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CALCIOMERCATO

Massimo Ferrero: “La Lazio non ha mai chiesto Muriel. Torreira è incedibile”

Il presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero, è stato intercettato dai cronisti a Villa Stauart. "Muriel e Torreira alla Lazio? Non mi sono stati chiesti. Torreira alla Roma? Neanche, è incedibile", poche parole sia per chiudere definitivamente la voce del colombiano quale obiettivo per l'attacco biancoceleste, sia per togliere il regista uruguaiano dal mercato. “Adesso vado a curarmi, pregate per me…" ha aggiunto l'imprenditore romano varcando il cancello della clinica.

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FORMELLO

PAIDEIA – Lo staff di Inzaghi apre la settimana di visite d`idoneita

PAIDEIA- Prende il via la settimana di visite d'idoneità per il gruppo biancoceleste. La mattinata di oggi è dedicata allo staff tecnico: i primi ad arrivare sono i fisioterapisti (Marsella, Raieta, Caroli, Berini e Kindt) per le 8. Poco dopo ecco il preparatore Fabio Ripert. Attesi anche match analyst Cerasaro (il vice Farris e il collaboratore tecnico Cecchi sono calendarizzati per giovedì 6 luglio), più i tre uomini "societari" Bianchini, Fonte (entrambi preparatori atletici) e Grigioni (preparatore dei portieri). Da domani mattina in clinica arriveranno i calciatori di Inzaghi, in programma controlli per Murgia, Milinkovic, Oikonomidis, Marchetti, Radu, Guerrieri, Djordjevic e Palombi.

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RASSEGNA STAMPA

La Lazio riparte da Anderson: patto con Inzaghi per giocarsi il Mondiale 2018

Riprendersi la Lazio per brillare ai Mondiali in programma in Russia la prossima estate. Felipe Anderson comincerà la sua quinta stagione in biancoleste mercoledì alle ore 9.30 con le visite mediche, quindi la partenza in ritiro l'8 luglio. Come riporta Il Messaggero, lasciate le spiagge brasiliane di Jericoacoara, il numero 10 cercherà di ristabilire le gerarchie tecniche a Formello, ricucendosi un ruolo che quasi mai, in questa stagione, l'ha visto primo protagonista. In attesa di brillare in Europa League, dopo una stagione vissuta “in fascia”, il fantasista ha voluto parlare con Inzaghi: Felipe vuole giocare faccia alla porta, niente più sgroppate sugli esterni che ne minano la lucidità, solo 4 gol (ben 12 gli assist) in 36 match di A. L'ex Santos ha accettato di giocare lontano dal portiere avversario, fattispecie che dovrebbe cambiare perché dal prossimo 21 agosto dovrebbe muoversi come seconda punta accanto a Immobile, se sarà 3-5-2, oppure sarà esterno offensivo nel 4-3-3. Il brasiliano ha sempre obbedito in silenzio, solo a Napoli dopo la gara d'andata (1-1) si lamentò per essersi limitato alla “marcatura” del folletto Insigne. Un altro sfogo ci fu in casa del Sassuolo, quando Inzaghi lo fece uscire qualche minuto prima della fine, inserendo Lombardi che risultò decisivo. Felipe imboccò la via degli spogliatoi con Wallace che corse a consolarlo. Anderson e Inzaghi ripartiranno insieme, l'allenatore ha bisogno dell'estro del numero 10 per ripetere una stagione già piena di difficoltà, il brasiliano vuole convincere il ct Tite a rientrare nei 23 che si giocheranno il mondiale in Russia. Fortunatamente per Lotito il suo contratto scadrà nel 2020, almeno lui capricci per scappare al momento non può farne.

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RASSEGNA STAMPA

RITIRO – Meno corse, più pallone e tanto marketing: così cambiano i ritiri in serie A

