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ESCLUSIVE

AUDIO (QUELLI CHE) – Simone Perilli (portiere del Pordenone): “Che emozione ieri a Milano. Tornare alla Lazio sarebbe un sogno, ma Strakosha sta facendo benissimo”

Simone Perilli, portiere del Pordenone: “Ho parato due rigori, ma non sono riuscito a parare il rigore di Icardi, peccato. Sarei svenuto lì (ride, ndr). C’era tanta gente, siamo riusciti a far venire a Milano una città intera. Io sono cresciuto nella Lazio con Patarca, che mi dispiace non essere riuscito a salutare. Poi sono andato alla Roma perché mia madre lavorava a Formello e mi era stata affibbiata l’etichetta del raccomandato. Per me tornare alla Lazio sarebbe un sogno, ma i portieri che ci sono stanno facendo benissimo”.

ADD

 

 

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ESCLUSIVE

AUDIO (BC) – Felice Pulici: “Ora bisogna rimanere compatti e sfruttare la rabbia del momento. Queste cosa fanno parte della storia della Lazio”

(BC) – Felice Pulici sui 98.100 di Radiosei commenta i fatti dell'Olimpoico di lunedì sera: "È indubbio che in questo momento serva compattezza di intenti.La squadra va fatta sfogare nello spogliatoio, bisognerà sfruttare la rabbia che in questo momento è tanta. Ci siamo passati anche noi negli anni '70: in una gara contro l'Inter ci venne annullato un gol perché la rimessa laterale sarebbe stata nerazzurra.Queste sono cose che fanno parte della storia della Lazio"

 

 

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RASSEGNA STAMPA

Niente più Lazio per Giacomelli quest’anno: il fischietto triestino potrebbe evitare il vecchio ‘stop tecnico’

Niente Lazio, almeno per questa stagione. Potrebbe essere questo il provvedimento immediato per Piero Giacomelli, a seguito delle polemiche arbitrali del monday night dell’ultima giornata di campionato. Una preclusione che tuttavia potrebbe anche escludere il vecchio 'stop tecnico', ormai non più in uso se non in rari carsi. Come si ricorda nella consueta rassegna stampa di Radiosei, non si tratta del primo errore commesso dal fischietto triestino con i biancocelesti: soltanto una settimana prima infatti, Giacomelli era il VAR designato della gara contro la Samp, condizionata comunque dalle proteste dei capitolini per il fallo di mano di Bereszynski non sanzionato né da Mazzoleni, né successivamente dalla review. Senza contare poi l’episodio dello scorso anno, quando fu proprio Giacomelli a ravvisare a tempo scaduto un fallo di mano di Parolo, molto meno plateale se confrontato con quello di Iago Falque di lunedì sera.

 

llsn

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DICHIARAZIONI

Tare: “Uniti possiamo ripartire. Abbiamo chiesto conto delle diverse interpretazioni del VAR”

Anche a mente fredda resta comunque difficile smaltire la rabbia e l’amarezza in casa Lazio. A distanza di ore dai fatti dell’Olimpico, il ds biancoceleste Igli Tare è tornato sull’argomento, sottolineando l’importanza ricompattarsi e voltare pagina: “Ora conta solo ripartire e sono convinto che questa squadra possa farcela. Tutti uniti possiamo ripartire – si evince dalla consueta rassegna stampa di Radiosei –. Lunedì sera nello spogliatoio ho visto la delusione dei nostri giocatori, persino un campione come Nani mi ha chiesto com’era possibile”. Tare ha poi proseguito confermando che la società ha chiesto rispetto e conto delle diverse interpretazioni circa l’applicazione del VAR, al netto dei troppi episodi che hanno condizionato le gare della Lazio. “Sarebbe un errore cedere alle provocazioni. Mi aspetto un segnale di maturità dalla squadra. Sono convinto che in questo senso i tifosi ci aiuteranno, dimostrando altrettanta maturità”. Ha concluso poi il dirigente biancoceleste.

 

llsn

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TIFOSI

Chiamata alle armi della Nord: “È ora di dimostrare di essere laziali, tutti allo stadio e a Formello!”

COMUNICATO CURVA NORD – Una chiamata alle armi, come i vecchi i tempi. Adesso basta, non ci sono più giustificazioni. Chi vuole bene alla Lazio deve essere presente. Allo stadio, ma anche domani alle 16 a Formello per far sentire la vicinanza a questi ragazzi, al mister e alla società. Soprattutto per gridare il nostro sdegno contro questo sistema marcio che, ancora una volta, sta dimostrando di non volere la nostra Lazio tra le prime posizioni in classifica. Noi siamo quelli che ci siamo presi una scudetto davanti a via Allegri e siamo gli stessi che non rimarremo impassibili davanti a questa vergogna che fa del calcio non più uno sport, ma un meccanismo marcio e perverso. Il laziale si vede nel momento del bisogno? Bene, adesso è l’ora di dimostrarlo. Saremo più forti del nostro destino. Irriducibili

