Una liberazione. Il diagonale di Milinkovic a spezzare la maledizione di una Lazio inconcreta, forse non ancora nella sua forma migliore, ma meritevole di miglior sorte. Come la Spal anche col Chievo, al secondo appuntamento in campionato, un altro pari indigesto era pronto a palesarsi. Invece stavolta sono solo sorrisi, e primi tre punti. La Lazio fa bottino pieno. Un ottimo Chievo lotta, crea e si difende bene, ma non basta per dare un altro dispiacere a Inzaghi. Milinkovic si veste da trascinatore, con quel diagonale dai venti metri che sa di liberazione. Boccata d’aria, ma qualcosa da rivedere c’è.
LE SCELTE. Una Lazio da Supercoppa: Lucas Leiva debutta in Serie A, si riprende il centrocampo insieme a Parolo. Lulic e Basta agiscono sugli esterni, con Luis Alberto e Milinkovic ad agire dietro a Immobile. I tre in retroguardia è il classico vestito tattico difensivo di Inzaghi. Maran conferma a blocco l’undici vittorioso al debutto con l’Udinese: Pucciarelli e Inglese è l’arsenale d’attacco clivense.
BELLA A METÀ – Piglio giusto, nuove energie frutto del mezzo passo falso d’esordio con la Spal. La Lazio viaggia spedita, Luis Alberto e Immobile illuminano una squadra all’apparenza di nuovo rabbiosa. Il Chievo è subito alle corde, nei primi dieci minuti c’è solo la squadra di Inzaghi. Il gol matura praticamente subito, con lo spagnolo a pennellare un angolo che pesca sul secondo palo proprio Immobile. Uscita a vuoto di Sorrentino e Lazio che mette la freccia. Fino alla mezz’ora il canovaccio tattico favorisce Leiva e compagni. Poi il black out. Chievo che aumenta i giri, Immobile ha sui piedi il pallone del raddoppio. L’intensità dei gialloblù aumenta e diventa praticamente incontrollabile per la difesa laziale. Che è anche sfortunata in occasione del gol che ristabilisce il parziale: conclusione all’apparenza velleitaria, viziata da una deviazione di de Vrij, scaturisce una serie di rimpalli di aria. Pucciarelli è bravo a smarcarsi da un Wallace forse troppo molle e a riportare in equilibrio la sfida. La Lazio soffre, non riesce a salire col pressing, incastrata nel giro palla del Chievo. Castro e Luis Alberto si contendono il vantaggio, ma fino al duplice fischio il pareggio tiene.
SEGEJ LA SPUNTA – Ripresa bella, intensa ed emozionante. È un botta e riposta continuo, Immobile inaugura le occasioni girando di testa su un bel cross di Basta. Dall’altra parte Birsa chiama agli straordinari Strakosha con un mancino velenoso. La partita è decollata, il Bentegodi si diverte, il ritmo è sempre alto. Inzaghi sgancia Caicedo e Lukaku, poi sale in cattedra Milinkovic. Il serbo apparecchia prima per Basta (tiro esterno), poi manda in porta Immobile con uno scavetto all’ingresso in area. Una chance colossale cestinata dall’attaccante napoletano. E la Lazio recrimina, ancora una volta. Sembra una maledizione. La gara dà la sensazione che qualcosa potrebbe accadere, si viaggia sul filo. Il Chievo però non tiene più il ritmo, sembra aver finito la benzina. La Lazio prende terreno: Luis Alberto e Milinkovic tornano ad accendere la lampadina. Poi il serbo sgancia finalmente in jolly, atteso e decisivo: Parolo allarga apre il campo, l’ex Genk arma il destro dai venti metri e in diagonale abbatte il muro clivense. Palla in buca d’angolo, tutta la panchina in campo. Allo scadere la Lazio la spunta, proprio come fanno le grandi squadre. Quasi inaspettatamente, forse per questo ha ancora un sapore più dolce.lalaziosiamonoi.it