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DICHIARAZIONI

AUDIO (Quelli Che) – Cardone e Recanatesi sul momento post derby

(Quello Che) – Giulio Cardone (La Repubblica) e Franco Recanatesi commentano il momento post-derby:

Cardone: “Lazio-Udinese si sarebbe dovuta giocare, tutta colpa di Italia-Svezia che ci avvelena l’anima. Tutti i componenti dell’ambiente Lazio erano comunque contenti di non aver giocato la gara. Per quanto riguarda il derby sono rimasto deluso da Milinkovic, non era lui. Inzaghi è stato un signore a non aggrapparsi ad alibi che erano ben presenti. Ne ho parlato con il tecnico che era deluso dal secondo tempo perché il piano era quello di dare una sferzata alla gara con l’inserimento di Lukaku e altri”

Recanatesi: “Al derby ho vista la Lazio più brutta della stagione, colpa della nazionali che ci hanno spremuto i giocatori. Alla Roma invece no, guardate Il caso Nainggolan e Kolarov…”

 

Ascolta il loro intervento:

https://m.mixcloud.com/Radiosei/cardone-recanatesi-analisi-derby-e-come-ripartire-a-quelli-che/

 

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APPROFONDIMENTI

Il ritorno di Anna Frank: l’editoriale di Diaconale

Anna Frank sorridente che indossa la maglia della Roma con sopra scritto “A pippe”. Anna Frank allegra che esibisce un taglio di capelli alla Radja Nainggolan. Anna Frank che imita felice Francesco Totti presentandosi in divisa giallorossa con la fatidica scritta “vi ho purgato ancora”.

Non c’è tifoso laziale che non abbia ricevuto da sabato sera ad oggi queste immagini sul proprio telefonino inviategli da qualche amico romanista. E non c’è tifoso romanista che abbia resistito alla tentazione di usare le stesse immagini per applicare un proprio ironico e irridente “guai ai vinti” nei confronti dei laziali in ambasce per la sconfitta nel derby.

C’è un uso strumentale di Anna Frank simile a quello degli adesivi appiccicati in Curva Sud da un gruppetto di tifosi laziali nelle settimane scorse? Pare di no. Perché nessuno si è indignato per il ritorno della vittima dell’Olocausto nelle vicende calcistiche della Capitale. Un conto, si dice, era la goliardata infame del messaggio antisemita contenuto nei 26 adesivi appiccicati da un manipolo di tifosi oltranzisti. Un altro conto è la sana irrisione con cui l’intero popolo giallorosso si compiace per la vittoria nel derby e prende per i fondelli gli sconfitti.

I laziali incassano, magari bofonchiando contro i due pesi e le due misure. E non si indignano o protestano per l’uso comunque strumentale del ricordo della ragazza simbolo dello sterminio degli ebrei. Eppure una ragione di preoccupazione ci sarebbe. Perché l’ondata di “sana irrisione” rivolta ai tanti contrapposta alla “infame goliardata” compiuta da pochi, rischia di alimentare il pregiudizio cavalcato e ripetuto ossessivamente da molti giornali e reti televisive secondo cui lo sberleffo compiuto a mezzo Anna Frank è sacrosanto visto che l’intera tifoseria della Lazio è composta da razzisti e antisemiti irredimibili.

La “sana irrisione”, in sostanza, è sotto sotto una forma subliminale di razzismo alla rovescia. I laziali? Tutti neo-nazisti! E i tifosi biancocelesti di religione ebraica (ce ne sono, ce ne sono)? Sono evidentemente dei kapò.

