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‘QDL’ – Dalla Palma (CdS): “Avventura Champions meravigliosa e remunerativa, se si investisse su un difensore… I Cambi di Inzaghi? Leiva a rischio con il Verona…” (AUDIO)

ALBERTO DALLA PALMA (Corriere dello Sport) in collegamento a 'QDL': "Negli ultimi 20' la Lazio ha avuto paura, qualcosa è successo nella mente dei giocatori. Dai 3 cambi di Inzaghi al gol del Bruges sono trascorsi pochi secondi, forse quello è stato un po' un azzardo. Oggi mi hanno spiegato che Leiva non fosse in buone condizioni, sarebbe addirittura in dubbio per il Verona. Il girone complessivo fatto dalla Lazio è stato importante, nessuno se lo sarebbe mai aspettato, ancor di più visto tutto quello che è accaduto in termini di assenze. Gli ultimi 20' di ieri devono restare solo un ricordo di una meravigliosa avventura coronata con gli ottavi di finale. La Lazio è l'unica italiana imbattuta in Champions League, non sono cose scontate. Sono convinto che se fosse servita solo la vittoria, la Lazio avrebbe vinto bene. Reina-Strakosha? Ieri c'è stata un'indecisione dello spagnolo, ma il tiro di Lang era potente, ma nessun difensore è stato reattivo ad accorciare. Il valore di Reina è indiscutibile, lo vedo proprio come un portiere di Champions. Dopo la sosta per il Covid, Strakosha non ha ancora recuperato la migliore condizione. Tare ha ribadito che è l'albanese il titolare? Chi la fa la formazione, Inzaghi o il direttore sportivo?. Dopo questa qualicazione ed in virtù dei circa 45 milioni incassati, la Lazio è arrivato nuovamente ad un passo dal possibile salto di qualità. Se una parte di questo tesoretto fosse investito a gennaio in un difensore risolverebbe un problema"

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APPROFONDIMENTI

Regione, Leonori: “Approvata legge per la promozione dello Street Art” (AUDIO)

LAZIO, LEONORI (PD): APPROVATA LEGGE PER LA PROMOZIONE DELLA STREET ART
 

Oggi il Consiglio regionale ha approvato la proposta di legge di cui sono stata promotrice su “Disposizioni per la valorizzazione, promozione e diffusione della Street Art”. La legge, la seconda in Italia dopo quella pugliese, nasce da un confronto con alcuni protagonisti della Street art, una forma d'arte che nella sua traduzione significa “arte di strada” ma che ha, tra le funzioni e obiettivi principali, qualcosa di più grande: la trasformazione, riqualificazione e valorizzazione di spazi urbani in chiave culturale e sociale. Con uno stanziamento di 500mila euro complessivi per gli anni 2021 e 2022 per concedere contributi finalizzati alla realizzazione di opere, la legge prevede che i comuni redigano annualmente un elenco dei beni e degli spazi disponibili nel rispettivo territorio, da destinare a interventi di Street Art. Gli stessi comuni possono individuare anche ‘muri liberi’ per la libera espressione artistica. Gli elenchi saranno disponibili online nei portali web istituzionali dei comuni e sui siti web regionali. La Regione, inoltre, si impegna a promuovere e valorizzare, anche a fini turistici, degli interventi di Street Art realizzati nel territorio regionale, attraverso i propri canali di comunicazione e in un catalogo realizzato su piattaforma digitale condivisa e popolata di concerto con i comuni, e attraverso il premio "Lazio Street Art". La Street Art è stata anche inserita tra le azioni della nuova programmazione UE 2021-27 nelle linee guida che il Consiglio approverà nei prossimi giorni. Sono molto soddisfatta dell’approvazione di questa legge, perché sono convinta che la riqualificazione delle nostre città passi anche attraverso iniziative non convenzionali, partecipate e integrate nel territorio, che mettono in circolo energie culturali e sociali positive. Nella nostra Regione abbiamo già diversi esempi, che quotidianamente si incrementano, rinnovano, mutano, oltre ad attirare nuovi flussi di turisti. Con la legge abbiamo voluto sostenere e riaffermare l’arte pubblica, partecipata, collettiva e legata alla comunità, partendo da questa forma artistica che personalmente seguo da anni e che ho avuto modo di apprezzare anche grazie a importanti artisti e a iniziative di promozione territoriale.
Grazie alle colleghe e ai colleghi che oggi hanno votato a favore, al capo di Gabinetto Ruberti e a tutti gli uffici del Consiglio e della Cultura che in questi mesi con il loro lavoro hanno permesso alla legge di essere approvata e alla Regione di fare un grane passo in avanti. Ora ci attende la sfida dell'attuazione!”
Così in una nota la Vicepresidente della Commissione Cultura della Regione Lazio, Marta Leonori

