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Club Santé Italie: “Territorio, innovazione e collaborazione per costruire il sistema salute del futuro”

(Adnkronos) – Una popolazione sempre più anziana, la crescita delle patologie croniche e un'innovazione tecnologica che sta trasformando modalità di cura e organizzazione dei servizi impongono di ripensare il sistema salute. Rafforzamento della sanità territoriale, accelerazione della trasformazione digitale e collaborazione tra pubblico e privato sono le tre direttrici strategiche sulle quali agire per costruire un Servizio sanitario nazionale capace di rispondere ai bisogni dei prossimi decenni. È quanto emerge dal rapporto 'Una nuova agenda per la salute: territori, innovazione e collaborazione', presentato dalla Fondazione PwC Italia Ets in occasione dell'incontro 'Ripensare il futuro della salute. Collaborazione internazionale e innovazione nell’era digitale'. L'evento si è tenuto a Roma a Palazzo Farnese, sede dell'Ambasciata di Francia in Italia, promosso da Club Santé Italie, una collaborazione tra Ambasciata, Business France e le principali aziende francesi che operano nel settore della salute in Italia (farmaceutico, dispositivi medici, diagnostica, servizi sanitari e assistenziali, assicurativo).  L'appuntamento ha riunito rappresentanti delle istituzioni italiane e francesi, decisori pubblici e aziende della filiera della salute, con l'obiettivo di individuare priorità e possibili traiettorie comuni per accompagnare la trasformazione dei sistemi sanitari, in un contesto nel quale innovazione tecnologica, sostenibilità e capacità di presa in carico sono sempre più strettamente connesse. Dopo i saluti dell'ambasciatrice di Francia in Italia, Anne-Marie Descôtes, e del presidente di Club Santé Italie e presidente di Sanofi Italia, Marcello Cattani, il programma ha previsto un confronto sulla roadmap per l'innovazione del sistema salute e una tavola rotonda tra istituzioni e aziende del Club.  "Francia e Italia – dichiara Descôtes – condividono la stessa ambizione: costruire sistemi sanitari innovativi, sostenibili e capaci di rispondere alle sfide del futuro. Il confronto continuo tra istituzioni e imprese è una condizione indispensabile per trasformare l'innovazione scientifica in benefici concreti per i pazienti. Grazie all'impegno del Club Santé Italia, questo dialogo si è consolidato negli anni diventando uno spazio privilegiato di cooperazione tra i nostri due Paesi. Nell'ambito del Trattato del Quirinale e nel solco del recente Vertice intergovernativo di Antibes, Francia e Italia intendono rafforzare la loro collaborazione nei settori della salute, della sovranità industriale e dell'innovazione terapeutica, al servizio non solo dei nostri cittadini, ma dei cittadini europei. L'Ambasciata di Francia in Italia e Business France vi lavorano con grande convinzione, insieme alle nostre imprese". Le evidenze raccolte nel rapporto – si legge in una nota – mostrano come la sostenibilità del sistema sanitario non possa dipendere esclusivamente dalla disponibilità di maggiori risorse economiche, ma si baserà anche sulla capacità di integrare territorialità, innovazione e collaborazione all'interno di una strategia coerente e di lungo periodo in grado di rispondere alla nuova domanda di salute. Secondo le stime Istat riportate nello studio, la quota di popolazione con almeno 65 anni passerà dal 25,1% nel 2026 al 34,6% nel 2050. Parallelamente, la percentuale di persone che convivono con almeno una patologia cronica è salita dal 38,8% nel 2009 al 41,5% nel 2024. Numeri che indicano la necessità di passare da un sistema prevalentemente orientato alla gestione dell'episodio acuto a modelli capaci di garantire percorsi assistenziali continuativi e integrati, dalla prevenzione alla gestione delle cronicità, fino al monitoraggio e al follow-up. La prima direttrice individuata è quindi il rafforzamento della sanità territoriale: ospedale, assistenza primaria, cure domiciliari, servizi sociosanitari e strutture intermedie devono essere sempre più integrati all’interno di un’unica rete assistenziale. La necessità è particolarmente evidente sul fronte della non autosufficienza: nel 2023 meno del 40% degli anziani non autosufficienti over 65 risultava coperto da servizi residenziali, semiresidenziali o domiciliari. La seconda direttrice riguarda innovazione e trasformazione digitale. Intelligenza artificiale, telemedicina, interoperabilità e valorizzazione dei dati sanitari possono contribuire a migliorare l'efficienza dei servizi, incrementare l'aderenza al percorso di cura e alle