Categorie
Adnkronos News

Iliad presenta ‘Più veloci’, il piano per rete mobili di nuova generazione

(Adnkronos) – iliad, l’operatore che ha messo al centro fiducia, innovazione e offerte accessibili a tutti, presenta oggi 'Più Veloci', una proposta per accelerare lo sviluppo delle reti mobili di nuova generazione. Un piano che punta a generare maggiore crescita per tutto il Paese: cittadini, imprese e operatori. L’idea nasce nell’ambito delle riflessioni che il settore porta avanti da più di un anno, in vista della scadenza nel 2029 delle licenze per l’uso del 73% delle frequenze complessivamente usate in Italia per la telefonia mobile. Le modalità di riallocazione di tali frequenze, saranno determinanti per creare le condizioni necessarie per assicurare un assetto di mercato concorrenziale e che permetta agli operatori italiani di investire nella realizzazione delle reti mobili del futuro. La decisione che si prenderà in questi mesi, pertanto, influenzerà le logiche di concorrenza, investimento e di sviluppo da qui al prossimo decennio con un impatto sulla crescita, competizione e innovazione del Paese. È per questo che iliad intende ampliare la portata del dibattito pubblico sul tema, invitando così tutto il settore a vivere questo appuntamento con una logica rivolta al futuro e non al passato: è fondamentale guardare oggi agli applicativi e alle innovazioni dei prossimi dieci anni e alle infrastrutture necessarie per sostenerli. 'Più Veloci' intende superare la logica di breve termine e adottare una visione orientata alla crescita e al futuro, capace di anticipare i bisogni dell’industria e del sistema Paese, rafforzando così il ruolo dell’Italia nello sviluppo digitale, tecnologico ed economico. Il piano strutturale mira a garantire il ruolo delle infrastrutture di tlc come leva per la crescita economica e digitale dell’Italia, basata su quattro pilastri fondamentali: più frequenze per il futuro; più potenza al segnale della rete; più investimenti per il Paese; più qualità per tutti. Lo spettro frequenziale, risorsa fondamentale per lo sviluppo delle reti mobili, è essenziale per abilitare le tecnologie del futuro come il 5G Standalone, l’ai e l’edge computing, che richiederanno reti sempre più performanti in termini di capacità, latenza, resilienza e sicurezza. Per questo, il primo pilastro di 'Più Veloci' punta ad ampliare la disponibilità di spettro destinato agli operatori mobili già in vista delle assegnazioni per i diritti d’uso in scadenza nel 2029. In questa prospettiva, per iliad è necessario avviare una ricognizione complessiva delle frequenze che potranno essere rese disponibili al settore. Occorre, inoltre, valutare l’utilizzo di porzioni di spettro ancora sottoutilizzate prendendo in considerazione anche soluzioni che consentano forme di 'utilizzo duale', ossia in condivisione tra soggetti diversi affiancando uso pubblico e commerciale.  Dal 1995 ad oggi, la dotazione frequenziale destinata alla telefonia mobile è sempre aumentata, al fine di supportare i salti tecnologici del settore, perché le applicazioni che usano le reti mobili come infrastruttura di base hanno sempre più bisogno di spettro. Per questo, è fondamentale continuare in questa direzione, così da rafforzare la dotazione frequenziale del Paese in modo coerente con i fabbisogni industriali e tecnologici del prossimo decennio. In questa prospettiva, un primo passo può essere rappresentato della banda 2.3 GHz, rispetto alla quale il Ministero delle Imprese e del Made In Italy ha già promosso una procedura per l’assegnazione temporanea dei diritti d’uso in alcune province. Più spettro comporta una maggiore capacità potenziale ma affinché questa capacità si concretizzi e si possano sfruttare appieno le nuove frequenze, sono necessari limiti elettromagnetici in grado di supportare lo sviluppo delle reti e del settore. In Italia, l’innalzamento dei limiti a 15 V/m – entrato in vigore nel 2024 – ha rappresentato un importante passo in questa direzione, ma i vincoli emissivi in vigore rimangono più stringenti rispetto a quelli adottati nel resto d’Europa. Per questo, senza un ulteriore adeguamento dei limiti elettromagnetici, larghissima parte del valore industriale, tecnologico e sociale delle nuove frequenze rischia di essere vanificato. In questa prospettiva, il secondo pilastro di 'Più Veloci' prevede l’avvio di un percorso che porti entro il 1° gennaio 2030 all’adeguamento dei limiti elettromagnetici italiani a quelli europei di 61 