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Gp Monza, oggi terze libere e qualifiche del Gran Premio d’Italia: orario e dove vederle in chiaro

(Adnkronos) – Torna in pista la Formula 1. Oggi, sabato 5 settembre, tocca alla terza sessione di libere e alle qualifiche del Gp di Monza, che stabiliranno la pole position nel 'Tempio della velocità'. Occhi puntati sulle Ferrari di Charles Leclerc e Lewis Hamilton, con grandi aspettative per la nuova power unit montata dalle Rosse. Ieri, nelle seconde libere, il più veloce in pista è stato il pilota della Mercedes George Russell, proprio davanti a Leclerc. Terzo tempo per il leader del Mondiale Andrea Kimi Antonelli, che nel Gran Premio d'Italia scatterà però dall'ultima posizione a causa di una penalità. Ecco gli orari, il programma e dove vedere gli appuntamenti di giornata del Gp di Monza.  Ecco il programma di oggi, sabato 5 settembre, del Gran Premio d'Italia: Ore 12.30: Prove Libere 3 Ore 16: Qualifiche Il Gp di Monza verrà trasmesso in diretta sui canali Sky Sport per gli abbonati, ma anche in chiaro su Tv8 (per quanto riguarda qualifiche e gara). Tutti gli appuntamenti del Gran Premio d'Italia saranno visibili anche in streaming su Sky Go e Now e gratis su Tv8.it (sempre qualifiche e gara).  
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Serie A, oggi Inter-Napoli: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

(Adnkronos) – Big match in Serie A. Oggi, sabato 5 settembre, l'Inter ospita il Napoli – in diretta tv e streaming – a San Siro nella terza giornata di campionato. La squadra di Chivu, campione d'Italia in carica, arriva al match a punteggio pieno dopo aver battuto nelle prime due giornate Monza e Cagliari, mentre quella di Allegri ha vinto all'esordio con il Genoa per poi essere sconfitta in casa dal Como.  La sfida tra Inter e Napoli è in programma oggi, sabato 5 settembre, alle ore 18. Ecco le probabili formazioni: 
Inter (3-5-2): J. Martinez; Akanji, Stones, Bastoni; Diouf, Barella, Calhanoglu, Zielinski, Dimarco; Lautaro Martinez, Esposito. All. Chivu. 
Napoli (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Marin, Olivera; Anguissa, Lobotka, De Bruyne; Politano, Hojlund, Alisson Santos. All. Allegri.  Inter-Napoli sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Dazn, visibili tramite smart tv. Il match si potrà seguire anche in streaming sulla piattaforma web di Dazn.  
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Rientro a scuola, dall’Iss una mini guida per genitori e ragazzi contro l’ansia

(Adnkronos) – La prima campanella suonerà lunedì a Bolzano e poi, a seguire in altre regioni d'Italia: si torna a scuola e può arrivare il 'back to school blues', quella malinconia da rientro che può trasformarsi in alcuni casi in ansia. Secondo Chiara Cattaneo, del Centro nazionale per la prevenzione delle Malattie e la promozione della salute e Vittorio Palermo, del dipartimento di Malattie cardiovascolari, endocrino-metaboliche e invecchiamento dell'Istituto superiore di sanità, si tratta di “una fase di adattamento che è possibile superare con alcune strategie mirate”, riporta il sito dell’Istituto superiore di sanità.  “Nei bambini più piccoli può manifestarsi con la difficoltà a separarsi dalle figure di riferimento, mentre man mano che si va avanti sono le performance scolastiche a generare maggiore preoccupazione. Per arrivare alla fase adolescenziale e preadolescenziale nella quale le relazioni con i coetanei assumono un valore centrale e la paura dell’esclusione dal gruppo sociale a generare stress – spiegano gli esperti – Particolare attenzione meritano i momenti di transizione scolastica, nei quali la ridefinizione dei gruppi e delle amicizie può generare incertezza anche in studenti normalmente ben adattati. Alcuni bambini chiedono continuamente rassicurazioni, altri mostrano irritabilità, maggiore sensibilità emotiva o difficoltà a concentrarsi”. Non sono infrequenti nemmeno i sintomi