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Anarchici morti, Piantedosi: “La minaccia eversiva è reale”

(Adnkronos) – "Il recente episodio in cui due militanti della galassia anarchica hanno perso la vita mentre costruivano un ordigno non è una notizia da archiviare in fretta: è la conferma che la minaccia eversiva è reale, presente, attiva". Sono le parole del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi nel discorso pronunciato in occasione della cerimonia per il 174esimo anniversario della fondazione della Polizia in piazza del Popolo a Roma. "La Polizia – ha detto – svolge un ruolo fondamentale nella prevenzione, nel monitoraggio dei fenomeni di radicalizzazione e nella protezione degli obiettivi sensibili".  "Mentre arretra l’immagine di una sicurezza pensata per compartimenti stagni, le minacce si evolvono repentinamente: criminalità economica, fenomeni predatori diffusi, tensioni sociali nei contesti urbani, impatto delle nuove tecnologie, flussi migratori incontrollati", ha aggiunto il ministro. "Dietro molti di questi fenomeni ci sono fratture economiche e culturali, alcune anche di matrice globale, che possono ricomporsi solo con un’efficace azione pubblica che chiami in causa tutte le Amministrazioni coinvolte, dallo Stato agli Enti locali, passando per i tanti esempi virtuosi della società civile", ha aggiunto. "Con il decreto sicurezza – ha aggiunto – abbiamo cambiato la logica con cui lo Stato si rapporta ai propri agenti. Chi usa legittimamente la forza o agisce per necessità non sarà più automaticamente iscritto nel registro degli indagati. Perché non è accettabile che la difesa della legalità e dei cittadini diventi immediatamente un marchio sulla carriera di chi serve lo Stato". "Non si è trattato di garantire improbabili scudi immunitari, ma di limitare forme radicate di presunzione di colpevolezza", ha aggiunto. 
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Weekend nero per i treni in Italia

(Adnkronos) – Weekend nero per i treni in Italia. Dopo i problemi legati alla frana a Petacciato in Molise, da sabato si ferma anche l'alta velocità tra Roma e Firenze per lavori. Disagi per migliaia di viaggiatori.  
"https://cms.radiosei.dev.toyou.it/wp-content/uploads/2026/04/10042026_VIDEONEWS_1100_1.mp4"—multimedia/news-to-gowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Stefano Gabbana lascia la presidenza, Dolce & Gabbana: “Nessuna influenza sull’attività creativa”

(Adnkronos) –
Dolce&Gabbana ha confermato che Stefano Gabbana ha lasciato la presidenza del gruppo, ma ha chiaroto che la novitò non avrà alcun impatto sull'attività creativa della maison. D
opo l’anticipazione diffusa da Bloomberg, il gruppo conferma in una nota un passaggio rilevante sul fronte della governance, precisando però i contorni della decisione e ridimensionando eventuali interpretazioni legate al ruolo creativo di Stefano Gabbana: "Il Gruppo Dolce&Gabbana nell’ambito di un naturale percorso di evoluzione organizzativa e di governance conferma che Stefano Gabbana ha rassegnato a far data dal primo gennaio 2026 le sue dimissioni dalle cariche nelle società Dolce & Gabbana Holding Srl, Dolce & Gabbana Trademarks Srl e Dolce & Gabbana Srl. Tali dimissioni non hanno alcuna influenza sulle Attività Creative svolte a favore del Gruppo dal medesimo Stefano Gabbana". Sul tema del debito "l'azienda, al momento, non ha nulla da dichiarare in quanto la negoziazione con le banche è ancora in corso".

