Vedat Muriqi può lasciare, dopo una sola stagione, la Lazio. Come scrive aspor.com, portale turco, il Fenerbahce vuole riportare a casa il centravanti biancoceleste, col giocatore che vuole tornare a Istanbul.
Vedat Muriqi può lasciare, dopo una sola stagione, la Lazio. Come scrive aspor.com, portale turco, il Fenerbahce vuole riportare a casa il centravanti biancoceleste, col giocatore che vuole tornare a Istanbul.
Quanto valgono i giocatori di Serie A? E quanto ‘pesano’ all’interno dei rispettivi club? La risposta la dà il Cies, l’osservatorio che su base scientifica analizza i giocatori di tutto il mondo. Il più prezioso nel nostro campionato è Lautaro Martinez, 11° nella classifica guidata da Rashford dello United, con un valore di mercato che oscilla tra i 90 e 120 milioni di euro. L’argentino rappresenta il 14,6% dell’intera rosa dell’Inter. Non mancano le sorprese, la più clamorosa è quella che vede Mbappé del Psg fuori dal podio. La Juve è capitanata da De Ligt (12°), mentre Napoli, Roma e Lazio sono guidate rispettivamente da Zielinski, Mancini e Milinkovic-Savic. Ecco la graduatoria completa.
La classifica del Cies
1. Marcus Rashford (Manchester United, tra i 150 e i 200 milioni di euro)
2. Erling Haaland (Borussia Dortmund, tra i 150 e i 200 milioni di euro)
3. Joao Felix (Atletico Madrid, tra i 120 e i 150 milioni di euro)
4. Phil Foden (Manchester City, tra i 120 e i 150 milioni di euro)
5. Kylian Mbappé (Psg, tra i 120 e i 150 milioni di euro)
6. Bukayo Saka (Arsenal, tra i 120 e i 150 milioni di euro)
7. Timo Werner (Chelsea, tra i 90 e i 120 milioni di euro)
8. Trent Alexander Arnold (Liverpool, tra i 90 e i 120 milioni di euro)
9. Alphonso Davies (Bayern Monaco, tra i 90 e 120 milioni di euro)
10. Frenkie De Jong (Barcellona, tra i 90 e 120 milioni di euro)
11. Lautaro Martinez (Inter, tra i 90 e 120 milioni di euro)
12. Matthijs De Ligt (Juve, tra i 90 e 120 milioni di euro)
23. Theo Hernandez (Milan, tra i 50 e i 70 milioni di euro)
28. Piotr Zielinski (Napoli, tra i 50 e i 70 milioni di euro)
29. Sergej Milinkovic-Savic (Lazio, tra i 50 e i 70 milioni di euro)
38. Mario Pasalic (Atalanta, tra i 30 e i 40 milioni di euro)
41. Gianluca Mancini (Roma, tra i 30 e i 40 milioni di euro)
44. Musa Barrow (Bologna, tra i 30 e i 40 milioni di euro)
47. Domenico Berardi (Sassuolo, tra i 30 e i 40 milioni di euro)
51. Dusan Vlahovic (Fiorentina, tra i 20 e i 30 milioni di euro)
54. Rodrigo De Paul (Udinese, tra i 20 e i 30 milioni di euro)
57. Mikkel Damsgaard (Sampdoria, tra i 20 e i 30 milioni di euro)
63. Sebastian Walukiewicz (Cagliari, tra i 20 e i 30 milioni di euro)
64. Andrea Belotti (Torino, tra i 20 e i 30 milioni di euro)
75. Eldor Shomurodov (Genoa, tra i 15 e i 20 milioni di euro)
84. Maxime Busi (Parma, tra i 10 e i 15 milioni di euro)
87. Mattia Zaccagni (Verona, tra i 10 e i 15 milioni di euro)
91. Martin Erlic (Spezia, tra i 7 e i 10 milioni di euro)
92. Lorenzo Montipò (Benevento, tra i 7 e i 10 milioni di euro)
96. Niccolò Zanellato (Crotone, tra i 4 e i 7 milioni di euro)
corrieredellosport.it