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ESCLUSIVE

AUDIO ‘LAZIO DI SERA’ – Petrucci (Sky): “Errore grave di Giacomelli, ma non vedo complotti”

Matteo Petrucci (SkySport) @Lazio di Sera: “C’è stato un errore sulla mancata concessione del rigore, soprattutto nel non rivederlo, mi chiedo come mai non si sia sfruttata la VAR. Il rosso  a Immobile? Sarebbe stato meglio il giallo, non credo ci siano gli estremi di condotta violenta (quindi 3 giornate) bisogna capire se verrà considerato comportamento antisportivo (2 giornate). Nel secondo tempo ho visto un Inzaghi diverso, era provato, quasi scioccato…”

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

AUDIO ‘9 GENNAIO 1900’ – Giordano: “Non voglio pensare alla malafede, ma Giacomelli è un incompetente”

BRUNO GIORDANO in collegamento a '9 gennaio 1900': "Faccio fatica nella mia vita a ricordare una cosa del genere. Sapete che per amore di questa squadra sono sempre molto molto critico perché vorrei che la Lazio migliorasse sempre di più ma quello che ho visto ieri non ha spiegazioni. L'arbitro nonostante tutti i mezzi a disposizione ha fatto un disastro: quello è calcio di rigore e non espulsione di Immobile. Giacomelli è incompetente, non voglio pensare alla malafede ma solo all'incompetenza. Il fallo di mano in area di rigore deve essere sempre punito, pensare che un tocco di mano del pallone sia volontario è follia, significherebbe che il giocatore ha appositamente toccato il pallone con le mani, basti pensare a questo".

 

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CURIOSITA'

Spuntano recensioni negative su TripAdvisor contro il bar dell’arbitro Giacomelli

Dopo quanto accaduto ieri sera allo stadio Olimpico, dove la Lazio di Simone Inzaghi ha perso 3-1 contro il Torino con diverse scelte arbitrali fortemente discutibili, non c'è da sorprendersi se il "bersaglio" numero uno delle proteste dei tifosi biancocelesti sia l'arbitro Piero Giacomelli. Sorprende invece parecchio che casualmente, proprio ieri sera, diverse recensioni siano comparse sulla bacheca di TripAdvisor del Café Rossetti, il bar di cui Giacomelli è proprietario a Trieste. «Un incubo», «Pessimo», «State lontani da questo cafè», è il tenore dei commenti. Tutti pubblicati nelle stesse ore, e tutti da utenti di Roma. Che sia una vendetta o no, non è dato saperlo, fatto sta che quei commenti hanno ricevuto decine di like sulla piattaforma: un fenomeno, anche questo, abbastanza insolito.

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ESCLUSIVE

AUDIO ‘9 GENNAIO 1900’ – Pieri: “Errori di valutazione e di protocollo. Mi auguro che l’AIA ammetta ed esca allo scoperto”

L'ex arbitro TIZIANO PIERI, in collegamento a '9 GENNAIO 1900'. Dopo la sconfitta col Torino e l'espulsione di Immobile con la Var, il club biancoceleste protesta, Pieri analizza a Radiosei l'operato di Giacomelli e di Di Bello (VAR): "Giacomelli è un arbitro che decide poco, parlano le statistiche, il suo modo di arbitrare non è decisionista. Non è un arbitro che entusiasma, è distaccato, non prevede baruffe e questo comporta poi un susseguente provvedimento disciplinare.  Nella fattispecie, l'episodio è stato giudicato male da protocollo VAR. Il fallo di mano era ravvisabile già in prima battuta, fallo di mano in orizzontale. La parte tecnica è stata sbagliata, doveva entrare a supporto il VAR Di Bello. Il protocollo dice che bisogna intervenire solo davanti ad un evidente errore dell'arbitro, quindi presumo che Di Bello abbia considerato come Giacomelli involontario il fallo di mano di Iago. Per quanto riguarda l'espulsione di Immobile ritengo che è stata una decisione molto estrema, anche se in presa diretta anche io avevo avuto quella sensazione. Più che violenza a me è sembrata una spinta con l'attenuante della provocazione di Burdisso. Ritengo che la squalifica di due giornate possa essere ridotta ad una con ricorso. Ora spero che l'AIA esca allo scoperto, senza giustificarsi, il designatore è molto intelligente, sa parlare, evitiamo di parlare solo quando c'è da fare il compitino. MI auguro una presa di posizione, ma conoscendo l'associazione è difficile che esca allo scoperto per una certa protezione della figura dell'arbitro. Sappiamo che è una sperimentazione, ma qui si parla di un errore di valutazione evidente. Per questo mi auguro che Rizzoli esca allo scoperto, ammettendo l'errore e magari concedendo un periodo breve di riflessione".