Naturalmente non si deve esagerare. Anzi, è bene stemperare. Con una risata che però ha comunque una punta di amarezza. La “sana irrisione” può diventare una sorta di polvere sottile che si deposita sulle coscienze. E le avvelena. Arturo Diaconale

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CALCIOMERCATO

Mercato di gennaio: spunta Badelj

A gennaio arriverà un difensore in casa Lazio. Pochi dubbi sul nome: Martin Caceres, parcheggiato all’Hellas Verona. Ad anno nuovo diventerà biancoceleste. Simone Inzaghi però, si aspetta qualcosa anche a centrocampo. Di Gennaro per ora non ha convinto. Secondo la rassegna di Radiosei, nel mirino del ds Tare c’è Milan Badelj della Fiorentina. Serve un regista vero, uno che possa dare il cambio a Leiva. Il croato è in scadenza di contratto a giugno 2018, potrebbe essere un affare. 28 anni, un vecchio pallino del ds che nel 2012 l’aveva già valutato. Non rinnoverà con la Fiorentina. Con una piccola cifra può essere preso subito a gennaio. Attenzione anche al Milan, forte sul giocatore.

llsn

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APPROFONDIMENTI

Lazio, un dicembre di fuoco: tour de force di 10 gare sino a fine anno

Ora si corre davvero. Prima il Vitesse in Europa League, poi la Fiorentina in campionato. Situazione europea ottima, perché i biancocelesti sono già volati ai sedicesimi. È il campionato che appare in salita da qui fino al 30 dicembre. Di mezzo anche gli ottavi di Coppa Italia il 14 dicembre (da affrontare la vincente tra Cittadella-Spal, ndr). I calcoli sono presto fatti: 6 match di Serie A, più 2 di Europa League, più 2 di Coppa Italia dando per scontato il passaggio del turno. Il tutto in 37 giorni. Fiorentina, Sampdoria, Torino, Atalanta, Crotone e l’Inter il 30 dicembre per cercare di anticipare i botti di Capodanno. L’anno scorso laLazio – come riporta la rassegna di Radiosei – aveva concluso il girone d’andata a quota 37 punti. Ora ne ha 28 e deve anche recuperare una partita con l’Udinese (24 gennaio). Il traguardo può essere migliorato, anzi, deve essere migliorato. Perché lì davanti non fanno sconti, corrono tutte, per l’Europa è una missione difficile. I tifosi e lo stesso Inzaghi si aspettano la reazione dopo la sconfitta nel derby. Ok il Vitesse, spazio al turnover. Poi ecco la Fiorentina di Pioli. La Lazio non vuole fermarsi. Rialzerà la testa solo ad inizio 2018.

 

llsn

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ESCLUSIVE

AUDIO – Corino a Radiosei: “Il derby è passato, la Lazio deve guardare alla Champions. E su Immobile…”

Il derby è ormai alle spalle e la Lazio vuole voltare pagina per pensare al Vitesse e alla Fiorentina. Per parlare di questo ai microfoni di Radiosei è intervenuto l’ex biancoceleste Gigi Corino: “Al derby c’erano 3-4 giocatori tra quelli che fanno la differenza  che non si sono espressi al massimo. Luis Alberto, Milinkovic, Parolo, Leiva non sono quelli visti al derby. Nei primi 10 minuti la Lazio sembrava più in condizione della Roma, ma capitano queste partite anche se brucia che sia proprio il derby. Poi a Bastos sono capitati due errori che di solito non commette. Non buttiamo a mare tutto, il derby è passato e i biancocelesti sono una squadra forte che dimostrerà ancora in futuro la propria qualità”.

OBIETTIVI – “Io non ho mai perso la stracittadina, non so come ci si possa sentire. Credo che si guardi già avanti e che la delusione piano piano passerà. Ci possono essere tantissime scusanti per la sconfitta, comunque la Lazio deve andare avanti a testa alta e guardare al cammino verso la Champions. Se la giocherà fino alla fine, già con il Napoli arrivò una sconfitta e poi a Verona si ripartì subito. Inzaghi è bravo a tirar su il morale e a far guardare avanti ai suoi ragazzi”.

RAMMARICO – “Di Francesco ha preparato bene la partita, venendo a prendere alta la Lazio. Luis Alberto aveva una certa pressione addosso, quando si cercava Milinkovic i giallorossi scalavano bene. Il rammarico sta nel non aver visto questi giocatori al massimo della condizione. I cambi? Lukaku è entrato bene ma parlare dopo è troppo facile. Una cosa che mi ha dato fastidio è stato il comportamento dei raccattapalle. I giocatori di fronte a questi fatti sono impotenti, spetta all’arbitro richiamarli”.  

