Categorie
Adnkronos News

Cobolli in finale Atp Monaco, Zverev battuto in 2 set

(Adnkronos) – Flavio Cobolli vola in finale nel torneo Atp di Monaco. L'azzurro, testa di serie numero 4, in semifinale batte il tedesco Alex Zverev, testa di serie numero 1 , per 6-3, 6-3 oggi 18 aprile. Cobolli, dopo l'exploit contro il numero 3 del mondo, attende in finale il vincente della seconda semifinale tra lo statunitense Ben Shelton, numero 2 del tabellone, e lo slovacco Alex Molcan. Cobolli va a caccia del quarto titolo della carriera e del secondo stagionale dopo quello vinto a Acapulco. In attesa della finale, raggiunta senza cedere nemmeno un set, il romano si gode il primo successo contro Zverev e la prima vittoria contro un top 5. 
—sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Prato, giovane precipita dal secondo piano e muore: nel corpo 97 ovuli di droga

(Adnkronos) – Un giovane di nazionalità cinese è precipitato da una finestra al secondo piano di una palazzina in via Zipoli a Prato. Sul posto, venerdì 17 aprile, sono intervenute numerose pattuglie delle forze dell’ordine e i sanitari del 118. Le condizioni del giovane sono apparse immediatamente critiche. I soccorritori hanno tentato a lungo di rianimarlo prima del trasporto d’urgenza all’ospedale Santo Stefano, dove è deceduto poco dopo a causa dei gravi traumi riportati nell’impatto, in particolare a livello cranico e toracico. Sulla vicenda resta il massimo riserbo da parte degli investigatori, che stanno lavorando per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. In una prima fase si era ipotizzato un gesto volontario, anche perché la vittima è stata trovata senza documenti. Con il proseguire degli accertamenti, tuttavia, è emersa una possibile pista legata al traffico di sostanze stupefacenti: nel corpo del giovane sarebbero stati rinvenuti numerosi ovuli contenenti droga (sembra 97), uno dei quali si sarebbe danneggiato in seguito alla caduta. Gli inquirenti stanno valutando tutte le ipotesi, compresa quella che il giovane possa essere stato coinvolto come corriere e che la caduta non sia stata accidentale o volontaria. Non si esclude la presenza di altre persone nell’appartamento da cui è precipitato. La Procura ha avviato un’indagine per fare piena luce sull’accaduto. 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Gianni Morandi show a Milano, a sorpresa arriva Tredici Pietro: il duetto dopo Sanremo

(Adnkronos) –
Gianni Morandi e Tredici Pietro di nuovo insieme. Ieri alla data milanese – all'Unipol Forum – del tour del cantautore italiano è salito a sorpresa sul palco il figlio Pietro Morandi, in arte Tredici Pietro. Un momento padre-figlio che ha ricordato il duetto sul palco del Festival di Sanremo 2026 quando, al contrario, era stato Tredici Pietro a 'ospitare' sul palco l'eterno ragazzo.  E Morandi ha voluto restituire il gesto, invitando il figlio sul palco di uno dei palazzetti più importanti di Italia. Insieme hanno duettato sulle note di 'Vita', il brano che ormai funziona come una sorta di ponte tra le due generazioni, tra i loro mondi musicali. Dopo, Morandi ha dato la possibilità al figlio di intonare 'Uomo che cade', il brano con cui ha gareggiato alla kermesse canora. E lo ha fatto indietreggiando, lasciandolo da solo davanti a un pubblico enorme.  Con gli occhi lucidi, Morandi ha detto: "Ti guardavo e pensavo sei fortunato, perché prima di portarmi all'ospizio – a metà tra ironia e commozione – abbiamo cantato insieme sul palco del Forum". "Grazie papà, signor Morandi", ha aggiunto Tredici Pietro abbracciandolo.   
—spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Muore a 14 anni e dona il corpo alla scienza: la storia di Nicole e il tumore Dipg

(Adnkronos) – Donare il corpo alla scienza dopo la morte: lo ha fatto Nicole Panarelli, 14enne morta per un tumore aggressivo (il glioma pontino intrinseco diffuso o Dipg), il cui "atto d'amore assoluto" è stato raccontato dalla mamma Antonietta Cimino in una lettera pubblicata sul 'Corriere della Sera'. "In un mondo che spesso volta lo sguardo davanti al dolore dei bambini – scrive la madre – una ragazzina di 14 anni ha scelto di offrire se stessa affinché altri, dopo di lei, possano avere una speranza che a lei è stata negata. E' un gesto di un'elevatezza civile e umana che appartiene all'Italia e non può restare nel silenzio. Il glioma pontino intrinseco diffuso è un nemico quasi invisibile per i grandi media, ma Nicole l'ha guardato in faccia e ha deciso di consegnare ai medici l'unica 'arma' rimasta: la conoscenza che il suo corpo può offrire per trovare una cura".  Ma che cos'è il cancro che ha stroncato la vita di Nicole? Il glioma diffuso intrinseco del ponte (dall'acronimo inglese Diffuse Intrisic Pontine Glioma, Dipg) – spiega un focus dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma – è un tumore tipico dell'età pediatrica: in Italia ogni anno vengono diagnosticati all'incirca 25-30 casi, con un picco di incidenza tra i 5 e i 10 anni; rari casi vengono diagnosticati nei bambini di età inferiore ai 3 anni o negli adulti. Il Dipg è una neoplasia che deriva dalle cellule della glia, il tessuto che sostiene e fornisce nutrimento alle cellule del sistema nervoso centrale. Si tratta di una malattia molto aggressiva che coinvolge in più del 50% dei casi il tronco encefalico, la parte del sistema nervoso centrale che sta alla base del cervello e che lo collega al midollo spinale. Più esattamente il Dipg colpisce una regione del tronco encefalico, il ponte, dove risiedono i centri di regolazione di funzioni vitali per l'organismo, come il respiro e l'attività cardiaca. La caratteristica principale di questo tumore è l'infiltrazione delle strutture in cui si sviluppa; questa caratteristica, associata alla sede particolare, rende questo tumore non asportabile chirurgicamente. Il glioma pontino intrinseco diffuso si presenta solitamente con: una storia recente di alterazioni dell'equilibrio; difficoltà nel movimento di una metà del corpo; strabismo; paralisi dei muscoli della faccia; disturbi nel movimento degli occhi, con visione doppia; difficoltà nella deglutizione. Questi ultimi sintomi – chiariscono gli esperti dell'Irccs della Santa Sede – dipendono dal coinvolgimento dei nervi cranici, che originano proprio nel ponte o nelle zone vicine. Raramente i bambini possono presentare sintomi più aspecifici come cefalea, nausea e vomito. La diagnosi avviene comunque per via radiologica, attraverso un esame di risonanza magnetica con mezzo di contrasto dell'encefalo, il sistema nervoso centrale contenuto nel cranio. Alla risonanza il Dipg ha un aspetto caratteristico ed esistono specifici criteri internazionalmente riconosciuti per la diagnosi in risonanza magnetica. Il prelievo (biopsia) della lesione è riservato ai casi dubbi alla risonanza.  La terapia del Dipg rappresenta una sfida ancora aperta nel campo dell'oncologia pediatrica, si legge nella scheda del Bambino Gesù, aggiornata al 2021, che descrive una prognosi infausta: meno del 10% dei bambini affetti sopravvive a 2 anni dalla diagnosi e la sopravvivenza globale è attorno al 2% a 5 anni. Negli ultimi anni qualche luce sembra essersi accesa. Nel 2025 l'Agenzia italiana del farmaco Aifa ha approvato una nuova combinazione terapeutica per i gliomi diffusi della linea mediana, tra cui il glioma diffuso intrinseco del ponte. Il protocollo autorizzato, rimborsato dal Servizio sanitario nazionale, prevede la somministrazione concomitante dell'anticoropo monoclonale nimotuzumab e del chemioterapico vinorelbina durante la radioterapia. Il mix è stato sviluppato presso l'Irccs Istituto nazionale tumori (Int) di Milano, che ha riportato un aumento della sopravvivenza mediana da 10 a 14,5 mesi e ha riferito di un piccolo gruppo di bimbi che si possono considerare guariti. Tra i filoni di ricerca contro il Dipg, sono in corso anche studi internazionali che valutano l'immunoterapia con cellule Car-T.   