Giancarlo Inzaghi, papà di Pippo e Simone, parla a Radio Kiss Kiss dell'ipotesi di vedere a breve entrambi i figli in Campania. E' di qualche giorno fa infatti la notizia di una proposta del patron De Laurentiis al tecnico della Lazio "Pippo e Simone sono due uomini straordinari. La cosa che mi fa tanto piacere è il loro comportamento sempre corretto, ben oltre il risultato del campo. Simone a Napoli? Faccio un commento: Napoli è una bella città ed ha una grande squadra. Non si sa mai cosa potrà accadere nella vita. Il Napoli ha avuto problemi di rosa e di infortuni come tutte le squadre. De Laurerntiis stima Simone e questo mi fa molto piacere. Ha un carattere fumantino ma va bene così. Il Napoli è una squadra molto forte. Anche la Lazio ha giocatori importanti, magari meno del Napoli. Spesso per lavoro mi sono recato a Napoli. A Napoli se non rinnova con la Lazio? Ripeto: Napoli è una gran bella città con una grande squadra… Lotito? ha dei tempi un po’ lunghi… Ma siamo soddisfatti, è un periodo particolare. Vediamo cosa accadrà. Se Simone arrivasse al Napoli avrei due figli in Campania? Vero, ripeto, per lavoro sono andato molto spesso a Napoli ed è una città bellissima. Ricordo Posillipo e tanti episodi che hanno caratterizzato i giorni trascorsi in città. Pippo ha trasmesso alla squadra impegno, volontà e grinta. E’ stata una bella domenica di festeggiamenti: bene anche Simone, altre volte perdono entrambi, ma mi danno da papà delle belle soddisfazioni. La vittoria del Benevento sul campo della Juventus è un premio al lavoro. E’ stata un’impresa che ricorderemo nei prossimi trent’anni. Hanno battuto una corazzata, tra l’altro senza 3-4 titolari. I ragazzi sono stati eccezionali, Pippo lo sa". tuttomercatoweb.com
Clamoroso alla Fiorentina. Cesare Prandelli si è dimesso dalla guida del club viola. Secondo quanto riportato da Tgr Rai Toscana l'allenatore ha preso la sua decisione e al suo posto dovrebbe tornare Beppe Iachini.tuttomercatoweb.com
Un cognome pesante fa il giro del mondo: “Un Mussolini alla Lazio”. Il pronipote del Duce ha messo da parte le voci, a testa bassa si è guadagnato la Primavera e la titolarità. E ora per Romano Floriani, nome e primo cognome, si aprono le porte del calcio professionistico. Firmato il primo contratto con il club biancoceleste: “Ripensando da dove ho iniziato sono felicissimo per aver firmato il mio primo contratto da professionista con la SS Lazio, e passare altri tre anni con questa maglia”. Foto di rito con il responsabile del settore giovanile, Mauro Bianchessi, e tanti sorrisi.
Floriani Mussolini pronto a spiccare il volo
Il giovane terzino destro, classe 2003, è il terzogenito di Mauro Floriani e Alessandra Mussolini. Il suo bisnonno era Benito Mussolini, suo nonno era Romano, quarto figlio e terzo maschio del Duce e Rachele Guidi. È entrato da piccolo nel settore giovanile della Lazio, ad inizio anno le prime apparizioni in Primavera. Al momento 6 presenze totali, 1 assist e un contratto da pro. È in rampa di lancio.
Una passo per entrare nella storia della Lazio che è ancora tutta da scrivere. Stefan Radu a Udine ha collezionato la presenza numero 401 (con 6 trofei vinti) agganciando in vetta a questa speciale classifica biancoceleste Beppe Favalli ormai destinato a perdere questo primato. «Non pensavo di arrivare così lontano. Ho proseguito partita dopo partita. Sono 13 anni che gioco e ancora ce la faccio» le parole del romeno subito dopo la vittoria a Udine pronto a scavalcare Favalli. A 34 anni Radu ha confermato di essere un elemento imprescindibile per la squadra che, quando è stato costretto in tribuna dall’operazione all’inguine, ha maledettamente sofferto collezionando tre sconfitte in quattro gare.
A Monaco contro il Bayern ha disputato la sua prima gara da titolare in Champions dopo aver superato con un recupero record l’operazione all’ernia inguinale eseguita a Villa Mafalda dal prof. Barillari lo scorso 18 febbraio.
