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Europei 2020, a Roma la gara inaugurale

Si giocherà a Roma la partita inaugurale degli Europei del 2020. Lo apprende l'Ansa in ambienti del calcio internazionale. L'edizione della prossima rassegna continentale è itinerante in Europa, con la finale che si giocherà a Londra, allo stadio di Wembley.

Roma era stata scelta come una delle città fase finale di un Europeo ideato cone itinerante per celebrare i 60 anni dalla prima edizione. Roma, oltre che la gara d'apertura, ospiterà altre due gare della fase a gironi e un quarto di finale.

Il Comitato esecutivo dell'uefa che ha anche annunciato di aver cancellato la programmazione di 4 partite nello stadio di Bruxelles: saranno dirottate allo Wembley di Londra, perchè lo stadio belga non è ancora pronto. "Bruxelles aveva fino ad oggi per fornirci le garanzie che lo stadio sarebbe stato costruito in tempo. Non è stata in grado di garantirlo. Non siamo nemmeno sicuri che lo stadio sarà costruito. Una decisione in merito è attesa il 31 gennaio", ha spiegato il presidente dell'Uefa, Aleksander Ceferin.  "In queste condizioni, secondo i nostri esperti, l'Uefa avrebbe incorso grossi rischi aspettando", ha aggiunto il massimo dirigente Uefa, precisando che il comitato esecutivo ha preso la decisione "all'unanimità". Londra ospiterà quindi 7 partite, visto che le 4 assegnate oggi si aggiungono a semifinali e finale.

Le sedi di tre gare della fase a gironi e di un quarto di finale sono: Baku (Azerbaigian), Monaco (Germania), Roma Stadio Olimpico, San Pietroburgo (Russia).
Tre gare della fase a gironi, un ottavo di finale Amsterdam (Olanda), Bilbao (Spagna), Bucarest (Romania), Budapest (Ungheria), Copenhagen  (Danimarca), Glasgow (Scozia).

TAVECCHIO: "RISULTATO STRAORDINARIO PER ITALIA CALCISTICA" –"È un risultato straordinario per tutta l'Italia calcistica": così ha commentato il dimissionario presidente della Figc, Carlo Tavecchio. "Ringrazio il presidente Ceferin, che mi è sempre molto vicino, e tutti i membri dell'Esecutivo, in particolare quelli italiani, perché oggi è stata riconosciuta alla Federcalcio l'efficacia della sua politica internazionale".

UVA: "RICONOSCIMENTO ALL'ITALIA" – La partita inaugurale dell'Europeo 2020 assegnata a Roma "è un riconoscimento al grande lavoro internazionale fatto dall'Italia in questo ultimo anno". Così il direttore generale della Figc, Michele Uva, commenta all'Ansa la scelta dell'Olimpico di Roma per ospitare il match d'esordio dell'Europeo. "Abbiamo avuto l'Europeo Under 21 (la 22ma edizione si svolgerà in Italia e San Marino dal 16 al 30 giugno 2019, ndr), un torneo che sta crescendo sempre di più, e prima ancora l'Europeo Under 20. Adesso ospiteremo la gara d'apertura che è seconda come importanza solo alla finale: apre l'Olimpico e chiude Wembley", aggiunge Uva che riconosce il "grande lavoro interno fatto con Evelina Christillin e Andrea Agnelli. Sono stati bravi, abbiamo lavorato di squadra e questo è un grande segnale di credibilità per il sistema calcio italiano costruito in questo ultimo anno".

RAGGI: "BELLISSIMA NOTIZIA" – Bellissima notizia per la nostra città che è stata scelta dalla #Uefa per ospitare la gara di apertura degli #Euro2020: @Roma ancora una volta al centro dei grandi eventi internazionali". Lo scrive la sindaca di Roma Virginia Raggi in un tweet.Repubblica.it

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ESCLUSIVE

FOTO ESCLUSIVA – Stadio Tiberina, il progetto originale

Nella foto il progetto originale dello #Stadio sulla #Tiberina: non solo lo stadio, ma una cittadella dello sport per la Polisportiva con un centro commerciale ed un parco giochi con ruota panoramica sullo stile londinese. Tutto all’interno di un’area tra fiume Tevere, strada provinciale Tiberina ed Autostrada del Sole (Roma-Firenze)!