IMMOBILE – “Domenica schiererei Immobile, c’è tutta la settimana per recuperare. Anche se dovesse saltare due o tre giorni d’allenamento non succede nulla, ha sempre giocato quest’anno sia col club che con la nazionale. Visto che è il più forte attaccante della Lazio contro la Fiorentina non può assolutamente mancare”.lalaziosiamonoi.it

ASCOLTA AUDIO: https://m.mixcloud.com/Radiosei/luigi-corino-9-gennaio-1900/

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DICHIARAZIONI

Tare ritira il premio come miglior diesse e archivia il derby: “Con Inzaghi Lazio entusiasmante”

La delusione è ancora tanta, inevitabile sia così. Dopo un derby perso, a Roma, la piazza tende a vedere solo l'aspetto negativo di ogni situazione, tendendo a rimuovere tutto ciò che di positivo è stato fatto fino a quel momento. In questa occasione è andata in modo leggermente diverso, perché il cammino della Lazio di Inzaghi è stato (derby a parte) fin troppo entusiasmante per essere oscurato da una sola sconfitta. 

TARE: "INZAGHI FA GIOCARE IN MODO ENTUSIASMANTE" – C'è rammarico, quello sì. Ma anche la consapevolezza di essere comunque sulla strada giusta per realizzare qualcosa di importante. Tutto ruota come sempre intorno alla figura dell'allenatore, capace di convincere della bontà del suo lavoro e guidare i ragazzi verso la stessa direzione. Lo ha ribadito anche il ds Tare, che a margine della premiazione dei TMW Awards come miglior direttore sportivo, ha dato tutti i meriti al suo tecnico: "Senza tutte le componenti è impossibile raggiungere il risultato. Devo fare i complimenti al mio staff, poi con Simone Inzaghi abbiamo la fortuna di essere un gruppo che lavora insieme da più di dodici anni. Abbiamo giocato insieme, poi è cresciuto nel settore giovanile e ora in prima squadra. Rispecchia i valori del club, la squadra gioca un calcio entusiasmante. I meriti sono tutti suoi". 

IL DS: "L'ITALIA ABBIA IL CORAGGIO DI RIPARTIRE DAI GIOVANI" – Secondo il dirigente della Lazio, c'è una caratteristica in particolare che rende Inzaghi un allenatore speciale: "La capacità di attirare il gruppo, i giocatori sono uniti e remano dalla stessa parte. È un maestro, con il suo modo di fare e di coinvolgere in positivo". Tare poi ha parlato anche del momento del calcio italiano, dando un consiglio per uscire da questo stato di crisi e avviare un nuovo progetto più europeo: "Su ogni cosa negativa c'è qualcosa di positivo, io la vedo sempre così. È giunto il momento di portare un progetto, perché nei prossimi europei si qualificano in tre nel girone, prima bisogna raggiungere il torneo, poi bisogna fare un progetto per i prossimi quattro anni. I giocatori ci sono, i giovani sono di qualità e basta dare fiducia".Repubblica.it

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ESCLUSIVE

AUDIO – Cristiano Sandri a Radiosei: “Grande emozione, peccato non ci sia stato consentito di raggiungere la Curva”

CRISTIANO SANDRI in collegamento a 'LA VOCE DELLA NORD'! OMAGGIO A GABRIELE E DIVIETO DI ANDARE SOTTO LA CURVA: "In realtà già il giorno prima con Peruzzi e Totti era iniziato questo derby dedicato a Gabriele. Ha voluto partecipare anche mia madre, nonostante una condizione fisica non perfetta.. Noi ci siamo presentati allo stadio con il pensiero di poter ringraziare la Curva da vicino, in realtà già appena arrivati allo stadio abbiamo iniziato a ricevere comunicazioni contrastanti, salvo poi aver saputo, nel momento della scenografia, che non avremmo potuto superare la seconda panchina. Abbiamo chiesto spiegazioni, ci è stato comunicato che il tutto dipendeva da ragioni di ordine pubblico. Siamo arrivati laddove c'è stato consentito, siamo tornati indietro con mia mamma che non era in buone in condizioni. Lei era venuta allo stadio non certo per vedersi la partita ma per assistere alla scenografia dedicata a Gabriele. A quel punto abbiamo deciso di lasciare lo stadio. Era un momento bellissimo, tutto lo stadio aveva dedicato un tributo a Gabriele, un minuto sotto la Nord poteva, secondo me, esserci concesso. Peccato. E' stata, comunque, una bellissima dimostrazione di civiltà e maturità da parte dei ragazzi della Curva, così come è avvenuto in occasione del triste anniversario della scomparsa di Gabriele".