Romeno di nascita (è nato a Bucarest) ma romano di adozione (ha la Lazio nel sangue e considera il derby della finale di Coppa Italia del 26 maggio «la partita più bella mai giocata») l’esordio di Radu è datato 30 gennaio 2008 quando Delio Rossi lo fece giocare in Coppa Italia a Firenze. Inizialmente impiegato come centrale in una difesa a quattro, con Simone Inzaghi si è spostato a sinistra nella difesa a tre. Testa alla Champions e contratto in scadenza per lui è già pronto il rinnovo per un’altra stagione con possibile opzione per quella successiva.
Leggo
Rimasti aggrappati al treno Marusic. Se la Lazio è tornata da Udine con i tre punti, il merito è principalmente di Adam. Oltre al gol vittoria, è arrivata l’ennesima prestazione di spessore del montenegrino. Sta dando continuità, sempre disponibile, un cambio di passo che gli ha consentito di fare la differenza. Dimostra il suo stato di forma straordinario: 10,638 chilometri percorsi in 97 minuti (recupero compreso), soprattutto ha fatto registrare lo sprint migliore di tutti i calciatori in campo (34,49 km/h).
La gara perfetta: 1 gol realizzato, 2 tiri totali, 45 palloni giocati (di cui 12 in avanti), l’86% di passaggi riusciti, 1 recupero, 1 fallo subito. «Mi sento migliorato – aveva detto a fine match – ho lavorato tanto e devo continuare così. Questa è la strada giusta. Andiamo avanti tutti insieme. Il momento più difficile? Gli ultimi 10/15 minuti, loro hanno avuto tante occasioni per far gol, ma abbiamo portato questi tre punti a casa». Non stanno attraversando un periodo facile i biancocelesti, eppure la classifica non preclude la possibilità di tornare in Champions. Al netto della partita da recuperare con il Torino, la Lazio potenzialmente sarebbe ad appena tre punti dal quarto posto. «Dall’inizio abbiamo giocato bene, ho fatto gol e sono molto contento. Non era semplice, l’Udinese gioca un buon calcio. Vincere questa partita era fondamentale. Dobbiamo continuare così, mancano tante partite. Siamo tutti vicini a questo quarto posto, proseguiremo il lavoro». Per lui, quella di Udine, è stata la diciottesima partita di fila di campionato disputata dal primo minuto. Altro gol in trasferta, il settimo dei nove totali da quando è a Roma, l’ultimo era stato quello a Bergamo del 31 gennaio scorso. Anche in quel caso aveva sbloccato la sfida con un destro imparabile. Ieri ha risposto alla chiamata del suo Montenegro: nel giro di pochi giorni affronterà Lettonia, Gibilterrae Norvegia (gare di qualificazioni ai prossimi Mondiali). «Credo che la sosta sia arrivata in un ottimo momento, abbiamo due settimane per recuperare. Qualcuno andrà in Nazionale, e dovrà giocare tre gare in poco tempo, ci vedremo tra due settimane e vedremo».
Oltre a Marusic, altri sette calciatori sono partiti con le rispettive selezioni. Tre i laziali convocati da Mancini per le sfide con Irlanda del Nord, Bulgaria e Lituania sempre in vista di Qatar 2022. Stesso discorso per la Serbia di Milinkovic che se la vedrà con Irlanda, Portogallo e Azerbaigian. Triplo impegno anche per Strakosha con l’Albania che affronterà Andorra, Inghilterra e San Marino. Muriqie il suo Kosovo giocheranno prima un’amichevole con la Lituania e poi con Svezia e Spagna per la qualificazione ai Mondiali. Impegno nelle qualificazioni alla Coppa d’Africa 2022, invece, per Akpa Akpro che con la sua Costa d’Avorio sfiderà prima il Niger e poi l’Etiopia. Domani intanto il resto della squadra si ritroverà a Formello per la ripresa dei lavori dopo 48 ore di riposo.