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

AUDIO – NMM – Rambaudi: “Bello i giovani in campo stasera, che sia così anche in Coppa Italia”

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a 'NMM': "La Lazio di questa sera con tutti questi giovani in campo è bello. C'è possibilità di sperimentare, di far vedere il proprio prodetto, sarebbe però ancora più bello che in Italia ci fosse più coraggio nel farli giocare anche quando la posta in palio è più alta e quando anche il resto della squadra non è rivoluzionata. Secondo me, però, questo tipo di partite sono utili per mettere nelle gambe esperienza, per esempio anche per la prossima partita di Coppa Italia contro il Cittadella, quando Miceli potrebbe nuovamente giocare. Inzaghi è bravo a gestire queste non semplici situazioni, è una garanzia da questo punto di vista"

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SOCIETA'

Stadio, Malagò: “Ora la Lazio ed altri club”

"Assolutamente sì, sia per la Lazio sia per le altre società che stanno portando avanti i propri progetti". Così il presidente del Coni Giovanni Malagò a margine del convegno "Legalità e Sport" a Roma a chi gli chiedeva se dopo l'approvazione del progetto dello stadio per la Roma ora sia necessario fare lo stesso passo anche per la Lazio. Parlando dei progetti delle società, Malagò ha ricordato che "il Cagliari è molto avanti, a Bologna si stanno muovendo le cose, poi c'è Firenze" e anche "su Milano c'è fermento. C'è un discorso che riguarda la città di Bari, aspettiamo di capire cosa succede a Napoli. Non vorrei mancare di rispetto scordando qualcuno, ma il futuro è questo, l'ho sempre sostenuto". "A macchia di leopardo le cose vanno avanti", ha concluso.

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ESCLUSIVE

AUDIO e VIDEO – Stadio delle Aquile, Arch. Mercurio: “Rispetto a Tor Di Valle nessun problema urbanistico. Esondazione compensate da vasche già nel progetto”

OSPITI IN STUDIO A RADIOSEI GLI ARCHITETTI ALFONSO E ROBERTO MERCURIO, progettisti dello stadio delle Aquile sulla Tiberina: “Le differenze con lo stadio della Roma a Tor di Valle sono enormi, dal punto di vista logistico nel nostro caso si parla di una zona di poco fuori Roma, anche se in linea d'aria la distanza dal centro di Roma è pressocchè simile. La differenza sostanziale, favorelvole al nostro caso, è il collegamento viario e ferroviario che non presenta problemi di Urbanistica. Noi abbiano la Tibertina e l'autostrada, arrivarci è più semplice. Non sarebbe solo un’unità calcistica ma anche una cittadella dello sport x la polisportiva con un grosso complesso commerciale x sopportare il centro ed i tesserati. L'unico problema è che siamo in presenza di unazona esondabile, come nel caso di Tor Di Valle tra l'altro, ma nel progetto sono previste delle vasche che compenserebbero l'eventuale esondazione, farebbero da blocco al Tevere. Tutto sostenibile e compensabile…"

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ASCOLTA L'AUDIO INTEGRALE PER I PARTICOLARI: 

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ARBITRI

Lazio-Torino sarà diretta da Giacomelli

La 16ª giornata di Serie A TIM Lazio-Torino, in programma lunedì 11 dicembre alle ore 21:00 allo Stadio Olimpico di Roma, sarà diretta dal signor Piero Giacomelli (sez. di Trieste).

 

Assistenti: Passeri – Crispo

IV Uomo: Chiffi

V.A.R.: Di Bello

A.V.A.R.: Carbone

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FORMELLO

Zulte-Lazio, i convocati biancocelesti

Il tecnico biancoceleste Simone Inzaghi ha diramato la lista dei convocati in vista della sfida di oggi contro lo Zulte (ore 21:05) al Regenboogstadion di Waregem.