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APPROFONDIMENTI

Immobile trascina: quanti record superati! Il prossimo? Battere Inzaghi

Quando c'è e quando non c'è. Ciro Immobile si nota sempre. Proprio come deve essere per un campione. Anche ieri è stato decisivo. Il suo gol, su rigore (ne ha realizzati 39 in biancoceleste, più di chiunque altro) ha permesso alla Lazio di qualificarsi per gli ottavi di Champions League. Non succedeva dal 2000. Non succedeva da 20 anni. E ci era riuscita solo la Lazio più forte di sempre. Ora anche quella targata Ciro Immobile.

Con la rete al Bruges, fra l'altro, Immobile ha battuto anche altri record. È il primo laziale a segnare in 9 gare ufficiali di fila (il primato, che resisteva dal 1923, era di Fulvio Bernardini). Da quando è alla Lazio, Immobile, ha segnato o fatto assist in tutte le gare casalinghe giocate in competizioni internazionali: con ieri è a quota 12 gol e 4 assist in 11 presenze. È inoltre solo il terzo italiano a segnare in tutte e quattro le prime presenze stagionali di una singola stagione di Champions League (il primo era stato Del Piero nel 1995-96 oltre che nel 1997-98 e l'ultimo Filippo Inzaghi nel 2002-03). In tutta la storia della Lazio, solo Simone Inzaghi ha segnato più gol di Immobile in una singola edizione della massima competizione europea (9 l'attuale tecnico, mentre Immobile è a quota 5). Con altri quattro gol Ciro eguaglierebbe il proprio allenatore in altri due primati: quello del miglior marcatore europeo della storia del club (sono 20 a 16) e quello, appunto, del miglior marcatore in una singola edizione della Champions. Ieri però, Immobile, è andato anche oltre i numeri: appena è uscito lui la Lazio ha subito il 2-2 ed è andata in grande difficoltà. A dimostrazione del fatto che è anche il leader carismatico della squadra. E che Ciro si nota sempre: quando c'è, e quando non c'è.

gazzetta.it – Elmar Bergonzini

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DICHIARAZIONI

Un’altra medaglia firmata Inzaghi: “Lazio simile a quella dello scudetto. Ottavi come una coppa” (AUDIO)

La Lazio agli ottavi di Champions League dopo vent'anni. Contro il Bruges è arrivato il tanto sperato punto per volare al turno successivo. I biancocelesti hanno sofferto, ma alla fine esultano. Nel post partita, ai microfoni di Sky Sport, il tecnico Simone Inzaghi ha commentato: “Domani i ragazzi si accorgeranno di quello fatto. Siamo tornati in Champions dopo tanto tempo, siamo tra le migliori 16 d’Europa senza aver mai perso. La qualificazione è meritata, guadagnata sul campo tra mille difficoltà. Peccato non aver fatto il terzo gol. Avevo giocatori a metà tempo sul lettino, gli ho chiesto di fare altri 25’. Dispiace non avere i tifosi con noi, immagino solo se stasera fossero stati qui”.

“La Lazio del 2000 e questa si somigliano. Entrambe hanno vinto trofei con grandi giocatori. Per me stasera è come aver vinto una coppa dopo un lavoro iniziato quattro anni e mezzo fa. Può succedere che anche 10 contro 11, con una squadra come Bruges, si possa soffrire. Faremo un’analisi degli ultimi minuti. Ma per 60-70’ ho visto una grande squadra. Dovevamo soffrire meno, ma nulla toglie a questi ragazzi che hanno fatto un’impresa. Ora mettiamo tutto nel campionato, c’è una discreta posizione in classifica dopo le problematiche avute. Per il Verona cerchiamo di ritrovare le energie, ora però godiamoci il momento. Mi auguro che Immobile mi possa battere nel record di gol in Europa quest’anno". corrieredellosport.it

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Il 2020 di Inzaghi: sogno scudetto, famiglia e Champions. Ora il rinnovo?

