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Montecarlo, oggi Sinner-Auger Aliassime ai quarti: orario, precedenti e dove vedere il match

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Jannik Sinner torna in campo nel Masters 1000 di Montecarlo. Oggi, venerdì 10 aprile, il fuoriclasse azzurro affronta – in un match in diretta tv e streaming – Felix Auger-Aliassime nei quarti di finale del torneo del Principato. Il numero 2 del ranking Atp arriva ala sfida dopo il successo contro Machac agli ottavi, mentre il canadese ha passato il turno in seguito al ritiro di Ruud. Ecco orario, precedenti e dove vedere il match in tv e streaming. Il match tra Sinner e Auger Aliassime inizierà non prima delle 12. I due si sono affrontati 6 volte in carriera: 4 i successi dell'azzurro, tutti ottenuti nelle ultime 4 partite giocate. Il canadese si è aggiudicato l'unico match giocato sulla terra battuta, a Madrid nel 2022. Nel 2024, Sinner ha dato forfait prima della sfida dei quarti sul rosso della capitale spagnola. Le partite di Sinner al Masters 1000 di Montecarlo, così come tutte quelle del torneo, saranno visibili in diretta televisiva e in esclusiva sui canali SkySport. I match si potranno inoltre seguire anche in streaming sull'app SkyGo e su NOW. La finale del torneo invece sarà disponibile anche in chiaro su TV8, che trasmetterà anche una delle due semifinali ma in leggera differita. 
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Parkinson, segnali precoci della malattia e come proteggere la salute del cervello: 10 cose da sapere

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Sonno movimentato, voce più debole, scrittura minuta tra i segnali precoci. Sport e dieta equilibrata per proteggersi. C'è anche questo in 'Parkinson: 10 cose da sapere', il documento messo a punto dalla Fondazione Limpe per il Parkinson che oggi – a pochi giorni dalla Giornata mondiale dedicata alla malattia (11 aprile) – ha pubblicato il videomessaggio che ha per protagonisti il giornalista e scrittore Vincenzo Mollica e il suo neurologo, Massimo Marano. Un invito a non arrendersi alla malattia e a guardare con fiducia alla ricerca, diffusa dalla Fondazione Limpe per il Parkinson, sul suo canale YouTube, in due versioni, integrale o più breve.  Il decalogo richiama l’attenzione su alcuni sintomi iniziali spesso ignorati – come disturbi del sonno con sogni molto vividi, perdita dell’olfatto, stitichezza persistente, tremore o rigidità – e invita ad adottare abitudini che possono favorire un migliore benessere neurologico. Tra queste, un ruolo centrale è assegnato all’attività fisica, evidenziata anche nel dialogo tra Mollica e Marano come un supporto indispensabile nella gestione quotidiana della malattia. Oggi il Parkinson riguarda oltre 6,5 milioni di persone nel mondo e circa 300.000 solo in Italia, rappresentando la seconda malattia neurodegenerativa più diffusa dopo l’Alzheimer. La Giornata mondiale del Parkinson diventa quindi un momento essenziale per sensibilizzare, informare e sostenere chi vive questa condizione. "Essere consapevoli dei segnali precoci, adottare stili di vita sani, e sostenere la ricerca sono azioni che possiamo intraprendere per migliorare la vita di chi convive con il Parkinson", afferma Michele Tinazzi, presidente di Fondazione Limpe per il Parkinson Ets. "Il nostro impegno, giorno dopo giorno, è quello di favorire la diagnosi precoce e di garantire che le persone con Parkinson non siano mai sole nel loro cammino", ha aggiunto.  Ecco le 10 cose da sapere, a partire dai 5 segnali precoci a cui fare attenzione: 1) disturbi del sonno. Sogni molto vividi, agitati o 'movimentati' possono essere un indicatore precoce; 2) perdita dell’olfatto. Una riduzione significativa della capacità di percepire odori è un sintomo iniziale frequente; 3) stitichezza persistente. Alterazioni gastrointestinali possono comparire molti anni prima dei sintomi motori; 4) tremore, rigidità o movimenti più lenti Anche piccoli cambiamenti nei movimenti quotidiani meritano attenzione; 5) scrittura più piccola o voce più debole. Micrografia e diminuzione del volume della voce possono rappresentare segnali precoci. Questi, invece, i 5 comportamenti che possono aiutare a ridurre il rischio. 1) fare attività fisica regolarmente. Il movimento contribuisce alla protezione della salute cerebrale; 2) seguire una dieta equilibrata. Frutta, verdura e alimentazione mediterranea supportano il benessere del sistema nervoso; 3) proteggersi dall’esposizione a sostanze tossiche ambientali Ridurre il contatto con pesticidi, solventi e inquinanti aiuta a proteggere il sistema nervoso.  E ancora: 4. Dormire bene e mantenere ritmi regolari. Il sonno è essenziale per i processi di recupero e protezione del cervello; 5) non ignorare i segnali e parlarne con il medico. Una diagnosi precoce consente trattamenti più efficaci e personalizzati. 
