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Un altro lutto CoVid19: addio a Fausto Gresini, due volte Campione del Mondo

"La notizia che non avremmo mai voluto darvi e che siamo costretti a scrivere. Dopo due mesi di lotta al covid, Fausto Gresini ci lascia con 60 anni appena compiuti, Ciao Fausto". Così il Team Gresini annuncia la morte dell'ex pilota e manager della scuderia che porta il suo nome. Fausto Gresini, dunque, non ce l'ha fatta. Dopo quasi due mesi di lotta in ospedale, vissuti in un'altalena di speranze di ripresa e improvvisi aggravamenti, il Covid lo ha sconfitto e si è portato via uno dei personaggi più importanti e conosciuti del motociclismo italiano. Due volte campione del mondo da pilota a metà degli anni Ottanta, con la 125, 60 anni compiuti il 23 gennaio, da ricoverato, dopo essersi ritirato ha avuto una carriera da manager top delle due ruote, fondando il team che porta il suo nome e di cui era team principal: ha trionfato in Moto3, 250, Moto2 e MotoE ed è ora presente in MotoGp con l'Aprilia. Correva per lui, con la Honda, Marco Simoncelli, quando morì nel 2011 a Sepang. Con il pilota di Coriano e con la sua famiglia Gresini ha sempre avuto un rapporto speciale. Nato a Imola, città di motori, Gresini esordì nel motomondiale partecipando al Gp delle Nazioni del 1982, che non concluse a causa di un ritiro. Ha sempre gareggiato solo nella 125, vincendo il suo primo titolo mondiale nel 1985. L'anno seguente si aggiudicò quattro Gp (in Spagna, Europa, Svezia e Germania), ma fu superato, un suo grande rimpianto insieme a quello di non aver mai corso in 250, di sole 12 lunghezze da Luca Cadalora, che si laureò campione del mondo. La rivincita nel 1987, quando si aggiudicò 10 delle 11 gare in calendario. Divorziò alla fine del 1988 dalla Garelli e passò all'Aprilia, poi alla Honda. Gli infortuni non lo risparmiarono, ma arrivò altre due volte secondo in generale, nel 1991 dietro al compagno di squadra Capirossi e nel 1992. Annunciò il suo ritirò prima della stagione del 1995. Nel 1997 nacque il team a suo nome, con sede a Faenza. Tra i piloti della sua scuderia, negli anni, Alex Barros, Tony Elias, Loris Capirossi, Marco Melandri, Sete Gibernau, Alex De Angelis, Jorge Martin, Matteo Ferrari. Vittorie, ma anche lutti: Daijiro Kato, morto a Suzuka nel 2003, poi Simoncelli. Del Sic, in una recente intervista, Gresini ha parlato come di "un vero guerriero, gli piaceva lottare, gli piaceva il corpo a corpo, non si tirava mai indietro. Godeva di queste cose, anche se prendeva la sportellata, non si arrabbiava, rideva. Diceva: 'Oh, l'ho presa, domani gliela do indietro'". Di se stesso, invece, diceva di sentirsi un "diversamente giovane, sempre all'attacco, sempre in prima linea, sempre con nuovi progetti. Sempre con qualche sogno nel cassetto. Dico sempre che quando in quel cassetto non ci sarà più nulla, dovrò cambiare mestiere". Il Covid lo ha colpito a dicembre e dopo alcuni giorni in ospedale di Imola, le sue condizioni hanno richiesto il ricovero al Maggiore di Bologna, in terapia intensiva. Costanti gli aggiornamenti del team sui social, con festa di compleanno organizzata online, presentazione del team con la mente rivolta a lui e il figlio Lorenzo a fare da tramite con gli amici e i fan. 

ansa.it

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DICHIARAZIONI

Reina e la Champions: “Il profumo delle grandi serate. Ora sogno con la Lazio”

Quando ci sono partite così importanti, come quella tra Lazio e Bayern Monaco, è l’occasione per guardarti indietro. Solo così capisci davvero dove sei arrivato. Lo fa anche Pepe Reina, pronto ad affrontare la sua ex squadra, che ai microfoni de L’Èquipe ripercorre il suo percorso in Europa: “La mia prima gara in una competizione europea è stata contro il Bruges, al Camp Nou. Quel match finì 1-1 e io commisi un errore: un'uscita sulla quale non mi capii con Petit. Oggi sento di più il peso delle personalità. Quest’anno ho incontrato di nuovo il Bruges: sono passati più di due mesi, si trattava di entrare nella storia del club e ritrovare gli ottavi di Champions dopo vent'anni. Avevamo tanto da perdere: una vittoria o un pareggio ci avrebbe fatto qualificare. Quando s'invecchia, il senso di responsabilità aumenta perché sei molto più cosciente dei problemi che ci sono intorno.Quando hai 18 anni non rifletti. Un errore può condannarti, ma ci pensi molto di più quando hai 38 anni. E con gli anni, le persone si aspettano molto più da te. È una sana paura che ti spinge a non sbagliare. La vivo in maniera ancora più forte oggi”.