fisici. “Mal di pancia, nausea, cefalea, stanchezza, disturbi del sonno o riduzione dell'appetito rappresentano modalità comuni attraverso cui il disagio psicologico può esprimersi. In altri casi possono emergere evitamento delle attività scolastiche, riluttanza a uscire di casa o resistenza ad affrontare situazioni percepite come difficili”. Per ridurre le preoccupazioni legate al rientro a scuola è utile “ripristinare gradualmente i ritmi scolastici già nei giorni precedenti all’inizio delle lezioni – suggeriscono gli esperti Iss – Anticipare l’orario della sveglia e dell’addormentamento, riprendere le normali routine del mattino e limitare l’uso degli schermi nelle ore serali aiuta bambini e ragazzi a sentirsi più preparati e meno stressati. Preparare insieme il materiale scolastico può favorire un adattamento al ritorno in classe”. Sonno e alimentazione adeguati rappresentano fattori fondamentali per il benessere emotivo. È importante assicurarsi che i propri figli facciano colazione, seguano pasti regolari e abbiano la possibilità di fare spuntini durante la giornata. “Bambini e ragazzi ben riposati e che seguono una corretta alimentazione sono generalmente meno vulnerabili a stress, irritabilità e difficoltà di concentrazione”.  Contro timori e incertezze, i genitori possono essere d’aiuto “ascoltando le loro preoccupazioni senza minimizzarle, accogliendo e validando le emozioni che esprimono. Più che offrire rassicurazioni immediate, è importante far sentire il bambino compreso e, quando necessario, aiutarlo a riflettere su possibili strategie per affrontare le difficoltà”. Inoltre, per favorire la serenità dei figli è utile “evitare domande che possano essere percepite come pressioni o aspettative. Meglio utilizzare domande aperte e neutrali sulla giornata scolastica, mostrando interesse senza trasmettere preoccupazioni personali. Un atteggiamento calmo e fiducioso contribuisce a rafforzare il senso di sicurezza di bambini e ragazzi”. 
Visitare la nuova scuola prima dell’inizio delle lezioni “può aiutare a ridurre l’incertezza e aumentare il senso di familiarità. Percorrere i tragitti, conoscere gli ambienti e orientarsi negli spazi scolastici permette a bambini e adolescenti di affrontare il primo giorno con maggiore tranquillità, soprattutto nei passaggi verso una nuova scuola”. Per evitare sovraccarico e stress, è utile “guidare i ragazzi nella gestione equilibrata delle attività scolastiche ed extrascolastiche e rimandare nuovi impegni fino a quando non si sono adattati ai ritmi scolastici e insegnare il valore dell’equilibrio può prevenire sentimenti di sopraffazione e affaticamento”, consigliano Cattaneo e Palermo. Se persistono difficoltà di adattamento o un progressivo rifiuto della scuola, i genitori possono svolgere un ruolo fondamentale “monitorando il benessere emotivo dei figli, mantenendo un dialogo aperto e collaborando con la scuola per individuare precocemente eventuali difficoltà e favorire un sereno inserimento scolastico”. Ragazzi e ragazze possono ricorrere a strategie “semplici come la respirazione lenta, il problem solving, la pianificazione delle attività e la condivisione delle preoccupazioni con adulti di riferimento o compagni fidati possono facilitare l'adattamento – si nel sito dell’Iss -Risulta utile anche mantenere aspettative realistiche, ricordando che i primi giorni di scuola rappresentano un periodo di assestamento per tutti e che non è necessario affrontare immediatamente ogni sfida in modo perfetto”. E per gli insegnanti? “La scuola rappresenta uno dei contesti più importanti per la promozione del benessere psicologico. Accoglienza, prevedibilità e attenzione alle relazioni possono fare una differenza significativa – rimarcano gli esperti – Routine chiare, attività graduali nelle prime settimane, attenzione ai nuovi inserimenti, contrasto al bullismo e valorizzazione del senso di appartenenza costituiscono fattori protettivi ampiamente riconosciuti dalla letteratura. Un clima scolastico positivo, caratterizzato da relazioni supportive tra insegnanti e studenti, favorisce non solo il benessere emotivo ma anche i processi di apprendimento”.  “Anche per i gemelli il ritorno a scuola può essere accompagnato da emozioni intense, preoccupazioni e bisogno di rassicurazione”, evidenzia Emanuela Medda, responsabile del Registro nazionale gemelli del Centro di riferimento per le Scienze comportamentali e la salute mentale dell’Iss. “Numerosi studi condotti in diversi Paesi hanno mostrato che, sotto molti aspetti – dal comportamento allo sviluppo delle caratteristiche psicologiche – i gemelli non differiscono sostanzialmente dagli altri bambini. Nei giorni che precedono l’inizio delle lezioni – chiarisce – è quindi normale che un bambino possa sentirsi più ansioso del solito e cercare conforto nei genitori o nel proprio fratello gemello. La presenza del gemello può rappresentare una fonte di sicurezza, ma non significa che i due bambini vivano necessariamente il rientro allo stesso modo: uno può affrontare il cambiamento con entusiasmo, mentre l’altro può mostrare maggiore preoccupazione, difficoltà a riprendere i ritmi quotidiani o sintomi come mal di testa, mal di pancia e tristezza”. Per i genitori, gestire contemporaneamente le reazioni di due figli della stessa età può essere impegnativo. “Il rischio è quello di confrontare i loro comportamenti o aspettarsi che affrontino il rientro nello stesso modo. Al contrario – puntualizza – è utile lasciare a ciascun bambino lo spazio per esprimere le proprie emozioni, senza paragoni e senza attribuire al legame tra gemelli una maggiore predisposizione all’ansia. Anche quando condividono molte esperienze, infatti, i gemelli restano due individui distinti, con tempi, sensibilità e modalità diverse di affrontare i cambiamenti”. “Le evidenze – conclude Cattaneo- suggeriscono che il disagio scolastico non possa essere considerato esclusivamente una questione educativa o sanitaria. Si tratta di un fenomeno multidimensionale che coinvolge aspetti relazionali, psicologici, sociali ed educativi. La promozione del benessere scolastico richiede una collaborazione stabile tra scuola, famiglie e servizi del territorio. In questa prospettiva, la whole-school approach considera il benessere una responsabilità condivisa dell'intera comunità scolastica. Un ruolo chiave è svolto dallo sviluppo delle competenze psicosociali (life skills), come autoregolazione emotiva, empatia e problem solving, che favoriscono l'adattamento e il benessere degli studenti. Tali interventi risultano più efficaci quando sono integrati stabilmente nelle attività scolastiche, coinvolgendo docenti, studenti e famiglie in una cultura condivisa orientata alla salute e al benessere”. 
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Medusa ortica, così provoca dolore e morte delle cellule: eparina protegge dal veleno

(Adnkronos) – La chiamano 'ortica di mare' e già dal nome si può capire il perché. E' la Chrysaora quinquecirrha, una medusa originaria della costa atlantica degli Stati Uniti, responsabile ogni anno di milioni di punture ai malcapitati bagnanti. Sebbene non letali, queste punture provocano un dolore immediato che raggiunge il picco d'intensità in pochi minuti e spesso un'eruzione cutanea rossa e rilevata. I sintomi scattano con il rilascio esplosivo di veleno da organelli situati all'interno di cellule urticanti (nematociti) che rivestono i tentacoli della medusa.  Composto da una complessa miscela di molecole, il veleno dell'ortica di mare è tossico per il tessuto di pelle, cuore, sistema nervoso, reni, fegato e sangue. Ad oggi il trattamento più diffuso è l'applicazione di una sospensione di acqua e bicarbonato di sodio per inibire qualsiasi ulteriore rilascio di nematocisti, e poi la delicata rimozione di qualsiasi tentacolo rimanente sulla pelle per prevenire eventi di puntura secondari. Non esistono invece trattamenti basati su un razionale molecolare, e questo – spiegano gli esperti – è in parte dovuto al fatto che si sa ancora poco su come agisce questo veleno e non si comprendono appieno le interazioni molecolari tra il veleno della medusa e la fisiologia degli organismi bersaglio, delle sue 'vittime'.  