terapie, rafforzare la prevenzione e costruire modelli maggiormente orientati alla presa in carico continuativa e personalizzata del paziente. Per generare un impatto concreto sulla salute, tuttavia, viene ritenuto necessario un passo ulteriore: l'innovazione deve tradursi nella trasformazione dei modelli organizzativi, delle competenze e dei processi attraverso cui vengono erogati i servizi. Una prospettiva che si inserisce nel più ampio processo di digitalizzazione della sanità europea, nel quale la capacità di raccogliere, integrare e valorizzare dati clinici, epidemiologici e territoriali diventa una condizione essenziale. Un terzo elemento riguarda la collaborazione tra gli attori dell'ecosistema salute. La crescente complessità dei bisogni sanitari richiede infatti di valorizzare maggiormente le competenze e le risorse già presenti nel sistema. In questa prospettiva, la collaborazione tra pubblico e privato rappresenta uno strumento volto a rafforzare la capacità di risposta, accessibilità e sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. "Le aziende francesi della salute sono una ricchezza per la nazione in termini di impatto economico e capacità di innovazione – afferma Cattani – Le sfide demografiche e sanitarie che ci attendono richiedono un ammodernamento del nostro Ssn che renda l'Italia più attrattiva e capace di vincere la competitività su scala globale anche grazie ad una collaborazione tra aziende e istituzioni strutturata e concreta perché basata sulle evidenze. Questo rapporto va proprio in questa direzione: un lavoro che con Club Santé Italie, che ho l'orgoglio di presiedere, abbiamo voluto mettere a disposizione di istituzioni e decisori per alimentare un dialogo informato e una sinergia costruttiva. Il nostro obiettivo comune è garantire a tutti i cittadini un accesso equo e veloce alle prestazioni sanitarie e alle soluzioni terapeutiche più innovative, facendo della collaborazione tra pubblico e privato sempre più uno dei pilastri del sistema salute del futuro". È su questo terreno che Club Santé Italie si propone come piattaforma di confronto e collaborazione, mettendo in relazione competenze provenienti dai diversi segmenti della filiera sanitaria con istituzioni, ricerca e professionisti della salute. I dati raccolti – prosegue la nota – confermano inoltre una forte propensione all'innovazione delle aziende aderenti: quasi l'80% ha collaborato con università o centri di ricerca nell'ultimo anno e circa due terzi hanno aumentato gli investimenti in ricerca e sviluppo. "Le evidenze raccolte nel rapporto mostrano come le principali sfide che attendono il sistema sanitario italiano abbiano una natura strutturale e richiedano una visione di lungo periodo – commenta Andrea Fortuna, Partner PwC Italia – Healthcare, Pharma & Life Sciences Leader – L'invecchiamento della popolazione, la crescita delle cronicità e l'evoluzione tecnologica rendono necessario ripensare modelli organizzativi, percorsi assistenziali e modalità di collaborazione tra tutti gli attori dell’ecosistema salute. In questo scenario, territorialità, innovazione e collaborazione rappresentano tre dimensioni strettamente connesse sulle quali costruire la sostenibilità futura del sistema sanitario". I promotori dell'appuntamento evidenziano la dimensione europea del confronto. Italia e Francia condividono sistemi sanitari universalistici e una forte tradizione di sanità pubblica, e possono rappresentare un laboratorio di cooperazione su alcuni dei principali dossier che definiranno la sanità dei prossimi anni: governance e interoperabilità dei dati sanitari, ricerca clinica, medicina personalizzata e utilizzo responsabile dell’intelligenza artificiale. Sfide, quali sovranità tecnologica, sicurezza delle infrastrutture digitali, accesso equo all'innovazione e formazione delle competenze, che superano i confini nazionali e richiedono una capacità crescente di collaborazione tra Paesi, istituzioni e sistema industriale. L'obiettivo è dunque quello di contribuire alla costruzione di una sanità capace di coniugare innovazione e fiducia, progresso tecnologico e tutela dei diritti, competitività industriale e sostenibilità sociale, facendo della trasformazione digitale uno dei pilastri della futura capacità europea di rispondere ai bisogni di salute. La ricerca indipendente è stata realizzata grazie al sostegno di Air Liquide Healthcare, Danone Nutricia Italia SpA, Groupama, Groupe Colisée, Groupe Lepine, Guerbet SpA, Ipsen, Korian Clariane, Laboratoires Boiron, Opella Italie, Pierre Fabre Italia SpA, Relyens, Sanofi, Servier Italia SpA, Thea Farma. 
