La storia del calcio ne fa da garante: la grandezza di una squadra si misura anche in base agli obiettivi che si pone. L’ambizione prima di tutto. Condita da un po’ di umiltà che consente di guardare al futuro mantenendo i piedi ben saldi nel presente. Importanti i traguardi, audace chi cerca di raggiungerli. Audacia che significa anche coraggio, forza. A Inzaghi e ai suoi ragazzi da qui in avanti ne servirà molta. Dovranno essere intrepidi tanto quanto basta per muoversi tra i numerosi impegni futuri senza perdersi lungo la strada. Stando a quanto riporta la consueta rassegna di Radiosei infatti, i biancocelesti saranno impegnati in ben 24 sfide, considerando, oltre al campionato, anche le due semifinali di Coppa Italia contro il Milan e i sedicesimi di Europa League contro lo Steaua. Ma non è finita qui.
PENSARE IN GRANDE – Perché la squadra di Inzaghi finora lo ha dimostrato: lotta per vincere. Se quindi si considerassero anche la finale di Tim Cup del 9 maggio all’Olimpico e il superamento di ottavi, quarti e semifinale di Europa League gli impegni aumenterebbero a dismisura. Tanto per farsene un’idea: dalla prima sfida del 2018 contro la Spal all’ipotetica finale di Europa League a Lione (16 maggio) la Lazio arriverebbe a disputare ben 32 partite. Tenendo conto invece solamente delle sfide certe, già presenti da tempo sul calendario di casa Lazio, il periodo di fuoco va a coincidere tra la ripresa del campionato dopo la sosta di gennaio e il mese di marzo. In 42-43 giorni Lulic e i suoi dovranno scendere in campo ben 12 volte. In un rapporto tra costi (tanti) e benefici (si spera altrettanti) a contare è la compattezza di un gruppo che sa di essere grande.lalaziosiamonoi.it