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Scontro a fuoco in strada a Napoli, ferite due ragazze di 23 e 24 anni

(Adnkronos) – Scontro a fuoco in strada a Napoli, sulla traiettoria dei proiettili finiscono per errore due ragazze, rimaste ferite alle gambe. È accaduto, a ridosso della mezzanotte, quando alcuni sconosciuti avrebbero ingaggiato uno scontro a fuoco in via Francesco Saverio Correra. Durante la sparatoria, due ragazze di 23 e 24 anni che stavano passeggiando in strada sarebbero state colpite accidentalmente alle gambe. Soccorse dal personale del 118, sono state trasportate al pronto soccorso dell’Ospedale Cto.  Dalla coscia sinistra della 24enne i medici hanno estratto un’ogiva. Sul posto e poi in ospedale sono intervenuti i carabinieri della compagnia Centro e, per i rilievi, quelli della sezione investigazioni scientifiche del nucleo investigativo di Napoli. Indagini in corso per ricostruire la dinamica e la matrice. Le due vittime non sono in pericolo di vita. 
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Ebrei accoltellati a Londra, 45enne incriminato per tentato omicidio

(Adnkronos) – La polizia del Regno Unito ha incriminato l'uomo di 45 anni arrestato per l’accoltellamento il 29 aprile di due uomini ebrei nel nord di Londra a Golders Green. "Essa Suleiman è stato incriminato per due capi di imputazione di tentato omicidio e uno per possesso di un’arma da taglio in luogo pubblico in relazione a un attacco avvenuto a Golders Green mercoledì", ha annunciato la polizia britannica in un comunicato. Il primo ministro britannico Keir Starmer ha promesso ieri di rafforzare la sicurezza della comunità ebraica, dopo che il Governo è stato accusato di non averla protetta a sufficienza. Il ministero dell’Interno dal canto suo ha annunciato che il livello di minaccia terroristica del Paese è stato innalzato a “grave”, il secondo più alto in un sistema a cinque livelli, il che significa che un altro attacco “è altamente probabile nei prossimi sei mesi”. I due uomini sono stati aggrediti in pieno giorno a Golders Green, un’area del nord di Londra con una vasta popolazione ebraica. Le vittime, di 76 e 34 anni, si trovano in condizioni stabili in ospedale. Il presunto aggressore arrestato è un cittadino britannico nato in Somalia e arrivato nel Regno Unito da bambino.  
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Rendiconto annuale su costi e oneri dalla banca, ecco come interpretarlo

(Adnkronos) – In queste settimane milioni di italiani hanno ricevuto – o hanno trovato nell’area riservata della propria banca – il rendiconto annuale su costi e oneri previsto dalla normativa europea MiFID II. Entro il 30 aprile, banche e intermediari sono infatti tenuti a inviare ai clienti un documento che riepiloga tutte le spese sostenute sugli investimenti nell’anno precedente. Una comunicazione che riguarda una platea ampia: SOSBanca stima che siano tra gli 8 e i 10 milioni gli investitori italiani con un deposito titoli attivo potenzialmente interessati. Eppure, per molti si tratta di un documento che viene archiviato rapidamente, senza essere davvero compreso a causa della complessità delle informazioni contenute. Il motivo è semplice: le informazioni ci sono, ma sono spesso distribuite tra voci tecniche, percentuali e importi difficili da ricondurre a una sintesi immediata. Il risultato è che uno dei pochi momenti in cui il risparmiatore può vedere 'nero su bianco' quanto ha pagato l’anno precedente sui priopri investimenti rischia di trasformarsi in un passaggio puramente formale. “Il rendiconto costi e oneri è uno strumento fondamentale, ma per molti resta poco leggibile”, spiega Francesco Casarella, fondatore di 'Colazione a Wall Street' e ideatore di 'SOSBanca'. “Il dato esiste, ma non sempre è comprensibile. Tra avere un numero e capire quanto incide davvero sul proprio patrimonio c’è ancora un gap significativo”. Proprio a partire da questa criticità, SOSBanca ha introdotto una nuova funzionalità gratuita pensata per rendere il rendiconto immediatamente interpretabile. L’utente può caricare il documento in PDF direttamente sulla piattaforma e ottenere una sintesi chiara dei principali indicatori: costo totale in euro, incidenza percentuale rispetto al patrimonio investito, rendimento lordo e rendimento al netto dei costi, oltre al dettaglio delle singole voci: dai costi dei servizi di investimento agli incentivi riconosciuti all’intermediario, fino agli oneri legati agli strumenti finanziari. L’obiettivo è trasformare un documento complesso in un’informazione utilizzabile, senza sostituirsi alle valutazioni dell’investitore ma rendendo più accessibili dati già presenti nei documenti ufficiali. Accanto a questa funzione, la piattaforma introduce anche la possibilità di una consulenza diretta con gli esperti di 'Colazione a Wall Street'.