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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Bernardeschi e Cambiaghi trattative reali, ma difficili. Temo il muro di Mazzarri” (AUDIO)

Quale risposta di pubblico per domenica? GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Vediamo che tipo di risposta di pubblico ci sarà a fronte di questa decisione di ‘spostare’ gli abbonati in altri settori. Speriamo si possa andare verso le 40.000 presenze e oltre.

I nomi di mercato che leggo sono più o meno tutti veri. Bernardeschi e Cambiaghi sono trattative reali, ma ci sono problemi che rendono comunque complesse le trattative. Il primo ha già lavorato con Sarri alla Juventus e sarebbe molto gradito da lui. Il problema è che la Lazio offrirebbe un contratto di 6 mesi e lui non lo accetterebbe. Anche Roma e Juve lo hanno chiesto, ma a Bernardeschi piacerebbe tornare con Sarri e comunque per un periodo più lungo.

Cambiaghi è una passione di Sarri pur non avendolo allenato, è giovane ma l’Empoli se lo vuole tenere per questi 6 mesi anche perché cambiano gli allenatori e lui è sempre titolare e la squadra toscana sta lottando per non retrocedere.

In più c’è una questione economica: la Lazio offre 8 e l’Atalanta – titolare del cartellino – chiede 11.

Per Lazio-Napoli c’è qualche problemino fisico: Patric non solo salterà la prossima, ma difficilmente ci sarà a Bergamo. Castellanos non è ancora al 100% e non ho type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idea se ce la farà a giocare dal primo minuto domenica. Molto dipenderà dai prossimi allenamenti. Nel caso, Anderson farà il falso nove, ma senza Zaccagni a sinistra secondo me perde molto.

Alla fine per me si andrà verso il Taty dal 1′ e con un centrocampo fatto da Vecino, Rovella e Guendouzi.

Al centro della difesa ci saranno Gila e Romagnoli che per me è una coppia ben assortita.

Per domenica temo la capacità di Mazzarri di esaltarsi nelle difficoltà. Perché così ha l’alibi perfetto per abbassare il baricentro e fare il calcio difensivo e chiuso che gli piace. Poiché ha contropiedisti in rosa, il rischio c’è”.

Alessio Buzzanca

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