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RASSEGNA STAMPA

Lotito alla squadra: “Mai più come nel derby. Obiettivo Europa League”

Claudio Lotito ha tenuto a rapporto la Lazio, spiegando come, da ora in poi, sia vietato assumere ancora l’atteggiamento del derby. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, il patron si aspettava qualcosa in più nella stracittadina e, per questo, ha atteso il rientro di tutti i calciatori per farsi sentire in nome dell’obiettivo principale del finale di stagione, ovvero l’Europa League.

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Lotito a Formello, incontro con Sarri: ma il futuro è ancora incerto

Claudio Lotito ha fatto visita ieri a Formello per entrare in scena su tutti i fronti. Come riporta il Corriere dello Sport, il presidente biancoceleste prima ha parlato alla squadra, di nuovo al completo dopo la pausa, unendosi alla reprimenda di Sarri. Poi ha incontrato Sarri come programmato. Il Lotitopostdatato, chiusa la semestrale mercoledì sera (con un utile di 4,6 milioni dopo tre anni di passivo, ma con un indice di liquidità di -28 milioni), s’è presentato al cospetto di Mau per iniziare a parlare di futuro. I prossimi giorni aiuteranno a capire le prossime mosse di Lotito. Sfruttando l’agenda dettata dal bilancio, è riuscito a postdatare l’incontro con il tecnico, che nel frattempo ha imparato a conoscere i trucchi. L’andamento della stagione è rimasto altalenante, il derby-flop ha contribuito a sconvolgere le uniche certezze che sembravano assodate, e Lotito ha preferito tergiversare prima di rivedere Sarri. Restano 8 partite da giocare e il presidente vorrebbe poter attendere l’esito della stagione per decidere. Sarri ha un contratto fino al 2023, al di là del rinnovo o meno va deciso se ci sono le condizioni per proseguire il progetto o interromperlo. L’arrivo del tecnico dentro lo spogliatoio ha provocato uno sconvolgimento di relazioni personali e di valori, uno smarrimento delle certezze acquisite negli ultimi anni. La rivoluzione si è apprezzata a fasi alterne, per completarla c’è bisogno di sintonia tra tecnico e società innanzitutto sul mercato. Laziopress.it/corrieredellosport

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NEWS RASSEGNA STAMPA

Dieci anni senza Chinaglia, Martini: “Mi manca tanto il mio nemico amatissimo”

Il Messaggero, nel giorno del decimo anniversario della morte di Giorgio Chinaglia, propone nel taglio alto della prima pagina un’intervista a Luigi Martini, “rivale” nella Lazio del ’74: “Mi manca tanto il mio nemico amatissimo. E quella squadra del 1974”. Il suo ricordo poi prosegue: “Non ci piacevamo, ma in campo guai a chi lo toccava. Cominciai davvero ad apprezzarlo quando avevamo smesso. Ci incontrammo un giorno al fleming e diventammo amici. Era un trascinatore, a volte prepotente, in campo reagiva alle sue fragilità caricandosi, era la sua grande forza”.

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CALCIOMERCATO

Sutalo, anche la Lazio lo studia

E’ pronto a esordire nella nazionale croata, aspetta la convocazione del ct Zlatko Dalic. Gioca nella Dinamo Zagabria, è un difensore centrale e viene considerato uno dei giovani più promettenti del campionato. Personalità, un metro e 90, forza atletica e agilità, 82 chili: svelto nell’anticipo, attento in marcatura, ordinato in costruzione. Josip Sutalo ha ventidue anni, sta vincendo il secondo titolo con il club della capitale, allenato da Zeljko Kopic, e viene seguito anche dalla Lazio, impegnata a ricostruire il reparto arretrato. Non è parente di Bosko Sutalo, stesso ruolo e stesso cognome, che l’Atalanta ha ceduto in prestito al Verona in questa stagione. E’ abituato a muoversi in una linea a quattro, sul centro-destra, ha un contratto fino al 2028 e costa cinque milioni.

LA SUA STORIA – “Può diventare uno stopper di livello mondiale”, ha dichiarato il suo tecnico, Zeljko Kopic. Ha debuttato il primo luglio del 2020 contro l’Inter Zapresic: vittoria per 1-0, partita decisa da Mario Cuze (1-0). L’allenatore era Igor Jovicevic. Josip Sutalo spera di ripetere la carriera all’estero di Lovren e Vida. Maglia numero 37. Venti presenze, due gol (al Dragovoljac e al Rijeka) e quattro assist in campionato. Sette gare e un gol (al Rapid Vienna) in Europa League. Colpisce bene di testa, rappresenta una soluzione in area di rigore quando i suoi compagni devono battere un corner e una punizione. E’ nato il 28 febbraio del 2000 a Capljina, in Bosnia, ma ha il passaporto croato. E’ cresciuto nel Neretva di Metkovic e nel 2014 è stato preso dalla Dinamo. Ha indossato per sei mesi la maglia dell’Istra 1961, in attesa di tornare a Zagabria e di diventare titolare con Kopi? in panchina. Ha fatto parte di tutte le selezioni giovanili della Croazia: dall’Under 15 all’Under 21.