Famiglia e Lazio, Lazio e famiglia. Il 2020 di Simone Inzaghi ruota intorno alle sue due solide realtà. Che spesso si sono contrapposte. Il tecnico biancoceleste è pronto a chiudere un anno incredibile fatto di gioie, qualche dolore, record, emozioni, ambizioni. La società in un anno terribile per via della pandemia ha trovato un'altra dimensione. E il nuovo capitolo ha un volto: quello di Inzaghi.

Sogno scudetto sfiorato, ma è Champions

Il 2020 verrà ricordato in casa Lazio come l’anno dello scudetto sfiorato. Nessuna medaglia, un po’ di delusione, ma anche consapevolezza di aver visto una squadra molto forte. Lo dicono i numeri: record di risultati utili di fila, 21. Mai così tanti punti dopo 26 giornate, nemmeno negli anni tricolore 1974 e 2000. Secondo posto sognando qualcosa di storico. Poi il Coronavirus ha cambiato le nostre vite, stop al calcio, la ripresa a giugno. La Lazio si è sgretolata, la Juve che era ad un solo punto prima dell’interruzione scappa via e con lei tutte le altre. Troppi infortuni, meno gioco entusiasmante, ma Inzaghi riesce a portare la Lazio in Champions League dopo 13 anni. Un grande piccolo passo.

Famiglia

In estate Simone Inzaghi diventa papà per la terza volta. Il piccolo Andrea è un altro dono arrivato dall'amore con Gaia. Il tecnico si rifugia sempre nella sua famiglia. Il fratello Pippo è arrivato in Serie A con il Benevento, papà Giancarlo si commuove vedendo i figli vincenti e felici. Simoncino si toglie la giacca e qualche sfizio. Riparte il campionato, si ritorna in Champions. Impresa contro il Borussia Dortmund: 3-1 all’Olimpico. Capisce che la sua Lazio è forte e vola agli ottavi. Squadra imbattuta nel girone, ma qualche sofferenza contro il Bruges all’ultima c’è stata. Normale, avrà pensato. Le difficoltà fanno parte del DNA della società. Da sempre. Lo sa, ne ha viste tante nei suoi 20 anni a Formello.

Rinnovo sotto l'albero?

E ora il regalo di Natale del presidente Claudio Lotito: il rinnovo. Inzaghi aspetta, il suo contratto è in scadenza nel giugno 2021. Ha portato la squadra tra le migliori sedici d’Europa. Da mesi se ne parla, l’incontro decisivo però, è sempre slittato. Dovrebbe trattarsi di una maxi-operazione per blindare il tecnico: accordo per altri due anni (scadenza nel 2023) e ingaggio a 3 milioni di euro più bonus. Il 2020 per l’allenatore biancoceleste si potrebbe chiudere così.

Corrieredellosport.it

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CITTA'

Serve un colpo di scena entro la mezzanotte o la Virtus Roma sparirà dal grande basket

Il termine ultimo, la mezzanotte di oggi, per tenere in vita la Virtus Roma si avvicina sempre di più. Ma, a meno di un clamoroso miracolo, la sorte del glorioso club sembrerebbe già segnata. Venerdì scorso la famiglia Toti ha inviato l'ennesima mail ai rappresentati del fondo monetario americano, chiedendo una risposta in tempi brevissimi sull'esito della trattativa della cessione della società. Nella stessa, alcune clausole che potevano in qualche modo essere di intralcio all'ingresso della cordata d'oltreoceano erano state eliminate. Neppure questa mossa però ha convinto sino a ieri la controparte a sbloccare l'operazione: dagli Usa è arrivato solo un silenzio tombale. Ieri la squadra è stata invitata a non allenarsi e questo lascia ben capire che aria si respiri all'interno della Virtus.  
 