“Il rendiconto costi e oneri non è solo un adempimento normativo, ma può diventare un momento concreto di verifica del proprio portafoglio. In un contesto in cui milioni di italiani investono tramite fondi e gestioni, la differenza tra sapere che esistono delle commissioni e sapere quanto stanno incidendo davvero può fare, nel tempo, una differenza significativa sui risultati”, sottolinea.  Per dare un ordine di grandezza, basta un esempio concreto: un piccolo investitore con 5.000 euro in fondi potrebbe sostenere costi complessivi anche tra l’1,5% e il 2% annuo tra spese correnti (“ongoing charges”), costi di prodotto e oneri di distribuzione. Significa circa 75-100 euro all’anno che vengono sottratti automaticamente al rendimento, anche quando non si effettuano operazioni. A questi possono aggiungersi eventuali costi una tantum come commissioni di ingresso, uscita o performance fee, spesso meno evidenti perché distribuiti nei documenti informativi. Presi singolarmente possono sembrare importi contenuti, ma nel tempo incidono direttamente sul capitale e sugli interessi composti, riducendo il rendimento netto effettivo dell’investimento. 
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Spari dopo il corteo del 25 aprile, oggi udienza di convalida per il 21enne fermato

(Adnkronos) – E’ fissata per oggi, 1 maggio, l’udienza di convalida per Eitan Bondì, il ventunenne fermato con l’accusa di tentato omicidio e porto abusivo di armi per aver sparato colpi di pistola ad aria compressa contro un uomo e una donna dell’Anpi al termine del corteo per il 25 aprile nei pressi di Parco Schuster a Roma. Nei confronti del ragazzo, che si trova detenuto a Regina Coeli, la procura di Roma chiede la conferma del carcere.  Il giovane, che aveva lasciato l’università e lavorava come agente immobiliare e rider, è stato individuato dai poliziotti della Digos dopo le indagini coordinate dal procuratore di Roma Francesco Lo Voi e dalla pm Lucia Lotti. Il 21enne, iscritto alla Comunità ebraica di Roma, quando è stato fermato dalla polizia martedì sera in commissariato avrebbe ammesso di aver sparato con una pistola softair dicendo di essersi poi disfatto dell'arma. Nel corso della perquisizione a casa del fermato gli agenti della Digos hanno rinvenuto diverse armi tra cui 4 pistole e tre fucili, oltre a diversi coltelli.   La Digos aveva immediatamente acquisito le immagini delle telecamere della zona e sentito i testimoni, individuando il presunto autore del gesto che a bordo di uno scooter, con giacca mimetica e casco integrale, ha sparato almeno tre colpi contro i due manifestanti che avevano attorno al collo il fazzoletto rosso dell’Anpi (VIDEO). L'uomo è stato ferito vicino al collo e alla guancia mentre la donna alla spalla. Il 21enne, rintracciato grazie alla targa dello scooter nella tarda serata del 28 aprile, è residente nella zona di viale Marconi. Subito dopo il ferimento le due vittime, assistite dal personale di Polizia e Digos, avevano sporto denuncia, fornendo una sommaria descrizione dei fatti. Partendo dagli elementi informativi, gli investigatori si sono messi immediatamente al lavoro, ricostruendo non solo la dinamica dei fatti, ma anche l’itinerario tracciato dall’autore del gesto lungo la direttrice di allontanamento dal luogo in cui si è consumata l’aggressione. Attraverso un vero e proprio puzzle composto da frame estrapolati dalle numerose telecamere di videosorveglianza in dotazione al Comune di Roma e alla Questura capitolina, infatti, gli investigatori sono riusciti a risalire al modello dello scooter e, attraverso un processo di rielaborazione grafica ad alta risoluzione, ed estrapolare i dati parziali della targa del motoveicolo. Intrecciando i dati dell'attività di indagine nell’arco delle prime 48 ore con gli esiti degli approfondimenti attraverso le banche dati della motorizzazione, è stato individuato il giovane proprietario dello scooter. Bondì aveva una busta di un'azienda di consegne a domicilio, un dettaglio che è stato importante insieme alla targa dello scooter per l'identificazione. Dagli accertamenti della Digos è emerso infatti che il giovane lavorava come rider.   