E' unLa scelta della ragazza è possibile in Italia "in seguito all'approvazione della legge 10/2020, conosciuta anche come 'legge Sileri', e al successivo decreto attuativo (Dpr 10 aprile 2023, n. 47) che ha dettagliato requisiti e procedure per la donazione post mortem del corpo e dei tessuti". Nei primi 3 anni "sono oltre 50 i corpi pervenuti ai 10 centri di riferimento presenti in 7 regioni italiane, segno che il percorso è ormai avviato". Tuttavia "restano ancora tabù, dubbi e reticenze da superare, spesso legati a una scarsa consapevolezza", nonché 'paletti' nell'organizzazione del dono. Questo è il quadro tracciato nel giugno scorso durante il convegno pubblico 'Donazione di corpo post-mortem: quando la generosità si fa scienza', organizzato a Sesto San Giovanni nell'hinterland milanese dall'Irccs MultiMedica, con il patrocinio dell'università Statale di Milano e di Siai (Società italiana di anatomia e istologia). Sul tema serve "creare una vera cultura in tutto il Paese", spiegavano gli esperti. E "affinché l'attuale normativa possa essere applicata in modo più omogeneo" lungo la Penisola, "occorre superare gli ostacoli organizzativi ancora presenti, formare il personale sanitario e rafforzare il coordinamento tra i centri e le Asl, che hanno il compito di ricevere e registrare le disposizioni di volontà". L'evento meneghino riuniva per la prima volta i 10 centri italiani riconosciuti dal ministero della Salute per la conservazione e l'impiego etico dei corpi dei defunti a fini di studio, formazione e ricerca scientifica, pochi giorni dopo l'avvio della campagna di sensibilizzazione nazionale 'Da parte mia' (www.dapartemia.it), finanziata dal ministero della Salute e affidata alla Regione Emilia Romagna, in collaborazione con l'università di Bologna. "Dal numero di richieste che riceviamo da parte dei cittadini notiamo che la sensibilità riguardo al tema sta aumentando – ha affermato in quell'occasione Giorgio Pajardi, direttore scientifico del Centro di riferimento per la conservazione e l'utilizzo dei corpi dei defunti dell'Irccs MultiMedica, ordinario di Chirurgia plastica e ricostruttiva in UniMi – In MultiMedica siamo passati da 6 manifestazioni di interesse pervenute nel periodo 2020-2024 a 13 nel 2024 e a 16 nei primi 6 mesi del 2025", ha riferito, auspicando la messa in campo di "un impegno condiviso e multidisciplinare, per promuovere la conoscenza e l'applicazione della normativa".   La manifestazione del consenso – hanno ricordato in occasione del summit milanese gli esperti dei 10 centri di riferimento distribuiti tra Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Molise e Sardegna – avviene tramite una dichiarazione scritta, che può essere un atto notarile o una scrittura privata semplice, da autenticare presso il Comune dove si risiede e da consegnare poi all'azienda sanitaria di appartenenza. Occorre indicare un fiduciario, il cui compito sarà tutelare la scelta del donatore dopo il decesso. Una volta impiegate per scopi scientifici o didattici, le spoglie verranno restituite dal centro alla famiglia in condizioni dignitose, entro 12 mesi.  Queste le strutture autorizzate alla conservazione e all'impiego dei corpi dei defunti a scopo di ricerca: Cadaver Lab – Irccs MultiMedica, Milano; Cadaver Lab – Irccs ospedale San Raffaele Gruppo San Donato, Milano; Settorato Anatomico dell'università degli Studi di Brescia; Istituto di Anatomia umana dell'università degli Studi di Padova; Centro di Anatomia dell'università di Bologna; Azienda Usl Toscana Nord Ovest – Struttura Uoc Medicina legale di Lucca; Tanatocentrum dell'università degli Studi di Firenze; Uos Coordinamento delle attività di settorato della Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma; Cadaver Lab – Irccs Istituto neurologico mediterraneo Neuromed di Pozzilli (Isernia); Azienda ospedaliero universitaria di Sassari.  
