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Alcaraz salta Roma e Roland Garros: “Momento difficile, ma devo essere cauto”

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Carlos Alcaraz non parteciperà agli Internazionali d'Italia e al Roland Garros. Oggi, venerdì 24 aprile, il tennista spagnolo ha annunciato il forfait ai prossimi due tornei sulla terra battuta, a cui arrivava da campione in carica, dopo l'infortunio al polso accusato a Barcellona, con Sinner che portrà quindi allungare nel ranking Atp. "Dopo i risultati dei test effettuati oggi, abbiamo deciso che la cosa più prudente è essere cauti e non partecipare a Roma e Roland Garros, in attesa di valutare l'evoluzione per decidere quando torneremo in pista", ha scritto Alcaraz sui propri canali social, "è un momento complicato per me, ma sono sicuro che ne usciremo più forti di qui".  Tutto è successo all'esordio dell'Atp 500 di Barcellona. Durante il primo set giocato contro Virtanen infatti, Alcaraz si è toccato il polso dolorante, chiedendo l'interruzione e l'intervento del fisioterapista. Il problema fisico accusato è stato al braccio destro, e al polso in particolare, ma dopo il trattamento lo spagnolo è riuscito a tornare il campo e chiudere il parziale. Il problema però non è stato superato e Alcaraz è stato costretto a ritirarsi prima da Barcellona e poi dal Masters 1000 di Madrid: "Ci sono delle notizie incredibilmente difficili da dare", le parole con cui sui social Alcaraz ha annunciato la rinuncia al torneo 'di casa', "Madrid è casa mia, uno dei luoghi più speciali del calendario per me, ed è per questo che mi fa così male non poter giocare qui per il secondo anno consecutivo. Mi fa particolarmente male non poter essere di fronte ai miei tifosi in un torneo così speciale. Grazie per il vostro continuo supporto e spero di vedervi presto".  Alcaraz, come detto, arrivava a Roma e Parigi da campione in carica. Il suo forfait gli costerà 3000 punti netti nel ranking Atp, con Sinner che quindi potrà allungare, e di molto, al primo posto della classifica generale. Anche l'azzurro arriverà agli appuntamenti difendendo tanti punti, visto le due finali raggiunte prima agli Internazionali d'Italia e poi al Roland Garros, ma in ogni caso l'azzurro è sicuro di allungare su Alcaraz.  
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Sinner, nervosismo a Madrid: fallisce il set point e alza il pollice

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Nervosismo per Jannik Sinner a Madrid. Oggi, venerdì 24 aprile, il tennista azzurro esordisce nel Masters 1000 spagnolo contro il francese Benjamin Bonzi, in una partita più complicata del previsto dove il numero 1 del mondo non è riuscito a esprimere al meglio il suo tennis, cadendo in momenti di vera e propria frustrazione. Durante il primo set Sinner si è guadagnato ben cinque palle break, non riuscendo però a trasformarne nessuna. Il parziale si è quindi allungato fino al tie break, dove l'azzurro ha avuto un set point sul 6-5, vedendoselo però annullare da Bonzi. La frustrazione di Sinner si è 'scatenata' con un ironico pollice alzato e indirizzato verso il suo angolo, probabilmente in disaccordo con alcune disposizioni tattiche offerte dagli allenatori Simone Vagnozzi e Darren Cahill. Alla fine l'azzurro si è dovuto arrendere ed è stato proprio il francese a conquistare il parziale.  