  La presa di posizione arriva dopo l’indiscrezione secondo cui Stefano Gabbana ha lasciato la presidenza, ora passata ad Alfonso Dolce, aprendo una fase delicata per gli equilibri interni del gruppo. Secondo quanto riportato da Bloomberg, lo stilista starebbe inoltre valutando il futuro della sua quota del 40%, uno scenario che potrebbe segnare un punto di svolta nella struttura proprietaria della maison. Sul piano finanziario, sempre secondo l’agenzia, il gruppo starebbe affrontando le conseguenze del rallentamento del settore del lusso, con l’obiettivo di negoziare con gli istituti di credito una ristrutturazione del debito pari a circa 450 milioni di euro. Tra le opzioni sul tavolo figurerebbero anche la richiesta di nuova liquidità fino a 150 milioni, la possibile cessione di asset immobiliari e il rinnovo di alcune licenze strategiche. Al momento, l’azienda mantiene una linea prudente, evitando commenti specifici sul fronte finanziario e ribadendo che le trattative con le banche sono ancora in corso.  
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Tornano ‘I Cesaroni’, bagno di folla per il cast al teatro Palladium di Roma

(Adnkronos) –
I Cesaroni chiamano, i fan rispondono. Fin dalle prime ore di questa mattina, una lunga coda di persone abbraccia il Teatro Palladium di Roma – nel quartiere Garbatella, simbolo della serie cult – in attesa di incontrare il cast, a partire dall’attore e regista Claudio Amendola, che oggi presenterà ‘I Cesaroni – Il ritorno’, in onda dal 13 aprile su Canale 5. L’atmosfera è quella delle grandi occasioni: famiglie, adolescenti cresciuti con la serie, curiosi e nostalgici si sono messi in coda per un posto in platea e per strappare un autografo o un selfie con protagonisti. Un entusiasmo che conferma quanto l’immaginario dei Cesaroni sia rimasto vivo, nonostante gli anni trascorsi dall’ultima stagione.  Mentre attendono l’arrivo dei loro beniamini, cantano a squarciagola la sigla in filodiffusione interpretata da uno dei volti storici della serie, Matteo Branciamore. “Siamo cresciute con ‘I Cesaroni’, rappresentano tutto per noi”, dicono all’Adnkronos le ventenni Marta ed Eleonora, in fila con l’emozione negli occhi. “Mi hanno aiutato a crescere, a relazionarmi con la vita. Grazie a loro sono uscita di casa, ero molto timida”, dice Barbara, 25 anni. “Ma restavo anche a casa per guardarli”, dice ridendo la fan. Ma c’è anche Alisia, 24 anni, che è “cresciuta con l’amore per Mimmo Cesaroni (interpretato da Federico Russo, ndr). E poi, Simone, 30 anni, arrivato da Torino con la sua chitarra con il sogno di cantare la sigla insieme a Branciamore: “Per me rappresentano l’adolescenza, sono famiglia. Grazie a loro mi sono avvicinato alla musica”. 
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Acqua, Fabio Ciciliano nominato Commissario straordinario nazionale, firmato primo atto

(Adnkronos) – Il presidente del Consiglio dei ministri ha conferito al Prefetto Fabio Ciciliano, Capo del Dipartimento della Protezione Civile, l'incarico di Commissario straordinario nazionale per l'adozione di interventi urgenti connessi al fenomeno della scarsità idrica. La nomina, disposta con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 9 aprile 2026, segue la cessazione dell'incarico del dott. Nicola Dell'Acqua, avvenuta il 31 dicembre 2025. La durata del Commissario straordinario e della relativa Struttura di missione è stata prorogata fino al 31 dicembre 2027 dalla legge di bilancio 2026. Già nella giornata di ieri, il nuovo Commissario ha firmato il suo primo atto: il decreto commissariale n. 48, con il quale è stata disposta con carattere d'urgenza la proroga fino al 30 ottobre 2026 dell'esercizio provvisorio della cosiddetta 'Fase 1' dell'impianto di dissalazione di Porto Empedocle. In assenza del provvedimento, a partire da oggi il soggetto attuatore Siciliacque S.p.A. avrebbe dovuto disporre lo spegnimento dell'impianto, con gravi conseguenze per l'approvvigionamento idrico dei cittadini dell'Agrigentino. L'impianto mobile di dissalazione, con una portata di 96 litri al secondo, rientra in un più ampio piano da circa 100 milioni di euro, di cui 90 milioni dal Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027 e 10 milioni dal bilancio della Regione Siciliana, per la realizzazione e messa in esercizio di tre dissalatori nei comuni di Porto Empedocle, Trapani e Gela, nell'ambito dell'emergenza idrica dichiarata in Sicilia dal Consiglio dei ministri nel maggio 2024 e prorogata nel maggio 2025. Il Commissario Ciciliano è pertanto intervenuto in via d'urgenza e in deroga alle ordinarie procedure autorizzative, a tutela della continuità dell'approvvigionamento idrico. Il decreto prevede che, qualora i lavori per la condotta sottomarina definitiva si concludano prima del termine del 30 ottobre 2026, la Fase 1 si intenderà conclusa e sarà immediatamente avviata la Fase 2. L'Università degli Studi di Palermo, attraverso il Centro di Sostenibilità e Transizione Ecologica, assicura il monitoraggio ambientale del corpo idrico ricettore delle salamoie. 
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Cinturrino, via all’incidente probatorio. Testimone: “Voleva uccidere Zack”