Il quadro potrebbe adesso cambiare grazie a un nuovo studio pubblicato su 'Science Advances'. Gli autori – Christopher Denes dell'università di Sydney in Australia e colleghi – utilizzando lo screening Crispr dell'intero genoma, hanno identificato geni e percorsi molecolari nelle cellule umane che influenzano il veleno dell'ortica di mare e hanno dimostrato che un farmaco noto, l'anticoagulante eparina, può essere utilizzato per bloccare la citotossicità del veleno nelle cellule umane. Il loro lavoro ha permesso di confermare che il farmaco blocca il dolore e la sensibilità scatenati dal veleno nei topi.  La ricerca del team ha individuato un gruppo di geni che regolano la sintesi di macromolecole chiamate proteoglicani e modificano l'azione del veleno. L'eparina agisce come un 'recettore esca' dei proteoglicani e previene la citotossicità del veleno a dosi sicure e commercialmente disponibili. Il farmaco blocca l'azione del veleno se assunto un'ora prima dell'esposizione e un'ora dopo, suggerendo "che l'eparina o composti correlati potrebbero essere utili come profilassi in caso di alto rischio di puntura, o a scopo terapeutico dopo l'avvelenamento", concludono gli autori. 
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Caldo non molla la presa, oggi e domani bollino arancione in tre città. Da mercoledì giù le temperature

(Adnkronos) – Sarà un weekend di caldo sull'Italia. Oggi, sabato 5 settembre, si apre con il ritorno dei bollini arancioni (livello 2 di allerta per le ondate di calore), previsti per 3 città: Bari, Brescia e Campobasso.  
Domani, domenica 6 settembre, i bollini arancioni saranno sempre a Bari e Campobasso a cui si aggiunge Perugia. Mentre in giallo ci saranno 15 città (Ancona, Bologna, Brescia, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Messina, Napoli, Palermo, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma). E' quanto segnala l'ultimo bollettino diffuso dal ministero della Salute.  Sempre domenica saranno più 'fresche', con il bollino verde, Bolzano, Cagliari, Genova, Milano, Torino, Trieste, Venezia, Verona, Viterbo.  Dunque gran caldo sull'Italia da Nord a Sud ancora nel fine settimana. Poi da mercoledì il calo termico e le perturbazioni che lo accompagnano. Questo il quadro delle previsioni meteo delineato da Consorzio Lamma e Consiglio Nazionale delle Ricerche nel corso della diretta sui canali social del Consorzio. A caratterizzare il fine settimana "la presenza di un promontorio di alta pressione ancora una volta di matrice subtropicale africana – spiega Gianni Messeri, ricercatore di Cnr-Ibe/Consorzio Lamma – E' un fine settimana di gran caldo, temperature che in molti casi sfiorano ancora una volta i 40°C di massima, specialmente nelle zone del Sud. La Puglia probabilmente sarà la regione più calda, ma anche la Sicilia; comunque il caldo va da Nord a Sud perché anche sulle regioni settentrionali sabato siamo a 38°C e domenica intorno ai 36°C, quindi gran caldo". Un cambio è previsto a circa metà della settimana prossima. "Si parte con il caldo nei primi due giorni poi da mercoledì l'ingresso del flusso perturbato Atlantico porterà piogge e qualche temporale e soprattutto un abbassamento termico: non farà freddo ma si torna su valori decisamente più in linea con le medie stagionali – spiega – Martedì ancora regge il tempo, qualche instabilità sulla zona dell'Appennino centrale durante il pomeriggio, ma da mercoledì prima il Nord e poi da giovedì anche il resto della nostra Penisola saranno interessati da frequenti rovesci temporaleschi e, quindi, da precipitazioni che abbassano le temperature ma che chiaramente guastano un po' il tempo atmosferico". 