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Gran Bretagna e altri 11 Paesi sanzionano coloni in Cisgiordania. Israele chiude consolato Uk a Gerusalemme

(Adnkronos) – Dodici Paesi, tra cui Francia, Regno Unito e Canada, imporranno o valuteranno "sanzioni al commercio di beni con gli insediamenti illegali" di Israele in Cisgiordania, per protestare contro le violenze commesse dai coloni ai danni dei palestinesi e contro l’espansione degli insediamenti, secondo un comunicato congiunto dei rispettivi ministri degli Esteri.  "Oggi, Francia, Regno Unito, Canada, Danimarca, Spagna, Finlandia, Irlanda, Islanda, Norvegia, Polonia, Portogallo e Svezia confermano la loro intenzione di imporre restrizioni nazionali al commercio di beni con gli insediamenti considerati illegali dal diritto internazionale e/o di sostenere restrizioni europee in tal senso, oppure dichiarano di stare seriamente valutando l’adozione di tali restrizioni o di altre misure, conformemente alle rispettive procedure nazionali", si legge in un comunicato congiunto. Nel testo, reso pubblico dal ministro francese Jean-Noël Barrot su X, i dodici Paesi spiegano che "il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron, il primo ministro del Regno Unito Andy Burnham e il primo ministro del Canada Mark Carney hanno concordato sulla necessità di adottare misure per impedire che la situazione peggiori ulteriormente". "L'espansione sistematica degli insediamenti in Cisgiordania" e "il considerevole aumento della violenza dei coloni" rappresentano "una minaccia diretta e urgente" alla soluzione a due Stati per il conflitto israelo-palestinese. E' l'allarme lanciato da Macron, Burnham e Carney. I tre leader hanno ribadito che Francia, Regno Unito e Canada vieteranno "l'importazione di prodotti provenienti dagli insediamenti" e imporranno "sanzioni mirate contro gli insediamenti", definendo le misure "una nuova svolta" nell'approccio dei tre Paesi per proteggere la soluzione a due Stati. Macron, Burnham e Carney hanno inoltre annunciato che questo mese co-presiederanno una riunione sul tema in occasione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite.  Il Regno Unito avvia quindi un nuovo pacchetto di sanzioni contro gli insediamenti israeliani in Cisgiordania, che comprende un divieto di importazione per tutti i beni prodotti all'interno dei territori occupati e un embargo sulle esportazioni di armi che li sostengano "materialmente". Ad annunciarlo è il ministro degli Esteri, Ed Miliband che alla Camera dei Comuni ha affermato che i coloni israeliani in Cisgiordania dovranno "far fronte a tutta la forza" delle sanzioni, accusandoli di compiere una "pulizia etnica" ai danni dei palestinesi. Le sanzioni, coordinate con Francia e Canada, comprendono il divieto di importazione di tutti i beni prodotti negli insediamenti israeliani e misure specifiche contro aziende e individui che sostengono gli insediamenti attraverso finanziamenti, infrastrutture, attività immobiliari e servizi di costruzione.  Il governo laburista britannico è "ostile" a Israele. Ad affermarlo è stato il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar, dopo l'annuncio delle restrizioni. "Sappiamo di avere molti amici in Gran Bretagna. Purtroppo, abbiamo un governo laburista ostile che agisce costantemente contro lo Stato di Israele, e questo non ci ha lasciato altra scelta se non quella di rispondere alle sue azioni ostili", ha dichiarato Saar in una conferenza stampa definendo la decisione "moralmente distorta", una "netta ingerenza nelle attività di uno Stato sovrano". Saar ha affermato che il "boicottaggio dei prodotti" fabbricati nella Cisgiordania occupata "danneggia una parte della popolazione rispettosa della legge e produttiva".  Il governo israeliano chiuderà quindi il consolato britannico a Gerusalemme in risposta alle sanzioni imposte dal Regno Unito, ha speigato ancora Saar. "Una Gerusalemme unita è la capitale dello Stato di Israele ed è soggetta alla piena sovranità di Israele… Qualsiasi attività straniera nella regione deve essere svolta secondo le modalità convenzionali e concordate, senza alcuna interferenza nella sovranità israeliana", ha aggiunto. 
Sarà inoltre vietato l'ingresso in Israele a dodici funzionari britannici eletti, accusati da Saar di essere "coinvolti in attività anti-israeliane e antisemite". Tra loro Jeremy Corbyn, ex leader del Partito Laburista. Israele ha inserito 11 membri del parlamento nella lista delle persone a cui è vietato l'ingresso. Tra questi figura anche Zarah Sultana, che si è unita a Corbyn nel formare il partito di sinistra Your Party. Il ministro ha anche annunciato l'espulsione dei rappresentanti britannici dal Centro Internazionale di Assistenza (ICA) di Gaza e da Kiryat Gat, in Israele. Saranno infine vietate anche le "attività di addestramento delle forze dell'Autorità Palestinese" a Ramat HaSharon, in Israele. "Intraprenderemo anche misure di ritorsione a nostra discrezione. Il messaggio a qualsiasi governo che cerchi di danneggiarci è chiaro: chi agisce contro Israele, Israele agirà contro di lui, e perderà la sua influenza e rilevanza nella regione", ha concluso Saar.  
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Emma Bonino ricoverata, le condizioni: “E’ lucida, ma la situazione resta delicata”

(Adnkronos) –
Emma Bonino, ricoverata ieri d'urgenza all'ospedale Santo Spirito a Roma, "è lucida ma la situazione resta delicata. Non ha ancora superato del tutto la crisi respiratoria. All'ospedale Santo Spirito in cui è ricoverata da ieri al reparto di terapia intensiva a scopo precauzionale stanno continuando a svolgere gli accertamenti del caso e a verificare la reazione alle terapie. Nella tarda mattinata di domani si terrà un consulto con il suo medico curante, dottor Santini, per valutare come proseguire le cure". Questo l'aggiornamento sulle condizioni di salute della leader di +Europa. Bonino, 78 anni, è arrivata nel pomeriggio di ieri in codice rosso al pronto soccorso dell'ospedale e in serata è stata trasferita in via precauzionale nel reparto di terapia intensiva. Non è il primo ricovero per la leader di +Europa nella struttura, il precedente è all'inizio del 2025 dopo un malore e allora servì la terapia intensiva perché era stata riscontrata una insufficienza respiratoria. Stabilizzata, il giorno dopo fu trasferita al San Filippo Neri. L'ospedalizzazione allora durò una settimana quando l'ex ministra tornò a casa.  Nella storia clinica della Bonino c'è anche un microcitoma polmonare diagnosticato nel 2015 e superato nel 2023. Nell'ottobre 2024, l'ex ministra era stata presa in carico sempre dall'ospedale del centro storico di Roma per problemi respiratori, anche in quel caso con cure intensive.  