V/m. Inoltre, una maggiore disponibilità delle risorse frequenziali può tradursi in una leva per la crescita industriale, la competitività e la sovranità digitale solo se accompagnata da una visione strategica di lungo periodo. In quest’ottica, a fronte di un accordo di sistema, lo Stato potrebbe definire le priorità di intervento e indirizzare gli investimenti degli operatori verso obiettivi di interesse pubblico, chiedendo agli operatori di corrispondere il valore delle frequenze anche con piani di investimento ad alto impatto pubblico e sociale. In questo senso – con il terzo pilastro di 'Più Veloci' – iliad propone come primo impegno concreto e misurabile quello di accelerare il deployment del 5G Standalone (5G Sa) su scala nazionale.   La rete 5G Sa realizzata più velocemente, diventerebbe quindi il primo di una serie di investimenti indirizzati dal Governo, ma a carico degli operatori. Così facendo, sarebbe possibile realizzare interventi utili al Paese, anche in zone a fallimento di mercato e/o senza un ritorno commerciale, senza che questi gravino sulla finanza pubblica. Pertanto, secondo questa logica, a partire dalla comunicazione ufficiale di assegnazione delle frequenze, ciascun operatore potrebbe impegnarsi ad: attivare il 5G Sa in tutti i capoluoghi di Regione entro 2 anni; estendere il 5G Sa a tutti i capoluoghi di provincia entro 3 anni e mezzo; coprire con 5G Sa il 99% della popolazione in Italia entro 6 anni. Il piano coniuga velocità di rollout e qualità del servizio. L’impegno non sarebbe solo sulla velocità di sviluppo in tutta la Penisola dell’ultima tecnologia disponibile ma anche sulla sua sicurezza e resilienza. Infatti, iliad ritiene che – a fronte di una dotazione frequenziale maggiore – gli operatori dovrebbero investire progressivamente per garantire una disponibilità del servizio pari al 99,9%, grazie a sistemi di monitoraggio proattivo e predittivo.  Ulteriori investimenti significativi dovrebbero essere dedicati alla robustezza della rete, con l’introduzione di protocolli avanzati di Disaster Recovery, pensati per garantire l’integrità delle comunicazioni e dei servizi di emergenza anche in condizioni critiche. Più frequenze, più potenza, più investimenti generano valore reale solo in presenza di un mercato effettivamente competitivo. Questo significa garantire level playing field tra i diversi operatori presenti nel mercato, per abilitare una concorrenza sana e basata sui meriti a stimolo della qualità delle reti, sviluppo dei servizi e capacità di innovazione degli operatori. Maggiori frequenze, limiti elettromagnetici più alti e un indirizzo strategico degli investimenti possono contribuire ad una maggiore crescita per il Paese solo in presenza di una effettiva concorrenza del mercato. In questo scenario, il quarto pilastro di 'Più Veloci' si concentra su una proposta di riallocazione delle frequenze, ideata con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita digitale di tutti. In particolare, iliad propone una nuova distribuzione delle bande 900, 1800, 2100 MHz e 3,4-3,8 GHz tra i quattro operatori mobili. Tale riallocazione dello spettro, prevede un incremento della dotazione frequenziale dei tre operatori storici (incumbent) che accederebbero alla banda 2,3 GHz a fronte di un rilascio di parte dello spettro nelle bande sopra citate (900, 1800, 2100 MHz e 3,4-3,8 GHz).Questo approccio mira a promuovere la concorrenza, conciliare la necessità di una gestione efficiente dello spettro e l’esigenza di incentivare gli investimenti futuri, salvaguardando la sostenibilità finanziaria del settore.   “Le scelte che saranno prese oggi avranno un impatto sulle reti dei prossimi quindici anni e più – afferma Benedetto Levi, amministratore delegato di iliad -. È da questa consapevolezza che nasce Più Veloci. iliad vuole fare la sua parte e contribuire concretamente ad allargare la portata della riflessione in corso sulla scadenza delle frequenze nel 2029, guardando avanti, interpretando quali saranno le esigenze del Sistema Paese negli anni a venire, prendendo decisioni di policy utili a creare reti a prova di futuro. Le proposte di Più Veloci puntano a creare un contesto orientato allo sviluppo tecnologico del Paese, sostenendo la crescita digitale futura e garantendo all’Italia la leadership tecnologica che merita”. Il piano 'Più Veloci' è stato oggetto di un’analisi approfondita da tecnici esperti nel settore che hanno valutato l’impatto e gli effetti delle singole proposte di