La sconfitta della Lazio con una Roma malandata certifica la fine di un ciclo. Lotito è inferocito almeno quanto i tifosi, che se la prendono con tutti: con il ds Tare per il mercato, con Simone Inzaghi per averlo avallato, con la squadra per il secondo tempo senz’anima, con il Presidente per non avere investito di più e meglio nell’anno della Champions. E lui, Lotito, pensa alla rivoluzione ma è indeciso sull’allenatore: far prevalere le ragioni del cuore, rinnovando il contratto al pupillo Inzaghi, oppure cambiare la guida tecnica dopo 5 anni per dare nuovi stimoli? Il campionato sta per finire e il dubbio resta quello. Nella confusione del momento, con troppi scenari ancora aperti, due certezze. La prima: Inzaghi chiede garanzie e rinforzi, è vero, lo ha detto dopo il derby, ma vuole restare. La seconda: mesi fa, Lotito ha consegnato a Inzaghi una proposta di contratto, che il tecnico non ha (ancora) firmato. Ormai mancano pochi giorni all’appuntamento, il presidente parlerà con lui e Tare, vuole capire se sia il caso di ripartire insieme, se davvero si può aprire un nuovo ciclo.
«Sono ottimista», ha detto l’allenatore in riferimento al rinnovo fino al 2024. Però ha bisogno di una squadra che non vada in tilt ogni volta che manca un titolarissimo: Radu al Meazza con l’Inter, Lazzari a Firenze (c’era, ma a pezzi, come se non ci fosse), Correa nel derby gli ultimi esempi. «Siamo competitivi quando siamo al completo, quando abbiamo delle assenze fatichiamo. Mi servono giocatori forti», sottolinea Inzaghi. Da parte sua, la società non è soddisfatta di come l’allenatore ha gestito la rosa, utilizzando poco le alternative per non mettere pressione a certi titolari (in particolare Luis Alberto e Correa). Si può andare avanti insieme solo sciogliendo i nodi che hanno condizionato le mosse e quindi la stagione: serve condivisione totale — e chiara — delle scelte sul mercato, dagli acquisti alle cessioni. Inzaghi è stato bravissimo a valorizzare giocatori gli anni scorsi, quest’anno non lo ha fatto, puntando sempre sugli stessi. E quando ha avuto bisogno delle alternative, queste non erano pronte. Lotito — per niente soddisfatto delle prestazioni degli uomini presi la scorsa estate, considerando anche le spese — deve capire se certi problemi sono risolvibili, i difetti di gestione migliorabili, altrimenti cambierà. La riflessione è su questo. Al momento, tutti sono in discussione. E il mercato sarà complicato, con tanti da vendere e altrettanti da acquistare.
Tra le alternative a Inzaghi, in prima fila c’è RinoGattuso. Stimato moltissimo da Lotito e Tare, è pressato dalla Fiorentina ma non ha ancora firmato nulla. Il presidente, poi, avrebbe incontrato a Roma due volte, nella prima settimana di maggio, il suo sogno Allegri. Che però è vicino al Real Madrid. Sullo sfondo, torna l’ipotesi Mihajlovic. Ci aspettano giorni elettrici, questo è sicuro.
La Repubblica