L’ultimo romantico è Zdenek Zeman. Condannato dal suo karma a indicare sempre una strada, il boemo è l’unico che abbia ancora la forza di prendersi una cotta per una scalinata. I 628 gradini che uniscono la parte bassa di Rivisondoli al suo centro storico daranno senso e valore al ritiro estivo del suo Pescara. Per decidere gli è bastato immaginare i suoi inerpicarsi smoccolando e rotolare giù a valle smoccolando ancora di più, vederli sudare come fontane e invocare una patata in più per cena. Ma oltre le visioni di Zeman, va detto, i ritiri del secolo scorso non esistono quasi più: «E forse è giusto così, i tempi cambiano, magari ci siamo liberati dalla retorica sull’armonia del ritiro: quelli i vecchi erano monastici e non è detto che servissero così tanto a cementare il gruppo», ammette Paolo Bertelli, fitness coach del Chelsea di Antonio Conte, con lui nei tre scudetti juventini, a Trigoria per la prima era Spalletti. Il sapore da pane e salame del ritiro raccontato da Alberto Sordi nelle vesti dell’esaltato ma dubbioso proprietario del Borgorosso è un immagine screpolata, aggredita dalla modernità. Il test di Cooper, i leggendari 12 minuti mutuati dalla Nasa in cuibisognava ricoprire, solitamente nei boschi, la distanza più lunga possibile (Liedholm stravedeva per il cimento e per come vi si dedicava in particolare Ancelotti), è stato soppiantato dal merchandising e dalle indagini di mercato. La preparazione fisica e l’investimento dei club si sono trasformati al punto da «rovesciare la storia », racconta Vincenzo Pincolini, co-autore “fisico” del Milan di Sacchi e di Capello, «una volta le tournée duravano 35 giorni ma venivano programmate alla fine della stagione, la società faceva soldi, c’erano partite in Oriente che al Milan portavano un milione di dollari a botta, ma era tutto più sensato perché al termine del campionato si poteva anche viaggiare per il mondo senza rischi, invece adesso dopo 4 giorni si parte per gli Stati Uniti». Una volta imbarcarsi per la Cina, che non era mai vicina, corrispondeva a un’esperienza mistica, non tutti i calciatori, non tutti i dirigenti, non tutti gli allenatori sapevano a cosa stavano andando incontro. Nel ‘78 prima di salire sull’aereo Bersellini, che allora guidava l’Inter, fece testamento. Il ritiro tradizionale in cui Rocco era veramente “paron” e mandava chiunque a quel paese col suo “tasi mona”, zitto scemo, non è più praticabile, l’universo del pallone è smaliziato e va di fretta, i portieri fanno più check-in che parate: «I calciatori conoscono se stessi, non devono più scoprire il mondo». Per molti, un tempo, il ritiro era come il servizio militare, la divisa sociale era il primo abito intero che avessero mai indossato e si sentivano a disagio. Ora invece comanda il marketing, conta che siano i tifosi a vestire le magliette e più si gira e più si vende. Ora i luoghi di soggiorno vengono scelti sulla base di un calcolato ritorno di audience e che il turismo (soprattutto in Trentino Alto Adige, la meta ancora preferita) salga percentualemente anche del 30% nel periodo in cui, mettiamo, a Dimaro si esibisce il Napoli o quando il Bayern di Guardiola, pescando dalla vicina Austria, intasava festosamente Riva del Garda. Tutti contenti. Ma ormai più della cassa che del muscolo allenato. Muscolo che con l’aggiornamento progressivo delle metodologie e con l’invasione della tecnologia, gps, video- analisi, persino la realtà virtuale, non ha più così tanto bisogno di essere “spaccato” in estate per durare e/o non morire d’inverno: «È finita l’epoca in cui si pensava a costruire una base per l’intera stagione, ora siamo nell’epoca della contaminazione, della mescola di teorie e sistemi», prosegue Bertelli, «non funziona come si pensava, lo sappiamo bene». Tuttavia Pincolini un po’ rimpiange il tempo andato e forse non del tutto perduto: «Il ritiro di una volta aveva l’effetto di una colla emotiva, nascevano amicizie, l’abitudine a stare insieme, una volta il calciatore era uno sportivo adesso è solo mediatico. Van Basten continua a giocare a golf con Massaro, Tassotti, Donadoni». Una squadra non deve andare a cena perché deve, «…ma perché ci sta bene ». Sponsor e affari cinesi permettendo.

La Repubblica

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DAL MONDO

CONFEDERATIONS CUP – Un gol di Stindl stende il Cile: trofeo alla Germania

La Germania, per la prima volta nella sua storia, ha vinto la Confederations Cup 2017 battendo 1-0 (1-0) il Cile nella finale giocata ieri a San Pietroburgo. La rete decisiva è stata realizzata da Stindl al 20' pt. Vittoria meritata quella degli uomini di Loew, bravi a sfruttare la prima chance arrivata per un errore in disimpegno di Marcelo Diaz che ha spalancato la porta ai tedeschi. Fino a quel momento una sola squadra in campo, il Cile infatti riusciva pressare i portatori di palli avversari, chiudendo altresì le linee di passaggio. Nella ripresa Draxler&Co prendevano campo, dimostrando anche una migliore condizione fisica. Alla fine risultato merito per la Germania che continua ad alzare trofei dopo aver vinto l'Europeo Under 21 in Polonia la scorsa settimana.