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Usa-Iran, alta tensione verso colloqui. Trump: “Accordo non rispettato su Stretto di Hormuz”

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Lo Stretto di Hormuz e l'uranio, il Libano e i risarcimenti. Le posizioni di Stati Uniti e Iran sono distanti su molti punti alla vigilia dei colloqui in programma da domani a Islamabad, in Pakistan, per arrivare ad un accordo di pace. Donald Trump oscilla tra fiducia e pessimismo. Prima si dice "molto ottimista" alla vigilia degli incontri, organizzati dopo l'approvazione della tregua di due settimane che ha interrotto la guerra grazie alla mediazione del premier pakistano Shehbaz Sharif. Gli Usa saranno rappresentati dal vicepresidente Jd Vance, dall'inviato speciale Steve Witkoff e da Jared Kushner, emissario e genero del presidente. Nemmeno Trump, però, non fare a meno di considerare l'ipotesi di una fumata nera. Le difficoltà abbondano, il presidente dedica particolare attenzione nelle ultime ore allo Stretto di Hormuz, ancora 'ostaggio' di Teheran: "Non erano questi gli accordi", afferma. Gli equilibri sono precari, non a caso gli Stati Uniti non hanno smantellato la macchina bellica allestita nel Golfo Persico: gli Usa sono pronti a riprendere il conflitto. E se non arriverà un'intesa complessiva, secondo Trump, "sarà molto doloroso. Colpiremo più duramente di quanto chiunque abbia mai visto".
  Sono almeno 4 i punti critici che rischiano di far deragliare i colloqui. 1. Lo Stretto di Hormuz, la via determinante per il commercio del 20% del petrolio mondiale, è ancora lontano dall'apertura 'completa' invocata da Trump come condizione essenziale per lo stop alla guerra. "Lo Stretto rimarrà sotto il nostro controllo", sentenzia la nuova Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, in un messaggio diffuso a 40 giorni dall'uccisione del padre, l'ayatollah Ali Khamenei. L'Iran rivendica un ruolo di gestione del traffico e i media di Teheran, a cominciare dall'agenzia Tasnim, fanno riferimento all'ipotesi di tariffe che verrebbero applicate per consentire il passaggio delle navi: il denaro verrebbe diviso tra la Repubblica islamica e l'Oman. "L'Iran, secondo alcuni articoli, farà pagare un pedaggio alle petroliere che attraversano lo Stretto. Meglio che non lo facciano. Meglio se si fermano subito", l'avvertimento di Trump. "L'Iran sta facendo un pessimo lavoro, qualcuno lo definirebbe disonorevole, nel consentire il passaggio del petrolio attraverso lo Stretto. L'accordo non dice questo". Intanto due petroliere, una con bandiera del Gabon e l'altra di Palau, sono state le prime navi non iraniane ad attraversare lo Stretto e a lasciare il Golfo Persico da quando è entrata in vigore la tregua. In particolare, la petroliera con bandiera gabonese trasportava 6.941 tonnellate di olio combustibile in 44mila barili ed era stata caricata il 28 febbraio a Sharjah, negli Emirati Arabi Uniti, era diretta in India. Dall'entrata in vigore del cessate il fuoco martedì sera, altre due petroliere iraniane e sei navi con carico a secco hanno attraversato lo Stretto. 
La Marina dei Pasdaran in queste ore ha postato una mappa con le rotte alternative, per aiutare le navi a evitare le mine che sono state depositate in mare. Secondo i Guardiani della rivoluzione, le imbarcazioni che intendono attraversare lo Stretto dovrebbero percorrere rotte alternative, per "conformarsi ai principi di sicurezza marittima ed essere protette da possibili collisioni con mine marine". Teheran, secondo le informazioni raccolte dall'agenzia russa Tass, punterebbe a contingentare i passaggi nello Stretto: semaforo verde, al massimo, a 15 petroliere al giorno durante la tregua.  2. L'uranio arricchito è un tema dirimente. L'Iran possiede circa 440 chili di uranio arricchito al 60%. Rimangono step relativamente semplici nell'iter per arrivare alla soglia del 90%, necessaria per l'impiego del materiale in ambito militare con la produzione di armi nucleari. 