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Inchiesta arbitri, dal caso Inter-Roma alla ‘spiegazione’ di Rocchi: le novità di oggi

(Adnkronos) – Il calcio italiano è (di nuovo) nel caos per l'inchiesta arbitri, nella quale 'debutta' la prima intercettazione. Il designatore di Serie A e B Gianluca Rocchi è indagato dalla Procura di Milano per concorso in frode sportiva (per alcuni episodi della stagione 2024/25) e gli è stato notificato un avviso di garanzia. Cos'è successo? L'accusa è di aver fatto pressioni su alcuni arbitri e aver scelto direttori di gara "graditi all'Inter". Ecco il punto della situazione sull'inchiesta condotta dal pm Maurizio Ascione e le novità fino a oggi, venerdì 1 maggio, dopo l'interrogatorio di ieri del supervisore Var Andrea Gervasoni. I fatti al centro dell'indagine si rifanno alla passata stagione: al centro ci sono alcune partite di Serie A (Udinese-Parma e Bologna-Inter), la semifinale di Coppa Italia di ritorno Inter-Milan e Salernitana-Modena di Serie B. Gli investigatori vogliono vederci chiaro anche su Inter-Verona del 2023-24: in particolare per l'episodio della gomitata di Bastoni a Duda. I riflettori si sono accesi anche su uno degli episodi più contestati dello scorso campionato: il mancato rigore concesso all'Inter nella sfida contro la Roma, nonostante un'evidente trattenuta di Ndicka su Bisseck. 
Sono cinque gli indagati certi e altri che sarebbero già inseriti negli atti di un'inchiesta che si sta allargando pian piano a tutto il mondo arbitrale: oltre al designatore Gianluca Rocchi e al supervisore Var Andrea Gervasoni (entrambi autosospesi dai rispettivi ruoli), l'assistente Daniele Paterna e altri due assistenti alla sala Var, Rodolfo Di Vuolo e Luigi Nasca. Il sospetto è che altri assistenti al Var siano indagati, ma al momento resta un mistero l'identità, così come resta il giallo sulle persone "in concorso" che avrebbero, secondo i capi d'imputazione, contribuito ad alcune designazioni arbitrali 'pilotate' di fischietti che sarebbero stati graditi all'Inter. 
Gianluca Rocchi è stato intercettato ieri dal programma Mediaset Le Iene: "Lavoriamo in una maniera soltanto, per cui non abbiamo grandi problemi. Io sono trasparente con tutti su tutto. Lavoro sempre ed esclusivamente in una maniera soltanto". Il designatore ha anche parlato del lavoro fatto su una maggiore chiarezza del Var: "Totale, ma io l'ho sempre fatto, quindi non è che vi devo promettere quello che sto già facendo". Ieri è stato il giorno dell'interrogatorio di Gervasoni (Gianluca Rocchi non si è presentato su consiglio del suo legale D'Avirro, che ritiene di non avere elementi sufficienti per costruire la difesa: "Non posso portare una persona all'interno di un interrogatorio senza sapere quali sono gli elementi d'accusa. Un domani, quando chiuderanno le indagini, avrò a disposizione gli atti del processo, e a quel punto avrò il quadro chiaro della situazione e quindi ce lo porterò). Gervasoni è stato ascoltato per quattro ore. “Mi sono messo a disposizione del magistrato e rimango ora in attesa. Ho dato tutte le risposte che dovevo” ha detto ai cronisti, lasciando la caserma della Guardia di Finanza ‘Silvio Novembre’ di via Oglio, ribadendo di avere “rispetto per il lavoro dei magistrati”. Il pm Ascione ha fatto ascoltare a Gervasoni un'intercettazione tra due arbitri che 'tirano in ballo' il supervisore Var autosospeso. L'elemento presentato 'a sorpresa' nell'interrogatorio fa ritenere che l'inchiesta comprenda, appunto, anche intercettazioni. 