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Al via l'incidente probatorio per ascoltare i sei testimoni dell'indagine su Carmelo Cinturrino, il poliziotto in carcere per aver ucciso Abderrahim Mansouri, lo scorso 26 gennaio, in un controllo anti droga nel bosco di Rogoredo e indagato per oltre 30 capi di imputazione. Davanti al giudice Domenico Santoro – alla presenza dell'assistente capo del commissariato Mecenate detenuto nel carcere di San Vittore, delle difese, del pubblico ministero Giovanni Tarzia e del procuratore capo Marcello Viola – sta parlando il primo teste.  "Diceva che voleva ammazzarlo, volevo dirlo a Zack (nomignolo della vittima, ndr),taglieggiava anche noi consumatori" le parole del giovane contro Cinturrino. "Voleva soldi e droga da tutti, picchiava con il martello, teneva la droga e i soldi sequestrati" le poche frasi pronunciate a favore dei giornalisti. Accuse che hanno portato alla contromossa della difesa di Cinturrino che ha denunciato i testimoni (ora assistiti da un avvocato) per associazioni a delinquere, calunnia e false dichiarazioni.  L'incidente probatorio serve per cristallizzare le dichiarazioni dei testimoni, persone che gravitano intorno all'area di Rogoredo – già sentiti dal pubblico ministero – in vista dell'eventuale processo per il delitto del 28enne. L'inchiesta vede indagati, per diverse ipotesi di reato, anche altri sei poliziotti dello stesso commissariato e anche per loro è stato fissato l'incidente probatorio per ascoltare i testi. 
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Ascolti tv, ‘Uno Sbirro in Appennino’ su Rai1 vince con 23,7%

(Adnkronos) – La fiction 'Uno Sbirro in Appennino', in onda ieri su Rai1, ha vinto la sfida della prima serata con 4.008.000 di spettatori, pari al 23,7% di share. Medaglia d'argento con 'Stanno Tutti Invitati' su Canale 5 che ha incollato allo schermo 2.206.000 spettatori, con uno share del 17,1% mentre 'Piazzapulita' su La7 ha raggiunto 981.000 spettatori, totalizzando il 7% di share. Fuori dal podio troviamo 'Ore 14 Sera' su Rai2 che ha intrattenuto 847.000 spettatori (6,2% share) mentre 'Splendida Cornice' su Rai3 ha segnato 832.000 spettatori (5,2% share). Seguono: Italia1 con 'Sleepless – Il giustiziere' (807.000 spettatori, 4,2% share); Rete4 con 'Dritto e Rovescio' (761.000 spettatori, 5,9% share); Tv8 con Europa League – Porto-Nittingham Forest (622.000 spettatori, 3,1% share) e Nove con 'Cash or Trash – La Notte dei Tesori' (284.000 spettatori, 1,6% share).  In access prime time testa a testa tra Canale 5 e Rai1. La Ruota della Fortuna ha raccolto 5.088.000 spettatori (23,8% share) mentre 'Affari Tuoi' ha raggiunto 5.068.000 spettatori (23,7% share). 
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Caterina Caselli compie 80 anni: il Casco d’Oro tra voce, talento e intuizione