SCENARI. Gli scenari che possono palesarsi oggi, visto che ieri di ufficiale non è accaduto nulla, sono tre. Il primo : entro oggi dagli Usa arriva il via libera all'acquisto. In questo caso Claudio Toti provvederebbe a saldare i 38.000 euro che la Fip attende entro la mezzanotte (la seconda rata delle tasse Fip di 35.000 euro e la multa di 3.000 per ritardato pagamento); seppure gravata di una penalizzazione di 3 punti, la società continuerebbe il campionato di A. La seconda e la più improbabile, che lascerebbe ancora in vita la Virtus Roma: nonostante il silenzio degli statunitensi Claudio Toti ancora una volta, come già accaduto in passato, torna sui suoi passi e decide di proseguire da solo. La terza: il patron e il figlio Alessandro, attuale presidente, ritirano la squadra, non potendo più sostenere le spese di gestione e lasciando così la serie A zoppa a 15 squadre. Quest’ultimo caso dovrebbe portare a escludere il ventilato blocco delle retrocessioni, per il quale Toti aveva spinto in Lega, con una unica squadra che sul campo lascerà, a fine stagione, la serie A.  In tanti oggi attenderanno notizie: la squadra, con i tre giocatori Usa ancora a disposizione (Robinson, Wilson e Beane) che sono ancora nella Capitale; i dipendenti della società; i tifosi, uniti da un ideale cordone ombelicale per capire quale sarà futuro. La Federazione vigila e attende, ma di più non può certo fare.  E il Comune di Roma? Dopo aver speso tante parole professando vicinanza al club e garantendo il massimo appoggio, è da tempo silente. E la città è ormai ad un passo di perdere la Virtus. 

Il Corriere dello Sport 

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FORMELLO

FORMELLO – Inzaghi concede la giornata libera. In campo giovedì

Dopo il 2-2 interno col Bruges e la qualificazione agli ottavi di fibnale, Simone Inzaghi ha concesso 24 ore di riposo ai suoi giocatori. La Lazio tornerà ad allenarsi domani a Formello, ancora assenti Lulic e Muriqi – ma la punta potrebbe iniziare presto a lavorare in gruppo – il tecnico piacentino valuterà soprattutto la condizione di Patric, ancora affaticato e affetto da un torcicollo che non sembrerebbe dargli tregua; anche Correa e Immobile appaiono un po' stanchi ma contro il Verona ci saranno. In porta possibile rientro di Strakosha, così come potrebbe toccare a Fares giocare a sinistra.

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CHAMPIONS LEAGUE

Tutte le qualificate dei gruppi E, F, G e H: il sorteggio lunedì 14 alle 12

Serata di Champions League, serata che sancisce le prime otto qualificate agli ottavi di finale della massima competizione europea rispettivamente dei Gironi E, F, G e H. Impresa della Juventus che batte al Camp Nou il Barcellona con il risultato di 3-0 e si qualifica al primo posto del Gruppo G. Bene anche la Lazio di Simone Inzaghi, che approda agli ottavi di finale venti anni dopo l'ultima volta. Saluta la competizione il Manchester United che retrocede in Europa League. In attesa di sviluppi il Gruppo G, vista la sospensione di Psg e Basaksehir, con i francesi che se dovessero vincere la propria gara passerebbero come primi del girone. Quattro le squadre retrocesse in Europa League e quattro eliminate. Di seguito tutte le squadre qualificate agli ottavi di finale dopo le partite della serata.

Le prime classificate di ogni girone saranno testa di serie al sorteggio di lunedì 14 dicembre alle ore 12.00. 

Girone E
Chelsea 14, Siviglia 13, Krasnodar 5, Rennes 1.

Prima classificata: Chelsea
Seconda classificata: Siviglia 
Europa League: Krasnodar
Eliminata: Rennes

Girone F
Borussia Dortmund 13, Lazio 10, Brugge 8, Zenit 1.

Prima classificata: Borussia Dortmund 
Seconda classificata: Lazio
Europa League: Brugge
Eliminata: Zenit

Girone G
Juventus 15, Barcellona 15, Dinamo Kiev 4, Ferencvaros 1.

Prima classificata: Juventus 
Seconda classificata: Barcellona
Europa League: Dinamo Kiev
Eliminata: Ferencvaros

Girone H
Lipsia 12, Psg* 9, Manchester United 9, Basaksehir* 3.

Prima classificata: Lipsia (in attesa del PSG)
Seconda classificata: 
Europa League: Manchester United
Eliminata: Basaksehir

*Psg e Basaksehir una partita in meno

 

TESTA DI SERIE: CHELSEA, BORUSSIA DORTMUND, JUVENTUS, LIPSIA/PSG

SECONDE CLASSIFICATE: SIVIGLIA, LAZIO, BARCELLONA, LIPSIA/PSG

gianlucadimarzio.com

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APPROFONDIMENTI

Con i soldi Champions ora Lotito prenda un difensore per un altro salto di qualità