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Il sondaggio: 63% italiani non ha fiducia in Trump. Oltre la metà favorevole a stop sanzioni Russia per gas e petrolio

(Adnkronos) – L'82% degli italiani ritiene che la tregua in Iran non reggerà, contro il 18% che si dice convinto del contrario. E' quanto emerge da un sondaggio condotto dall'Istituto Piepoli il 13 aprile scorso su un campione di 500 maggiorenni. La stessa rilevazione indica che il 63% degli interpellati non ha alcuna fiducia nel presidente americano, il 17% ne ha poca, l'8% abbastanza e solo il 5% ne ha molta. Il 7% degli intervistati invece ha detto di non avere alcuna opinione. Il 22% degli italiani sarebbe molto favorevole ad uno stop alle sanzioni alla Russia per gas e petrolio, stando a quanto emerge dal sondaggio. Il 30% sarebbe abbastanza favorevole, il 18% poco, il 18% per nulla, mentre il 12% non ha un'opinione. Dalla rilevazione condotta il 13 aprile scorso emerge anche che tra il 30% di abbastanza favorevoli allo stop alle sanzioni il 63% è fra gli elettori di centrodestra (67% Fdi, 60% Fi e 47% Lega), il 35% di centrosinistra e il 63% del M5S. Il 43% degli italiani definisce positiva la notizia della sconfitta del premier ungherese Viktor Orban alle elezioni del 12 aprile scorso. Il 35% ha detto di non avere avuto una reazione né positiva né negativa, il 12% negativa, mentre il 10% non sa. Fra il 43% che ha avuto una reazione positiva, il 32% è tra gli elettori del centrodestra, il 74% tra quelli di centrosinistra e il 46% tra quelli del M5S. Fra gli interpellati che non hanno indicato alcuna reazione, il 49% è tra gli elettori di centrodestra, il 15% tra quelli di centrosinistra e il 38% del M5S. Silvia Salis leader del campo largo per il 56% degli elettori del Campo largo, rivela il sondaggio dell'Istituto Piepoli, dal quale risulta anche che l'ok alla sindaca di Genova ottiene come valore un 62 dal centrosinistra e un 41 dal M5s. Il no a Salis leader si ferma al 44% (38 dal Csx e 59 dal M5S). Agli elettori del Campo largo è stato anche chiesto se preferirebbero le primarie o direttamente l'investitura di Salis come leader: il 53% ha indicato le primarie (55 dal Csx e 52 dal M5S), mentre il 30% preferirebbe direttamente Salis leader (33 dal Csx e 25 dal M5S). Non sa il 17%.  
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Giovani musicisti incontrano Gustavo Dudamel al Teatro San Carlo di Napoli

(Adnkronos) – Trentacinque giovani musicisti dell’Orchestra Sanitansamble di Napoli hanno incontrato il maestro Gustavo Dudamel al Teatro di San Carlo, dando continuità al percorso avviato lo scorso anno a Roma con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia all’Auditorium Parco della Musica, dove avevano già avuto l’opportunità di interagire con il direttore venezuelano. Un momento intenso di crescita e condivisione, vissuto con il presidente Antonio Lucidi e i maestri Paolo Acunzo e Gabriele Bernardo, testimoni di un’esperienza che continua a ispirare e a costruire futuro. 
—spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Vicenza, rapina choc in villa ex senatore Lega Filippi: lui minacciato con una pistola, la famiglia sotto sequestro per un’ora

(Adnkronos) – E' di tre milioni di euro il bottino della rapina compiuta ieri sera verso le 23 nella villa dell'ex senatore della Lega Alberto Filippi, ad Arcugnano (Vicenza), la cui famiglia è stata tenuta sotto sequestro per circa un'ora. L'imprenditore vicentino è stato sorpreso alle spalle da quattro banditi armati e a volto coperto mentre rientrava a casa. Puntandogli una pistola in fronte l'hanno costretto ad aprire la porta della villa, dove all'interno c'erano la moglie con le due figlie piccole. Per circa un'ora l'intera famiglia di Filippi è stata sequestrata sotto la minaccia delle armi nella camera da letto al piano superiore della villa.  Al piano inferiore l'ex senatore, sotto la minaccia di un cacciavite, è stato costretto ad accompagnare il resto della banda a rovistare in ogni angolo della villa. I rapinatori si sono impossessati di orologi, preziosi e borse di valore. Una volta fuggiti i banditi, l'imprenditore, ancora scosso, ha recuperato un telefono per avvertire le forze dell'ordine. Le indagini sono affidate ai carabinieri. Secondo quanto raccontato da Filippi al Giornale di Vicenza la banda "non era composta da italiani".  