 

“La Champions è una competizione speciale. Si sente il profumo delle grandi sere. Ad Anfield, per esempio, ogni serata europea è unica. La prima volta che vi ho giocato è stato con il Barcellona, in semifinale di Coppa Uefa. Ho visto tutto il mondo applaudire. Pensavo fosse per la loro squadra, invece era per me. Un'alchimia si creò in quella sera tra il club e me. Al termine della partita, invece di sentire dei fischi, abbiamo ascoltato 'You'll never walk alone' cantato più forte che mai. Inno? È a Napoli che viene cantano più forte, per il grido finale che ruggisce al San Paolo, diventato il Diego Armando Maradona.L'ultimo 'The Chaaaaampiooooons' si ascolta dall'esterno dello stadio. Quando vivi questo hai il sorriso già prima di giocare. Vorrei rigiocare la finale di Champions League del 2007 e vincerla. Nel calcio, spesso, non è il migliore che vince. Eravamo i migliori ed abbiamo perso. Nel 2005 il Milan era il migliore e perse. Ma questa è la bellezza del calcio. Normalmente c'è sempre una rivincita, ma io non l'ho avuta, anche se a quel tempo pensavo di poter vivere un'altra finale. Non è stato il caso. Perché non potrebbe accadere quest'anno? Sognare non costa nulla. La Champions deve una coppa alla famiglia Reina. Spero che se non arriverà a me, magari toccherà ai miei figli, magari giocheranno anche loro e la vinceranno per noi tre, compreso mio padre Miguel. Giocare in Francia? C'è stata la possibilità, ma il Napoli non mi ha voluto vendere. Sarei potuto andare nel Paris Saint Germain. L'estate scorsa ci sono stati alcuni rumors, ma nel 2017 è arrivata un'offerta vera e propria, rispedita al mittente".

Reina e il rapporto con gli allenatori

“Con Inzaghi mi sto trovando benissimo. Con i portieri che giocano più con i piedi il calcio si è evoluto verso un gioco che mi piace. Anche con Sarri ho vissuto bei momenti. A Liverpool ci sono stati dei periodi in cui eravamo competitivi su tutti i fronti. Ma in termini di divertimento, direi che in Italia, al Napoli e alla Lazio, ho potuto esprimermi al massimo dei miei livelli. Se ho mai parlato a Inzaghi della finale persa con il fratello? Sì, una volta lui mi ha fatto una battuta. Anche Pippo quando l'abbiamo affrontato. Ma non ho potuto che complimentarmi con lui e dirgli che quella volta avevano avuto parecchio culo (ride, ndr)". Corrieredellosport.it

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APPROFONDIMENTI

La notte dei sogni, dove non sempre vincono i più forti

È una notte speciale, che i tifosi biancocelesti aspettavano da più di vent’anni. L’ultima, così attesa e così ricca di emozioni, è datata 27 agosto 1999, quando la squadra di Cragnotti, Eriksson e Mancini conquistò la Supercoppa Europea contro il Manchester di Ferguson e Jaap Stam, che poi avrebbe indossato la maglia biancoceleste. Era ormai esplosa la Lazio più forte di tutti i tempi, una Lazio che doveva mandare in panchina, a rotazione, giocatori come Boksic, Fernando Couto, Sensini, Sergio Conceiçao, Stankovic, Almeyda, Salas e addirittura Simeone, l’uomo dei gol scudetto. «Mi giravo e non sapevo chi far entrare, perché si potevano cambiare solo tre giocatori» ha ricordato qualche giorno fa proprio Eriksson ripercorrendo le imprese di una squadra che sulla carta avrebbe dovuto spopolare anche in Europa. E invece si fermò a quella indimenticabile notte di Montecarlo e non andò oltre i quarti di Champions, eliminata dal Valencia, come se il palcoscenico internazionale la delegittimasse di tutti i suoi valori.