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Decreto sicurezza, Gianni Cuperlo cita Cetto La Qualunque alla Camera

(Adnkronos) – Gianni Cuperlo cita Cetto La Qualunque in aula alla Camera: "Cittadini, popolo sovrano, contribuenti – ha letto in aula Cuperlo – 'quantunquemente' lo si intenda giudicare, questo decreto da me ispirato è grandemente emozionante, in quanto perché finalmente lo Stato ragiona come me. Perché tu, e dico tu, avvocato, arriva il migrante e tu che fai? Lo aiuti? Ma bravo: solidarietà, diritti e umanità. Però, se lo rimandi a casa, immantinente ricevi 615 euro. E questo, genialmente parlando, è il libero mercato della coscienza, perché la vera domanda è 'sempremente' la stessa: ma è legale stare dalla parte della Costituzione? La risposta tu, avvocato, l'hai dentro di te: è un pacchetto vacanze. Benvenuto, arrivederci e grazie per avere scelto il nostro studio legale. Ma 615 euro sono pochi. Io da sindaco farei il bonus fedeltà: se ne rimpatri uno, 615; se ne rimpatri due, 1.000; se ne rimpatri più di tre, 'forsemente' potrai ambire a un posto da Sottosegretario. E poi facciamo, 'quantunquemente', la tessera punti: ogni cinque migranti, un elettore in omaggio. 'Infattamente' lo Stato deve essere chiaro".  "Se vuoi sicurezza devi investire, perché alla fine il messaggio è: se resti è un problema; se parti è un affare per noi. Cittadini, questa non è politica: questa, 'senzadubbiamente', è creatività contabile e su questo, modestamente, io sono un professionista", ha concluso Cuperlo. 
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Inaugurata la Settimana velica internazionale a Livorno

(Adnkronos) – La Settimana Velica Internazionale ha sciolto le vele: dopo l’anteprima di ieri con la parata delle Marine estere, questa mattina alle 10 l’Ammiraglio comandante Alberto Tarabotto, il prefetto Giancarlo Dionisi, il sindaco Luca Salvetti, il vescovo Simone Giusti e il presidente dei circoli velici livornesi, Andrea Mazzoni, hanno tagliato il nastro tricolore presso il Villaggio della Vela a Porta a Mare. Nei loro discordi di benvenuto, le autorità hanno ricordato il profondo rapporto fra Livorno e il mare, e soprattutto la grande valenza dello sport come veicolo di pace e di dialogo fra i popoli, citando la storica “diplomazia del ping-pong” negli anni ’70 fra Stati Uniti e Cina: due delle 33 delegazioni straniere presenti alla Settimana Velica Internazionale 2026. Al termine, il pubblico ha potuto assistere a una dimostrazione di incursori del Comsubin della Marina. Tre operatori hanno effettuato un lancio di precisione con il paracadute sullo specchio d’acqua di fronte al Villaggio, portando a terra la bandiera della SVI, quella del Comando Subacquei e Incursori e la bandiera della Marina Militare Italiana. Dopo il taglio del nastro, via alle attività del Villaggio, che proseguiranno con ingresso libero fino a domenica 3 maggio: • Mostra fotografica “On Board” del fotografo Carlo Mari; • Mostra sui sommergibili a cura dell’Associazione Betasom; • Laboratori e iniziative dedicate all’inclusione e alla cultura del mare; • Stand tematici e attività sportive. «Siamo lieti di aver mantenuto un alto livello agonistico – ha detto nel suo indirizzo di saluto l’ammiraglio Tarabotto – con la regata della classe 420/470 che sarà valida per il campionato nazionale della Federazione Italiana Vela e per le qualificazioni agli Europei. Siamo certi che, come ogni anno, l’ammirazione per le gesta degli atleti in mare contribuirà a diffondere ancora di più l’amore per la vela e il mare in una città che ha un rapporto simbiotico con l’elemento blu. L’altro pilastro della SVI è l’inclusività: quest’anno – ha proseguito il comandante dell’Accademia Navale – sarà presentata una nuova imbarcazione per rendere la vela ancora più accessibile a chi ha problemi fisici.   