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Rigurgito acido, disfagia e in alcuni casi tosse persistente, voce rauca o mal di gola. Cos’è l’esofago di Barrett

(Adnkronos) – L'esofago di Barrett è una condizione spesso silenziosa e poco diagnosticata. A fare il punto è Gianluca Esposito, dirigente medico dell'Uoc delle Malattie dell'apparato digerente dell'Azienda ospedaliero-universitaria Sant'Andrea di Roma, esperto in Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva. Che cos'è l'esofago di Barrett? "L'esofago di Barrett è una complicanza, per fortuna rara, del reflusso gastroesofageo, in cui la mucosa dell'esofago distale si trasforma in tessuto simile a quello intestinale (metaplasia), causata dall'acido che risale dallo stomaco. E' considerato una condizione precancerosa", spiega Esposito. Quali sono i sintomi che dovrebbero metterci in allarme? "I sintomi più comuni sono quelli tipici del reflusso, come il bruciore al petto (pirosi retrosternale) e la sensazione di rigurgito acido che risale verso la gola. A questi – prosegue – possono aggiungersi difficoltà a deglutire (disfagia), dolore toracico non cardiaco e, in alcuni casi, sintomi atipici come tosse persistente, voce rauca o mal di gola. E' però importante ricordare che l'esofago di Barrett può non dare alcun sintomo anche in una buona parte dei casi (50-60%), rendendo più difficile sospettarlo solo sulla base dei disturbi". "Chi soffre di reflusso da molto tempo dovrebbe prestare attenzione a eventuali cambiamenti – suggerisce lo specialista – come la sensazione che il cibo si blocchi durante il suo passaggio in esofago, il dolore mentre si mangia, una perdita di peso non spiegata o un peggioramento improvviso dei sintomi. Anche la comparsa di vomito, anemia o segnali di sanguinamento digestivo, come feci scure, rappresenta un campanello d'allarme che necessitano l’esecuzione di una gastroscopia". Chi rischia di più di sviluppare questa patologia? "Alcune persone hanno una probabilità maggiore di sviluppare questa condizione. Gli uomini sono più colpiti rispetto alle donne e il rischio tende ad aumentare con l'età, soprattutto dopo i cinquant'anni. Anche chi soffre di sintomi da reflusso da molti anni, chi è in sovrappeso o fuma e chi ha familiari con esofago di Barrett o tumore dell'esofago presenta una maggiore predisposizione", evidenzia Esposito. Perché è considerata una condizione pericolosa? "L’esofago di Barrett è una condizione seria perché può rappresentare una fase iniziale nel percorso che porta allo sviluppo di un tumore dell'esofago – avverte l'esperto – Le cellule, continuamente esposte all'acido, cambiano nel tempo e diventano più simili a quelle intestinali (metaplasia), con una maggiore probabilità di trasformarsi in cellule tumorali (prima displasia e poi neoplasia). Il problema è che questa evoluzione può avvenire lentamente e senza segnali evidenti, motivo per cui il monitoraggio è fondamentale per individuare eventuali cambiamenti nelle fasi iniziali e trattarli". Come avviene la diagnosi di esofato di Barrett? "La conferma richiede un percorso diagnostico specifico. Prima di tutto – illustra Esposito – si esegue la gastroscopia di qualità con cromoendoscopia. Attraverso un endoscopio (un tubicino flessibile con telecamera), il medico osserva direttamente la mucosa esofagea. Durante l'esame si cerca un cambiamento nel colore e nell'aspetto della mucosa: quella normale è rosa pallido, mentre quella di Barrett appare di colore salmone o rosso-arancio. Nel corso della gastroscopia, in caso di sospetto di Esofago di Barrett, vengono eseguite delle biopsie multiple specifiche secondo un protocollo ben definito. Si prelevano piccoli campioni di tessuto e successivamente si effettua l’esame istologico. La cromoendoscopia virtuale ed eventualmente anche l'utilizzo dell'acido acetico permettono di