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APPROFONDIMENTI

Day after, Lazio ancora sotto shock: “Scatta il diritto al sospetto”

Alla Lazio fa male, la sconfitta con il Torino. Perché può capitare di perdere, non è stata la prima volta, né sarà certamente l'ultima, per la squadra di Simone Inzaghi. Ma quello che è accaduto nel finale di primo tempo nell'ultima partita di campionato ha ferito profondamente tutto il club biancoceleste, dal presidente ai giocatori, che nel secondo tempo non sono stati capaci di superare lo shock emotivo a cui erano stati sottoposti e hanno di fatto provato a giocare solo spinti dai nervi, esponendosi facilmente al contropiede del Torino. Una condizione di stress che rimane ancora oggi a distanza di ore e che, nelle segrete stanze del centro sportivo di Formello, sembrava addirittura potesse paventare come extrema ratio la possibilità di ritirare la squadra dal campionato.

DIACONALE: "A PENSAR MALE SI FA PECCATO, MA SPESSO CI SI AZZECCA" – Si tratta più che altro di una provocazione, ovviamente, tra l'altro smentita in serata dal direttore della comunicazione Stefano De Martino. La realtà è che la società di Lotito si sente accerchiata, vittima di arbitraggi penalizzanti e di un utilizzo quantomeno "discutibile" da parte del Var. Dal direttore sportivo Tare all'allenatore Simone Inzaghi, passando per i giocatori Luis Alberto e Parolo, si sono esposti tutti per manifestare il proprio disappunto, compreso il portavoce del club Arturo Diaconale, che ha rincarato la dose attraverso i social network: "Un errore con la Roma, un errore con la Fiorentina, un errore con la Sampdoria, un doppio errore con il Torino. Quando gli errori diventano una catena continua scatta il diritto al sospetto. Che non è piagnisteo, complottismo o alibi per le proprie carenze, ma la legittima richiesta di un campionato regolare, trasparente, corretto e non lo strumento per colpire chi non fa parte del coro. Parlo di Lazio? Certo. E la butto in politica calcistica? Certo. Perché ho troppa esperienza per non dare ragione al Cardinal Bellarmino quando diceva che a pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca".

GLI ERRORI DELL'ARBITRO GIACOMELLI E L'UTILIZZO DEL VAR –L'effetto scatenante di questo putiferio è stata chiaramente la doppia decisione del direttore di gara, il signor Piero Giacomelli, che prima ha deciso di non sanzionare con un calcio di rigore il vistoso tocco di mano di Iago Falqué su cross di Immobile (un anno fa, in Torino-Lazio, lo stesso arbitro assegnò un rigore a tempo scaduto ai granata per un episodio simile, un tocco di mano di Parolo) e che poi, richiamato dal Var, il signor Di Bello, ha deciso di espellere lo stesso attaccante della Lazio (prima espulsione diretta della sua carriera) per aver reagito spintonando con la clavicola Burdisso, che gli si era posto davanti ad azione conclusa. Giacomelli è andato così a consultare il Var per vedere questo contatto che poi ha punito con il cartellino rosso (severamente, in relazione all'episodio poteva andare bene anche un giallo a entrambi o al solo Immobile), mentre tutti i giocatori si aspettavano che fosse andato a guardare il tocco di mano.

LA PRECISAZIONE DI BURDISSO: "MAI DETTO DI NON ESPELLERE IMMOBILE" – Da qui l'amplificazione delle proteste, anche se, paradossalmente, da regolamento l'applicazione del Var sia stata corretta: questo poteva intervenire infatti sul contatto Immobile-Burdisso, che l'arbitro non aveva visto o giudicato (diventando così un "chiaro errore", condizione necessaria per intervenire), mentre la stessa cosa non poteva farla sull'episodio del rigore non concesso, perché in quel caso la decisione rientra nella soggettività di Giacomelli, che consapevolmente (anche se sbagliando) ha deciso di considerare involontario il tocco di Iago Falqué e non intervenire. A distanza di ore è tornato sull'argomento anche Burdisso, che ha voluto precisare quanto fatto in campo, visto che sia il ds Tare che Parolo lo avevano chiamato in causa dicendo che pure lui si fosse esposto in campo, sostenendo che Immobile non fosse colpevole: "Io – ha detto a SkySport – ho solo riferito all'arbitro il mio problema con Immobile, poi lui ha fatto il suo lavoro e le immagini non c'entrano con quello che ho detto io. Le immagini sono chiare. Lui mi viene addosso. Io non ho detto quello che dicono Tare e Parolo, ho solo detto all'arbitro di non preoccuparsi perché era un problema tra me e Immobile".

GIACOMELLI OSCURA IL SUO PROFILO FACEBOOK – Beffa a parte, insomma, più che prendersela con il Var (che invece è ritenuto responsabile per gli episodi precedenti con Roma, Fiorentina e Sampdoria), la Lazio ha individuato il principale artefice della sconfitta del Torino in Giacomelli. L'arbitro questa mattina è stato costretto a oscurare anche il suo profilo Facebook, dove era stato preso d'assalto dagli insulti dei tifosi laziali, che contestavano il suo operato, accusandolo pure di essere romanista, per il fatto di aver come foto di copertina un'immagine di Francesco Totti prima di calciare un rigore e di aver colorato il suo locale a Trieste con un murales, sempre raffigurante l'ex capitano giallorosso, in occasione della partita di Champions League tra Roma e CSKA Mosca. Repubblica.it