iliad. Sul primo pilastro 'Più frequenze per il futuro', Davide Dattoli, founder di Talent Garden, sottolinea: “Con l'intelligenza artificiale generativa, la qualità degli strumenti cognitivi a disposizione di un lavoratore dipende dalla qualità della sua connessione. L'Italia ha 400mila aziende manifatturiere, distribuite su tutto il territorio: per noi la connettività mobile non è un servizio consumer, è un'infrastruttura produttiva. Le frequenze in scadenza nel 2029 vanno trattate per quello che sono: una scelta sul tipo di Paese che vogliamo essere nel prossimo decennio. La domanda non è quanto incassa lo Stato oggi, ma quale capacità di rete serve all'economia italiana per restare competitiva”.  L’analisi di Davide Dattoli vede produttività e connettività come strettamente legate: in quest’ottica, la connettività non viene considerata come un semplice servizio di comunicazione, ma come un moltiplicatore di produttività distribuito sul territorio. Per far fronte alle crescenti esigenze di continuità di servizio, latenza stabile, capacità elevata e affidabilità operativa delle reti mobili, non sarà necessaria solo maggiore capacità aggregata, ma anche bande più ampie e meglio utilizzabili. Sul secondo pilastro, 'Più potenza al segnale della rete', Nicola Pasquino, professore di Misure per la Compatibilità Elettromagnetica presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, ha evidenziato che “Il 5G promette velocità, bassa latenza e nuovi servizi, ma queste prestazioni richiedono potenza coerente con lo spettro disponibile. Finché i limiti di campo rimarranno una frazione di quelli raccomandati dalla comunità scientifica internazionale, il potenziale della rete resterà sulla carta e non nei dispositivi dei cittadini”.   Nella sua analisi, Nicola Pasquino presenta l’allineamento dei limiti elettromagnetici ai valori Icnirp come condizione necessaria perché l’Italia possa implementare pienamente il 5G e affrontare la transizione verso il 6G in posizione competitiva, insieme a misure di accompagnamento sul piano autorizzativo, del monitoraggio e della trasparenza informativa. Sul terzo pilastro, 'Più investimenti per il Paese', l’analisi di Cesare Pozzi, Professore ordinario di Economia Industriale presso la Luiss Guido Carli, e Davide Quaglione, professore ordinario di Economia Industriale presso l’Università degli Studi 'G. D'Annunzio' di Chieti-Pescara, collega il criterio di assegnazione al valore sistemico dello spettro e alle esternalità diffuse che questo attiva. “Il valore dello spettro per la società italiana si misura nella capacità di tradurre, lungo l'intera durata della licenza, il relativo diritto d'uso in infrastrutture effettivamente dispiegate e funzionali alla generazione di valore per le imprese e le famiglie”. Il fulcro della procedura viene così spostato sulla credibilità industriale degli impegni assunti dagli operatori, sulla loro misurabilità e sulla loro capacità di tradurre una risorsa scarsa in rete, qualità del servizio e innovazione diffusa.  Tra gli investimenti ritenuti prioritari, l’analisi di Pozzi e Quaglione individua anche quelli nello sviluppo del 5G Sa, sottolineando che 'Una rete distribuita di nodi edge integrata con 5G Standalone, distretti industriali e poli logistici costituisce la base di una politica industriale della connettività'. Sul quarto pilastro, 'Più qualità per tutti', Carlo Alberto Carnevale Maffè, professor of Strategy and Entrepreneurship alla Sda Bocconi School of Management, da una parte ricostruisce la letteratura accademica e i benchmark europei rilevanti, dall’altra articola un set neutrale di opzioni di disegni regolatori alternativi sottolineando che 'Lo spettro non è soltanto una risorsa tecnica da assegnare né un semplice attivo da massimizzare fiscalmente: è una scelta di architettura del mercato'.  Nella sua analisi, infatti, vengono articolate cinque precondizioni cumulative affinché una riforma della spectrum policy sia economicamente efficace e giuridicamente difendibile: neutralità procedurale (criteri ex ante, oggettivi e simmetrici per tutti gli operatori); preservazione del segnale di mercato (almeno una quota residua competitiva); rivalità effettiva tra più operatori capaci di competere su 4G evoluto e 5G Sa; obblighi performativi verificabili con monitoraggio pubblico; certezza regolatoria intertemporale. “La violazione di una sola di queste precondizioni – conferma Carnevale Maffè – compromette la tenuta complessiva della riforma”. 