I brividi, l’ansia, la paura, la traversa che diventa della Lazio quando De Ketelaere scarica l’ultimo sinistro e poi la festa, quella più attesa, quasi venti anni. Ottavi di Champions finalmente, un traguardo storico, inseguito, meritato non solo per quello che si è visto sul campo in un girone comunque competitivo ma soprattutto per il lavoro che è stato fatto dalla drammatica estate del 2004 fino a oggi, a traguardo raggiunto, seppure con un affanno ingiustificabile considerando che la squadra biancoceleste ha giocato con l’uomo in più quasi per un’ora. Ma nell’enciclopedia della Lazio non c’ è mai stata una conquista facile, un successo semplice, un colpo di fortuna improvviso, il destino che viene a prenderti per darti una mano. Anzi, capitolo dopo capitolo, nel racconto trovi sempre un imprevisto, qualcosa che gira storto, come se il ruolo di vittima le appartenesse di diritto. Stavolta no, stavolta qualcuno ha dato una spinta alla Lazio, proprio negli ultimi secondi, quando la storia le aveva quasi sempre voltato le spalle ecco quel pallone che sbatte sulla traversa e salva un passaggio del turno che sembrava al sicuro dopo l’uno-due firmato da Correa e Immobile. La Lazio, in undici contro dieci, aveva ormai messo le mani sull’obiettivo che inseguiva da una vita: il passaggio del girone di Champions.Lazio agli ottavi, non accadeva da vent'anni. Non le accadeva dai tempi del presidente Cragnotti, di Eriksson, di Veron, di Simeone, di Mancini, di Simone Inzaghi. Già di Inzaghino, autore di uno storico poker contro il Marsiglia nel Duemila: da quell’impresa a questa, covata nel tempo, sognata da una vita, raggiunta nonostante la paura gli avesse quasi tolto la voce. La svolta a poco più di un quarto d’ora dalla fine: il tecnico esenta dalla sfida, contemporaneamente, Immobile (che aveva appena sbagliato la più facile occasione del 3-1), Leiva e Luis Alberto.

Mezza Lazio, in pratica: dei colossi, confermato solo Milinkovic Savic e meno male. Gli ingressi di Escalante, Akpa Akpro e Caicedo (lui sì sempre sveglio e pronto quando viene chiamato in soccorso) hanno spento la Lazio. Un black out immediato. Il 2-2 del Bruges, facile facile, e la paura che il destino ancora una volta stesse per tradire i biancocelesti. Inzaghi ha provato in tutti i modi a dare una scossa alla squadra, ma il Bruges ormai aveva capito tutto, si è gettato nell’area di Reina sfiorando una clamorosa vittoria che, ovviamente, sarebbe entrata nella storia della Lazio. La paura, poi la festa: Inzaghi aveva quasi dominato il girone, conquistando punti anche con dodici giocatori a disposizione, in Belgio e in Russia, sarebbe stato un incubo retrocedere in Europa League e rinunciare ad altri 10 milioni che si aggiungeranno ai 35 già messi in cassa.

E nonostante le difficoltà provocate dal calcio ai tempi del Covid, dove i ricavi sono quasi svaniti, è da questo tesoro che la Lazio dovrà ripartire a gennaio, altrimenti rischia ancora una volta di rinunciare al salto di qualità. E’ evidente che la squadra ha bisogno di un rinforzo per una difesa a cui non basta più Acerbi, cioè il miglior centrale del campionato: dopo il fallimento di Vavro, la società aveva messo le mani su Kumbulla prima di spostare una cifra per lei inconsueta (18 milioni) su un attaccante come Muriqi, destinato a restare chissà per quanto tempo alle spalle di un Immobile infinito. Il recupero di Hoedt a costo zero e la sorprendente promozione di Patric non hanno migliorato il reparto più in sofferenza della squadra. Sarebbe un peccato non fare uno sforzo proprio adesso, correggendo gli errori estivi anche sulla corsia sinistra, dove Lulic da anni non trova un erede: dopo i fallimenti di Durmisi e Jony, le enormi difficoltà di Fares. Lo scudetto non ha ancora un padrone e in Champions, con i titolari veri, la Lazio può battere tutti o quasi, ma deve investire.