Inoltre, avremo ospite Andrea Quarto, ex incursore della Marina rimasto gravemente ferito durante un’operazione e oggi vice campione del mondo nel sollevamento pesi paralimpico. Ultimo, ma non ultimo, il cuore della SVI: la presenza a Livorno di tanti graditissimi ospiti da quattro continenti. Un arricchimento per loro e per tutti gli Allievi dell’Accademia Navale impegnati nell’organizzazione di una Settimana Velica ricchissima di eventi». La seconda giornata della SVI era cominciata alle 9, sotto i portici dell’Area Allievi dell’Accademia Navale, con l’inaugurata della mostra dei migliori disegni del concorso per le scuole “Il mare, le vele”, giunto alla 30a edizione, che sarà visitabile fino al 3 maggio durante gli open day dell’istituto di formazione. Il pomeriggio vede in programma altri eventi, sia in mare che a terra: alle 13 partirà la prima manche della Naval Academies Regatta (equipaggi delle Marine estere più quello dell’Accademia navale e alcuni atleti non militari) su imbarcazioni della classe “Tridente 16”, che si svolgerà nello specchio d’acqua compreso fra l’istituto e la Terrazza Mascagni. Gli altri eventi della giornata si terranno all’interno dell’Accademia, con due importanti conferenze a tema marino. Alle 14:30, nella sala conferenze dell’Accademia Navale si parlerà del rapporto fra Salute degli oceani e salute umana, con il direttore generale dell’Istituto Superiore di Sanità, Andrea Piccioli, e il direttore del centro nazionale per la sicurezza delle acque, Luca Lucentini. La stessa sala ospiterà alle 18 l’evento conclusivo della giornata: un incontro per parlare di Vele d’epoca con il presidente nazionale dell’associazione dei loro proprietari, Luigi Rolandi. Per visitare il Villaggio della Vela non è richiesto alcun accredito.  
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Lazio, ecco il nuovo sponsor: ufficiale partnership con Polymarket

(Adnkronos) – "In data odierna, i rappresentanti di Polymarket hanno fatto visita al Centro Sportivo di Formello, in occasione dell’avvio operativo della partnership strategica con la S.S. Lazio, culminato con la consegna ufficiale della maglia recante il brand del partner. A seguito dell’annuncio della partnership con Polymarket, la S.S. Lazio comunica l’avvio operativo della collaborazione con la piattaforma globale leader nel settore dei prediction market". Lo scrive il club sul suo sito. 
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Curricula sempre più redatti con intelligenza artificiale, boom di strafalcioni

(Adnkronos) – Il ricorso all'intelligenza artificiale è sempre più diffuso nella redazione dei curricula che a decina di migliaia vengono recapitati alle aziende da parte dei candidati. La conseguenza è che i cv di oggi sono pieni di strafalcioni: in crescita negli ultimi mesi i casi di posizioni lavorative inventate (secondo il 25% dei pareri) poiché l'algoritmo tende sempre a rendere più appetibile la persona che sta descrivendo. Inoltre, sopravvalutarsi un po' è ormai una consuetudine ma, in caso di informazioni potenzialmente alterate, 2 pmi su 3 incrociano i dati con quelli dei profili social dei candidati per capire con chi hanno a che fare, e anche l'originalità è molto apprezzata (61%) perché non puoi ottenerla con l'AI. Sono alcuni dei dati che emergono dall'ultima analisi dell'Osservatorio 'Evolution forum business school sulle pmi', ideato dal formatore Gianluca Spadoni su un panel di oltre 2000 micro e piccoli imprenditori. Secondo l'analisi, la percentuale di curricula creati con l'AI è cresciuta negli ultimi 2 anni di oltre il 30% e ha alcune caratteristiche peculiari.  In netto aumento gli strafalcioni: avendo tra le mani un algoritmo che tende a parlare in maniera più positiva possibile, alcune delle esperienze lavorative inserite vengono facilmente modificate (25%) o, addirittura, ne vengono aggiunte di nuove (22%) per rendere più appetibile la presentazione del candidato. Aumentano anche gli errori di grafica/impaginazione delle varie sezioni (17%) e spesso sono evidenziati in maiuscolo e in grassetto elementi non così significativi (15%) e il motivo è che manca la revisione umana (14%). Per lo stesso motivo capita che ci si dimentichi di inserire le informazioni fondamentali, come il recapito telefonico (12%) e indirizzo mail di riferimento (10%).  "Una delle cose che gli imprenditori ci stanno ripetendo è che capiscono che i cv siano stati scritti con l'AI per l'eccessivo utilizzo di parole chiave che compaiono tantissime volte", spiega il formatore Gianluca Spadoni, direttore dell'Osservatorio 'Evolution forum business school sulle pmi'. Le ripetizioni, soprattutto di alcune espressioni, sono un altro dei problemi dei curricula presentati oggi (8%). La verifica umana è necessaria anche per evitare skills troppo generiche che non vanno dritte al punto, come evidenziato dalle pmi (7%). Il selezionatore sceglie se approfondire o no un CV in meno di 10 secondi (fonte: Osservatorio HR Polimi) e di conseguenza le descrizioni troppo generiche e ripetitive potrebbero portare a scartare un candidato.  E ancora, al giorno d'oggi è sempre più importante la personalizzazione a seconda della posizione e dell'azienda a cui si invii il cv: le pmi segnalano l'aumento di presentazioni troppo generiche e che non valorizzano le competenze adatte a quella per cui ci si sta applicando (6%). E' capitato che alcune aziende che utilizzano strumenti di rilevazione automatica dei CV non riescano a leggere quelli inviati proprio perché sono stati creati tramite AI (3%), è quanto emerge dalla ricerca. "In questa situazione è inevitabile che le aziende si fidino meno dei candidati e che, in caso di informazioni dubbie, vadano ad incrociare i dati coi profili social, Facebook, Instagram, Linkedin, ma anche Tik Tok per comprendere chi abbiano veramente di fronte. Una delle cose che viene maggiormente apprezzata nei cv di oggi è l'originalità associata, ovviamente, alle competenze reali che uno possiede, è la risposta del 61% delle pmi interpellate dall'Osservatorio Evolution Forum sulle pmi. Per esempio, se un candidato invia un video di presentazione (1 minuto e mezzo massimo) in cui spiega il proprio percorso e i suoi prossimi obiettivi lavorativi dimostra di aver coraggio e di non avere problemi a esporsi e fa anche risparmiare tempo ai selezionatori (per il 33% delle aziende interpellate). E, inoltre, non può farlo con l'AI. I social non bastano per essere scelti, ma bastano eccome per essere scartati. In un mondo che tende a standardizzarsi vince e vincerà sempre di più l'autenticità. Anche perché lo scopo di un curriculum non è solo trovare un lavoro, ma trovare un posto in cui rimanere, crescere, e magari anche essere felici lavorando. E partire 'simulando' è decisamente sconveniente", conclude Spadoni. 
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Libri, esce ‘Disabilità e discriminazione’, casi reali per garantire diritti

(Adnkronos) – Alla vigilia della Festa della liberazione esce 'Disabilità e discriminazione. Conoscere, riconoscere e agire', il nuovo libro di Alberto Fontana e Laura Abet, con prefazione di Giuseppe Guzzetti. La scelta della data non è casuale, spiega una scheda sull'opera. Il 25 aprile richiama il ritorno alla libertà e alla democrazia nel nostro Paese. Oggi, quella stessa parola – libertà – interroga ancora la nostra capacità di renderla concreta per tutti, a partire dalle persone con disabilità, troppo spesso escluse da diritti formalmente riconosciuti, ma non pienamente garantiti. Il libro affronta con rigore uno dei nodi più critici del nostro tempo: la distanza tra diritto formale e diritto reale. Attraverso casi concreti, esperienze dirette e analisi giuridica e sociale, restituisce la complessità di una discriminazione che non è solo evidente, ma spesso invisibile, culturale e sistemica. Al centro, una tesi netta: le leggi non bastano se non sono accompagnate da strumenti, responsabilità e volontà di applicazione. Anche norme fondamentali – dalla legge 104/1992 alla Convenzione Onu – rischiano di restare lettera morta senza un cambiamento reale nei comportamenti e nelle politiche.  