PRIMO TEMPO
Tanto possesso palla, nessun tiro in porta. La prima frazione della Lazio fino al terribile uno-due dei danesi, è un assolo stonato. Poche idee, poca incisività. Al 26′ Paulinho sfrutta un piazzamento approssimativo della difesa biancoceleste a seguito della traversa centrata da Isaksen. Raccoglie una conclusione sbagliata, la corregge alle spalle di Provedel. Neanche il tempo di organizzare una risposta, che al 30′, arriva lo scivolone di Mario Gila – su un’imbucata lenta e prevedibile – che praticamente consegna il 2-0 ai padroni di casa, con Kaba. La reazione tarda ad arrivare: è Pedro a finalizzare la prima – vera – azione pericolosa della Lazio, impegnando severamente Lossl con un sinistro a giro. Le statistiche non mentono, la prima frazione si chiude con 8 tiri verso lo specchio della porta laziale, contro i 3 verso quella danese.
SECONDO TEMPO
Che si apre come peggio non si può. Radu e Cataldi saltano insieme sulla finta di Isaksen, il 32 lo stende: rogire trasformato da Evander. La Lazio non c’è, Sarri prova a dare la scossa con Cancellieri, Sergej e Marusic. Milinkovic al 56′ prova a riaprirla, con il gol del 3-1, ma è un episodio completamente espunto dal contesto. I padroni di casa dilagano: prima con un rigore in fotocopia (stavolta sbaglia Marusic) poi con Sviatchenko, su una dormita colossale della difesa della Lazio. Non fa più notizia, la Lazio non è mai scesa in campo e perde completamente la faccia.