IL TABELLINO

Cile (4-3-1-2): Bravo; IslaMedel, Jara, Beausejour; Aranguiz (81' Puch), Diaz (53' Valencia), Hernandez; Vidal; Vargas (81' Sagal), Sanchez. Ct. Pizzi

Germania (3-4-3): ter Stegen; Ginter, Mustafi, Rüdiger; Kimmich, Goretzka (91' Süle), RudyHector; Stindl, Werner (79' Emre Çan), Draxler. Ct. Löw

Arbitro: Milorad Mazic (Serbia)

Gol: 20' Stindl

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CALCIOMERCATO

De Vrij non cambia idea sul rinnovo. La Juve aspetta, sondaggio del Marsiglia

ROMA – È tempo di sondaggi, giocatori proposti e trattative nascoste. Il calciomercato è un fiume in piena che travolge sistematicamente società e calciatori, lasciando per la strada i vari "detriti", sotto forma di indizi, indiscrezioni, rumors e così via. Questi chiaramente si moltiplicano, quando in una squadra figura un giocatore con il contratto in scadenza tra un anno, quindi molto vicino alla possibilità di accordarsi liberamente con altri club e andarsene via l'estate prossima a parametro zero. Insomma, per le società interessate, le occasioni migliori per tentare di risparmiare qualcosa nell'investimento in questione. 

ATLETICO MADRID E JUVE SEGUONO LA SITUAZIONE DE VRIJ – In questa categoria di calciatori rientrano come noto Keita, Biglia e de Vrij. Tre situazioni incerte che la Lazio dovrà risolvere prima possibile per evitare spiacevoli sorprese. Per quanto riguarda l'olandese in particolare – a prescindere dalle presunte dichiarazioni rilasciata a dei tifosi nel corso della sua vacanza – il quadro è abbastanza chiaro: de Vrij e i suoi agenti hanno scelto di non rinnovare il contratto con la Lazio, che a sua volta però non intende svalutare l'eventuale cessione del suo difensore. Ecco perché non ha preso in considerazione l'offerta da circa 15 milioni arrivata dal Valencia, preferendo tentare ancora di convincere il ragazzo a rinnovare, inserendo una clausola rescissoria da 28 milioni. Un'ipotesi che al momento non è assolutamente nei pensieri di de Vrij, che nel caso preferirebbe restare un altro anno a giocare con la Lazio, per poi andarsene tra un anno a zero: Atletico Madrid e Juventus stanno seguendo con molta attenzione.

SONDAGGIO DEL MARSIGLIA PER IL DIFENSORE OLANDESE – Quest'ultima soluzione, chiaramente, non è la preferita del club biancoceleste, che in assenza di rinnovo preferirebbe a quel punto cedere altrove il difensore: un aiuto sotto questo punto di vista potrebbe arrivare dall'Olympique Marsiglia. Il suo direttore sportivo, l'ex portiere del Barcellona Andoni Zubizarreta, è attualmente a Roma "per fare mercato in entrata, non per cedere", assicurano i media francesi. E l'obiettivo del club oggi allenato da Rudi Garcia sembra essere proprio Stefan de Vrij, per il quale è stato fatto un sondaggio con la Lazio. La richiesta biancoceleste è di almeno 20 milioni di euro, una cifra importante per un giocatore in scadenza, che i francesi però vorrebbero far scendere sensibilmente. Da parte dell'olandese c'è la disponibilità a parlarne e prendere in considerazione ogni opportunità, anche se obiettivamente la sua ambizione è quella di trasferirsi in un club che almeno sia in Champions League, per compiere un reale salto di qualità.repubblica.it

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CALCIOMERCATO

Marusic si presenta: “Mi sento terzino destro”

Le prime parole di Adam Marusic da giocatore della Lazio:"“Ho scelto la Lazio perché è uno dei migliori club in Italia. Tutti sanno che tipo di squadra sia quella biancoceleste; può vantare tifosi fantastici e, in questa stagione, disputerà l’Europa League. Nell’ultima annata all’Oostende sono stato utilizzato come esterno alto e basso in entrambe le corsie, ma io sento di essere un terzino destro”.