Il volume si sviluppa attorno a 5 ambiti chiave – accessibilità, inclusione scolastica, assistenza, lavoro e discriminazione intersezionale – raccontati a partire da storie vere, che mostrano come le barriere non siano solo fisiche, ma sociali e amministrative. Particolare attenzione è dedicata al tema dell'accomodamento 'ragionevole': piccoli adattamenti che possono fare la differenza tra esclusione e partecipazione, e il cui rifiuto costituisce una forma specifica di discriminazione riconosciuta dalla legge. Il lavoro del Centro antidiscriminazione 'Franco Bomprezzi' – che ha seguito quasi 9mila casi in 9 anni – rappresenta il cuore operativo di questa esperienza, trasformando il diritto in azione concreta e quotidiana.  "Abbiamo scelto di far uscire questo libro alla vigilia del 25 aprile perché la libertà non è un fatto acquisito una volta per tutte – affermano gli autori – O si esercita, o si perde. E per troppe persone con disabilità, oggi, resta una promessa incompiuta. Questo libro nasce per dare strumenti, non per aggiungere parole". Nella prefazione, Guzzetti richiama con forza il valore civile di questo impegno: "La lotta alla discriminazione non riguarda una minoranza. Riguarda tutti. Dove i diritti si espandono, la democrazia si rafforza". Il libro 'Disabilità e discriminazione' non è solo una denuncia. Viene descritto come uno strumento. Una guida per chi opera nelle istituzioni, nella scuola, nella sanità, nel lavoro e nel Terzo settore, ma anche per cittadini e famiglie che non accettano che i diritti restino sulla carta. Un libro necessario, che invita a un passaggio preciso: conoscere, riconoscere e agire. Perché i diritti, se non diventano vita quotidiana, non sono diritti. 
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Tappa ligure per ‘SquisITA-L’Italia in un boccone’

(Adnkronos) – Valorizzare le eccellenze tipiche del territorio e sostenere i produttori locali: sono solo alcuni dei pilastri della strategia di sostenibilità di Metro Italia, che favorisce il dibattito tra tutti gli attori della filiera dei consumi fuori casa sulla valorizzazione dell’enogastronomia Made in Italy della Regione Liguria. All’interno del ristorante 'Il Marin' dello chef Marco Visciola a Genova, Metro Italia ha organizzato un confronto sulla promozione delle eccellenze enogastronomiche locali, sostenendo il legame con il territorio di origine e favorendo l’adozione da parte dei ristoratori di materie prime eccellenti, simbolo della tradizione locale. Presenti al dibattito anche i rappresentanti istituzionali del territorio, Fipe e i tre produttori locali Pesto di Pra’, Cantine Lunae e Tossini. L’evento ha rappresentato l’undicesima tappa del tour 'SquisITA-L’Italia in un boccone', promosso da Metro Italia nel 2022 in occasione del suo 50° anniversario per sottolineare il forte legame dell’azienda con le produzioni eccellenti del territorio in tutto il Paese. Nel territorio della Liguria, Metro impiega circa 190 persone nei Punti Vendita di Genova, inaugurato nel 1984; Ventimiglia inaugurato nel 2001 e La Spezia inaugurato nel 2002. A livello nazionale, Metro conta oltre 7000 prodotti locali in assortimento nei propri Store, di cui circa 200 del territorio della Liguria. Per garantire un’ampia offerta di eccellenze regionali, l’azienda collabora con 33 aziende e piccole e medie imprese liguri, che forniscono numerosi prodotti come pasta, formaggi, salumi, vini, liquori molti dei quali certificati DOC (29), PAT (6), DOP (4), IGT (4). Metro sostiene così il tessuto socioeconomico locale, permettendo ai professionisti dell’HoReCa di creare un'offerta più distintiva e di valore, facendo leva su prodotti locali e di qualità.  “La Liguria è una delle culle della tradizione gastronomica italiana, un territorio straordinario dove qualità, artigianalità e passione si incontrano ogni giorno. Come Metro Italia crediamo fortemente nel valore dei prodotti locali e nel ruolo che giocano nel raccontare l’identità del nostro Paese. Attraverso il nostro impegno al fianco dei produttori e dei professionisti dell’Horeca, vogliamo continuare a sostenere e valorizzare queste eccellenze, promuovendo filiere sostenibili e una cultura del cibo autentica e responsabile”, afferma Alessia Vanzulli, head of fresh, own brand & localism di Metro Italia. “Ospitare la tappa ligure di SquisITA presso ‘Il Marin’ è un’occasione importante per ribadire come la cucina d'autore debba essere, prima di tutto, un atto di amore e rispetto verso il proprio territorio. Valorizzare le eccellenze locali significa onorare il lavoro di produttori che preservano tradizioni secolari, trasformando materie prime straordinarie in un racconto della cultura gastronomica ligure. Per noi chef, poter contare su una filiera che mette al centro l'autenticità è fondamentale per offrire un’esperienza che sia distintiva, di qualità e profondamente radicata nelle nostre origini”, dichiara Marco Visciola, chef-patron del ristorante Il Marin. “I nostri ristoratori non sono semplici trasformatori, ma veri ambasciatori del territorio che danno voce alle eccellenze locali. Come Fipe-Confcommercio, promuoviamo il marchio ‘Genova Gourmet’ proprio per certificare questo legame indissolubile tra qualità della materia prima e competenza professionale. Valorizzare i localismi significa sostenere un’economia dell’autenticità che trasforma ogni piatto in un racconto culturale e in una garanzia di eccellenza per il consumatore”, spiega Alessandro Cavo, presidente Fipe Confcommercio Genova.  "Per Il Pesto di Pra’, partecipare a SquisIta rappresenta un’occasione preziosa per dare risalto al valore della cucina tradizionale ligure. Coltiviamo basilico genovese a Pra’ da quasi 200 anni e da più di venti ci siamo dedicati alla produzione del pesto fresco: scegliamo ingredienti altamente qualitativi, rispettando la ricetta tradizionale perché crediamo fortemente nella tutela delle origini e nella qualità delle materie prime come elementi fondamentali. L’utilizzo del basilico fresco coltivato a Pra’ conferisce al pesto il suo profumo unico e inconfondibile. Valorizzare il pesto, per noi, significa custodire e raccontare un simbolo autentico della cultura gastronomica genovese”, sostiene Stefano Bruzzone, amministratore delegato di Pesto di Pra’. “Il vino è prima di tutto espressione di un territorio e delle persone che lo interpretano. Nei Colli di Luni lavoriamo da sempre per dare voce al Vermentino, valorizzandone le diverse sfumature attraverso un approccio che unisce rispetto della natura, ricerca e sensibilità artigianale. Ricerchiamo qualità, eccellenza e bellezza in ogni fase del nostro lavoro: questa è la nostra filosofia di vita. Iniziative come SquisITA mantengono vivo il dialogo con le realtà che compongono il tessuto locale e rafforzano il valore del fare squadra, creando connessioni tra produttori e ristorazione e contribuendo a raccontare in modo autentico la ricchezza e la biodiversità delle nostre produzioni”, afferma Diego Bosoni, Cantine Lunae.  “Tossini nasce da una storia familiare, e come nipote di uno dei fondatori sento profondamente la responsabilità – ma anche il privilegio – di portare avanti un sapere che si tramanda da generazioni. Non si tratta solo di custodire delle ricette, ma di preservare una cultura fatta di gesti, tempi, sensibilità e attenzione alla materia prima. Parliamo di prodotti identitari, simboli della Liguria e questo implica una coerenza rigorosa: dalla scelta delle farine all’olio extravergine di oliva, fino ai processi di lievitazione. La sfida è duplice: crescere e dialogare con il mondo della distribuzione e del food service senza perdere autenticità e, al tempo, far comprendere fuori dalla Liguria il valore reale di queste specialità. Per questo sentiamo forte anche una responsabilità culturale: raccontare, spiegare, trasferire valore. Il nostro obiettivo è dimostrare che la tradizione non è un limite alla crescita, ma il suo presupposto più solido. Perché è proprio lì, in ciò che abbiamo ereditato, che risiede il nostro futuro”, ricorda Giorgia D’Ostuni, amministratrice delegata di Tossini. 