(Adnkronos) –
Caterina Caselli compie 80 anni 0ggi 10 aprile. Classe 1946, la sua visione resta comunque quella di una donna che sa guardare avanti. Il 'Casco d'Oro' della canzone italiana – insignita del premio alla carriera dal Festival di Sanremo alla recente edizione condotta da Carlo Conti – non è solo un soprannome dovuto all'iconica acconciatura a caschetto che la rese famosa negli anni Sessanta: è il simbolo di una personalità che ha attraversato decenni di musica, costume e cultura popolare con la stessa energia di una giovanissima ragazza che cresceva a Magreta, frazione di Formigine, in provincia di Modena. Figlia di un salumiere socialista e di una magliaia, Caterina ha conosciuto presto il dolore: il suicidio del padre quando lei aveva quattordici anni le lasciò un segno indelebile, ma anche una determinazione silenziosa, la voglia di costruire la propria vita con le proprie regole. Dagli esordi in piccoli complessi emiliani alla partecipazione, a diciassette anni, a "Voci Nuove" di Castrocaro, Caselli ha mostrato subito una curiosità instancabile per la musica e lo spettacolo. Non era la ragazza che si accontentava di cantare: cercava di capire, di sperimentare, di mettersi in gioco. Trasferitasi a Milano, e poi a Roma, frequentò il celebre Piper, il tempio del Beat italiano, dove si esibiva non solo per farsi ascoltare, ma per condividere un'esperienza generazionale: ballare, cantare, sfidare la noia dei matusa e respirare la libertà dei giovani anni Sessanta. Il talento di Caselli emerge subito: la sua voce chiara e decisa, la capacità di interpretare brani che univano ironia, passione e modernità, le permisero di imporsi in un panorama dominato dagli uomini. Non era solo una cantante: era un personaggio capace di incarnare lo spirito di un'epoca. La sua carriera da interprete, negli anni Sessanta e Settanta, è costellata di successi: dal trionfo al Festivalbar con "Perdono", ai film musicali come "Io non protesto, io amo", da Saremo con "Nessuno mi può giudicare" fino a piccoli capolavori come "Insieme a te non ci sto più", che ancora oggi vengono considerati tra i vertici della canzone italiana per capacità interpretativa ed eleganza stilistica. Ma Caterina Caselli non si è fermata alla ribalta: il suo vero genio emerge dietro le quinte. Nel 1975, dopo il matrimonio con il discografico Piero Sugar e la nascita del figlio Filippo, decise di ritirarsi dalle scene per dedicarsi alla carriera di produttrice discografica. Con un fiuto eccezionale, ha scoperto e lanciato alcuni dei più grandi nomi della musica italiana: Andrea Bocelli, Elisa, i Negramaro, gli Avion Travel, Malika Ayane, Madame, Sangiovanni. La sua etichetta Ascolto, e successivamente il lavoro nella Sugar Music, hanno segnato decenni di successi, creando una filiera musicale capace di unire qualità artistica e intuizione commerciale. Caterina Caselli ha saputo attraversare generazioni di ascoltatori senza mai perdere identità. La sua figura è un ponte tra passato e presente: dagli anni del beat e dei balzi al Piper, agli scenari contemporanei in cui la musica è sempre più digitale e veloce, Caselli ha mantenuto uno sguardo lucido e raffinato, consapevole del valore della qualità e della ricerca del talento. Non c’è stata moda o tendenza capace di smuovere la sua convinzione: la musica deve emozionare, la carriera deve avere senso, e il talento va coltivato con rispetto. Oltre alla musica, Caterina Caselli ha lasciato un segno anche nel cinema e nella televisione. Dai film musicali degli anni Sessanta alle apparizioni in programmi come "Senza Rete" o il recente docufilm "Caterina Caselli – Una vita 100 vite", la sua presenza ha sempre trasmesso un equilibrio raro tra fascino e autorevolezza. E anche quando ha cantato di nuovo, come nel 2006 per il film "Arrivederci amore, ciao", vincendo il David di Donatello per la migliore canzone originale, o nel 2012 al Concerto per l'Emilia insieme a Francesco Guccini, ha dimostrato che la sua voce non invecchia, così come non invecchiano la sua curiosità e la sua energia creativa. Caterina Caselli è stata anche una figura simbolo della rivoluzione femminile silenziosa degli anni Sessanta. La sua immagine, il suo stile e il modo di cantare portavano con sé un messaggio chiaro: la donna può essere autonoma, libera, forte e creativa. La rivendicazione di spazi emotivi e affettivi nei testi delle sue canzoni precedeva il femminismo organizzato, incarnando una rivoluzione intima, privata, ma percepita da milioni di giovani ascoltatori. Oggi, il "Casco d'Oro" non è solo un ricordo iconico: è una testimonianza vivente di come talento, intelligenza, perseveranza e coraggio possano trasformare la storia di un'intera industria. Sessant'anni di carriera – tra palco, studio, management e produzione – fanno di Caterina Caselli un simbolo della musica italiana, ma anche della capacità di reinventarsi, di guidare, di ascoltare e di capire ciò che conta veramente. (di Paolo Martini) 
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ClioMakeUp derubata a Milano, lo choc: “Avevo la borsa accanto poi è sparita”