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CALCIOMERCATO

Marchetti saluta: “Ora sto bene, importante trovare una siatemazione”

Rimane ancora un mistero il futuro di Federico Marchetti. Inzaghi lo ha sempre ritenuto un titolare, ma il suo infortunio combinato con le buone prestazioni di Strakosha hanno messo più di un dubbio riguardo quella che sarà la maglia che il portiere di Bassano del Grappa indosserà il prossimo anno. Marchetti è intervenuto ai microfoni di Sky Sport a margine dell'evento di beneficenza 'Pallone di Marmo' a sostegno delle popolazioni terremotate di Amatrice: "La prossima stagione? Speriamo che si muova qualcosa, oggi siamo venuti qui per questa partita di beneficenza e ci godiamo il momento, vediamo che succederà in futuro. Ho ancora un anno di contratto alla Lazio, stiamo a vedere come vanno le cose, siamo fiduciosi". Il portiere della Lazio ha parlato anche del caso Donnarumma: "Sicuramente è stata una situazione delicata, non gestita nel modo migliore soprattutto per un ragazzo di 18 anni che doveva giocare l’Europeo Under 21. Peccato, magari a distanza di qualche anno guarderà a questi momenti pensando che avrebbe potuto giocare meglio questa competizione, più sereno. Spero che riesca a risolvere la vicenda così da poter tornare a giocare tranquillo. I Mondiali 2018? Ho avuto qualche problema fisico di troppo, l’importante è ritrovare la forma adatta e la giusta sistemazione".lalaziosiamonoi.it

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ESCLUSIVE

AUDIO – Avv. Dini: “Biglia lo venderei, monetizzare è importante. Azmoun? Forte ma acerbo”

La Lazio ha piazzato il primo colpo di mercato con Adam Marusic, ma non solo. I nomi che circolano sono tanti, per l’eventuale dopo Biglia ad esempio si pensa a Camacho. Uno dei nomi che piace ai biancocelesti è quello di Sardar Azmoun, iraniano classe ’95 in forza al Rostov. Per approfondire queste tematiche l’avvocato ed esperto di calcio russo Giulio Dini è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Radiosei 98.100. 

Si può dire che il primo acuto di mercato l’ha fatto lei facendo andare Spalletti all’Inter…

“No, non si può dire questo…”

Milan ed Inter stanno investendo tanto, ha qualche nome caldo per questo calciomercato?

“Non vorrei fare nomi, non ci sono anelli di congiunzione. Ci sono politiche differenti, le nuove proprietà sembrano avere l’esigenza di rimpolpare l’organico, mi riferisco soprattutto al Milan. Non sempre l’investimento di grossi capitali porta a dei successi. Non comprendo questa fretta, la necessità dei rossoneri è dettata dai preliminari d’Europa League. Nel caso dell’Inter non credo che ci siano enormi stravolgimenti da fare. Queste sono le squadre che si muoveranno di più. La Roma è un caso a parte, deve fare cessioni importanti per poi investire su calciatori che potrebbero servire per capitalizzare in futuro. La logica della cessione del calciatore, ormai, è consuetudine ovunque. Non c’è più la logica della maglia. La Lazio invece ha la sua politica, si muove attraverso passi misurati. Scandagliano bene il mercato senza farsi trascinare dalle pressioni della piazza, né da particolari attrattive di mercato come ad esempio il giocatore che va di moda. Alla Lazio va il merito di inserire i calciatori nel campionato italiano facendoli rendere al meglio subito”.

Un giudizio su Marusic, nuovo acquisto della Lazio?

“Il montenegrino non lo conosco benissimo, per cui non voglio espormi più di tanto. La nazionalità e la provenienza del campionato possono fare la differenza, se non erro giocava in quello belga. Alcuni campionati piuttosto che altri destano particolare interesse. Il campionato belga, sebbene non esprima a livello di competizione europee dei club forti, risulta un campionato interessante e predispone i giocatori a quello italiano. Difficilmente sbagliano nel Bel Paese i calciatori provenienti dal Belgio". 

Un giudizio sulle situazioni legate a Biglia e Keita?

