Ciro Immobile se ne è andato e la Lazio, al momento, non ha un attaccante di grido in attacco. Prima di quello che è diventato il miglior marcatore del club biancoceleste a Formello c’erano Klose, prima ancora Rocchi e, andando ancora più indietro, Crespo e Salas (solo per restare nel nuovo secolo). “Non conosco bene la situazione, ma giocatori come Immobile sono importanti per tifoserie calde come quella laziale – ha spiegato al Corriere della Sera Rolando Bianchi, che nel 2008 giocò sei mesi a Roma -. I bambini, ma anche gli adulti, si identificano in lui. Lo prendono come punto di riferimento. Era un patrimonio per la Lazio. Lo considero un danno d’immagine perdere figure come lui. Lotito dice che non esistono più le bandiere, ma secondo me figure così sono fondamentali per dare mettere la gente nella condizione di identificarsi nei giocatori che indossano la maglia che amano. La verità è che ormai i tempi sono cambiati. Sia le società che i calciatori si pongono in maniera diversa, oggi è più difficile che ci siano bandiere. Per me però è un errore. Oltre che un peccato”.
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Lazio, Rolando Bianchi sull’addio di Immobile: “Danno di immagine”