evidenziare aree sospette di trasformazione dove eventualmente effettuare biopsie target". Quali sono le cure disponibili oggi? "La terapia dipende dalla presenza o meno di displasia o neoplasia – precisa lo specialista – Nei pazienti con esofago di Barrett senza displasia si utilizzano farmaci che riducono l'acidità dello stomaco (inibitori di pompa protonica), così da limitare il reflusso acido, associati a cambiamenti nello stile di vita, come perdere peso, smettere di fumare ed evitare di sdraiarsi subito dopo i pasti. Quando sono presenti displasia (alterazione delle cellule) o in casi selezionati di forme tumorali molto iniziali, si può intervenire con tecniche endoscopiche avanzate, come ablazione o resezione, evitando interventi più invasivi. Come già detto, è indispensabile una sorveglianza periodica con controlli che per esempio al Sant'Andrea siamo in grado di garantire. Non sono molti i casi che ci capitano nel corso di un anno. Sicuramente, quando il paziente arriva in ospedale lamenta i sintomi già da diversi mesi. Questo perché la diagnosi di questa malattia richiede esperienza e un occhio clinico particolarmente attento". 
—salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Brindisi, uomo ucciso in casa durante lite: un arresto

(Adnkronos) – Omicidio a Torre Canne, nel comune di Fasano, nel brindisino: vittima un 41enne, ucciso nell'abitazione dove si trovava ai domiciliari per reati in materia di sostanze stupefacenti. I carabinieri della compagnia di Fasano e del Nucleo Investigativo di Brindisi hanno arrestato un uomo di 40 anni, ritenuto responsabile del delitto.  Secondo una prima ricostruzione, tra i due uomini sarebbe scoppiata una violenta lite, sfociata in una colluttazione nel corso della quale l’aggressore avrebbe colpito ripetutamente la vittima in diverse parti del corpo con un oggetto contundente. E' stato lo stesso aggressore a contattare poi la centrale operativa dei carabinieri, ricostruiscono i militari, confessando l’omicidio.  I militari dell’Arma, arrivati immediatamente sul posto, hanno bloccato l’uomo e messo in sicurezza l’area. Sono intervenuti anche i militari del Nucleo Investigativo per i rilievi tecnici volti a ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e a individuare l’arma utilizzata. L’arrestato è stato portato nella caserma della compagnia di Fasano e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria. 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Sicilia, Gruppo Gandolfo lancia ‘Gan Energia’

(Adnkronos) – Dalle origini nel commercio di gasolio agricolo nel 1975 fino alla nuova frontiera delle energie rinnovabili e dei biocarburanti, il Gruppo Gandolfo annuncia il lancio di Gan Energia, la nuova società dedicata al mercato "gas and power". Le radici dell’azienda risalgono al 1975, quando il nonno Francesco dell’attuale CEO, rientrato da un’esperienza in Venezuela, avviò a Sambuca di Sicilia un’attività legata al gasolio agricolo. Attraverso tre generazioni, il Gruppo è cresciuto fino a diventare un player di riferimento nel settore energetico siciliano. A guidare il progetto è Francesco Gandolfo, CEO del Gruppo: "Gan Energia rappresenta un'evoluzione naturale della nostra storia. Se mio nonno partì con il gasolio agricolo e mio padre si espanse in quello industriale, oggi la transizione energetica ci impone di guardare alle energie pulite con la stessa determinazione che ci ha portato fin qui, ampliando il nostro impegno per rispondere a un nuovo bisogno: un’energia che non alimenta solo i viaggi, ma anche le case e le imprese dei nostri clienti. Offrire 'bollette pulite' e trasparenti è il nostro obiettivo, mantenendo fiducia, vicinanza e filiera corta, valori che ci contraddistinguono da quasi cinquant'anni. Non vogliamo solo produrre o gestire energia, ma generare valore economico e sociale, creando occupazione e innovazione a partire dalle nostre competenze storiche.”  