A distanza di quasi 22 anni e di qualche comparsata più o meno fortunata all’estero, la Lazio si ripresenterà allo stadio Olimpico, purtroppo deserto, per una sfida che può entrare nella storia del club, anche se siamo soltanto agli ottavi. Grazie a uno straordinario girone di qualificazione, la squadra biancoceleste affronterà il Bayern di Monaco, Campione d’Europa e Campione del Mondo, in grado di conquistare sei titoli nell’arco di una sola stagione. In pratica, ha vinto tutti i tornei a cui ha partecipato. Ovvio che i tedeschi siano i grandi favoriti del doppio confronto, anche se mancheranno giocatori del calibro di Müller, Gnabry, Pavard, Douglas Costa e Tolisso, ma è altrettanto ovvio che le ultime due prestazioni in Bundesliga hanno risvegliato la fantasia del tifoso laziale e, forse, anche quella di Simone Inzaghi, che non si dà certo per vinto prima di affrontare questi mostri, in particolare Lewandowski, a cui pochi mesi fa Immobile ha soffiato la Scarpa d’Oro.

Il Bayern ha pareggiato 3-3 con l’Arminia Bielefeld, che lotta per non retrocedere, e poi ha perso a Francoforte con l’Eintracht (2-1) dimostrando lacune fino ad ora sconosciute, soprattutto in fase difensiva. Dal 2009 non subiva così tanti gol e questo, se vogliamo, è anche il difetto più preoccupante della Lazio, che dovrà sopportare le assenze contemporanee di due titolari come Luiz Felipe e Radu. L’ingresso di Musacchio ha dato più di sostanza al reparto, ma è chiaro che ci vorrà la partita perfetta di Acerbi per annientare Lewandowski, già cancellato dal campo per due volte con la Nazionale di Mancini. Tra andata e ritorno (Polonia-Italia), il difensore biancoceleste non concesse un solo tiro al fuoriclasse polacco, con l’aiuto ovviamente di compagni di altissimo livello. Se Acerbi ripetesse la partita di Milano con l’Inter, trasformandosi non si sa ancora perché nell’attaccante in più (già ce ne sono abbastanza, in campo), per la Lazio sarebbe la fine prima dell’inizio. Siamo certi che Inzaghi gli darà compiti esclusivamente difensivi, come a Leiva, perché al resto penseranno i quattro tenori, Correa, Luis Alberto, Milinkovic e Immobile, che hanno già battuto all’Olimpico il Borussia Dortmund di Haaland.

Ciro contro Lewa, lo spettacolo (solo televisivo) è assicurato, ma alla Lazio servirà la notte perfetta per sognare: come quelle in cui un anno fa riuscì a battere la Juve in campionato e in Supercoppa, se vogliamo ricordare la massima espressione calcistica della squadra di Inzaghi, ancora miglior marcatore del club in Champions (15 gol e autore di un poker da record al Marsiglia).

L’augurio è che comunque vada, tra andata e ritorno, questi appuntamenti diventino per la Lazio più costanti e non restino lampi che si illuminano ogni vent’anni: dopo il rinnovo di Simone, di cui non capiamo le titubanze, serve anche un mercato mirato e intelligente per rinforzare la difesa, svecchiare la rosa e arricchirla di nuovi talenti che la società da qualche anno non riesce più a individuare prima degli altri, come fece con Luis Alberto e Milinkovic. Ma per questo ci sarà tempo, ora c’è il Bayern e un sogno da coltivare fino al 17 marzo. E si sa che nei sogni non sempre vincono i più forti.

 

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POLITICA SPORTIVA

FIGC, Lotito e Marotta eletti consiglieri federali dall’assemblea

Nel corso dell’Assemblea Figc odierna, Claudio Lotito è stato eletto Consigliere Federale. Insieme al presidente della Lazio anche l’amministratore delegato dell’Inter Beppe Marotta. L’Assemblea Elettiva della FIGC è cominciata questa mattina presso il Rome Cavalieri A Waldorf Astoria. I due candidati sono Gabriele Gravina, alla guida della Federcalcio dal 22 ottobre 2018, e Cosimo Sibilia, attualmente presidente della LND.