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Affitti brevi: è scontro aperto tra Ue, proprietari di case e piattaforme turistiche

(Adnkronos) – La Commissione europea si accinge a dare battaglia agli affitti brevi per affrontare la crisi delle locazioni e del caro-prezzi delle abitazioni. Il veicolo scelto è un regolamento denominato 'Affordable Housing Act' (Legge sugli alloggi a prezzi accessibili). Ma c'è stata già una levata di scudi in Italia da parte di chi opera nel settore extralberghiero e dei proprietari di case contro l’intervento legislativo che sarà presentato proprio domani, 9 settembre, a Bruxelles, del quale è circolata una bozza nei giorni scorsi. Bruxelles intanto ha avviato una consultazione pubblica. C'è l'intenzione di lasciare alle autorità locali, in particolare ai sindaci, il compito di stabilire come intervenire nelle cosiddette “aree soggette a stress abitativo”, dove il prezzo medio di acquisto di una casa, rapportato al reddito disponibile medio della popolazione ivi residente, dovrà essere pari o superiore a otto volte il reddito. L’Adnkronos ha raccolto le voci di chi si oppone al provvedimento ancor prima della sua nascita ufficiale, a cominciare dalle principali piattaforme online di alloggi e servizi turistici.   "Booking.com sostiene un mercato unico europeo forte, come motore di crescita e prosperità. La proposta rischia di andare contro questa ambizione e di creare, invece, un precedente preoccupante per il suo indebolimento. Insieme alla maggioranza degli stakeholder che hanno partecipato alla consultazione pubblica, compresi gli Stati membri dell’Ue, riteniamo che non vi sia necessità di un intervento legislativo a livello europeo e avremmo preferito linee guida aggiornate nell’ambito della Direttiva Servizi – fanno sapere da Booking.com – Siamo pronti a collaborare con i colegislatori per garantire che la proposta preservi i pilastri fondamentali del mercato unico: sussidiarietà, non discriminazione e proporzionalità".  Più cauta la presa di posizione di Airbnb anche se puntuale. “La crisi abitativa in Europa richiede soluzioni strutturali e l'attuazione di questo regolamento dovrebbe puntare ad aumentare l'offerta di case. Lavoreremo con gli Stati membri per garantire che le misure adottate siano proporzionate e basate sui dati reali, a tutela di host, ospiti e comunità che dagli affitti brevi dipendono”. La stretta sugli affitti brevi è all'attenzione anche di Aigo – Associazione Italiana Gestori Ospitalità diffusa di Confesercenti. “Siamo preoccupati, anche se è vero che si tratta di una proposta e che non appena inizierà l'iter parlamentare europeo ci sarà la possibilità di interloquire con gli eurodeputati anche mediante il nostro ministero del Turismo” afferma Claudio Cuomo, presidente di Aigo. Inoltre, rimarca “sulla piattaforma europea della proposta normativa viene data la possibilità ai singoli gestori di intervenire per dare il proprio parere, noi inviteremo i nostri associati a farlo”. Perplessità tuttavia rimangono. "La domanda che ci poniamo come associazione è questa: limitare gli affitti brevi produrrà davvero più abitazioni disponibili per le famiglie? Perché – puntualizza – non dimentichiamo che, secondo gli ultimi dati Istat del 2024, ci sono ancora 9 milioni di abitazioni non affittate in Italia, né come affitti brevi né sotto forma di altro affitto”.  Secondo Aigo infatti, il problema della scarsità di locazioni, specialmente in alcuni grandi centri urbani, nelle città d’arte e universitarie, da Firenze a Roma, da Venezia a Napoli e Bologna, risiede in un altro aspetto. “Il costo delle operazioni straordinarie per i condomini e quindi per i proprietari di immobili è salito tantissimo e spesso – spiega Cuomo – non c'è sicurezza del pagamento di un affitto o che l'immobile sia liberato a breve termine. L'unica sicurezza è che le tasse su quel contratto di affitto vanno comunque pagate”.  Anche i proprietari di case si sono fatti sentire e la Confedilizia, che li rappresenta, ha lanciato un appello alla politica. La bozza del regolamento europeo prevede “l’attribuzione alla ‘autorità competente’ di ogni Paese Ue del potere di adottare misure per limitare le locazioni brevi nonché l’acquisto o l’utilizzo di immobili non destinati ad abitazione principale. Occorre che tutte le forze politiche responsabili si adoperino, sia in sede nazionale, sia in sede europea per scongiurare l’approvazione di un regolamento che rappresenterebbe un’inaccettabile invasione di campo dell’Unione europea” commenta il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa. Dura anche la posizione di Fimaa, Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari di Confcommercio, che ritiene la bozza della normativa “irricevibile, lesiva del diritto di proprietà e della libertà contrattuale”. “Il testo è studiato per limitare gli affitti brevi e consente di introdurre limitazioni anche all'acquisto e all'utilizzo di unità immobiliari non destinate ad abitazione principale”. Oltretutto le locazioni di breve periodo, in Italia, riguardano meno del 2% degli oltre 35 milioni di unità residenziali. "Il regolamento – prosegue Fimaa Italia – colpirebbe i piccoli proprietari che si ritroverebbero nell’impossibilità di mettere a reddito le proprie unità immobiliari. Il rischio è ancora più concreto se si considera che il testo è un regolamento e non una direttiva: una norma cioè direttamente applicabile in Italia senza alcun passaggio parlamentare”. Critiche, infine, anche dall'Unione Piccoli Proprietari Immobiliari (Uppi). "Se una casa rimane vuota dovremmo domandarci perché il proprietario preferisca non affittarla a residenti. Aggiungere obblighi e divieti rischia di ottenere l’effetto contrario: meno proprietari disposti a mettere il proprio immobile sul mercato” taglia corto il presidente nazionale Fabio Pucci. L’Uppi propone da tempo di cambiare approccio e di incentivare il ritorno delle abitazioni alla locazione residenziale, attraverso quattro interventi: introdurre una detassazione parziale per chi rimette in locazione un immobile oggi sfitto; ridurre le lungaggini nelle procedure di rilascio degli immobili, garantendo tempi certi per il recupero dell’abitazione; stabilizzare le detrazioni fiscali per le ristrutturazioni, offrendo un quadro fiscale certo e duraturo; facilitare la regolarizzazione delle irregolarità edilizie e impiantistiche sanabili che impediscono di destinare gli immobili alla locazione, anche a fronte dell’impegno ad applicare canoni calmierati.  