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Paolo D’Achille confermato presidente dell’Accademia della Crusca

(Adnkronos) – Paolo D’Achille, professore ordinario di Linguistica Italiana presso l’Università Roma Tre, è stato confermato presidente dell’Accademia della Crusca per il suo secondo mandato triennale. Alla guida della secolare istituzione fiorentina incaricata di custodire il 'tesoro' della lingua italiana, D'Achille era stato eletto per la prima volta nel 2023. Confermato, oggi al termine della riunione del Collegio accademico, anche il Consiglio direttivo che, oltre a Paolo D’Achille, è composto da Rita Librandi (vicepresidente), Annalisa Nesi (accademica segretaria), Federigo Bambi e Rosario Coluccia (consiglieri).  "Ringrazio le colleghe e i colleghi per la stima e la fiducia che mi hanno confermato – ha dichiarato il presidente D'Achille -, dandomi così modo di proseguire il coordinamento dell’Accademia verso obiettivi al passo con il mutare dei tempi e con l’evolversi della sensibilità linguistica nazionale. Nei prossimi anni l’Accademia della Crusca proseguirà le numerose attività che ha in corso; ma avvierà anche nuovi progetti di ricerca e nuove iniziative dedicate all’italiano di ieri e di oggi (anche in cooperazione con altri enti e centri di ricerca nazionali e internazionali). Mi auguro che le istituzioni riconoscano appieno alla Crusca il suo ruolo di punto di riferimento imprescindibile per quanto attiene alla lingua italiana; all’alta formazione in campo linguistico; alla promozione e alla diffusione dell’italiano, anche all’estero. In ogni caso l’Accademia continuerà a dialogare con il mondo della Scuola e della ricerca, con l’intera società civile, con un pubblico sempre più ampio". Paolo D’Achille (Roma 1955, nome accademico: "Integrale"), socio dal 2011, Accademico ordinario dal 2013, membro del Consiglio direttivo dal 2017, Vicepresidente dal 2022 e Presidente dal 2023, è il primo linguista romano salito al vertice della Crusca. Attivo in numerose società linguistiche e comitati scientifici, ha ricoperto incarichi di rilievo in ambito accademico ed editoriale. La sua attività di ricerca si concentra sulla storia della lingua italiana, con particolare attenzione al rapporto tra parlato e scritto, alla lingua del teatro e del melodramma, oltre che all’italiano contemporaneo (neologismi, linguaggi giovanili, media e varietà regionali). Ha inoltre studiato il dialetto romanesco e la situazione linguistica del Lazio. Autore di numerose ricerche e pubblicazioni, dirige il Servizio di consulenza linguistica dell’Accademia. Ha ricevuto importanti riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui l’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine delle Arti e delle Lettere della Repubblica francese. (di Paolo Martini) 
—culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Grande Fratello Vip, stasera nuova eliminazione e un arrivo inaspettato

(Adnkronos) – L'ingresso del ciclone Valeria Marini, il 'mistero' di Francesca Manzini, una nuova e definitiva eliminazione e anche l'arrivo nella Casa di un amico inaspettatto. C'è tanta carne al fuoco per l'appuntamento di stasera con il 'Grande Fratello Vip'. Oggi, martedì 28 aprile, nuova puntata del reality show condotto da Ilary Blasi. Con lei, in studio, Cesara Buonamici e Selvaggia Lucarelli.   
È arrivato il ciclone stellare: l’ingresso di Valeria Marini ha fatto saltare tutti gli equilibri nella Casa. Dopo giorni di scintille e accuse, stasera il faccia a faccia decisivo con la sua storica nemica Antonella Elia.  
Il 'mistero' di Francesca Manzini infiamma gli animi: alcune dichiarazioni sul suo essere o meno single e su un possibile uomo misterioso a cui pensa continuamente, fanno sospettare tutti della sua sincerità. Per Alessandra Mussolini non ci sono dubbi: Francesca non fa che mentire per attirare l’attenzione. Stasera il confronto.  
Il ritorno di Paola Caruso dall’esilio nel monolocale ha fatto rifiorire vecchie alleanze. Alessandra Mussolini è al suo fianco nello scontro con Antonella Elia e Adriana Volpe. Quattro donne, un’unica leadership. Chi la conquisterà? E, a proposito di donne, a creare scompiglio ci ha pensato anche “il ballo della discordia”: la preparazione di una coreografia tutta al femminile fa venire a galla antipatie e risentimenti mai sopiti. Francesca Manzini la coreografa incompresa, Valeria Marini la diva, Alessandra Mussolini e Antonella Elia le giudici spietate. Riusciranno a mettere da parte i dissapori in nome dell’arte?  
Un amico inaspettato: una grande sorpresa per gli inquilini! Stasera Alvin entrerà in Casa per aiutarli in una prova all’ultima nota.  
Una nuova e definitiva eliminazione. Al televoto Marco Berry, Alessandra Mussolini, Lucia Ilardo e Paola Caruso. Chi dovrà abbandonare il reality per sempre? 
—spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Mali, Africa Corps costretti a lasciare Kidal: prima sconfitta per i mercenari russi

(Adnkronos) –
Situazione sempre più critica in Mali, dove i combattenti degli Africa Corps, sostenuti dalla Russia, sono stati costretti a ritirarsi dalla città strategica di Kidal dopo attacchi coordinati di jihadisti e ribelli tuareg. Si tratta della prima battuta d’arresto significativa per il gruppo paramilitare russo operativo all'estero, nato il 20 novembre del 2023 su iniziativa del vice ministro della Difesa, Yunus-bek Evkurov, per prendere il posto della Gruppo Wagner con l'identico obiettivo di proiettare all'estero gli interessi e l'influenza di Mosca,. Gli elementi dell'Africa Corps sono stati costretti a lasciare la loro postazione dagli attacchi coordinati di sabato di milizie del Jnim legate ad al Qaeda e separatisti Tuareg del Fronte di liberazione Azawad contro Bamako, Kindal – di cui Bamako aveva ripreso il controllo nel 2023 – Gao e Mopti in cui è stato ucciso il ministro della Difesa, Sado Camara.  
Il ritiro da Kidal è stato confermato dagli stessi Africa Corps in un post su Telegram di ieri in cui si precisa che come prima cosa sono stati portati via i feriti e gli equipaggiamenti pesanti e che la situazione nel Mali rimane difficile. Diversi video, la cui veridicità è stata confermata dal Moscow Times mostrano un convoglio di mezzi, di cui facevano parte un veicolo corazzato per il trasporto truppe, tre pick up modificati, un mezzo di fabbricazione cinese Shacman SX2190N in dotazione ai mercenari russi, sistemi missilistici Grad, ha attraversato il centro della città da sud, dove si trova una base delle forze regolari del Mali e una base russa, per dirigersi a ovest, nella direzione della principale strada per uscire da Kidal. Diversi mezzi russi, trasportati nel Mali solo lo scorso anno, sono stati incendiati.  
La Wagner, iniziativa dell'imprenditore Evgheny Prigozhin caduto in disgrazia e morto in un incidente aereo, insieme al cofondatore Dmitry Utkin, per aver creduto di poter fare la guerra ai vertici militari, aveva piano piano negli anni scorsi occupato postazioni strategiche in Africa, inviando addestratori e unità per la protezione di siti sensibili, come le miniere della Repubblica Centrafricana. Nel Mali avevano consolidato la loro posizione nel 2021 per assistere la giunta militare, al posto dei militari francesi, contro i jihadisti e soprattutto per assumere il controllo del Sahel, esteso con lo stesso meccanismo – prima la presa di potere dei militari, poi la formalizzazione di accordi con i russi nel settore della difesa – in Burkina Faso e Niger.  "E' più una sconfitta psicologica, in termini di equipaggiamenti e materiali persi. Non penso che i loro asset all'aeroporto (d Bamako, ndr) siano stati toccati. La loro base di Kodal è stata saccheggiata ma la maggior parte dell'infrastruttura è intatta", ha spiegato Ulf Laessing, direttore del Programma Sahel della Konrad Adenauer Foundation, in una intervista al quotidiano in lingua inglese.  
Africa Corps, un nome che si ispira agli Africakorps del terzo reich, ha preso in mano le attività di Wagner in Africa, di cui era rivale, assorbendone anche il personale. Viene descritta come una struttura rigida, centralizzata, e maggiormente disciplinata della Wagner. Il suo obiettivo è quello di portare a termine "operazioni militari a grande scala sul continente africano per sostenere i Paesi che cercano di sbarazzarsi dalle dipendenze neocoloniali, ripulire la presenza occidentale e acquisire la piena dovranità", come ha spiegato l'analista militare russo Igor Korotchenko. Africa Corps sono presenti in Burkina Faso, Libia, Sudan, Repubblica centrafricana e Niger. Nel Mali sostituisce Wagner a partire dal 2024, con centinaia, forse migliaia di mercenari. Sono molti i comandanti della Wagner che passano agli Africa Corps, portando in dote i loro uomini.  
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Petrolio, Emirati Arabi Uniti annunciano l’uscita dall’Opec

(Adnkronos) – Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato l'intenzione di uscire a partire dal 1° maggio dall'Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC), e dall'alleanza OPEC+, che comprende anche la Russia. Lo riferisce l'agenzia di stampa emiratina Wam. "Questa decisione riflette la visione strategica ed economica a lungo termine degli Emirati Arabi Uniti, nonché l'evoluzione del loro profilo energetico, in particolare l'accelerazione degli investimenti nella produzione energetica nazionale", si legge nella nota pubblicata dalla Wam. "Dopo l'uscita dall'OPEC, gli Emirati continueranno il loro ruolo responsabile aumentando gradualmente e deliberatamente la produzione, in linea con la domanda e le condizioni di mercato". Lo si legge nella nota – pubblicata dall'agenzia Wam – in cui si annuncia l'addio all'organizzazione anche se, si sottolinea, "questa decisione non cambia l'impegno degli Emirati per la stabilità dei mercati globali né il suo approccio basato sulla cooperazione con produttori e consumatori, ma migliora piuttosto la sua capacità di rispondere alle esigenze di mercato in evoluzione". Potendo contare su "una vasta e competitiva base di risorse, gli Emirati Arabi Uniti continueranno a collaborare con i partner per sviluppare risorse a sostegno della crescita economica e della diversificazione" e "riaffermano il loro impegno verso politiche di produzione responsabili e un focus sulla stabilità del mercato, tenendo conto della domanda e dell'offerta globale". 