La presentazione di Gan Energia si è svolta a Villa Igiea durante l’evento "Energie e sinergie sostenibili", simbolo della nuova direzione aziendale, alla quale hanno partecipato, tra gli altri, Edy Tamajo, assessore alle attività produttive della Regione Siciliana, Mimma Calabrò e Pietro Alongi, rispettivamente assessore alle politiche sociali e ambientali del Comune di Palermo e Giuseppe Miroddi, Responsabile Area Corporate Sicilia di UniCredit. “UniCredit accompagna il percorso di crescita del Gruppo Gandolfo già da diversi anni – ha sottolineato Salvatore Malandrino, Regional Manager Sicilia di UniCredit – sostenendo investimenti orientati all’innovazione e alla transizione energetica. Iniziative come il lancio di Gan Energia confermano la visione di un’impresa capace di coniugare sviluppo industriale e sostenibilità ambientale. Come banca, continuiamo a essere al fianco delle realtà imprenditoriali che scelgono modelli di business responsabili e concreti, contribuendo alla creazione di valore duraturo per l’economia siciliana”. FG Holding Benefit, la nuova struttura del Gruppo, pone al centro del proprio statuto il beneficio comune, la sostenibilità ambientale, sociale e di governance, e la transizione energetica. L'ingresso nel settore energetico con Gan Energia rappresenta dunque una scelta strategica e consapevole in ottica ESG. Il Gruppo ha acquisito un parco fotovoltaico da 1 MWp nel Comune di Castellammare del Golfo, capace di produrre 1,5 GWh all’anno. Il 40% del fabbisogno aziendale sarà coperto internamente, azzerando le emissioni di CO2, mentre il restante 60% verrà fornito ai clienti, garantendo energia 100% green a prezzi fissi. Parallelamente, il Gruppo Gandolfo è protagonista di una grande operazione industriale nel settore carburanti: insieme a EOS guiderà il rilancio del ramo di Europam, con un investimento di circa 50 milioni di euro e il controllo del 95% di oltre 200 impianti nel Nord Italia. Il Gruppo ha convertito il deposito di via Messina Marine e alcune stazioni per l’erogazione di HVO, un biocarburante derivato da scarti vegetali e animali che riduce le emissioni fino all’85-90%. Sono previsti inoltre impianti di ricarica elettrica e sistemi di Intelligenza Artificiale per ottimizzare i percorsi della flotta, riducendo ulteriormente l’impatto ambientale. Gan Energia è entrata nel mercato nel settembre 2025, distinguendosi dai grandi operatori e raggiungendo rapidamente un fatturato di 5 milioni di euro. "Abbiamo lanciato la politica delle 'bollette pulite': tariffe trasparenti con sole tre voci in fattura. A differenza delle multinazionali – spiega Gandolfo – puntiamo sulla vicinanza al cliente e sulla filiera corta. Il legame con il territorio resta centrale: la 'Sambuca special' a spread zero è dedicata ai residenti di Sambuca di Sicilia, dove abbiamo aperto anche il primo sportello fisico, il 'Gan Point'. La sostenibilità è parte integrante del modello di business, sviluppato insieme agli stakeholder, con l’obiettivo di costruire relazioni trasparenti e promuovere un uso consapevole dell’energia". Il team operativo è composto in prevalenza da donne; le nuove assunzioni nella rete vendita daranno impulso all’occupazione in Sicilia, valorizzando le risorse locali. Con quasi 50 anni di storia, il Gruppo Gandolfo è una delle principali realtà siciliane nel settore oil e logistica. Conta circa 50 stazioni di servizio su strada, 4 impianti marini (Palermo, Catania, Trapani e Agrigento), 4 depositi commerciali, una flotta di mezzi di proprietà e oltre 50 dipendenti diretti (con un indotto di oltre 200 persone). Con un fatturato di gruppo di circa 140 milioni di euro, l’azienda guarda al futuro attraverso innovazione tecnologica e transizione ecologica. 
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)