Cos'ha detto Gervasoni? Michele Ducci, il suo legale, ha parlato così al termine dell'interrogatorio: “Su Inter-Roma abbiamo chiarito come anche in quella occasione non sia stato fatto un intervento. Le immagini lo chiariscono in maniera anche abbastanza efficace. Audio Var manomesso? Lo escludo al 100%”. Durante quella partita, del 27 aprile 2025, la sala Var non era intervenuta sul rigore non assegnato dall’arbitro ai nerazzurri per il fallo di Ndicka su Bisseck. “Una decisione che anche in questo caso viene presa in 10-15 secondi, dunque non c’è tempo materiale perché qualcuno insista per far prendere una decisione diversa piuttosto che un’altra” ha aggiunto l’avvocato. Quanto all’audio della sala var “non ho ascoltato nessun audio di Inter-Roma, quindi non so cosa dire”, ha aggiunto. (LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO) 
Quale destino attende l'Aia? Nei prossimi giorni il Comitato Nazionale Aia si riunirà per proporre la decadenza di Antonio Zappi dal ruolo di presidente e da ogni carica federale (come previsto in caso di superamento dei 12 mesi di inibizione). Il Consiglio della Figc dovrà poi ratificarla e – senza Zappi – il Comitato Nazionale dell’Associazione Italiana Arbitri dovrà riunirsi per indire elezioni entro 90 giorni. Tempi stretti, visto che a inizio luglio ci saranno da formare le nuove commissioni e il nuovo presidente dell'Aia si ritroverebbe i nuovi Organi tecnici definiti dalla governance precedente. Una situazione che, in questo contesto, potrebbe portare al commissariamento da parte della Figc. Al momento, alla guida dell'Aia c'è il vicepresidente vicario Francesco Massini. In questa situazione, qual è la posizione dell'Inter? Il club nerazzurro e i suoi dirigenti non sono indagati. Inoltre, pochi giorni fa, sulla questione è intervenuto anche il presidente Giuseppe Marotta: "Noi non abbiamo arbitri graditi o non graditi – le sue parole a Sky Sport, prima della partita di campionato contro il Torino – sappiamo di aver agito nella massima correttezza, questo è il dato più importante che deve tranquillizzare tutti". Sotto i riflettori, c'è anche un presunto incontro sugli arbitri graditi e sgraditi all'Inter. "Nella scorsa annata, non lo dico per lamentarmi, abbiamo oggettivamente avuto decisioni avverse anche acclarate, mi riferisco ad esempio al rigore di Inter-Roma. Sono tranquillo, siamo estranei e lo saremo in futuro. Se ci aspettiamo che qualcuno venga ascoltato? Sono stato molto chiaro, non ho nulla da aggiungere”. 
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Piano Casa, tre pilastri per il pacchetto con obiettivo 100mila alloggi: le misure

(Adnkronos) – Il piano casa si basa su 3 pilastri: recupero di 60.000 immobili popolari, un fondo d'investimento dove concentrare tutte le risorse, misure per attrazione degli investimenti privati. L'obiettivo dell’intervento "è rendere disponibili, complessivamente, circa centomila alloggi in dieci anni", grazie a "oltre dieci miliardi di euro". E' quanto si legge nella nota diffusa da palazzo Chigi, dopo l'approvazione del Cdm di "un pacchetto di misure per contrastare l’emergenza abitativa". Il piano punta a ''incrementare l’offerta di alloggi attraverso un programma di riqualificazione del patrimonio pubblico di edilizia residenziale pubblica (erp) e sovvenzionata e un pacchetto di interventi per promuovere l’edilizia integrata''.    Le misure previste dal decreto legge poggiano su tre pilastri. Il primo pilastro prevede ''un programma straordinario di interventi per il recupero e la manutenzione del patrimonio attuale di edilizia residenziale pubblica e sovvenzionata. L’obiettivo del programma è recuperare e rendere disponibili circa 60 mila alloggi popolari, ora non assegnabili perché in condizioni non adeguate e che richiedono interventi di ristrutturazione e rifacimento degli impianti essenziali''.  Per l’attuazione di degli interventi si prevede ''un pacchetto di semplificazioni e la nomina di un commissario straordinario che dovrà attuare il piano di recupero e manutenzione, dopo aver definito gli interventi insieme agli enti che gestiscono gli alloggi popolari. Inoltre, si realizzerà un programma di riscatto di immobili erp da parte degli assegnatari e la realizzazione di nuove case popolari, senza consumo di suolo, per la locazione a lunga durata con la facoltà di riscatto predefinita''.  