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Orlandi-Gregori, Commissione approva una prima relazione ed esclude pista “ragazze scomparse”

(Adnkronos) –
Via libera all'unanimità dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori, presieduta dal senatore Andrea De Priamo, alla relazione "Emanuela Orlandi, Mirella Gregori e la pista delle ragazze scomparse". Si tratta di una prima relazione tematica che sostanzialmente 'scarta' questa pista legata a una "presunta criminosa regia- ha ricordato De Priamo durante la seduta dell'organismo parlamentare – che riconduceva alla scomparsa di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori anche quella di altri numerosi mancati ritorni a casa di adolescenti di Roma e della provincia di Roma dall'81 all'83". "La Commissione proseguirà il lavoro su tutte le altre piste, molte delle quali sono già state oggetto di approfondimenti", ha detto De Priamo. La relazione tematica è motivata dal fatto che "c'è un lavoro oggettivo e un riscontro chiaro e ineluttabile quindi siamo nella condizione di poter dire una parola finale su questa pista". "Mi permetto di dire che, in alcuni casi come ad esempio la cosiddetta 'pista di Londra' siamo a mio avviso in grado di poter dire che Emanuela non è mai stata tenuta a Londra in un luogo religioso e che quelle mail a Pietro Orlandi probabilmente erano frutto di un inganno", ha continuato De Priamo spiegando che la Commissione tuttavia non ha elaborato una relazione tematica sulla pista di Londra "perché effettivamente c'è ancora da approfondire" la questione dei cinque fogli.  “Era comprensibile, questa pista ci avrebbe portato indietro di 42 anni perché quella della tratta delle bianche è stata la prima presa in considerazione”, dice all’Adnkronos Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, che alla pista delle ‘ragazze scomparse’ non ha mai creduto: “No, non posso credere che Emanuela sia finita in un giro di prostituzione, portata all’estero e basta. E tutto il resto? L’atteggiamento del Vaticano? Non ha senso”. “Io non escludo che ci siano scomparse legate, purtroppo, al giro di prostituzione internazionale ma cio’ non riguarda questa vicenda – sottolinea- Io ho sempre ritenuto che quello di Emanuela sia stato un rapimento preparato nel tempo con un ricattatore e un ricattato. Sono convinto sia stata presa per uno scopo: per ricattare qualcuno ma il movente e i motivi del ricatto ovviamente ancora non si sanno”. “Iniziare a scartare alcune piste è positivo come atteggiamento della Commissione – conclude- Io mi auguro che la prossima pista che possa scartare e’ quella cosiddetta parentale: spero venga esclusa il prima possibile perché e’ stata indagata a fondo 42 anni fa. E non lo dico per difendere un parente, ma per difendere la verità e per non perdere tempo”.  