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Ex Ilva, il governo alle imprese: “Stop ai licenziamenti”. Aigi e Aepi accolgono l’appello

(Adnkronos) – Secondo quanto si apprende, il Governo, in occasione dell’incontro a Palazzo Chigi con le associazioni datoriali sull’ex Ilva di Taranto, ha lanciato un invito a sospendere le procedure di licenziamento annunciate nei giorni scorsi per un totale di 2500 lavoratori delle aziende dell’indotto, almeno fino alla decisione della Corte d’Appello
di Milano. Risposta positiva è arrivata dalle associazioni maggiormente rappresentative delle aziende coinvolte: Aigi e confederazione Aepi, “per senso di responsabilità” hanno deciso di accogliere l’appello sospendendo le procedure di licenziamento. Quella in corso sull’ex Ilva è una vera e propria tempesta destinata a generare ripercussioni occupazionali e sociali, ha evidenziato il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano.
 Il Governo, ha ricordato Mantovano, fin dal suo insediamento si è assunto le proprie responsabilità prendendo in carico la difficile situazione dell’ex Ilva, affrontando da subito numerosi passaggi impegnativi, dall’esclusione di Arcelor Mittal, alle continue interlocuzioni con l’Unione europea per reperire le risorse necessarie. “Il tavolo permanente può essere un tavolo di confronto per trovare le soluzioni, di tavoli a sé ne abbiamo fatto fin troppi: non siamo una falegnameria, vogliamo trovare le soluzioni”, ha detto invece Davide
Sperti, leader Uilm, entrando a Palazzo Chigi per l’incontro con l’esecutivo sull’ex Ilva. Rispetto all’incontro richiesto a livello territoriale con Aigi sulla questione delle 2500 lettere di licenziamento, Sperti ha ribadito che “i lavoratori non sono scudi né clave. C’è un problema oggettivo quindi vogliamo trovare soluzioni insieme ma è anche il momento che ognuno faccia il suo, senza esasperare gli animi”. 
—lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Strage Viareggio, Cassazione: “Pena a 5 anni all’ex ad Moretti non è illegale né illegittima”

(Adnkronos) – "Tutti gli imputati, ciascuno con un diverso apporto causale e ciascuno con un diverso grado della colpa, hanno contribuito alla verificazione di eventi di eccezionale gravità". E’ quanto scrivono i giudici della Quarta sezione penale della Cassazione nelle motivazioni della sentenza con cui lo scorso 25 giugno hanno reso definitive le condanne per gli imputati nel processo per la strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009, in cui persero la vita 32 persone e oltre un centinaio rimasero ferite.  Con la sentenza i giudici avevano confermato la condanna a cinque anni di reclusione per Mauro Moretti, ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e Rete Ferroviaria Italiana. La Cassazione aveva confermato inoltre le condanne anche per altri 10 imputati, tra ex dirigenti e tecnici delle società coinvolte nella gestione e manutenzione del convoglio deragliato. Per quanto riguarda la pena di 5 anni a Moretti, per i supremi giudici “non è illegale né illegittima in quanto risulta rispettato il principio del divieto di reformatio in peius. Ma vi è di più: la pena irrogata per ciascuno dei reati satelliti, rispetto a quella di cui alla prima sentenza di appello, risulta diminuita in misura superiore ad un nono, onde deve concludersi che, nella sostanza, anche rispetto ai reati di lesioni e incendio colposo i giudici, nella determinazione della pena, hanno tenuto conto del riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche”. Nel motivare le condanne, la Cassazione spiega che i giudici di secondo grado hanno valorizzato “non già la gravità delle singole condotte, bensì la ‘straordinaria gravità’ delle conseguenze derivate da quelle condotte”. Nella sentenza di 54 pagine i giudici della Cassazione, citando il primo processo di appello, evidenziano come gli imputati abbiano “compiuto scelte imprudenti, limitando o escludendo investimenti in un settore caratterizzato da una particolare pericolosità, pur essendo consapevoli, data la loro esperienza e competenza, della contrarietà di tali scelte ai doveri di sicurezza e del maggior rischio che esse apportavano a tutto il sistema del trasporto ferroviario, ma nel medesimo arco temporale hanno aumentato o non limitato le tutele nel settore del trasporto dei passeggeri e migliorato complessivamente il servizio per gli utenti”. 