Il secondo pilastro del piano prevede ''la concentrazione, in un apposito strumento finanziario gestito da Invimit sgr, delle risorse di derivazione europea e nazionale che sono oggi destinate all’housing sociale e all’emergenza abitativa nei vari livelli di governo. Nell’ambito del Fondo di investimento verranno creati comparti specifici dedicati a ciascuna regione o provincia autonoma, in modo da garantire che le risorse vengano utilizzate per le esigenze specifiche del territorio di riferimento. Complessivamente, le risorse pubbliche messe a disposizione dell’intervento sono pari a oltre dieci miliardi di euro''. 
Il terzo pilastro ''crea le condizioni per attivare gli investimenti privati nell’attuazione del piano casa, con l’obiettivo prioritario di costruire alloggi da affittare o vendere ai cittadini a prezzi calmierati'', si spiega. ''Si introducono quindi semplificazioni burocratiche e procedure rapide per gli investitori e si prevede, tra l’altro, per gli investimenti superiori al miliardo di euro, la nomina di un Commissario straordinario che dovrà rilasciare un provvedimento unico di autorizzazione. A fronte di tali semplificazioni, il privato dovrà in cambio garantire, su 100 alloggi realizzati, almeno 70 alloggi in edilizia convenzionata, da vendere o affittare a un prezzo scontato di almeno il 33% rispetto a quello di mercato. Le procedure semplificate e accelerate saranno applicate esclusivamente alla quota di alloggi di edilizia integrata, mentre sulla restante quota si continuerà ad applicare la disciplina ordinaria''.  
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Iran, guerra senza via libera del Congresso Usa: oggi per Trump scadono i 60 giorni

(Adnkronos) – "L'Iran ha fretta, vuole un accordo perché il paese sta crollando". Donald Trump ribadisce che Teheran punta ad un'intesa per porre fine alla guerra. Anche il presidente degli Stati Uniti, però, ha più di un motivo per risolvere rapidamente la questione. Anche la Casa Bianca, infatti, deve fare i conti con il calendario. Oggi, 1 maggio, siamo a 60 giorni dall'inizio dell'operazione Epic Fury: scade il termine previsto dal War Powers Resolution del 1973, la legge approvata dopo la guerra del Vietnam che disciplina e limita l'impiego della forza militare americana senza autorizzazione del Congresso Usa. Trump, che sinora ha gestito tutto in base come 'commander in chief', rischia non di avere più totale libertà di manovra nel sistema di equilibri istituzionali a stelle e strisce: 'checks and balances', controlli e contrappesi.  Il conflitto è iniziato il 28 febbraio e la Casa Bianca l'ha notificato al Congresso il 2 marzo, avviando così il conteggio previsto dalla legge. La normativa impone al presidente di informare Camera dei Rappresentanti e Senato entro 48 ore dall'avvio delle ostilità e di interrompere le operazioni delle forze armate entro 60 giorni, salvo autorizzazione del Congresso o dichiarazione di guerra. La norma prevede una possibile estensione di 30 giorni, ma esclusivamente per consentire il ritiro in sicurezza delle truppe e non per proseguire operazioni offensive. "Non è un assegno in bianco per continuare le ostilità", ha sottolineato David Janovsky del Project on Government Oversight. Trump ha sempre dribblato la questione e anche nelle ultime ore ha scelto un profilo basso: "Non è una guerra, è un'operazione militare", ha detto.  