Ernesto Calisti, ex calciatore della Lazio, ai microfoni di Radiosei
Settimana di sosta, tiriamo le somme dopo 10 partite
“Champions affrontata molto bene, da 8 in pagella. In campionato non è partita bene la Lazio, ma in Europa si è riscattata. Quell’inizio di stagione ha compromesso tutta la prima parte di stagione, ma la reazione è stata importante. I ragazzi hanno riacquistato morale e forma, la vittoria contro il Celtic è stata decisiva per rialzare la testa. Sono convinto che si debba ripartire da queste ultime gare, con la certezza di avere qualche rincalzo in più all’altezza. Castellanos mi sta piacendo: sa giocare spalle alla porta e sa fraseggiare con i compagni. Ha caratteristiche diverse rispetto a Immobile, complementari”.
Sempre su Castellanos
“Ha presenza, è sempre nel vivo del gioco. Riesce a cucire il gioco attraverso un’ottima tecnica di base. Ciro è forte nell’attacco alla profondità, meno quando si tratta di far salire la squadra. L’argentino è bravo di testa, ha tempismo e intelligenza nell’inserirsi. Validissima alternatica. Volevo fare i complimenti a Vecino: se sta bene, è un giocatore fondamentale che può fare più ruoli. Ultimamente ho visto bene Isaksen in campo aperto. E’ chiaro, se il contesto funziona, tanti riescono a dare il loro contributo. Anche i rincalzi, adesso, riescono a dare il loro apporto. Abbiamo perso dei titolari, perché Milinkovic è un’assenza pesante per questa squadra”.
Vecino è la chiave, mentre la difesa…
“L’uruguaiano porta punti e tanta esperienza. Sa fare tutto e lo fa bene. Inserimento, contenimento e intelligenza tattica. E’ veramente il valore aggiunto. La cosa che non mi sta piacendo è la difesa. Troppi errori individuali, di posizionamento. Molto spesso i nostri difensori guardano la palla e si perdono l’uomo. Di solito si insegna alle scuole calcio di guardare sempre il riferimento, perché se te lo perdi – l’attaccante – poi è troppo tardi. Bisogna migliorare moltissimo. Troppi gol in fotocopia”.
Dario Cadeddu
14/10/2023