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

AUDIO – Rambaudi: “Derby deciso solo da episodi. Sono mancati alcuni singoli”

AUDIO 'NMM' – Ascolta il pensiero sul derby di ROBERTO RAMBAUDI: "Non sono d'accordo con chi sostiene che la partita l'abbia vinta la Roma perchè l'ha giocato meglio. A me è sembrata una gara equilibrata e decisa esclusivamente dagli episodi che hanno visto protagonista Bastos. La Lazio è mancata nella prestazione di alcuni suoi singoli fondamentali, come Luis Alberto e Milinkovic. Credo che abbia influito molto anche la sosta, ho visto una squadra poco brillante. In attacco le cose non sono andate come il solito"

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NAZIONALI

Lotito: “Non parlo di Tavecchio, ora via alla rifondazione completa”. E sogna di tornare in Federazione

Il calcio italiano riparte dalle dimissioni di Carlo Tavecchio. L’Italia si ritrova senza ct, senza presidente federale, senza presidente di A e senza presidente di B. L’anno zero del calcio, in attesa della ripartenza. Ieri sera, il patron della Lazio Claudio Lotito, ancora ignaro delle imminenti dimissioni del suo ex amico Tavecchio, in Costiera Amalfitana discuteva della situazione: “Io sono una persona di buon senso e non parlo delle singole persone. In questo momento entro solo nel merito del sistema calcio e della politica generale”, le parole riportate da positanonews.it. Poi ha continuato: “A breve la B deciderà la sua governance, poi toccherà alla A. Le due Leghe, è giusto ricordarlo, hanno cambiato statuto e puntano a modifiche importanti. Ancelotti nuovo ct? Non è una decisione di mia competenza perché non ho nessun ruolo ufficiale. Posso solo dire che ci vuole una rifondazione completa”. Moggi ha pure insinuato che Ventura ct fosse opera sua. Il patron ha subito smentito: “In Italia si cerca sempre un colpevole, io invece sono abituato a cercare soluzioni. Quando ci fu la scelta di Ventura, Lippi lo elogiò col direttore generale, non con me, io non sono intervenuto in nessun modo”.

ULTIMO AIUTO – Lotito è passato dall’altra parte della barricata. Non sta più con Tavecchio nonostante l’avesse portato alla presidenze della FIGC e l’avesse aiutato nella rielezione, a marzo scorso. Rapporto finito a settembre: “Sei il colera del calcio”, la frase del presidente biancoceleste verso il dirimpettaio federale. E pensare che il buon Carlo, in questi giorni di agonia tra l’opera di convincimento su Ancelotti e l’assedio del mondo calcistico che ne chiedeva le dimissioni, ha pure telefonato a Lotito per un ultimo disperato aiuto. Niente da fare.Lalaziosdiamonoi.it

FUTURO – Più partite su più tavoli. Il calcio azzurro ora è solo fatto di tattica politica. Il patron della Lazio guarda avanti: punta a tornare consigliere federale. Ha stretto amicizia con un vecchio nemico, Andrea Agnelli. Ora l’asse è su Roma – Torino. Il piano è sempre lo stesso: Marco Brunelli presidente di Lega. Fassone del Milan vicepresidente. Lotito e Marotta i due consiglieri federali. Un passo alla volta per rifondare il calcio italiano, sperando solo che sia la strada giusta.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

VIDEO – Wilson, Piscedda, De Angelis e Oddi: “Ripartire dalle certezze”

VIDEO – Wilson, Piscedda, De Angelis e Oddi: "Ripartire dalle certezze"