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Hormuz e i chip, gli Usa e Kim: così la Corea del Sud potrebbe schierarsi con Trump

(Adnkronos) – La Corea del Sud in campo con gli Usa contro l'Iran? Nessuna decisione definitiva sull'eventuale invio di forze militari nello Stretto di Hormuz. Ma è una possibilità allo studio, insieme ad altre "opzioni". In un contesto di 'difficoltà' con gli Stati Uniti, parlano così dalla presidenza della Corea del Sud, come riporta l'agenzia sudcoreana Yonhap, dopo le ultime notizie secondo cui Seul potrebbe contribuire a garantire la sicurezza della navigazione nell'area e di altre, secondo cui il governo starebbe lavorando per portare la questione in Parlamento, per chiedere il via libera al dispiegamento di forze militari e di una nave. Sullo sfondo, ma non troppo, il pressing di Donald Trump che ha messo in discussione il contributo di Seul all'alleanza e ha chiesto più sostegno alla campagna Usa contro l'Iran mentre Hormuz resta al centro dello stallo fra Stati Uniti e Iran. Una scelta 'delicata' si profila per il presidente sudcoreano Lee Jae Myung. "Per poter dare un contributo concreto nello Stretto di Hormuz, bisognerebbe prima di tutto valutare alla luce del nostro livello di prontezza operativa nella penisola coreana nonché delle procedure legali", ha detto un funzionario della presidenza sudcoreana, citato dai media locali. Chosun Ilbo ha titolato sui "preparativi" per il dispiegamento tra "le pressioni Usa", e, citando fonti anonime, ha scritto che il governo ha trasmesso agli Stati Uniti il mese scorso l'intenzione di dispiegare un aereo P-8 Poseidon e una nave, un'unità di supporto logistico. Di recente Trump ha intensificato le pressioni su Seul, ha criticato la Corea del Sud – dove sono dispiegati migliaia di soldati americani – affermando che ha respinto sue richieste e ha ridotto la durata delle esercitazioni militari congiunte in nome dell'"ottimo rapporto" con il leader nordcoreano Kim Jong Un. "Pensiamo che potremmo essere in grado (di contribuire) in una situazione che non comprometta il nostro livello di prontezza", ha detto il funzionario, precisando che non c'è una decisione definitiva. La fonte ha voluto sottolineare come un contributo militare possa coinvolgere anche unità diverse dai gruppi di combattimento, così come altre "opzioni". "Quando si sente dire dispiegamento di truppe si tende ad associarlo al combattimento, ma non è necessariamente così", ha puntualizzato. E ha anche respinto le indiscrezioni secondo cui il nodo di Hormuz starebbe ostacolando negoziati tra Seul e Washington su ben altro, pur ammettendo – riporta la Yonhap – che i negoziati non vanno bene e confermando che sul tavolo ci sono anche i semiconduttori dopo che lo scorso anno – nel mezzo dell'escalation dei dazi – i due Paesi arrivarono a un accordo commerciale che prevedeva un piano di investimenti da 350 miliardi di dollari negli Usa e che 'guardava' anche ai semiconduttori, per i quali la scorsa settimana il segretario al Commercio Usa, Howard Lutnick, ha però annunciato un piano dell'Amministrazione Trump per imporre nuove tariffe. Sul dispiegamento a Hormuz, al Guardian dall'ufficio della presidenza sudcoreana hanno parlato di notizie "diverse dai fatti", ripetendo che "nulla è stato deciso" pur confermando che è "in corso" una valutazione. "Il nostro governo ha parlato molto con la comunità internazionale delle modalità per contributi concreti per il ripristino rapido della navigazione libera nello Stretto di Hormuz e di pace e stabilità in Medio Oriente", ha detto un funzionario citato dal giornale britannico. Secondo la Sbs, tra gli asset militari che a Seul valutano di mobilitare – oltre a un aereo P-8 Poseidon e a una Lls (Logistic Support Ship) – ci sarebbe anche un'unità di artificieri. Un dispiegamento richiederebbe una serie di passaggi, dal via libera del Consiglio sulla sicurezza nazionale alla luce verde del Parlamento. Come ricorda Chosun Ilbo nel 2020, quando alla presidenza c'era Moon Jae-in, il governo – invece di passare dal Parlamento