Coppa delle Coppe 1998/99 contro il Panionios (4-0).

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Robert Lewandowski ha segnato 14 gol con cinque assist in 12 presenze in Champions League con Hansi Flick, con il Bayern Monaco che ha vinto tutte queste 12 partite. Solo con Jürgen Klopp (17 gol e sei assist in 28 presenze) Lewandowski è stato coinvolto in più gol sotto la guida di un allenatore della competizione.

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FORMELLO

FORMELLO – Inzaghi prepara la Lazio di Monaco, fare bella figura senza stravolgere la formazione: Caicedo verso una maglia

Qualche dubbio di formazione, una sola certezza: fare bella figura e giocarsi le minime chance di passaggio del turno. La Lazio si prepara al ritorno degli ottavi di finale contro il Bayern Monaco in programma mercoledì sera in Germania. Prime prove tattiche con scelte non ancora definitive. In mattinata tutti agli ordini di Simone Inzaghi: attivazione muscolare, torello a massimo un tocco, circolazione del pallone e serie di movimenti difensivi e offensivi. Lazzari ok, ha svolto il lavoro in gruppo saltando solo la parte finale. Sarà di nuovo pronto per la sfida di domenica contro l’Udinese.

Lazio, Inzaghi pensa al Bayern: i dubbi

C’è ancora un allenamento prima della partenza per Monaco di Baviera prevista per martedì pomeriggio. Reina sarà tra i pali, in difesa si giocano una maglia da titolare uno tra Musacchio e Patric, con il primo favorito per completare il reparto insieme ad Acerbi e Radu. Capitolo centrocampo: sugli esterni Marusic e Fares, al centro spera Escalante con Leiva in panchina insieme a Milinkovic e Luis Alberto. In attacco Caicedo insidia Correa. Il Panterone, carico dopo il gol vittoria con il Crotone, spera di giocare al fianco di Ciro Immobile. La sua fisicità, contro i difensori del Bayern Monaco, potrebbe fare la differenza.

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NAZIONALI

Spagna, altro no a Luis Alberto. I tifosi: “Non gioca nel Barça”

A Luis Alberto l’ennesimo bel campionato con la maglia della Lazio non gli basta per entrare tra i convocati della Spagna. Il Mago biancoceleste è ancora fuori, ormai non è una novità. L’anno scorso niente chiamata da parte di Luis Enrique mentre sfornava assist a ripetizione. Quest’anno ci ha provato con i gol, 8 fin qui, ma niente da fare. Nella lista dei calciatori che affronteranno Grecia, Georgia e Kosovo per le qualificazioni al Mondiale di Qatar 2022 il dieci della Lazio non c’è.

I tifosi spagnoli si chiedono: dov’è Luis Alberto?

Tanti i tifosi spagnoli che sui social hanno commentato le scelte del ct Luis Enrique. Va detto che, in modo simpatico, ogni tifoso fa il nome del calciatore spagnolo che milita nella propria squadra del cuore. Ma su Luis Alberto sembrano in tanti d’accordo: “Perché non è stato chiamato?”. Qualcuno spiega in modo critico: “Ci sono Busquets, Ramos… giocatori che sono presenti solo per il nome che portano, mentre altri che meritano di essere convocati sono a casa perché non giocano nel Barcellona o nel Real Madrid!”. Un altro azzarda e spiega chi dovrebbe lasciare il posto a Luis Alberto: “Opinione impopolare: Pedri al momento non ha fatto nulla nei match importanti del Barça. Se giocasse in una squadra da metà classifica non sarebbe lì. Pedri senza Messi è nessuno”. Luis Alberto, ad oggi, può contare una sola apparizione con la maglia della Spagna: era l’11 novembre 2017, appena 16’ contro il Costa Rica. Da lì, anche con altri ct, mai più visto. Corrieredellosport.it

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APPROFONDIMENTI

La peggiore difesa dell’era Lotito, numeri impietosi… ed ora riecco il Bayern

 La più grande differenza tra la Lazio dello scorso anno e questa attuale è la difesa: infortuni, incomprensioni di mercato, sfortuna. I biancocelesti dietro incassano troppo. In Serie A subiti 37 gol, solo la Roma ha fatto peggio con 40, ma i giallorossi hanno pure segnato di più. Le altre big viaggiano su ritmi diversi. E c’è un dato che evidenzia ancora di più le difficoltà: quelle 37 reti incassate sono il peggior dato dell’era Lotito (insieme al 2008/09). Per trovare un numero superiore di gol presi bisogna andare molto indietro nel tempo. Stagione 1992/93, incassate 38 reti.Lazio, quale difesa con il Bayern Monaco?