(Adnkronos) –
ClioMakeUp è stata derubata a Milano, in zona Pagano. L’influencer ha raccontato la disavventura in un video condiviso sui social dove, ancora sotto choc, ha spiegato che si trovava al ristorante per una pausa pranzo quando qualcuno le ha preso la borsa con dentro tutti i documenti.  “Mi hanno rubato la borsa con dentro tutto: chiavi della macchina, chiavi di casa, carta d’identità, tessera sanitaria”, ha raccontato Clio Zammatteo, suo vero nome. “Avevo la borsa attaccata a me e all’improvviso era sparita, sono ancora sotto choc”.  L’influencer ha poi lanciato un appello ai follower: “Se vedete una borsa marrone in zona Pagano a Milano è la mia, anche solo per prendermi i documenti…”.  In un altro video, la truccatrice ha raccontato di essersi recata dai carabinieri per sporgere denuncia. “È la seconda volta che mi succede in cinque anni. Tutte le volte per fortuna non avevo il telefono nella borsa e tutte e due le volte avevo gli stessi occhiali da sole, forse portano sfiga”. 
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Vespa esplode a Porta a Porta contro Provenzano: “Non glielo consento!”

(Adnkronos) – "Questo non glielo consento!". Bruno Vespa esplode contro Giuseppe Provenzano, esponente del Pd, nello studio di Porta a Porta. La discussione si accende quando Vespa frena Provenzano, che si inserisce durante l'intervento di Lucio Malan, senatore di Fratelli d'Italia. "Scusi, Provenzano… Mettiamoci d'accordo, lei ha parlato: lasci parlare… Se lui parla e lei interrompe…", dice il conduttore cercando di moderare il dibattito. "Stavamo interloquendo, è legittimo, siamo in uno studio democratico", dice Provenzano. "Vuol venire al posto mio?", chiede Vespa. "Non lo farei mai, forse dovrebbe sedersi da quella parte…", dice Provenzano invitando Vespa a prendere posto tra gli esponenti della maggioranza. "E' una battuta", dice Provenzano cercando di arginare la reazione furiosa di Vespa.  "Questo non glielo consento! Lei mi deve trovare una trasmissione, con quello che vedete in giro con la par condicio… Non glielo consento! Ha fatto una battuta, se la poteva risparmiare! La prego, adesso stia zitto! Lasci parlare gli altri", dice Vespa in maniera perentoria. Provenzano prova invano a ribattere: "Dottor Vespa… abbia pazienza…". 
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