"La priorità assoluta è che l'Iran non abbia mai armi nucleari", ripete Trump. Teheran quotidianamente ribadisce il diritto di gestire le risorse senza ingerenze. Le richieste di chi vorrebbe smantellare il programma "sono semplicemente aspirazioni che non si concretizzeranno. Le rivendicazioni e le richieste dei nostri nemici volte a limitare il programma di arricchimento dell'Iran non sono altro che pietosi desideri che saranno seppelliti", dice Mohammad Eslami, presidente dell'agenzia nazionale per l'energia atomica. 
Le posizioni di Stati Uniti e Iran al momento sono diametralmente opposte. La Repubblica islamica inoltre chiede la revoca delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu e una forte riduzione del ruolo di monitoraggio dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea). Si tratta però di strumenti centrali del sistema di non proliferazione, difficilmente modificabili senza un ampio consenso internazionale.  3. Il Libano è coperto dalla tregua secondo Iran e Pakistan. E' fuori dalle intese, invece, secondo Usa e Israele. Il paese dei cedri, dall'inizio della tregua, viene colpito sistematicamente dagli attacchi che Israele conduce contro obiettivi di Hezbollah. I raid dello Stato ebraico, afferma Teheran, costituiscono una aperta violazione del cessate il fuoco e rischiano di condizionare pesantemente i colloqui di Islamabad. "La questione del Libano e un cessate il fuoco nel Paese sono un prerequisito e una condizione non negoziabile affinché la Repubblica Islamica avvii qualsiasi nuovo processo negoziale", la posizione di Teheran citata dall'agenzia Irna. 
La solidità della tregua, secondo l'Iran, è legata allo stop alle ostilità nell'intero teatro di guerra. Per gli Stati Uniti, il Libano non è coperto dalla tregua: capitolo chiuso. L'interesse suscitato dal 'fascicolo Beirut' alla Casa Bianca è quasi nullo come evidenzia un dettaglio sottolineato da Axios: nell'amministrazione americana "non c'è alcun alto funzionario realmente incaricato del dossier libanese". Se la contrapposizione specifica sul peso del Libano rischia di minare la fragile tregua, la possibilità di trovare un punto di incontro nel dialogo generale sul Medio Oriente è quasi nulla: l'Iran chiede lo stop agli attacchi contro i suoi proxy – compreso Hezbollah in Libano – e esige il ritiro delle forze armate americane dalla regione. Trump ha obiettivi opposti: Teheran non deve più essere il fulcro di una rete del terrore. Una possibile riduzione della presenza delle forze statunitensi in Medio Oriente potrebbe essere presa in considerazione da Washington solo nell'ambito di un più ampio quadro di stabilizzazione e non come concessione diretta a Teheran.  4. L'Iran invoca la rimozione delle sanzioni che da decenni sono state adottate dagli Stati Uniti, a cominciare dall'epoca dell'amministrazione di George W. Bush. Sul tema specifico ci potrebbe essere una convergenza almeno parziale. Washington potrebbe alleggerire – parzialmente – il carico nell'ambito di un quadro più articolato, abbinando il provvedimento ad una revisione del programma nucleare di Teheran. Una revoca totale appare altamente improbabile, anche per i vincoli politici interni a Washington. Potrebbero tuttavia esserci margini per alleggerimenti selettivi, mentre resta molto più difficile la revoca delle sanzioni secondarie, che colpiscono anche aziende e governi terzi. "L'Iran chiederà un risarcimento per ogni singolo danno inflitto" dalla guerra, annuncia solennemente la Guida Suprema, Mojtaba Khamenei. La richiesta, però, è destinata a naufragare. 