La difesa titolare della Lazio, composta da Luiz Felipe, Acerbi e Radu, è scesa in campo in appena quattro partite. Ora c'è di nuovo il pericolo Bayern Monaco, che all’andata tra errori biancocelesti e bravura, ha siglato 4 gol. Al ritorno, per tentare l’impresa, servirà essere più che perfetti. Inzaghi avrà ancora tempo per scegliere chi far giocare. Radu è recuperato, ci sarà. Acerbi al centro di nuovo in marcatura su Lewandowski. Il solito dubbio è sul centrodestra: Patric o Musacchio? Entrambi all’Olimpico non hanno fatto bella figura. Il tecnico vuole blindare la difesa ed evitare l'assalto: servirà soprattutto concentrazione. Corrieredellosport.it

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APPROFONDIMENTI

Acerbi, gli straordinari si pagano: troppi errori anche il leader difensivo di Inzaghi

Un calo fisiologico, ma che la Lazio non si può permettere. Francesco Acerbi nell’ultimo mese è andato un po’ in difficoltà. Venerdì ha sbagliato in occasione del primo gol del Crotone, con il Bayern, nell’andata degli ottavi di finale, ha realizzato una goffa autorete, con l’Inter era spesso fuori posizione. Tanti errori, specie per uno come lui. E la Lazio è andata in difficoltà. Dal 14 febbraio al 12 marzo i biancocelesti, fra campionato e Champions, hanno giocato 6 partite. Acerbi, viste anche le tante defezioni in difesa (Luiz Felipe è fermo ai box, Radu è appena stato recuperato) le ha disputate tutte dal primo al novantesimo minuto. A volte giocando al centro della difesa a tre, altre venendo schierato sul centro-sinistra. In queste sei partite la Lazio ha incassato 14 gol, mantenendo la porta inviolata solo contro la Sampdoria.

Acerbi, dal 18 ottobre 2015 a oggi, ha giocato 203 partite di Serie A su 209. Una macchina, non si ferma mai. Inevitabile però che abbia un piccolo calo. In casa Lazio in molti hanno risentito del 4-1 subito contro il Bayern Monaco, e Acerbi probabilmente è fra i giocatori che più è rimasto deluso. Ha preso per mano la Lazio, l’ha portata fino agli ottavi di finale di Champions League (traguardo che mancava da 20 anni) sacrificandosi per la squadra: in Champions League ha giocato 6 partite su 7 venendo schierato sul centro-sinistra, non il suo ruolo naturale. Ora contro il Bayern Monaco, nella partita che verosimilmente segnerà l’eliminazione dei biancocelesti dalla competizione, vuole rilanciarsi. La qualificazione è compromessa, ma lui vuole riscattarsi dopo un mese difficile. Dovrà vedersela ancora una volta con Lewandowski, primo con distacco nella attuale classifica per la Scarpa d’Oro (ha 9 gol di vantaggio su Ronaldo secondo). Sarà la quarta sfida stagionale all’attaccante polacco: due volte, in nazionale, è riuscito a disinnescarlo (l’Italia in entrambe le occasioni), con la Lazio, nell’andata degli ottavi, è invece andato in difficoltà. Sarà l’ennesima prova per dimostrarsi all’altezza, per riprendere per mano la Lazio e mandare un segnale anche a Mancini in vista dell’Europeo. D’altronde dopo tanti anni ad altissimi livelli il calo avuto da Acerbi nell’ultimo mese è fisiologico. La Lazio però non se lo può permettere. È a rischio la qualificazione alla prossima Champions.

Gazzetta.it – Elmar Bergonzini

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ARBITRI

Designazioni UCL: Bayern M.-Lazio al romeno Kovács

Bayern Monaco-Lazio, sfida valida per la gara di ritorno degli ottavi di finale di UEFA Champions League, in programma mercoledì 17 marzo 2020 alle ore 21:00 alla Fußball Arena München di Monaco di Baviera, sarà diretta dal signor István Kovács (ROU).