A.D.P. – Il Corriere dello Sport 

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Vaccino: il ministero della Salute lavora per il via il 15 gennaio

Anticipare, anche solo di un paio di settimane. È la parola d'ordine di questi giorni al ministero alla Salute dove si lavora per avviare le vaccinazioni anti Covid il 15 di gennaio 2021 e non alla fine del mese come era previsto fino a qualche giorno fa. Se l'agenzia regolatoria europea, Ema, autorizzerà Pfizer il 29 dicembre, l'obiettivo potrebbe essere raggiunto. E appena sarà il suo turnosi vaccinerà anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha fatto sapere di voler dare così l'esempio agli italiani. Sulla suddivisione delle dosi del vaccino Pfizer fatta dalla struttura del commissario straordinario per l'emergenza Domenico Arcuri, ci sono perplessità delle Regioni. Alcuni numeri, basati anche sulle comunicazioni delle stesse amministrazioni locali, non tornano. Il Lazio, ad esempio, riceverà più fiale della Lombardia, anche se ha più o meno la metà degli abitanti. I vari Paesi dell'Unione stanno ipotizzando, come ha spiegato ieri il responsabile della Prevenzione del ministero alla Salute Gianni Rezza, di partire tutti insieme: «L'obiettivo è iniziare la campagna almeno in contemporanea con Germania, Francia e Spagna». L'altro ieri Arcuri ha presentato alle Regioni le diapositive che riassumono il piano vaccinale. Lui si occupa della logistica, mentre Rezza ha scritto la parte strategica, presentata da Roberto Speranza al Parlamento. I dubbi sui numeri Il primo vaccino ad arrivare sarà quello di Pfizer, che va conservato a -80 gradi(e infatti nel piano si parla di "modello freeze"). Inizialmente, a gennaio, saranno disponibili circa 3,4 milioni di dosi che serviranno a 1,7 milioni di persone (è necessario un richiamo). Nel corso di tutto l'anno l'azienda fornirà 27 milioni di vaccini. I primi a riceverli saranno i dipendenti del sistema sanitario e gli ospiti e operatori delle rsa. Nella tabelle dove si indicano i numeri dipersone da vaccinare in ogni Regione, però, ci sono dati che non tornano. Intanto il Lazio avrebbe molte più dosi rispetto agli abitanti della Lombardia: 356mila (con 5,8 milioni di residenti) contro308mila (10,1 milioni). Poi sono previste 51mila dosi per la Toscana (3,7 milioni di abitanti) e 177mila per l'Emilia (4,4 milioni di abitanti). Altra proporzione che non torna. La Provincia di Bolzano (500mila abitanti), avrà la metà delle dosi della Toscana, cioè 26mila. Ma sono altre le incongruenze, delle quali alcune Regioni stanno chiedendo conto in queste ore alla struttura commissariale.  Una novità introdotta nel piano di Arcuri è quella delle prenotazioni da parte dei cittadini che vogliono fare il vaccino. Anche su questo punto qualcuno nelle Regioni ha espresso dubbi durante la riunione. L'idea è quella di creare una app e attivare un numero verde. Chi decide di vaccinarsi chiama o accede e ottiene l'appuntamento per le due somministrazioni. Secondo l'assessore alla Salute del Lazio, Alessio D'Amato il call center rischia di essere presto intasato, visto che moltissime persone che chiameranno avranno molti dubbi da sciogliere, cosa che farà durare molto le telefonate. Secondo altri sarebbe meglio contattare direttamente i soggetti a rischio perpatologia o età. È vero che chiedere di prenotare ai cittadini permette di prevedere meglio quante vaccinazioni verranno fatte e di conseguenza organizzare meglio i servizi.
Il personale Il base al progetto, le équipe che si occuperanno della vaccinazione saranno composte da1 medico e 4 infermieri e potranno contare su 1 amministrativo e 2 operatori sociosanitari. Secondo lestime di Arcuri bisogna mettere sotto contratto fino a 16 mila addetti, anche se nei primi 4 mesi nebasteranno 10 mila. Nella fase iniziale, per il vaccino Pfizer sono stimati «3.700 inoculatori ». Il commissario avvierà nei prossimi giorni due bandi, che dovrebbero concludersi il 4 gennaio, per medicie infermieri e per selezionare delle società di somministrazione. Con una call pubblica saranno coinvolti laureati in medicina, infermieri e assistenti sanitari, anche in pensione. Attraverso un accordo con il ministero della Ricerca si recluteranno poi gli specializzandi, mentre con l'aiuto delle Regioni si acquisirà personale sociosanitario e amministrativo. Trenta milioni di vaccinati L'obiettivo, ambizioso, è arrivare a vaccinare 30 milioni di persone insette mesi. I punti di somministrazione, circa 1.500, saranno aperti 7 giorni su 7 e faranno 6iniezioni all'ora. In 5 giorni della settimana inoltre, partiranno squadre per andare al domicilio dichi non può muoversi. 

la Repubblica