ALBERTO BOLLINI in diretta a ‘QUELLI CHE…’
Bollini fresco vincitore dell’Europeo Under 19 a Radiosei: “Alla Lazio sarei venuto anche a piedi e quando me lo dissero fui incredulo. Furono anni fantastici coronati dagli scudetti e dalla Coppa Italia, vinta in collaborazione con Inzaghi.
Nel 1999-2000 mi chiesi in che mondo sono. Noi ci allenavamo al Francesca Gianni perché a Formello si facevano i lavori. Quando andavo a Formello vedevo campioni pazzeschi e con grande carisma. Poi con la Primavera vinsi uno scudetto inaspettato.
Ricordo una volta in un derby Primavera con tanto pubblico a Formello in cui si ruppe un crociato un nostro giocatore. Incontrai il giorno dopo Simeone nel parcheggio che mi disse: “Mister, mi dai il numero di telefono di quel ragazzo che ci voglio parlare”. Ecco, questi sono gesti da campione bellissimi.
All’epoca facevo la difesa a quattro ma adattavo il modulo alle caratteristiche dei giocatori che avevo e che costruivamo.
Nel 2011-2012 vinciamo lo scudetto in maniera trionfale, con un grande calcio grazie ai ragazzi. Terminato l’anno mi chiedono di fare il responsabile del settore giovanile, ma io preferivo la panchina e rimasi in Primavera. Esonerato Petkovic tornò Reja e Lotito mi chiese di fargli da secondo e non potei rifiutare e così feci mezza stagione sulla panchina della Lazio e fu una grande esperienza.
Lo scudetto del 2012 fu un trionfo, con giocatori come Cataldi, Keita… ma quando fai il settore giovanile non devi solo pensare a vincere trofei, ma soprattutto far crescere ragazzi e dargli un parametro, perché non tutti possono giocare in serie A.
Dei giocatori che ho avuto, quello che mi spiace non abbia fatto carriera importante è Cinelli. Talento vero, abilità tecnica”.
Alessio Buzzanca