 

Portieri: Guerrieri, Vargic;

Difensori: Armini*, Basta, Bastos, Luiz Felipe, Lukaku, Marusic, Patric, Wallace;

Centrocampisti: Crecco, Leiva, Miceli, Murgia;

Attaccanti: Caicedo, Felipe Anderson, Palombi.

 

* Il calciatore Niccolò Armini indosserà la maglia numero 31. 

 

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RADIOSEI

AUDIO (QUELLI CHE) – Cardone: “Lotito vuole incontrare a breve la Raggi per lo stadio. Caos Milan? Cercano nuovi investitori”

(QUELLI CHE) –  Bernardini e Cardone analizzano la situazione economica del Milan e le eventuali evoluzioni delle prossime settimane:

 

Emiliano Bernardini (Il Messaggero) : “La faccenda del Milan è  molto delicata. La Uefa boccia il piano di rientro del Milan con il rifinanziamento di 350 milioni e tutto diventa difficile. Una multa molto salata è dietro l’angolo, un’esclusione della Coppe europee attualmente non aprendo in considerazione, magari una riduzione del numero di giocatori da poter utilizzare nella coppe”

 

Giulio Cardone (La Repubblica): “In queste ore ci sono incontri molto importanti da parte management del Milan per cercare fondi e nuovi soci. Dopo le dichiarazione del presidente Uefa che si era detto preoccupato della situazione rossonera è scattato un allarme grande sulla situazione rossonera. Secondo me a fine stagione ci sarà cambio di proprietà improntate, possibilità arabe o americane”

Cardone sullo stadio di proprietà della Lazio: “La storia della Tiberina è ancora tutta da vivere. I famosi paletti piazzati dalla giunta Veltroni sul rischio esondazione sono presenti. Questa valutazioni sono state sempre contestate da Lotito e i suoi tecnici e credo che si stia muovendo per incontrare la Raggi a breve. Si parla anche di alternative come Fiumicino e Formello, che permetterebbero al presidente della Lazio di trattare con altri comuni e non quello di Roma. Mi auguro che la Lazio porti aventi l’idea della Tiberina”

 

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RASSEGNA STAMPA

Di Canio: “Inzaghi ha cambiato atteggiamento rispetto a quando era calciatore. Chinaglia il mio mito”

Intenso, diretto, sponta­neo. Ma soprattutto…la­ ziale. Di Canio è così, co­ me è sempre stato. Durante la terza edizione dell’incontro «Sport tra epica ed etica», pre­ sentato da Marco Mazzocchi al Brancaccio, in cui vari spor­ tivi si confrontano (oltre all’ex biancoceleste era presente l’alpinista Simone Moro), Di Canio si è immerso nella lazia­ lità: «I due gol che ho segnato nei derby sono speciali ed emozionanti, seppur comple­ tamente diversi – ha racconta­ to –. Nel 1989 provai un’emo­ zione travolgente. Quella era una Lazio povera, che non vinceva un derby dal 1979.
Esultai imitando Chinaglia, andando a sfidarli sotto la Curva Sud». Nel 2005 segnò ancora, sempre nel derby, sempre sotto il settore caldo del tifo giallorosso: «Quella volta non scavalcai i cartelloni perché ero vecchio, avrei ri­ schiato una brutta figura. Guardando il filmato del gol mi impressiona il boato della gente. Forte, compatto, assor­ dante. Eppure io non sentii nulla. Per me lo stadio era vuoto. Sentivo solo il silenzio dei romanisti». Ed era assor­ dante.
RACCONTI Quelli i due gol più intensi della sua carriera: «Ho bisogno di prepararmi agli eventi riflettendoci su – ha spiegato –. Già al terzo anno di professionismo pensavo a
Paolo Di Canio, 49 anni
come sarebbe stato il ritiro. Oggi penso alla morte. E devo dire che morire dopo aver se­ gnato il secondo gol alla Roma sarebbe stato perfetto. Non subito dopo, ma al termine della serata di festeggiamenti con i laziali».