Assistenti:Vasile Florin Marinescu (ROU) – Ovidiu Artene (ROU)

Quarto uomo: Ovidiu Haţegan (ROU)

V.A.R.: Pawel Gil (POL)

A.V.A.R.: Tomasz Kwiatkowski (POL)

La designazione arbitrale per la gara di ritorno degli ottavi di finale di UEFA Champions League ha assegnato la gara Bayern Monaco-Lazio al signor István Kovács.

Il direttore di gara romeno non ha mai arbitrato un incontro della Prima Squadra della Capitale. In tre occasioni, invece, ha diretto squadre italiane con due vittorie (in Europa League per Milan e Roma) ed un pareggio (Genk-Napoli 0-0, fase a gironi della Champions League 2019-2020).

Non sarà però la prima volta dell’arbitro classe 1984 con il Bayern: il fischietto di Carei ha diretto la gara del 27 ottobre scorso dei tedeschi sul campo della Lokomotiv Mosca (1-2 il risultato finale).

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APPROFONDIMENTI

I gol si Luis Alberto in attesa di Ciro: il mago insegue il suo record e trascina la Lazio

Obiettivo record. A Luis Alberto mancano tre gol per eguagliare se stesso, arrivando a 11 in campionato. L’ha raggiunta nella sua prima grande annata alla Lazio, stagione di grazia 2017-2018, quando da oggetto misterioso e aspirante pittore si trasformò in campione. La sua fu un’esplosione improvvisa e inattesa, benché Tare e Inzaghi confidassero nelle sue qualità tecniche: sfruttò un vuoto nella formazione titolare in estate, si guadagnò stima e fiducia, da allora non è mai più uscito dal campo.
In quel torneo andò a segno a un ritmo straordinario, poi si è dilettato soprattutto con gli assist – nella scorsa stagione è stato il re della Serie A – fermandosi una volta a 4 e una volta a 6 gol. Adesso l’anomalia: zero passaggi vincenti ai compagni, ma tanti colpi decisivi, l’ultimo venerdì scorso contro il Crotone.
Gli 8 gol che Luis Alberto ha segnato in questo campionato hanno un valore speciale, forse superiore rispetto agli 11 di tre stagioni fa, perché lo spagnolo ha cambiato posizione in campo allontanandosi dalla porta. All’epoca faceva la seconda punta, alle spalle di Immobile, del quale era partner in attacco e ispiratore. Poi l’arrivo di Correa e la decisione di Inzaghi di provare a costruire una Lazio offensiva arretrando il Mago sulla linea dei centrocampisti. È da lì che parte oggi per andare a cercare la porta, una collocazione tattica che rende oggettivamente più complicato arrivare alla conclusione. Eppure ha 12 partite per realizzare i 3 gol che gli permetterebbero di stabilire il suo primato personale.
Luis Alberto in campionato è il secondo miglior marcatore della Lazio dopo Immobile, la Scarpa d’Oro, e davanti a Caicedo e Milinkovic-Savic, i due compagni che assieme a lui hanno permesso ai biancocelesti di piegare la resistenza del Crotone. Ha dimostrato di avere smaltito – almeno un po’ – la delusione della sconfitta contro il Bayern, una sfida nella quale riponeva molte speranze di mettersi in evidenza anche a livello internazionale. Mercoledì a Monaco cercherà il riscatto: una grande partita, magari un gol (sarebbe il primo che segna in Champions). Ha sposato la Lazio e non pensa più con insistenza all’addio, come qualche tempo fa, ma soffre la mancanza di confronti ad alto livello fuori dall’Italia. Fatica a trovare spazio in nazionale, è uscito travolto negli ottavi di Coppa assieme alla squadra. Ora ha una nuova opportunità: non la vuole fallire.