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Oggi voli a rischio per lo sciopero del trasporto aereo, tutto sulla protesta

(Adnkronos) – Possibili disagi per chi ha in programma di viaggiare in aereo. Oggi, venerdì 10 aprile, è infatti previsto uno sciopero nazionale del comparto aereo. A proclamare l’agitazione i sindacati Uiltrasporti, UGL-TA, Astra e FAST-CONFSAL-AV. "Dopo mesi di trattative infruttuose, senza risposte su salario, diritti e futuro, è il momento di farsi sentire. Recupero inflattivo insufficiente. Tutele messe in discussione. Carichi di lavoro in aumento. Nessun confronto reale sui cambiamenti organizzativi. Noi non abbiamo firmato accordi al ribasso. Noi stiamo dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori", si legge in un post su Facebook di Uiltrasporti Nazionale. L'Enav nell'annunciare lo sciopero, nella stessa nota sottolinea come "saranno garantite le prestazioni indispensabili secondo norma vigente". Si tratta di uno sciopero di 4 ore, dalle 13 alle 17, che potrebbe causare ritardi, cancellazioni e riprogrammazioni di numerosi voli. Come stabilito dalla regolamentazione italiana e dalle linee guida Enac, anche durante uno sciopero alcuni collegamenti devono essere assicurati per tutelare il diritto alla mobilità. Saranno quindi sempre operativi: i voli nelle fasce sempre garantite: dalle 07:00 alle 10:00 e dalle 18:00 alle 21:00; i voli di Stato e voli militari; voli sanitari, di emergenza e per trasporto organi; collegamenti di continuità territoriale, essenziali per le isole e per i collegamenti unici della giornata. 
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Quanto costa mangiare sano oggi? Prezzi in aumento e divario tra Nord e Sud

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Mangiare sano in Italia costa sempre di più e non allo stesso modo per tutti: i prezzi della dieta mediterranea aumentano fino al 20% e cambiano tra stagioni e territori, con forti differenze tra Nord e Sud. A rivelarlo è uno studio pubblicato sulla rivista scientifica 'Quality & Quantity' dal titolo 'The economic feasibility of sustainable and healthy diets: aprice-based analysis in Italy', firmato da Stefano Marchetti dell’Università di Pisa insieme a Ilaria Benedetti (Università della Tuscia), Haoran Yang (Università di Pisa) e Mathias Silva Vazquez (Università di Roma Tor Vergata). 
La ricerca ha valutato il costo di panieri alimentari sani e sostenibili, di fatto improntati sulla dieta mediterranea, differenziati in base a cinque gruppi: uomini adulti, donne adulte, adolescenti, bambini piccoli e anziani. L’analisi ha coperto il periodo da agosto 2021 a marzo 2024 e si è basata su 326.721 rilevazioni di prezzo relative a 167 prodotti alimentari in 107 province italiane, raccolte attraverso l’Osservatorio Prezzi e Tariffe del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. I dati a disposizioni hanno permesso di stimare un costo minimo, medio e massimo per ogni paniere. “In generale abbiamo trovato che la dieta mediterranea è più cara in primavera ed estate – sottolinea Marchetti, docente del Dipartimento di Economia e Management Unipi – Solo nel caso dei bambini piccoli i costi risultano più alti nei mesi freddi, un elemento che segnala come le esigenze specifiche di questo gruppo incidano in modo diverso sulla composizione e sul prezzo del paniere”.  Il paniere degli uomini adulti è il più oneroso e si colloca stabilmente sopra i 200 euro nei mesi primaverili-estivi, partendo da valori più bassi nel 2021; nei mesi autunno-invernali arriva a circa 150–160 euro verso la fine del periodo considerato. L’aumento complessivo nel triennio è nell’ordine del 20%. Per le donne adulte, il costo medio mensile passa da circa 175 euro a circa 208 euro nei mesi caldi e da circa 130 euro a circa 156 euro nei mesi freddi. L’incremento complessivo del triennio è vicino al 19–20%.  
Per gli anziani, il paniere si colloca in una fascia intermedia, con valori che crescono progressivamente nel periodo fino a circa 160–170 euro nei mesi caldi e circa 120 euro nei mesi freddi. Anche per loro l’aumento complessivo è intorno al 20%. Per gli adolescenti, il costo medio passa da circa 109 euro a circa 131 euro nei mesi primaverili-estivi e da circa 65 euro a circa 78 euro nei mesi autunno-invernali. L’incremento nel periodo è poco superiore al 20%. Per i bambini piccoli, il paniere passa da circa 49 a circa 62 euro nei mesi caldi e da circa 65 euro a circa 79 euro nei mesi freddi. L’aumento complessivo è compreso tra il 20% e il 25%. Rimane l’unica fascia con costo più elevato in inverno rispetto all’estate. Anche sul piano geografico, lo studio evidenzia differenze strutturali. I prezzi medi e massimi dei panieri sono più alti nelle province del Nord, mentre i prezzi minimi – cioè il costo più basso teoricamente necessario per seguire la dieta – risultano spesso più elevati al Sud. “Una possibile spiegazione – osserva Marchetti – potrebbe essere la minore presenza della grande distribuzione organizzata in alcune aree del Sud, dove la concorrenza e le economie di scala sono meno intense e questo può incidere sui prezzi più bassi disponibili. Più in generale, lo studio evidenza l’importanza di strumenti di monitoraggio e di politiche attente alle fasce più vulnerabili. L’accessibilità economica di una dieta sana infatti non è omogenea né nel tempo né nello spazio, e nel complesso, il livello di spesa cresce con l’età e il fabbisogno calorico, mentre l’andamento stagionale vede quasi tutte le fasce sostenere costi più elevati in primavera–estate, ad eccezione dei bambini piccoli”. La ricerca è stata realizzata nell’ambito del progetto Prin 2022 'Food MeaSure –Poverty, Vulnerable Individuals and Sustainable Diets – New perspectives on Official Statistical data' (CUP: J53D23011590006), che analizza il rapporto tra povertà, vulnerabilità sociale e accesso a diete sane e sostenibili attraverso l’utilizzo innovativo dei dati statistici ufficiali. 