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Innovazione, Crispy (Gruppo Engineering) riceve If design award 2026

(Adnkronos) – Crispy, azienda parte del gruppo Engineering e specializzata nel design digitale, nell’innovazione della user-experience e nello sviluppo di soluzioni IoT, ha ottenuto con l’app Stiga.go l’iF design award 2026, uno dei riconoscimenti più ambiti a livello internazionale nel campo dell’innovazione e del design fisico e digitale. Si tratta del terzo riconoscimento internazionale ottenuto da Crispy nel giro di due anni, dopo il Red dot design award, sempre per l’app Stiga.go nel 2025 e per l’app My.Campy3.0 nel 2024.  La cerimonia di premiazione si è tenuta ieri a Berlino, durante la quale Davide Cremonesi, chief design officer di Crispy, ha ritirato il premio per conto dell’azienda. La soluzione Stiga.go è risultata una delle migliori tra oltre 10.000 candidature provenienti da 68 Paesi, convincendo una giuria internazionale composta da 129 professionisti del design indipendenti: un risultato importante che sottolinea la natura fortemente competitiva di questo concorso. Commenta Davide Cremonesi, chief design officer di Crispy: “Questo riconoscimento attesta la solidità del nostro approccio: porre le persone al centro, rendere il design leva strategica di innovazione e utilizzare il digitale per generare risultati concreti e di qualità certificata. Il vero valore nasce infatti dall’integrazione tra design, business e tecnologia, sempre orientati a creare esperienze autentiche e significative per le persone proprio come la app Stiga.go. Come azienda parte del Gruppo Engineering, il nostro obiettivo è portare il design digitale a un livello superiore, contribuendo ad accelerare e sostenere i percorsi di innovazione dei nostri clienti”.  Stiga.go è la Smart home gardening app sviluppata da Crispy per Stiga, gruppo leader nella produzione e distribuzione di macchine e attrezzature da giardino. L'applicazione trasforma lo smartphone in un pannello di controllo per la gestione dei prodotti connessi dell'azienda, tra cui i famosi robot rasaerba autonomi, ponendosi come il principale punto di contatto digitale tra l'utente e la macchina. Oltre a guidare l’user passo dopo passo durante l’installazione, Stiga.go garantisce il controllo totale del device ovunque esso si trovi e in ogni momento, rendendo la cura del verde un'esperienza più semplice, immediata ed efficiente. Per i sistemi a batteria Stiga, come i trattorini, l’interfaccia funge anche da dashboard virtuale: un assistente di bordo che monitora in tempo reale ogni dettaglio della sessione di taglio, dall’ottimizzazione energetica alla copertura del prato, fino allo stato di carica. Il successo di Stiga.go riflette la filosofia che guida ogni progetto di Crispy: in uno scenario iper-competitivo in cui i bisogni delle persone evolvono rapidamente e le aspettative verso i prodotti digitali crescono ogni giorno, il valore non sta nella tecnologia in sé, ma nella capacità di orchestrarla per creare esperienze rilevanti, capaci di rispondere ai bisogni reali degli utilizzatori finali.  Crispy fa parte dell’ecosistema di EngX, la realtà del Gruppo Engineering dedicata alla digital experience, che coniuga tecnologie digitali avanzate, creatività e design per esaltare l’esperienza dell’utente: un ecosistema nel quale Crispy porta la propria expertise nel design di prodotto e nell'IoT, amplificata dalla solidità tecnologica e dalla scala internazionale di uno dei principali gruppi italiani della trasformazione digitale. 
—lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Sinner, polemica a Madrid: “Bisogna rivedere organizzazione”

(Adnkronos) –
Jannik Sinner polemico a Madrid. Oggi, martedì 28 aprile, il tennista azzurro ha battuto il britannico Cameron Norrie imponendosi in due set con il punteggio di 6-2, 7-5 e volando ai quarti del Masters 1000 spagnolo. Al termine della partita però Sinner si è lamentato dell'organizzazione del torneo, dicendosi non soddisfatto degli orari delle partite, soprattutto quelle serali. "È stato un orario piuttosto insolito per me, non so quando è stata l’ultima volta che ho giocato alle 11", ha detto nell'immediato post partita Sinner, "a me non importa l’orario., cerco sempre di dare il massimo. La questione era chi avrebbe giocato alle 16 tra me e Jodar, penso che sia giusto che giochi lui visto che ha finito molto tardi". Poi la stoccata all'organizzazione del torneo: "Penso però che bisogna fare qualche aggiustamento nella programmazione della giornata", ha spiegato Sinner, "due partite a partire dalle 8 sono molto tardi. Anche se hai un giorno di recupero dopo, resta comunque molto molto tardi. Finisci di giocare all’1.30. Devi mangiare, bisogna fare il trattamento. Si fa molto tardi".  
—sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Farmaci, steatoepatite, Gsk: “Per efimosfermin percorso prioritario in Fda ed Ema”

(Adnkronos) – La terapia epatica sperimentale efimosfermin, da somministrare 1 volta al mese, ha ottenuto la designazione di Breakthrough Therapy dalla Food and Drug Administration (Fda) statunitense e la designazione di Priority Medicines (Prime) dall'Agenzia europea per i medicinali (Ema) per il trattamento della steatoepatite associata a disfunzione metabolica (Mash). Lo annuncia Gsk in una nota, ricordando che la designazione di Fda è pensata per accelerare lo sviluppo e la revisione dei farmaci per patologie gravi, laddove le evidenze cliniche preliminari indicano il potenziale per un miglioramento sostanziale rispetto alle terapie disponibili. E la designazione Ema fornisce supporto scientifico e normativo per i farmaci che hanno il potenziale per rispondere a significative esigenze mediche insoddisfatte.  "La Mash colpisce milioni di persone in tutto il mondo ed è una delle principali cause di trapianto di fegato negli Stati Uniti e in Europa, ma le opzioni terapeutiche sono limitate per la maggior parte dei pazienti e inesistenti per coloro che presentano la forma più avanzata della malattia", afferma Kaivan Khavandi, vicepresidente senior, responsabile Ricerca e Sviluppo per le aree Respiratoria, Immunologia e Infiammazione e responsabile delle Scienze traslazionali e di Sviluppo di Gsk. "Queste designazioni – sottolinea – riconoscono il potenziale di efimosfermin e riflettono il crescente slancio di Gsk nel campo della salute epatica. Riteniamo che efimosfermin abbia il potenziale per migliorare significativamente lo standard di cura, agendo direttamente sulla fibrosi epatica".  Le due designazioni – spiega la nota – sono state supportate dai dati relativi a pazienti affetti da Mash con fibrosi da moderata ad avanzata (F2/F3) e cirrotica (F4). Questi dati includono quelli di fase 2 a 48 settimane per pazienti con fibrosi F2/F3 che hanno mostrato un miglioramento della fibrosi e la risoluzione della Mash con efimosfermin somministrato 1 volta al mese rispetto al placebo. I dati hanno inoltre confermato un profilo di sicurezza ben tollerato, con eventi avversi lievi e transitori, tra cui nausea, vomito e diarrea. Efimosfermin – riferisce l’azienda – è attualmente in fase 3 con gli studi Zenith-1 e Zenith-2, che ne valutano l'efficacia e la sicurezza in pazienti affetti da Mash con fibrosi F2/F3. Si prevede che gli studi di fase 3 su pazienti affetti da Mash con fibrosi F4 inizieranno quest'anno. La Mash – chiarisce Gsk – è una malattia epatica cronica e progressiva che colpisce fino al 5% della popolazione mondiale ed è una delle principali cause di trapianto di fegato sia negli Stati Uniti che in Europa. L'accumulo di tessuto cicatriziale, o fibrosi, è un fattore predittivo chiave di gravi esiti per i pazienti, tra cui cirrosi, insufficienza epatica e cancro al fegato. Attualmente, le opzioni di trattamento specifiche per il fegato sono limitate per i pazienti con fibrosi da moderata ad avanzata e non esistono trattamenti approvati per la Mash cirrotica (F4). 
—salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Sport e tecnologia mobile, nuove sinergie per l’imaging di fascia media

(Adnkronos) – L’integrazione tra il mondo dello sport professionistico e l’innovazione tecnologica si consolida attraverso nuove strategie di comunicazione dirette alle generazioni più giovani. In questa cornice si inserisce la nomina di Raphinha, attaccante del FC Barcelona e della nazionale brasiliana, come volto ufficiale della nuova linea di smartphone focalizzata sulla fotografia. La scelta del calciatore riflette una filosofia aziendale che mira a connettere la dinamicità atletica con la creatività digitale, posizionando i nuovi dispositivi come strumenti di espressione personale in un mercato sempre più competitivo. Il cuore tecnologico della serie 16 Pro, presentata ufficialmente il 17 marzo, risiede nel comparto fotografico progettato per il segmento premium mid-range. La configurazione hardware si distingue per l'adozione della fotocamera LumaColor da 200 MP, una risoluzione elevata finalizzata a garantire nitidezza anche in condizioni di scatto complesse. L'introduzione, sulla variante Pro+, di un teleobiettivo periscopico con zoom ottico 3,5×, permette di ottenere ritratti con una profondità di campo naturale e una definizione dettagliata delle fisionomie, riducendo le distorsioni tipiche delle lenti grandangolari comunemente usate negli smartphone di fascia media. La partnership nasce dalla volontà di interpretare la fotografia mobile non solo come atto tecnico, ma come forma di racconto identitario. Raphinha ha sottolineato come la semplicità d'uso sia fondamentale per catturare momenti autentici: “Per me è importante avere uno smartphone che mi permetta di esprimere la mia creatività in modo semplice e immediato, proprio come faccio in campo. Con la realme 16 Pro Series condivido questa energia e la voglia di connettermi con una nuova generazione che vive ogni momento con passione e autenticità”. L'obiettivo dichiarato è rendere accessibili tecnologie di scatto avanzate a un pubblico giovane e ambizioso, trasformando lo smartphone in un punto di incontro tra performance hardware e narrazione visiva. La collaborazione con figure del calcio internazionale permette di parlare un linguaggio universale, capace di superare i confini geografici e di rafforzare l'identità del marchio come abilitatore di espressione creativa. In un contesto in cui i contenuti visivi di qualità sono il pilastro della comunicazione sociale, l'investimento sulla fotografia di nuova generazione diventa il driver principale per l'espansione della community globale di utenti. 
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)