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FORMELLO

FORMELLO – Attesa Bayern, Inzaghi rinvia a domani le prove generali: ballottaggio Musacchio-Hoedt, si rivede Strakosha

Niente prove generali per la Lazio in vista del Bayern Monaco. Il tecnico Simone Inzaghi le rimanda al giorno della partita: seduta a poche ore dal match tra risveglio muscolare e tattica. In difesa il dubbio più grande con il ballottaggio Musacchio-Hoedt. L’ex Milan dovrebbe essere di nuovo campo dal primo minuto dopo la buona prestazione vista contro la Sampdoria, ma l’olandese resta in corsa.

Lazio, ecco le scelte di Inzaghi per il Bayern

In porta confermato Reina. Strakosha è tornato ad allenarsi e si rivedrà in panchina dopo l’infortunio al ginocchio. Linea difensiva a tre con Patric, Acerbi e Musacchio (o Hoedt). Centrocampo solito con Leiva in regia, ai suoi lati Milinkovic e Luis Alberto. Situazione fasce: a destra ecco Lazzari, in campionato ha riposato (per via della squalifica), a sinistra Marusic. In avanti il tandem Correa-Immobile. Ok Caicedo, completamente recuperato, andrà in panchina. Si è ripreso anche Andreas Pereira dopo l’attacco influenzale. Inzaghi ha tutti a disposizione tranne Luiz Felipe.

Lazio, la probabile formazione (3-5-2) – Reina; Patric, Acerbi, Musacchio; Lazzari, Milinkovic, Leiva, Luis Alberto, Marusic; Correa, Immobile. All. S. Inzaghi.

 

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AVVERSARIO

Lazio-Bayern Monaco, i convocati di Flick: assenti Pavard, Gnabry e Muller. Out anche Douglas Costa

Sono appena 17 i giocatori convocati dal tecnico del Bayern Monaco Hansi Flick per la sfida contro la Lazio in Champions League. Mancheranno Pavard e Muller, risultati positivi al Covid-19, che andranno a unirsi agli infortunati Nubel, Tolisso, Douglas Costa e Gnaby. Questa la lista completa:

Portieri: Neuer, Hoffmann
Difensori: Sule, Martinez, Boateng, Sarr, Davies, Hernandez, Alaba
Centrocampisti: Kimmich, Goretzka, Roca, Musiala
Attaccanti: Lewandowski, Sané, Choupo-Moting, Coman

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STATISTICHE

Bayern Monaco, potenza tedesca: i numeri della corazzata

Quanto fa paura il Bayern Monaco? Servono un po’ di numeri per descrivere bene la corazzata di Flick. La Lazio si ritrova davanti, negli ottavi di Champions League, la squadra più forte. Sorteggio malefico, ma ormai si è in ballo. I tedeschi sono freschi vincitori del Mondiale per Club giocato in Qatar. Sesto titolo vinto in meno di un anno dopo Bundesliga, Coppa di Germania, Champions League, Supercoppa Uefa e Supercoppa di Germania. Sei trofei come il super Barcellona di Guardiola. Basta già l’ultimo scaffale dell’incredibile bacheca delle coppe per mettere timore.

Bayern Monaco, numeri da top squadra

I bavaresi hanno vinto l’ultima Champions con un cammino incredibile: 11 successi di fila, solo un pari a Madrid contro l’Atletico con la qualificazione già in tasca. Totale: 16 vittorie nelle ultime 17 partite. L’ultima sconfitta e datata 13 marzo 2019 per 3-1 contro il Liverpool. In campionato, in questa stagione, hanno perso tre volte. Sconfitte con Eintracht, Borussia Mönchengladbach e Hoffenheim. Attacco atomico: 61 gol. Difesa forse da rivedere: 31 reti incassate in 22 match. Settimana retroguardia della Bundesliga: uno spiraglio per la Lazio.

Lazio, occhio a Lewandowski: statistiche super

Se quella del Bayern Monaco si può descrivere come una corazzata, lì davanti, stile panzer, c’è Robert Lewandowski. L’arma in più di una squadra che segna tantissimo. Il polacco è il capocannoniere dell’ultima Champions League con un bottino pienissimo: 15 gol in 11 partite. Sono 71 invece le reti in 94 presenze in Champions. L’anno scorso ha conteso la Scarpa d’Oro a Immobile, quest’anno pare non ce ne sia per nessuno. In Bundesliga 26 gol in 21 apparizioni e 6 assist. Un alieno. In Europa 4 timbri in 3 presenze. Un Bayern acciaccato si affida a lui per schiantare la difesa della Lazio. corrieredellosport.it

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CHAMPIONS LEAGUE

Immobile: “Enorme rispetto per Lewandowski, ma Acerbi può fermarlo. Voglio far bene per la mia gente che non potrà esserci” (AUDIO)

Per presentare la gara di Champions contro il Bayern, oltre al tecnico della Lazio Inzaghi, nella conferenza della vigilia ci sarà anche Ciro Immobile

Quando te la consegneranno la scarpa d'oro?
"Non lo so, sto aspettando, è stata sudata. Non finirò mai di ringraziare il mister, lo staff e i compagni. È stata una cavalcata incredibile, rimarrà nella storia anche per le tante difficoltà".