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Morto Afrika Bambaataa, pioniere del rap e dell’hip hop

(Adnkronos) – E' morto oggi, giovedì 9 aprile, in mattinata in Pennsylvania Afrika Bambaataa, pseudonimo di Lance Taylor, figura storica dell’hip hop e tra i principali innovatori dell’electro-funk. Aveva 68 anni. Secondo quanto riferito da fonti vicine al deejay al sito americano, la causa del decesso sono state complicazioni legate a un cancro.  Nato il 17 aprile 1957 nel Bronx, Bambaataa è stato tra i protagonisti della nascita della cultura hip hop negli anni Settanta. Durante l’adolescenza, fece parte della gang dei Black Spades, di cui divenne “warlord”, ma successivamente trasformò la propria esperienza in uno strumento di pacificazione, fondando la Universal Zulu Nation per promuovere unità, pace e creatività tra i giovani. Tra i suoi successi discografici più celebri figurano i singoli "Zulu Nation Throwdown" (1980), "Planet Rock" (1982) e "Looking for the Perfect Beat" (1983), brani che contribuirono a definire l’electro-funk e a influenzare generi come house, techno e Miami bass. Nel 1985 partecipò al progetto anti-apartheid Sun City, insieme a artisti come U2, Run-D.M.C. e Joey Ramone. La carriera di Bambaataa è stata però segnata anche da scandali: a partire dal 2016 numerosi uomini lo hanno accusato di abusi sessuali negli anni Ottanta e Novanta, vicende che portarono alla sua uscita dalla guida della Zulu Nation e a un risarcimento legale nel 2025. Nonostante le controversie, Afrika Bambaataa resta ricordato come un pioniere del rap e un innovatore della musica elettronica, capace di trasformare le tensioni di strada in arte e cultura, contribuendo a far crescere l’hip hop da fenomeno di quartiere a movimento globale. (di Paolo Martini) 
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Ucraina, Putin annuncia cessate il fuoco per la Pasqua ortodossa

(Adnkronos) – Il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato oggi, giovedì 9 aprile, l'entrata in vigore di un cessate il fuoco per la Pasqua ortodossa. Lo ha reso noto il Cremlino. "Per decisione del Comandante Supremo, Vladimir Putin, in occasione della prossima festività della Pasqua ortodossa viene dichiarato un cessate il fuoco dalle ore 16 dell'11 aprile fino alla fine della giornata del 12 aprile 2026", si legge nella nota del Cremlino. 
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Melania Trump: “Nessun rapporto con Epstein, non mi ha presentato a Donald”

(Adnkronos) – "Non ho mai avuto nessun rapporto con Jeffrey Epstein. Non mi ha presentato lui a Donald Trump". La first lady Melania Trump ha negato qualsiasi coinvolgimento negli abusi commessi dal finanziere pedofilo Jeffrey Epstein, morto in carcere nel 2019. ''Non ho avuto alcun rapporto con Epstein'' e ''non sono mai stata vittima di Epstein'', ha dichiarato la moglie del presidente degli Stati Uniti alla stampa. ''Non sono stata presentata a Donald Trump da Epstein'', ha aggiunto la First lady precisando che ''non ero a conoscenza delle attività illegali di Epstein''.  "Le menzogne che mi collegano al vergognoso Jeffrey Epstein devono finire oggi stesso", ha dichiarato la First lady. "Le persone che mentono sul mio conto sono prive di etica, umiltà e rispetto", ha aggiunto. “Per anni, numerose immagini e dichiarazioni false su Epstein e su di me sono circolate sui social media. Fate attenzione a ciò in cui credete. Queste immagini e storie sono completamente false”, ha continuato la First Lady. “Non sono mai stata a conoscenza degli abusi di Epstein sulle sue vittime. Non sono mai stata coinvolta in alcun modo. Non vi ho partecipato”, ha dichiarato Melania dopo che sono state diffuse foto che la ritraevano insieme a Donald Trump e a Epstein a feste dell'alta società newyorkese. "Non sono mai stata legalmente accusata o condannata per alcun reato legato al traffico sessuale, agli abusi sui minori e ad altri comportamenti ripugnanti di Epstein", ha aggiunto, esortando il Congresso a tenere un'udienza pubblica per le vittime del finanziere al fine di "dare loro l'opportunità di testimoniare sotto giuramento". 