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Al Salone Margherita di Napoli il Forum Innovazione & Sostenibilità 2026

(Adnkronos) – Il 17 settembre, presso il Teatro Salone Margherita di Napoli, si terrà la decima edizione del Forum Innovazione & Sostenibilità, l’evento annuale di Comunicazione Italiana dedicato ai temi dell’innovazione sostenibile, della valorizzazione dei territori, della blue economy e del rapporto tra imprese, istituzioni e comunità nei processi di transizione. Promosso dall’Associazione For Human Community, il Forum costituisce la seconda tappa della Blue Green Week 2026, che prenderà il via il 16 settembre con la cerimonia di premiazione della terza edizione del Blue Green Economy Award e si concluderà dal 18 al 20 settembre con l’appuntamento velistico B2B Forum Sailing Cup. La giornata del 17 settembre si aprirà alle 9:15 con i saluti istituzionali di rappresentanti della Giunta comunale. Alle 9:30 prenderà quindi il via l’Opening Talk Show “Sustainability Voice: Istituzioni, territori e transizione: le sfide di chi governa il cambiamento”. A condurre il confronto sarà Simone Tani, senior fellow della School of Governance della Luiss Guido Carli. Interverranno Antonio Coviello, ricercatore del Cnr e docente dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli; Benino Maddaluno, direttore generale di Asia Napoli; Chiara Marciani, assessore alle Politiche Sociali, Giovanili e al Lavoro del Comune di Napoli; e Carlo Marfisi, direttore territoriale di Enac. Il programma proseguirà mettendo in relazione esperienze, politiche e modelli di innovazione sostenibile: i progetti premiati al Blue Green Economy Award 2026 saranno presentati come casi di impatto e possibili benchmark per imprese, città e comunità, in un momento condotto da Tullia Cautiello, presidente dell’Associazione For Human Community, e Assia Viola, delegata Ferpi Campania. Le altre sessioni affronteranno temi come la credibilità della comunicazione Esg, il rapporto tra impatto dichiarato e reale, la mobilità sostenibile e la valorizzazione dei territori. Il Forum è organizzato con il patrocinio del Comune di Napoli. L’evento si pregia della collaborazione di Azienda Napoletana Mobilità A.N.M. in qualità di Official Partner, Adnkronos in qualità di Main Media Partner, nCore HR e Spods in qualità di Content Partner, Tinexta Infocert in qualità di Forum Partner, DiVita Tours in qualità di Partner Associativo, Canale Energia e FASI.eu in qualità di Media Partner. 
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Caso Sfera Ebbasta a San Siro, Lucarelli tira fuori il paragone con Elodie e il corpo di ballo: cosa sta succedendo

(Adnkronos) – Dopo giorni di polemiche sulla scelta di Sfera Ebbasta di presentarsi sabato scorso allo Stadio San Siro in occasione della partita di campionato Inter-Napoli con dieci ragazze alle sue spalle, Selvaggia Lucarelli ha deciso di intervenire e di dire la sua attraverso i canali social. Il trapper è finito al centro della gogna mediatica, accusato di aver 'oggettificato' i corpi delle modelle e hostess invitate a 'sfilare' con lui. La sua scelta, secondo quanto emerso sui social, sarebbe una strategia di marketing in vista del lancio del nuovo album. Sull'argomento è intervenuta la giornalista che ha paragonato la scelta di Sfera a quella di Elodie e del suo corpo di ballo nei suoi concerti.  L'ex giurata di Ballando con le stelle ha condiviso alcuni dei video che ritraggono Sfera Ebbasta allo stadio e ha scritto: "Che poi si può pure discutere ma ca**o, vi risulta che le donne non siano elementi più o meno coreografici nei video musicali, ai concerti e così via?". La giornalista spiega che, come in questo caso, "fanno parte di una messa in scena, e spesso io trovo la costruzione di certi spettacoli attorno ai corpi delle donne e alla sessualizzazione esasperata degli show molto più problematica". Poi, il paragone: "Gli spettacoli di Elodie con una decina di ragazze seminude che simulano (anzi, manco simulano) atti sessuali sono libertà e emancipazione? Autodeterminazione? O forse queste performance riproducono gli stessi stereotipi che vogliamo combattere? Forse questa sarebbe la vera discussione, non 172827337 video ‘sfera ebbasta che schifo’".  Lucarelli ha sottolineato come alcune ragazze del corpo di ballo di Elodie siano le stesse di Sfera Ebbasta: "In entrambi i casi sono delle ragazze molto belle (perché le ballerine brutte su quei palchi non salgono) lavorano per sponsorizzare un prodotto. Ne sono consapevoli? Sì. Sono consapevoli della dinamica culturale che alimentano? Non so". "Detto ciò – aggiunge – sono dinamiche culturali e anche economiche complesse e il confine tra oggettivazione e libertà di fare un po’ quel che ca**o ci pare è molto sottile". E alla fine la blogger scrive: "Per me sapete come si poteva liquidare ‘sta roba? Madonna che marketing decrepito. Perché è roba vecchia ancor prima di essere inopportuna". 