Che consiglio darai ad Acerbi per fermare Lewandowski?
"Nessuno consiglio, il Leone è uno dei difensori più forti in questo momento. L'ha già fermato con la Nazionale contro la Polonia".

Domani affronterai Lewandowski: quanto orgoglio c'è in te nell'averlo battuto nella scarpa d'oro?
"Ho enorme rispetto di campioni come lui e Ronaldo. Avere il mio nome lì vicino e superarli entrambi l'anno scorso è stato un orgoglio pazzesco, mi sento ripagato dei tanti sacrifici che ho fatto nella mia carriera".

Vorresti ancora dimostrare qualcosa ai tedeschi, che ti hanno criticato troppo al Dortmund?
"No no, voglio solo fare bene della Lazio e della mia gente. Sono emozionato per la partita ma al tempo stesso sono triste perché i tifosi non ci saranno: so quanto avrebbero voluto assistere domani alla gara col Bayern".

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CHAMPIONS LEAGUE

Inzaghi: “Il Bayern un sogno. È quasi ingiocabile, ma ci proveremo con umiltà” (AUDIO)

Il giorno tanto atteso è alle porte. Vent'anni dopo, la Lazio torna a giocare la fase a eliminazione diretta della Champions League. Di fronte un avversario sulla carta quasi impossibile da battere, il Bayern Monaco che nell'ultima stagione ha vinto 6 trofei su 6 a disposizione. Il tecnico biancoceleste Simone Inzaghi presenterà la partita in conferenza stampa a Formello alle 15. 

Che emozione prova ad affrontare il Bayern?
"È bellissimo, è il coronamento di cinque anni di lavoro insieme a un gruppo meraviglioso. Proveremo a giocarcela con la spensieratezza giusta e la solita umiltà. Il Bayern è appena diventato campione del Mondo, nelle ultime due di campionato ha fatto un pareggio e una sconfitta, ma prima aveva fatto 5 vittorie consecutive. Più che i punti deboli del Bayern, sto lavorando sui punti di forza della Lazio".

Nel Bayern c'è Klose:
"Mi fa piacere rivederlo, mi ha aiutato tanto nelle prime partite da allenatore. Mi hanno parlato benissimo di lui come allenatore. Penso che siamo in grado di affrontare partite come quella di domani sera nel migliore dei modi"

Che atmosfera si respira nello spogliatoio?
"Da tempo che sapevamo di dover vivere una notte simile. Da ieri ci stiamo pensando, è una ciliegina sulla torta sul lavoro fatto. Noi cercheremo di fare il massimo come abbiamo sempre fatto".

Domani sarai soddisfatto se….?
"Vogliamo rimanere aggrappati alla qualificazione in tutte le maniere. Sappiamo che loro sono quasi ingiocabili, ma anche in passato siamo partiti sfavoriti per poi fare bene. Siamo maturi, abbiamo giocato tante finali oltre ai quarti d'Europa League".

Immobile affronterà Lewandowski:
"Sono due grandi attaccanti. Immobile ha vinto la scarpa d'oro ed è un orgoglio per tutti noi. Lewandowski avrebbe vinto il pallone d'oro…"

tuttomercatoweb.com

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AVVERSARIO

Bayern Monaco, Coman: “Giocheremo per vincere”

Kingsley Coman, calciatore del Bayern Monaco, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia dalla partita contro la Lazio.

"Veniamo da trasferta stancanti, dove avevamo poche alternative da ruotare. La partita di domani però sarà di Champions League e naturalmente giocheremo per vincere. La rete realizzata nella finale contro il PSG mi ha dato ancora più fiducia. Covid? Facciamo ogni volta molti test, purtroppo tutto fa parte della vita di oggi. Ci sono regole da rispettare per giocare in sicurezza".