Corrieredellasera.it

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RASSEGNA STAMPA

Processo tamponi, domani prima udienza: direttore Asl 1 teste chiave

Domani dalle 11, in videoconferenza, la “partita” contro la Procura federale che ha deferito la Lazioper presunte violazioni del protocollo Figc sul Covid(il club rischia una penalizzazione), poi mercoledì alle 21 la missione impossibile a Monaco contro il Bayern, ritorno degli ottavi di Champions. Sono giorni tremendi per la Biancoceleste, in campo e fuori. Domani quindi, davanti al Tribunale federalepresieduto dal dottor Cesare Mastrocola (il collegio sarà composto da altri quattro giudici), si apre il processo sul caso tamponi. Il confronto tra accusa e difesa sarà serrato su molti aspetti, a partire dal nodo della Asl Roma 1. L’avvocato Gentile infatti, legale della Lazio, chiederà che venga ammesso come testimone il dottor Enrico Di Rosa, direttore del Servizio Igiene e Sanità Pubblica legato al Dipartimento di Prevenzione della Asl Roma 1. È il dirigente che diede l’ok a Pulcini, direttore sanitario della Lazio, per la convocazione di Immobile nella gara Torino-Lazio del 1° novembre 2020. Nella memoria difensiva, la società biancoceleste ha allegato la mail in cui Di Rosa confermava la telefonata con Pulcini per il via libera all’attaccante, reduce da un doppio tampone negativo dopo quello positivo in precedenza rilevato da Synlab, il laboratorio scelto dall’Uefa. Lo stesso Di Rosa è pronto a spiegare al Tribunale federale perché, senza alcun dubbio, arrivò a quella decisione. Si intuisce facilmente l’importanza cruciale di questa testimonianza nel processo. La Procura si oppone alla richiesta (come a tutte quelle avanzate dalla Lazio), sarà il Collegio presieduto da Mastrocola a decidere. Visto che il parere dei rappresentanti della Asl hanno avuto un ruolo decisivo nei casi di Juventus-Napoli e Lazio-Torino, secondo la società biancoceleste (e non solo) sarebbe quantomeno curioso, oltre che ingiusto, che invece in questo processo – così delicato – non fossero ammessi a testimoniare.
Non è sicuro che già domani – per una questione di tempo – il nodo venga sciolto, perché prima il Collegio dovrà decidere su altre due situazioni cruciali. La prima: il difetto di giurisdizione contestato dalla Lazio alla Figc, visto che parte delle accuse nascono da tamponi effettuati nell’ambito di una competizione Uefa, cioè la Champions League, e non della Federcalcio. La seconda: l’ammissibilità della richiesta del Torino di partecipare al processo come parte interessata, sempre in relazione alla posizione di Immobile in quella famosa partita del 1° novembre. Questo il contenuto della prima udienza, non è scontato che la seconda – quella in cui saranno presenti anche Lotito e i medici deferiti, domani a Monaco con la Lazio – venga fissata a una settimana di distanza: si potrebbe andare anche oltre. Nella fase finale sarà valutata la posizione di Lotito, che nega dirette responsabilità nella vicenda tamponi: è un’altra situazione-chiave del processo.

La Repubblica

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DICHIARAZIONI

Immobile: “La Scarpa d’Oro la mia vendetta. Con il Papa…”

Sono stati giorni pieni di gioie, sorrisi, complimenti. Ciro Immobile ha finalmente in mano la Scarpa d’Oro 2020:sudata, rincorsa, sperata. Ce l’ha fatta, sogno acciuffato. Ora si gode il momento e ai microfoni di Marca ha raccontato: “È stato bello aspettare il trofeo, la cosa più importante è che l’ho presa (ride, ndr). Dopo un romanista non potevo mancare io: Toni e Totti erano giocatori straordinari e campioni del mondo. Sono orgoglioso di seguire le loro orme e vedere il mio nome tra tutti i grandi calciatori che hanno vinto prima di me. Questa Scarpa d’Oro è una sorta di vendetta, ma non contro qualcuno personalmente. Nel calcio ognuno ha il suo momento e la scorsa stagione è stato il mio”.

 

“Ho scoperto la passione per la cucina e per il giardino. Poi ballo con mia moglie e i miei figli. Questo mi ha fatto andare avanti. La Juve a 17 anni? É stato un cambiamento difficile per me tra due realtà completamente diverse. A quel tempo ero giovane e pieno di sogni per arrivare in Serie A. Per farlo devi sacrificarti tanto e avere un amore assoluto per il calcio. Ho lavorato duramente per arrivare a questa Scarpa d’Oro. So che molti giovani hanno questi sogni e stanno attraversando un momento difficile in questo periodo di pandemia. Ma voglio incoraggiarli: stringete i denti, non mollate, perché tutti abbiamo l’opportunità di realizzare i nostri sogni professionali. Mia madre venne a Torino per farmi tornare a casa, era il giorno del mio compleanno. Mi disse: ‘Sbrigati e torna, che ci fai qui?' Fortunatamente, per una volta, non ho ascoltato mia madre”.