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Nautica, Anastassov (Ferretti):”Nostri brand sono i pilastri della strategia”

(Adnkronos) –  Sono le parole di Stassi Anastassov, Global Chief Executive Officer, Ferretti Group, alla conferenza stampa organizzata oggi in occasione del primo giorno di lavori del Cannes Yachting Festival 2026, la manifestazione che apre la stagione dei saloni del Mediterraneo.  L'incontro è stata l'occasione per affermare la visione strategica dell'Ad che da maggio di quest'anno è alla guida del Gruppo e per presentare le novità di prodotto portate alla prestigiosa esposizione nautica francese dove Ferretti si presenta con circa 20 Yacht. Sono quattro le world premier presentate da Ferretti per i marchi Itama, Riva e Custom Line.  “Sono fermamente convinto che disponiamo di sette marchi unici che ci distinguono da tutti gli altri – afferma Ferretti – Non è qualcosa che abbiamo creato noi, è qualcosa che abbiamo ereditato. Nessuno possiede marchi che, come Riva, esistono dal 1842. Nessuno ha marchi iconici come Pershing o Wally, che hanno rivoluzionato il mercato, o come Ferretti, che di per sé rappresentava l’emblema stesso di ciò che uno yacht doveva essere. E, per le imbarcazioni di dimensioni maggiori, c’è Custom Line – aggiunge – Inoltre, abbiamo una categoria di clienti che desidera realizzare il proprio sogno personale, e siamo in grado di farlo attraverso Crn.”  E continua: “Abbiamo poi qualcosa che considero un vero dono: ogni anno non abbiamo 200mila o 2 milioni di clienti. Abbiamo tra i 200 e i 250 armatori. Alcuni di loro hanno già posseduto yacht dei nostri marchi e tornano ad acquistare da noi. Il nostro compito è rendere straordinaria l’esperienza di ogni singolo armatore – afferma – Ogni interazione con ciascuno di loro deve farli innamorare del nostro marchio, spingerli a raccomandarlo ai loro amici e portarli a tornare anno dopo anno, diventando parte della famiglia Ferretti. Tutto questo è supportato da una grande organizzazione”.  Una grande organizzazione fatta di persone e talenti, che per Anastassov sono il cuore pulsante del Gruppo. Una visione racchiusa anche nel nuovo claim “We Are Yachting”.   “Le nostre persone hanno passione per il settore, passione per i marchi. E la passione è qualcosa che non si può fingere. Nella vita si può imparare qualsiasi cosa. Si possono frequentare le migliori università del mondo, ma c’è una cosa che non si può imparare né simulare: la passione – osserva – Abbiamo passione per i nostri clienti e passione per l’innovazione. È questo che continuerà a distinguere il Gruppo Ferretti e i suoi marchi da tutti gli altri”.  “Mi sento fortunato perché ho avuto modo di incontrare così tante delle nostre persone, dal team di leadership fino a chi lavora sul campo – si sofferma ancora – Questa mattina ero con i nostri comandanti e con chi stava allestendo gli stand qui a Cannes. Sono quelle persone che di solito nessuno ringrazia. Io ero lì alle sei del mattino per vedere come lavoravano appositamente per ringraziarli del grande lavoro che svolgono, perché in tanti mantengono viva questa straordinaria azienda e dedicano la propria vita a rendere l’esperienza dei nostri armatori sempre migliore”, conclude. 