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Botta e risposta tra Casa Bianca e George Clooney: “I suoi film sono crimini di guerra”

(Adnkronos) – È botta e risposta tra la Casa Bianca e George Clooney, che aveva accusato Donald Trump di contemplare "un crimine di guerra" dopo aver detto di "voler mettere fine ad un'intera civilità" riferendosi all'Iran. Alle parole dell'attore, noto per le sue posizioni democrat e anti-Trump, ha risposto, con una dichiarazione a 'The Independent', il capo della comunicazione della Casa Bianca, Steven Cheung: "l'unica persona che commette crimini di guerra è George Clooney con i suoi orribili film e le sue terribili capacità di attore".  Immediata la replica di Clooney, che ha trovato di cattivo gusto attaccarlo per i suoi film quando "le famiglie perdono i propri cari, i bambini sono inceneriti, l'economia mondiale è sul filo del rasoio". "Questo è il momento di avere un forte dibattito al più alto livello, non di offese infantili – ha continuato parlando con Deadline – Comincerò io: un potenziale crimine di guerra è 'quando c'è l'intento di distruggere fisicamente una nazione', così come è definito dalla convenzione sul genocidio e dallo Statuto di Roma".  "Qual'è la difesa dell'amministrazione (A parte dire che sono un attore fallito, cosa su cui concordo con gioia, avendo recitato in Batman e Robin)?" ha poi concluso l'attore, vincitore di due Oscar e tre Golden Globe, che in passato Trump ha definito "non una star del cinema, ma solo un tipo comune che si lamenta costantemente di politiche basate sul buon senso".  
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A Roma semafori con luce bianca per auto a guida autonoma? Patanè: “Sono fake news”

(Adnkronos) – La possibilità di vedere a Roma semafori che, oltre alle tre luci 'canoniche' presentano una quarta luce bianca per le auto a guida autonoma "è una fake news da smentire totalmente, non vera: non c'è nessuna sperimentazione". Lo dice all'Adnkronos l'assessore alla Mobilità di Roma Capitale Eugenio Patanè, dopo che stamane diversi siti avevano parlato di una possibile sperimentazione su alcuni dei semafori, che nella Città Eterna ammontano a 1.458, a quattro luci: verde, gialla, rossa e bianca.  La quarta luce, quella bianca, riguarderebbe la nuova mobilità del futuro, basata su auto a guida autonoma e smart roads in grado di interloquire e comunicare con i sistemi di bordo. L'idea risale al 2023 ed è della North Carolina State University: l'Ateneo americano infatti propose "una luce bianca che potrebbe contribuire a regolare il flusso del traffico e, al contempo, informare gli automobilisti umani su ciò che sta accadendo. Nelle simulazioni computazionali – affermano – il nuovo approccio migliora significativamente i tempi di percorrenza agli incroci e riduce il consumo di carburante". Per il professor Ali Hajbabaie, docente associato di ingegneria civile, edile e ambientale presso la NC State University, il colore bianco "introduce anche un nuovo segnale stradale, così da far sapere all'essere umano dietro al volante cosa fare: rosso comporterà sempre il fermarsi, il verde di procedere e il bianco semplicemente di seguire il veicolo che lo precede".  
Il concetto della nuova luce bianca quindi, spiegano ancora dalla North Carolina State, è basato "sulla possibilità per i veicoli a guida autonoma (o Av) di comunicare in modalità wireless tra loro e con il computer che controlla il semaforo. Quando un numero sufficiente di Av si avvicina all'incrocio, si attiva la luce bianca che segnala che i veicoli a guida autonoma stanno coordinando i loro movimenti per agevolare il flusso del traffico all'incrocio.  
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