A Washington lo scenario resta incerto. I repubblicani hanno finora bloccato diverse iniziative democratiche per limitare i poteri del presidente, ma con l'avvicinarsi della scadenza sono emersi segnali di un possibile cambiamento. Il senatore repubblicano John Curtis ha dichiarato che non sosterrà operazioni militari oltre il limite dei 60 giorni senza un via libera del Congresso, mentre il suo collega di partito, Josh Hawley, ha invocato una chiara "strategia d'uscita". Anche il leader della maggioranza al Senato, John Thune, ha chiesto all'Amministrazione un piano per la fine del conflitto. I democratici, dal canto loro, hanno presentato diverse risoluzioni per limitare l'azione militare della Casa Bianca, con l'obiettivo di costringere i repubblicani a un voto politico su un conflitto impopolare secondo tutti i sondaggi. La War Powers Resolution, in ogni caso, non è mai stata utilizzata con successo per fermare un'azione militare. Nel tempo, diversi presidenti – incluso Trump – ne hanno contestato la costituzionalità, sostenendo che limiti eccessivamente i poteri dell'esecutivo. La storia mostra come le Amministrazioni abbiano spesso aggirato il limite dei 60 giorni con interpretazioni flessibili. Ronald Reagan, nel 1983, evitò uno scontro frontale raggiungendo un accordo con il Congresso per prolungare la missione dei Marines in Libano. Barack Obama, nel 2011, sostenne che la campagna in Libia non rientrasse nella definizione di "ostilità" prevista dalla legge, mentre Bill Clinton giustificò il prolungamento della missione in Kosovo con i fondi già approvati dal Congresso.  Anche Trump potrebbe seguire strade simili: sostenere che il cessate il fuoco abbia interrotto le ostilità, facendo ripartire il conteggio, oppure affermare che la legge non si applichi al caso in questione. La tesi è stata ribadita da Pete Hegseth, segretario alla Difesa. "Mi rimetterei alla Casa Bianca e ai suoi consulenti legali su questo punto. Tuttavia, al momento siamo in un cessate il fuoco, il che, a quanto ci risulta, significa che il conteggio dei 60 giorni si sospende o si ferma durante un cessate il fuoco", ha dichiarato il numero 1 del Pentagono.  
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Primo Maggio dei sindacati all’insegna dell’unità: Cgil, Cisl e Uil insieme a Marghera

(Adnkronos) – Primo Maggio all'insegna dell'unità sindacale ritrovata per Cgil, Cisl e Uil. Maurizio Landini, Pierpaolo Bombardieri e Daniela Fumarola oggi saranno insieme sul palco di Marghera dopo lo ‘strappo’ dello scorso anno, quando i tre leader avevano scelto tre città diverse per celebrare, separatamente, la Festa dei Lavoratori. Si torna dunque insieme, mettendo al centro della manifestazione di quest'anno il tema del lavoro dignitoso.  Intanto però, dopo il varo del Dl Lavoro in Cdm, i tre leader hanno idee diverse: promosso da Bombardieri e Fumarola, bocciato da Landini. “Essere in piazza in maniera unitaria non vuol dire pensarla nello stesso modo”, le parole del leader della Cgil nella conferenza stampa di presentazione del Concertone di Roma. Landini sul decreto ha detto di aver trovato “singolare che per il giorno della festa dei lavoratori, tutti i soldi dentro il decreto siano per le imprese. Per i lavoratori non c'è un euro. L’esperienza dovrebbe insegnare che continuare a dare incentivi alle imprese per fare assunzioni, come noto non serve a incrementarle”. Per Landini “il tema di fondo invece si chiama ‘salario’ e quindi fisco”. Si è detto invece "molto soddisfatto" Bombardieri evidenziando che "per la prima volta c'è un intervento legislativo che identifica il salario giusto e il salario dignitoso con i contratti di Cgil, Cisl e Uil”. Il governo, ha spiegato, non solo “decide di identificare i contratti comparativamente maggiormente rappresentativi come quelli da utilizzare per il salario dignitoso, ma fa una cosa ancora più importante, per noi: condiziona gli sgravi all'utilizzo di questi contratti. È un passaggio importante, una nostra battaglia, e credo vada nel senso giusto”.  Giudizio positivo di Fumarola anche se “attendiamo di leggere compiutamente il testo per fare delle valutazioni più di merito” ma intanto è “un ottimo risultato quello di aver fissato un principio", quello del trattamento economico complessivo (Tec) “dei contratti sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale. Significa che al di sotto di questo trattamento non è salario degno. Per noi è un risultato importante”. 
