Il 1 gennaio parte la sessione invernale di calciomercato, finestra non sempre troppo utilizzata in serie A. Come scrive tuttomercatoweb.com, ci sono da registrare tre novità importanti sulle modalità di iscrivere a bilancio le eventuali plusvalenze realizzate. La plusvalenza è la differenza tra il ricavo dalla cessione del giocatore e il valore storico del cartellino, ovvero la quota di ammortamento residua che figura in bilancio.
L’occasione deriva dal focus odierno, a firma dell’avvocato Francesca Solinas, su ItaliaOggi. Le novità derivano dal decreto legge 75/2023 poi convertito in legge. La prima modifica riguarda il periodo di possesso minimo del giocatore che viene scambiato. Per registrare una plusvalenza, il giocatore nei due anni precedenti la cessione deve aver giocato nel club cedente o comunque deve essere tesserato per chi lo vende.
In secondo luogo, per poter spalmare in cinque anni la plusvalenza (quello in cui si effettua il trasferimento e nei successivi esercizi), ci deve essere comunque uno scambio di denaro. Fattispecie questa, ovviamente, che riguarda lo scambio di due atleti. Nel caso in cui non vi fosse circolazione monetaria, la plusvalenza andrebbe registrata solo nell’anno in cui si verifica.
Che succederebbe se Lazio e Milan dovessero scambiarsi Tizio (valutandolo 50 milioni) e Caio (valutandolo 60), realizzando ciascuna una plusvalenza da 30 milioni? Il Milan potrebbe “spalmare” nei quattro anni successivi solo 10 milioni (60-50). La Lazio invece dovrebbe caricare l’intera plusvalenza sull’esercizio in cui si effettua lo scambio.
L’ultima modifica concerne l’applicazione retroattiva delle norme, stabilita al 23 giugno 2023, data di entrata in vigore del decreto.