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Nuova stagione per Ferretti group comincia da Cannes, 4 world première e novità per clienti

(Adnkronos) – Prende il via la stagione dei saloni del Mediterraneo e Ferretti Group si presenta al Cannes Yachting Festival con una flotta di 22 imbarcazioni, tra cui quattro world première per i marchi Itama, Riva, Custom Line. Ad accogliere i visitatori all’ingresso del Salone anche Riva Iseo  L’evento conferma la capacità del Gruppo di presidiare tutti i principali segmenti della nautica di lusso grazie all’ampiezza e alla forte identità dei suoi sette brand, uniti da innovazione costante, qualità assoluta ed eccellenza Made in Italy. Il Salone francese, tra gli appuntamenti più prestigiosi della nautica internazionale e in programma fino al 13 settembre, si è aperto con la tradizionale conferenza stampa di Ferretti Group, occasione per presentare le principali novità e condividere le direttrici strategiche della nuova stagione nautica. Al centro della strategia continua a esserci la capacità di interpretare l’evoluzione del mercato attraverso prodotti sempre più distintivi, sostenuti da competenze, investimenti e da un patrimonio di persone e talenti che rappresentano uno degli asset fondamentali del Gruppo. È proprio questo il significato del nuovo claim “We Are Yachting”, che accompagna Ferretti Group in questa fase: mettere al centro le persone e i talenti di un gruppo nautico protagonista a livello internazionale. Un patrimonio fatto di competenze, passione, cultura del prodotto ed eccellenza manifatturiera: elementi che ogni giorno danno forma a barche iconiche. Sul piano del rapporto con la clientela, Ferretti Group rafforza il legame con gli armatori annunciando un importante ampliamento della tutela ufficiale prevista sulle nuove imbarcazioni. Alla garanzia standard si affianca infatti l’estensione limitata “+1 Year Ferretti Quality Promise”, che aggiunge un ulteriore anno di copertura sulle barche dei brand del Gruppo. Questo periodo supplementare è stato concepito per tutelare in modo mirato gli ambiti in cui Ferretti Group esercita il controllo diretto su progettazione, maestria artigianale, installazione e affidabilità complessiva del prodotto. Una scelta che consolida ulteriormente la promessa di qualità del Gruppo e la relazione di fiducia con i propri armatori.    “Cannes è il luogo in cui il mondo della nautica si ritrova e dove Ferretti Group presenta quello che sette brand straordinari, sette cantieri italiani e migliaia di persone di talento sanno creare. Quest’anno arriviamo con quattro première mondiali e oltre 20 yacht, ma per me il vero messaggio va ben oltre il numero di barche. La nostra ambizione è molto semplice: condurre Ferretti Group dall’eccellenza al primato assoluto. Questo significa brand più forti e distintivi, un processo di innovazione più rapido, una qualità senza compromessi e, soprattutto, un’esperienza armatoriale che non si conclude alla consegna dello yacht. Non ci limitiamo a costruire yacht, ma creiamo tempo, ricordi e serenità, che sono fra i lussi più rari al mondo. Da Cannes a Monaco, continueremo ad elevare gli standard che i nostri armatori si aspettano da noi. Ecco cosa significa davvero per me “We Are Yachting”: sette brand diversi, migliaia di svariati talenti, un’unica passione e ambizione: essere il punto di riferimento per questo settore", ha commentato Stassi Anastassov, Global Chief Executive Officer, Ferretti Group.  Le world première presenti a Cannes: innovazione, stile e visione progettuale Riva si prepara a conquistare la scena dei grandi saloni nautici internazionali con due nuovi modelli che raccontano, su dimensioni e concept diversi, la capacità unica e inconfondibile di reinterpretare costantemente lo stile e la visione progettuale. Al Cannes Yachting Festival, Riva presenta in anteprima mondiale Riva 56’ Rivale Super e Riva 96’ Argo Super, due evoluzioni di modelli di grande successo che esprimono in chiave contemporanea la perfetta combinazione di sportività, eleganza e connessione con il mare che caratterizza il brand.  Itama 70 è invece il secondo modello del percorso di rinnovamento della gamma, un nuovo yacht da 70 piedi che esalta la vivibilità a bordo attraverso soluzioni che massimizzano il comfort, mantenendo intatto il carattere sportivo e l’eleganza senza tempo, tipici di Itama. In una cornice di assoluto prestigio, Custom Line celebra il suo trentesimo anniversario presentando la world première Custom Line Navetta 35, nuovo capolavoro della linea dislocante. Con 34,5 metri di lunghezza e 7,7 metri di baglio, Custom Line Navetta 35 nasce dalla collaborazione tra il Comitato Strategico di Prodotto e il Dipartimento Engineering di Ferretti Group, con la consulenza strategica di Custom Line Atelier, che ha accompagnato la definizione e lo sviluppo dello stile degli interni. Il design degli esterni è firmato dall’architetto Filippo Salvetti, mentre l’interior architecture è stata sviluppato dallo studio ACPV ARCHITECTS Antonio Citterio Patricia Viel.   Si affianca alle world première anche la nuova versione di Ferretti Yachts 720, uno dei modelli di maggior successo della gamma flybridge, che sviluppa ulteriormente il concetto “Just Like Home” attraverso ambienti ancora più luminosi, spaziosi e funzionali – frutto della collaborazione fra il Comitato Strategico di Prodotto e il Dipartimento Engineering Ferretti Group, con il contributo dell’architetto Filippo Salvetti per gli esterni e di IdeaeItalia per gli interni. Grande attesa anche per Pershing GTX90, presentato in conferenza stampa, che amplia la gamma GTX con un nuovo modello nel segmento 90-100 piedi. Uno Sport Utility Yacht che racchiude tutti gli elementi distintivi della serie dando vita a una perfetta combinazione di comfort, vivibilità e sportività. Come ogni anno, ad accompagnare Ferretti Group nei giorni di Salone ci sarà un’esclusiva selezione di brand del lusso nazionali e internazionali: Range Rover, partner automotive ufficiale, che trasporterà a bordo dei suoi modelli di punta clienti ed armatori, Flexjet, leader nella business aviation, seguiti da Frette, Venini, Lanerossi e Zimmer+Rohde, mentre RODA e Nodoitalia firmano gli eleganti arredi da esterno. Tra i partner italiani, Dolce&Gabbana, che ha fornito le uniformi per il team Ferretti Group, Lavazza con le nuove intense creazioni, insieme a La Scolca e Ruinart che proporranno selezioni pregiate di vini e champagne. Completano il gruppo dei partner lo Yacht Club de Monaco, Bang & Olufsen, Atelier Rebul con i diffusori e i prodotti bagno, Cassigoli, e Limentani per soft decor, e Seabob con i water toys personalizzati.  
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