CUORE BIANCOCELESTE Una passione quella per la Lazio alimentata dall’amore per Giorgio Chinaglia: «Era il mio mito – ricorda –. Le immagini in bianco e nero, i gol, lo scu­ detto. Era inarrivabile. Il mio idolo invece era Bruno Gior­ dano. Lui lo potevo toccare con mano, lo sentivo vicino a me». Un pensiero anche a Si­ mone Inzaghi, con cui litigò per chi dovesse battere il rigo­ re contro la Sampdoria alla prima di Di Canio dopo il ri­ torno alla Lazio: «Per come conoscevo Inzaghi – racconta –, non pensavo potesse diven­ tare un uomo spogliatoio e un allenatore così preparato. Ha cambiato atteggiamento ri­ spetto a quando giocava. È stato bravo, perché è riuscito a far emergere le sue qualità in poco tempo». A chi gli chiede quando tornerà a casa, cioè al­ la Lazio, Di Canio ha risposto: «Vivo a Roma. Sono a casa». Uscito dal teatro, decine di la­ ziali ad aspettarlo, per fargli firmare la maglia con il nume­ ro 9 e la scritta Di Canio. E per ringraziarlo per i gol ai derby. Ecco perché non ha bisogno di lavorare per la Lazio per sen­ tirsi a casa

CUORE BIANCOCELESTE Una passione quella per la Lazio alimentata dall’amore per Giorgio Chinaglia: «Era il mio mito – ricorda –. Le immagini in bianco e nero, i gol, lo scu­detto. Era inarrivabile. Il mio idolo invece era Bruno Gior­ dano. Lui lo potevo toccare con mano, lo sentivo vicino a me». Un pensiero anche a Si­ mone Inzaghi, con cui litigò per chi dovesse battere il rigo­ re contro la Sampdoria alla prima di Di Canio dopo il ri­torno alla Lazio: «Per come conoscevo Inzaghi – racconta –, non pensavo potesse diven­ tare un uomo spogliatoio e un allenatore così preparato. Ha cambiato atteggiamento ri­ spetto a quando giocava. È stato bravo, perché è riuscito a far emergere le sue qualità in poco tempo». A chi gli chiede quando tornerà a casa, cioè al­ la Lazio, Di Canio ha risposto: «Vivo a Roma. Sono a casa». Uscito dal teatro, decine di la­ ziali ad aspettarlo, per fargli firmare la maglia con il nume­ ro 9 e la scritta Di Canio. E per ringraziarlo per i gol ai derby. Ecco perché non ha bisogno di lavorare per la Lazio per sen­ tirsi a casa

 

GdS

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RASSEGNA STAMPA

Felipe Anderson vede la luce, oggi in campo nella ripresa

30 luglio, minuto 64. Lo score di Felipe Anderson segna un gol e un assist. Una prestazione mostruosa, alle spalle di Ciro Immobile per abbattere il Leverkusen. Poi la fine: fitta agli adduttori, profondo dolore, cocente delusione. Tendinopatia con calcificazione all’adduttore sinistro e tutto ciò che di buono fino ad all’ora aveva preparato non c’è più. Un mese di preparazione cestinato, altri tre mesi di calvario per un recupero faticoso e affrontato con calma, forse troppa. E allora riecco Felipe Anderson: in partenza con la squadra, sorridente e sempre abbracciato ai suoi compagni. Gli stessi a cui si è aggrappato in tutto questo tempo. Inzaghi gli regalerà quasi certamente la mezz’ora finale, non un minuto di più, riporta la rassegna stampa di Radiosei. Deve riprendere confidenza col campo, ci vorrà del tempo. Quello che succederà lo vedremo dopo, intanto Felipe si gode quest’enorme successo chiamato rientro.

 

llsn