Il reparto offensivo della Lazio, negli ultimi anni, ha fatto registrare un calo sensibile. In questa stagione i biancocelesti solo in 13 partite su 37, in campionato, sono riusciti a segnare più di un gol. E solo contro l’Atalanta, nella gara disputata a inizio ottobre all’Olimpico, sono state totalizzate tre reti contro una delle prime otto della classe. Un caso, un’eccezione. Molto lontana da quella che è la regola. In questa edizione della serie A la Lazio solo in cinque occasioni ha segnato più di due gol. Nel 2022-23 aveva chiuso il campionato segnando agli avversari almeno due volte in una singola partita in 18 gare (+5 rispetto all’annata in corso). Nel 2021-22 ci era riuscita 21 volte. Nel 2019-20 erano addirittura 25. Insomma, il calo è costante. Era dal 2009-10, con Ballardini in panchina (poi esonerato per far spazio a Reja) che la Lazio non faticava così tanto a segnare più di un gol a incontro. Quella squadra si ritrovò a lottare per la salvezza: altri tempi, altri obiettivi. In quel periodo i biancocelesti venivano infatti da un dodicesimo (2007-08) e un decimo posto (2008-09). I singoli sono in difficoltà, di conseguenza lo è la squadra. Immobile e Luis Alberto, entrambi over 30, non stanno rendendo come in passato (e, vista l’età, non è detto che tornino a farlo…), Pedro è inevitabilmente in calo, Kamada, con Sarri, ha deluso. Castellanos e Isaksen hanno bisogno di tempo per inserirsi e crescere. Felipe Anderson lascerà il club in estate e porterà con sé un bottino da 5 gol e 6 assist. Il giocatore più vicino al trasferimento a Formello, al momento, è il classe 2003 Loum Tchaouna della Salernitana. Un profilo interessante, che però non può garantire l’inversione di tendenza. Perché ormai da anni la Lazio, di stagione in stagione, segna sempre meno. E con i giocatori più pagati della rosa che sono in evidente difficoltà, il trend è preoccupante.
Categorie
Lazio, di anno in anno segna sempre meno: il dato è inquietante