Posizioni distanti che però non sembrano minare un clima disteso: i tre leader si sono incontrati due giorni fa prima dell'inizio della conferenza stampa per i consueti 'a margine' con i giornalisti, scambiando battute sorridenti, ma anche facendo due chiacchiere. Bombardieri ha spiegato che "è chiaro che rimangono sfumature e diversità di vedute, come è giusto che sia, il pluralismo sindacale in questo paese è sempre una ricchezza" ma "c’è un tema, che è quello del lavoro dignitoso, che riguarda tutti". E per Fumarola il palco unitario di Marghera è “un’assunzione di responsabilità su quelli che sono i valori principali e condivisi sui quali ci siamo sempre confrontati”. Per la numero uno della Cisl "in un tempo, come quello che stiamo vivendo, davvero complesso, pensiamo che sia assolutamente necessario esserci”. Un’assunzione di responsabilità, ribadisce, che “deve portare a fare delle proposte il più condivise”.  Dal 1970, quando il Primo Maggio poté essere celebrato insieme da Cgil, Cisl e Uil, la prima 'separazione' si consumò dopo 14 anni, nel 1984. Dal 1986 le tre confederazioni ripresero a celebrarlo in modo unitario per arrivare poi allo strappo dello scorso anno, sebbene a unire le tre piazze ci fosse un unico tema, quello della sicurezza sul lavoro.  
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Madrid, oggi semifinale Sinner-Fils: orario, precedenti e dove vederla

(Adnkronos) –
Jannik Sinner torna in campo nel Masters 1000 di Madrid. Oggi, venerdì 1 maggio, il numero uno al mondo affronta il francese Arthur Fils, testa di serie numero 21, nella semifinale del torneo spagnolo (in un match visibile in diretta tv e streaming). Il fuoriclasse azzurro (che punta al quinto successo consecutivo, e dunque al record, in tornei di questo livello) è reduce dal successo in due set contro il 19enne spagnolo Rafa Jodar. Ecco orario, precedenti e dove vedere il match in tv e streaming.  Sinner e Fils si sono affrontati solo in un'occasione. L'azzurro si è imposto nel 2023 nella semifinale del torneo indoor di Montpellier. Il match di oggi inizierà alle 16. 
Sinner-Fils, come tutti i match del Masters 1000 di Madrid, sarà visibile in diretta televisiva e in esclusiva sui canali di SkySport. Il match sarà trasmesso in streaming sull'app SkyGo, su NOW e Tennis Tv. 
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Formula 1, Gp Miami: dalle libere alla gara, orari e dove vederlo

(Adnkronos) – La Formula 1 si prepara a ripartire dal Gp di Miami. Dopo un mese di stop – per l'annullamento dei Gran Premi di Bahrain e Arabia Saudita – il Circus ricomincia dagli Stati Uniti per il quarto appuntamento stagionale: dalle prime libere di oggi, venerdì 1 maggio, alla gara di domenica 3 maggio. Si riparte dal dominio della Mercedes e dell'azzurro Kimi Antonelli, leader del Mondiale dopo i due successi consecutivi in Cina e Giappone. Ecco orari, programma del Gp di Miami e dove seguire tutti gli appuntamenti in tv e streaming.  Ecco il programma del weekend del Gp di Miami, con gli orari italiani: 
Venerdì 1 maggio
 Ore 18 Prove libere Ore 22.30 Qualifiche sprint 
Sabato 2 maggio
 Ore 18 Sprint Ore 22 Qualifiche 
Domenica 3 maggio
 Ore 22 Gran Premio Tutti gli appuntamenti del Gp di Miami saranno visibili in diretta su Sky Sport Uno, Sky Sport F1 e Sky Sport 4K e in streaming su Sky Go e Now (la sprint e le qualifiche anche su TV8 e Tv8.it). Le qualifiche sprint e il Gran Premio saranno visibili anche in chiaro, in differita su Tv8 (rispettivamente sabato alle 16.05 e domenica alle 23.30).  
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