Il Tempo
Simone Inzaghi e la Lazio, quale futuro? La domanda ormai è lecita. A tre mesi dalla scadenza del contratto nulla si muove. La trattativa per il rinnovo va avanti da tempo. Di mezzo c’è un tira e molla tra le parti: è stallo. La proposta di inizio febbraio, ovvero un triennale da 7,5 milioni netti garantiti fuori dall’Europa e bonus legati ai piazzamenti sino ad arrivare ad un massimo di 11, è rimasta in sospeso. Il presidente Claudio Lotito sperava subito in un sì, il tecnico dall’altra parte ha chiesto di alzare la posta e di avere un ingaggio in linea con i giocatori top della squadra come Immobile, Luis Alberto e Milinkovic.
Difficile pensare che un accordo possa esserci ora, durante la sosta dal campionato. Il patron è alle prese con i processi sportivi tra tribunali e ricorsi. Inzaghi si è dato un ultimatum: attenderà almeno sino a metà aprile e non prenderà impegni con nessuno. Massima priorità alla Lazio, ma occhio che gli apprezzamenti non mancano. Il sondaggio della Fiorentina è reale con Commisso che può offrirgli anche 4 milioni. De Laurentiis lo avrebbe portato a Napoli tre anni e qualcuno sostiene che ci sia stato pure un incontro. La Juve potrebbe essere un’altra interessata. E Lotito? Anche lui è intenzionato a guardarsi intorno. Sulla lista ci sono Gotti dell’Udinese e Mihajlovic in bilico a Bologna. Sinisa potrebbe essere l’unico capace di riempire il vuoto di Inzaghi. Corriere dello Sport
SEBASTIANO FRANCO (Radio Rai) in collegamento a 'QDL': "Ad Udine ho visto una Lazio con tanta voglia di reagire dopo le tre sconfitte consecutive in campionato. Ho chiesto ad Inzaghi ed è stata la risposta più importante per la corsa Champions. Era fondamentale vincere questa gara per mettere le cose apposto, alla fine è stata una vittoria sofferta. Nessuno avrebbe potuto dire nulla se l'Udinese avesse pareggiata, ho visto una squadra stanca nella ripresa. De Paul? Credo che la valutazione ormai abbia anche superato i 35 milioni che Pozzo pretendeva la scorsa estate. L'Udinese non credo che abbia intenzione di abbassare le pretese. Per quanto riguarda Gotti, personalmente non credo che il suo futuro non sia all'Udinese. Penso ambisca ad un salto, ha dimostrato di essere molto valido nei momenti di crisi, è diventato un punto di riferimento all'interno dello spogliatoio. Sull'accostamento ala Lazio non ha risposto, ha elogiato il lavoro di Inzaghi"
NICOLA BERARDINO (Gazzetta dello Sport) in collegamento a 'QDL': "Ad Udine è stata una vittoria molto importante, anche alla luce degli altri risultati. Sono tre punti pesanti, ottenuti in una situazione di difficoltà contro un avversario in forma. E' un successo che solo non basta, ora vedremo se la Lazio avrà la forza di dare continuità e di restare in corsa per la Champions fino alla fine. In questo momento la cosa importante è stare lì, chiaro che serve una serie di successi senza i quali sarebbe dura restare in corsa fino alla fine. Siamo al momento decisivo e con una gara a settimana le possibilità di sono. Vedremo, poi, se possiamo aggiungere anche la Juventus nella corsa. Marusic è stato il migliore in campo, si sta rivelando molto utile nella sua duttilità e anche capace di decidere le gare con i gol. Ha trovato una sua dimensione a sinistra, sta bene fisicamente, è il protagonista inatteso. Chi sta, invece, ancora deludendo è Muriqi. Anche ieri non ha dato i segnali attesi. A volte sembra un corpo estraneo alla squadra, non riesce a dare in apporto importante. Ora bisogna capire se è una questione di condizione o no. Rinnovo Inzaghi? La sensazione è che le parti si sono allontanate, vedremo se in questi dieci giorni ci sarà l'occasione per fare un punto della situazione. E' un interrogativo che si sta trascinando oltre il giusto, c'è sempre la sensazione che possa restare, ma vanno fatte delle valutazioni su un ciclo che sembra al capolinea. Nulla può escludere che un nuovo ciclo si possa aprire con Inzaghi, ma serve un chiarimento defenitivo"