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SuperEnalotto, jackpot continua a salire: tempistiche e come riscutere la vincita

(Adnkronos) –
Continua a salire il jackpot del SuperEnalotto. Dopo l'ultima estrazione di giovedì 23 aprile 2026, come riporta Agipronews, il montepremi ha raggiunto la cifra di 154,3 milioni di euro, confermandosi come il più alto al mondo e continuando ad accendere i sogni di milioni di italiani. Ma cosa succederebbe se qualche fortunato dovesse 'pescare' la sestina vincente? In caso di vincita, occhio alle tempistiche da rispettare. Il regolamento del SuperEnalotto parla chiaro: per presentare la ricevuta originale, il vincitore ha a disposizione 90 giorni, che decorrono dalla pubblicazione del Bollettino Ufficiale sul sito ufficiale. Per cifre di questa portata, la riscossione deve avvenire esclusivamente presso gli Uffici Premi di Sisal S.p.A (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13) in via Ugo Bassi 6 a Milano o in Viale Sacco e Vanzetti 89 a Roma. Se la schedina vincente è stata giocata online, oltre a presentare la stampa della giocata vincente, servirà fornire un documento di identità valido e il codice fiscale. Sebbene 154,3 milioni siano una cifra astronomica, bisogna fare i conti anche con l'erario. In Italia è in vigore la cosiddetta "tassa sulla fortuna", che prevede un prelievo fiscale del 20% sulla parte della vincita eccedente i 500 euro. In questo caso, il prelievo ammonterebbe a poco meno di 31 milioni di euro: il vincitore – in caso di “6” oggi 24 aprile – potrebbe portare così a casa un importo netto di circa 123,5 milioni di euro. 
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Iran, Hegseth: “Europa smetta conferenze su Hormuz e si metta in mare”

(Adnkronos) – "Non contiamo sull'Europa, ma hanno bisogno dello stretto di Hormuz più di quanto ne abbiamo bisogno noi, e devono iniziare a parlare meno e fare meno conferenze eleganti in Europa e mettersi in mare. E' molto più una lotta sua che nostra". Così il segretario alla Difesa Usa, Pete Hegseth, si è scagliato contro gli europei durante la conferenza stampa al Pentagono, accusando Europa e Asia di aver "beneficiato per decenni della nostra protezione, ma ora il tempo dello scrocco è finito". "America e il mondo libero si meritano alleati che sono capaci – ha poi aggiunto – che sono leali, che comprendono che essere alleati non è una strada a senso unico, ma a doppio senso".  Quanto all'Iran, "ha l'occasione di fare un buon accordo", ha detto Hegseth in conferenza stampa, sottolineando che Teheran "ha una scelta importante da fare". Su Hormuz il segretario alla Difesa Usa ha scandito che i tentativi dell'Iran di "piazzare ulteriori mine in modo sconsiderato e irresponsabile" saranno contrastati e costituiscono "una violazione del cessate il fuoco", chiarendo che il transito nello Stretto di Hormuz è "molto più limitato di quanto chiunque vorrebbe vedere". Il capo del Pentagono ha inoltre lodato i "risultati militari decisivi" ottenuti dagli Usa con l'Operation Epic Fury, aggiungendo che "è una missione coraggiosa e pericolosa, un regalo al mondo". Secondo Hegseth, "l'unica istituzione che dovrebbe vincere ogni anno il Nobel per la Pace è l'esercito degli Stati Uniti". Ed ha aperto alla possibilità di rinominare il Dipartimento della Guerra in "Dipartimento della Pace". "Quando combatti una guerra nel modo corretto, l'idea è quella di portare la pace dall'altra parte", ha aggiunto parlando del conflitto con l'Iran. 
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