Immobile e l’incontro con Papa Francesco

“Sono molto religioso. Un mese fa ho avuto un’udienza privata con il Papa insieme a Claudio Lotito. È stata una giornata molto emozionante per me. Gli piaceva il fatto che avessi tre figli. Adora le famiglie numerose e mi ha incoraggiato ad averne di più. Ha detto che avrò ancora tempo per altri figli. E sì, meglio non negare un desiderio del Papa (ride, ndr). A Roma siamo felici, la mia famiglia adora la città. Insieme alla società e all’allenatore Inzaghi stiamo costruendo insieme un progetto che ci ha portato tanti successi. E vogliamo lavorare per altre gioie. È stato difficile prendere l’eredità di Klose alla Lazio. La stessa situazione mi è capitata al Borussia Dortmund dopo l’addio di Lewandowski. Non mi piacciono i confronti.All’estero ho comunque imparato molto anche se, a livello sportivo, le cose non sono andate in modo ottimale. Klopp è stato impressionante, si distingue per il suo spirito combattivo. Tuchel mi è sembrato un tipo meticoloso, un allenatore all’italiana".

Zeman e Nazionale, parla Immobile

"Zeman era un tecnico da “attacco, attacco e attacco”. Questo mi ha regalato il primo titolo da capocannoniere in Serie B nel 2012 con il Pescara. In quella squadra c’erano anche Insigne e Verratti. La Nazionale? Non andare al Mondiale 2018 la più grande delusione della mia carriera. Ma come spesso accade, abbiamo imparato molto da questo. Con Mancini ora stiamo facendo un risultato fantastico e i risultati parlano chiaro. Si sente che i tifosi sono di nuovo entusiasti dell’Italia”.

Corrieredellosport.it

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RASSEGNA STAMPA

“Atti Asl illegittimi, costruzione volontaria impedimento del viaggio”: oltre il ricorso, Lotito pensa alla denuncia penale. Così il campionato non finirà a maggio…

La decisione tanto attesa del giudice sportivo in merito alla gara tra Lazio e Torino è arrivata: si dovrà giocare. Niente tre a zero a tavolino per i biancocelesti, dunque: Mastandrea ha motivato la sua decisione sottolineando come cause di forza maggiore abbiano impedito ai granata di partire per Roma. Il club di Lotito, però, non ci sta e annuncia il ricorso: la Corte Sportiva d'Appello della FIGC si pronuncerà non prima di tre settimane, poi toccherebbe eventualmente al Collegio di Garanzia esprimersi in terzo grado, con la possibilità di ricorrere in seguito al TAR del Lazio e al Consiglio di Stato. C'è dunque la possibilità concreta – sottolinea La Stampa – che il campionato rimanga ostaggio di una partita mai giocata, con gli Europei alle porte. tuttomercatoweb

(CORRIERE DELLO SPORT) in merito alla gara mai disputata tra Lazio e Torino, Claudio Lotito si prepara a scatenare una battaglia legale durissima, tra ricorsi e forse anche denunce penali. Ne è certo il Corriere dello Sport, che riferisce come la volontà di Lotito e dei suoi legali sia quella di arrivare fino in fondo, senza fermarsi alla Corte Sportiva di Appello o al Collegio di Garanzia del CONI. Provvedimenti che i biancocelesti definiscono "illegittimi": per i legali del club "appare evidente la costruzione volontaria dell'impedimento al viaggio che il Torino avrebbe dovuto intraprendere il 2 marzo". Lo stesso giudice Mastandrea scrive che dal nono giorno, quindi da mercoledì 3 marzo, il gruppo squadra avrebbe potuto partire per Roma: una scadenza prorogata da un documento della ASL che la Lazio ritiene vietato. Su queste basi, non è escluso che la società decida di rivolgersi alla Procura della Repubblica di Torino, denunciando i dirigenti della ASL, rei – secondo i biancocelesti – di aver allungato la quarantena dei granata con l'obiettivo di annullare il match in programma all'Olimpico.