"Per quello che riguarda le questione scottanti le cose non sono semplici. Biglia se è necessario venderlo e monetizzare, sarebbe il caso di farlo. Per quel che riguarda Keita credo che se non si trovi una soluzione rispettosa da tutte le parti mi arrabbierei. Il calciatore è un patrimonio della società, che ha speso ed investito su di lui. Lo svincolo, però, pesa a livello di logica di mercato. Ha portato degli eccessi alle volte insopportabili, molti atleti hanno rifiutato rinnovi con cifre più che ragionevoli. I procuratori hanno un peso determinate. Di fronte ad un atteggiamento intransigente, risponderei con un atteggiamento intransigente. L’altra soluzione? Farlo giocare fino alla scadenza, ma non è semplice: serve il tecnico sereno, una società tranquilla e un calciatore professionale”.

Un giudizio su Azmoun, possibile acquisto della Lazio?

“Credo che almeno una volta o due un calciatore debba essere visto dal vivo, a differenza dei filmati. Mi sono fatto aiutare per questo calciatore da un amico che allena in Russia ed ha avuto la chance di vederlo. Ho delle relazioni entusiastiche; ama la profondità, grandissima velocità, forza fisica e tecnica. Può impressionare il suo repertorio. Può fare il gol di rapina così come il tiro da fuori, inoltre è bravo di testa. Un pochino ricorda Montella, che era tecnico, rapido ed aveva molte abilità. Si associava a Montella anche Dybala quando giocava nella Serie B argentina. Può affiancare Immobile come seconda punta, ha caratteristiche per giocare in profondità. Non sono le classiche punte che devono ricevere il pallone. Il calciatore ha giocato in Europa, ha fatto gol ed ha tenuto botta. Questo avvalora ancora di più il suo spessore. Per quel che riguarda il contenzioso non posso dire molto: è stato rimpallato fra Rubin Kazan e Rostov. L’interesse di una terza parte può essere risolutiva. Allo stato attuale, però, non verrebbe a fare il titolare. Aspettiamo però, bisogna capire come si evolverà la situazione Keita e quella di Azmoun. In prospettiva potrebbe diventare forte, ma potrebbero volerci due anni per farlo sbocciare e dovrà avere dell’alternative. I difensori che giocano in Italia sono clienti difficili. Falcinelli? Si tratta di un calciatore differente, se si gioca in profondità ha un modo differente di far calcio rispetto ad Immobile, Keita e lo stesso Azmoun”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

AUDIO – Abbate: “Prezzo alto per Marusic, il rinnovo di Milinkovic è costato caro… Keita e Biglia? Offerta del Milan ancora valida”

ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a 'NMM': "Prezzo alto per Marusic, il rinnovo di Milinkovic è costato caro… Keita e Biglia? Offerta del Milan ancora valida"

"Sono contento che c'è stato questo acquisto anche se non lo conosco. Vediamo che tipo di giocatore sarà, credo che tutti ieri sera siamo andati a conoscerlo attraverso la rete. Fino a qualche giorno fa parlavamo di Kedziora e Castagne per la fascia destra. Il nome giusto era il suo, vista la cifra sborsata di 6,5 milioni non si può non collegarlo al rinnovo di Milinkovic, visto che l'agente è lo stesso, Kezman. E' costato caro quel rinnovo, ma interessa relativamente. Per caratteristiche è un giocatore che serve, ci auguriamo che sia un'altra scommessa vinta di Tare. Certo, non gioca a suo favore che sia stato pagato così tanto, le commissioni sono andare oltre i 2 milioni di euro"

QUESTIONE BIGLIA e KEITA – "Secondo me bisognerà aspettare, c'è stato un tentativo di affondo per l'iraniano Azmoun, ma c'è un contenzioso aperto tra Rubin e Rostov. Borini è sfumato in attacco ed ora diventa fondamentale capire come evolverà il discorso con il Milan dopo lo sgarbo Borini. Non credo rientri nell'interesse della Lazio non utilizzare la diplomazia, se l'affare Biglia dovesse saltare sarebbe un problema gestire la sua permanenza. Conviene a tutti risolvere la questione dell'argentino e di Keita con delle cessioni. Continuo a pensare che alla fine parta e vada a Milano, non è ancora del tutto tramontata la pista doppia Biglia-Keita. Quell'offerta è ancora valida. Vediamo come si evolve la situazione del senegalese, non è da escludere anche un tentativo dell'Inter e del Monaco nel caso in cedesse Mbappe. Per quanto riguarda l'eventuale sostituto di Biglia, il nome di Camacho piace ma non so se sia lui l'uomo segreto che ha bloccato".