per il via libera a un nuovo dispiegamento – scelse di ampliare il mandato di un'unità per il contrasto alla pirateria dispiegata nella regione del Golfo di Aden per 'coprire' Hormuz, da decenni arteria vitale dell'economia energetica globale. Era diretta proprio verso l'Asia la maggior parte dei flussi prima del 28 febbraio scorso, quando Usa e Israele avviarono operazioni militari contro l'Iran a cui Teheran non ha mancato di 'rispondere'. La Corea del Sud, in particolare, dipende dal Medio Oriente per le importazioni di petrolio e non solo. Secondo dati citati nei mesi scorsi dal Wall Street Journal, è da qui che arrivano nel Paese circa il 70% del greggio e un terzo del Gnl.  Chosun Ilbo evidenzia come se tutto dovesse diventare realtà si tratterebbe del primo dispiegamento di truppe all'estero da parte della Corea del Sud su richiesta degli Stati Uniti da quando Seul inviò militari in Iraq nel 2004. Mentre il South China Morning Post evidenzia come, 'in casa', le prospettive di un dispiegamento potrebbero trovare voci contrarie. Secondo Kim Yeol-soo, ricercatore al Korea Institute for Military Affairs citato dal Scmp, Seul potrebbe raggiungere con Washington un accordo per il dispiegamento entro poche settimane di circa 150 soldati. "Per evitare di finire nel mezzo del fuoco incrociato, la Corea del Sud – osserva – dovrebbe inviare un segnale chiaro a Teheran sul fatto che la sua missione non è per contrastare l'Iran, ma per garantire libertà di navigazione e pace". Sulla Corea del Sud, rileva Doo Jin-ho, ricercatore dell'Institute for Far Eastern Studies citato dal giornale, si concentrano pressioni enormi degli Usa e, rimarca, in occasione delle consultazioni Korea-U.S. Integrated Defense Dialogue dello scorso maggio il focus degli americani è stato su un eventuale contributo di Seul per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. "Ora la Corea del Sud dovrebbe tornare al tavolo con una risposta", osserva. Il prossimo round è atteso entro fine anno, ma prima Lee sarà negli Usa per l'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il quadro tracciato da Doo non tralascia il fronte commerciale. "I colloqui su tutte le questioni chiave – rileva – sembrano in fase di stallo e il dispiegamento a Hormuz potrebbe essere l'unica via d'uscita possibile". Più o meno sulla stessa linea Shin Beom-chul, ricercatore del Sejong Institute, per il quale "in una situazione in cui gli Usa potrebbero potenzialmente aggirare la Corea del Sud" in un dialogo con la Corea del Nord "il governo" di Seul "potrebbe cercare di riparare e rafforzare le relazioni con gli Usa tramite il dispiegamento" a Hormuz. 
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Ucraina-Russia, Trump: “Ho una proposta di pace”. Witkoff e Kushner prima da Putin e poi da Zelensky

(Adnkronos) –
Donald Trump ha una proposta per porre fine alla guerra Russia e Ucraina. E la presenterà a Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky quando Steve Witkoff e Jared Kushner, gli inviati del presidente degli Stati Uniti, arriveranno a Mosca e poi a Kiev per due incontri. Secondo la Tass, che fa riferimento alle informazioni fornite da un'anonima fonte, Witkoff e Kushner "prevedono di arrivare a Mosca e successivamente a Kiev il 5 e 6 settembre". l weekend, quindi, può diventare un crocevia fondamentale per il conflitto, in corso ormai da 4 anni e mezzo. "Witkoff e Kushner portano a Mosca una proposta per porre fine alla guerra. Abbiamo un'idea per la pace. In questa guerra c'è un problema di personalità, c'è odio vero tra Putin e Zelensky", dice Trump facendo riferimento allo scontro totale tra il presidente russo e quello ucraino. Trump specifica se il piano preveda una cessione di territorio da parte dell'Ucraina. Nei mesi scorsi, Kiev ha detto 'no' all'ipotesi di cedere il Donbass. "In media, muoiono 25mila soldati al mese. Questa guerra deve terminare, c'è una buona chance che finisca", dice Putin, che continua a esibire un rapporto speciale con il leader del Cremlino: "Parlo con Putin, lo conosco bene. Non attaccherà nessun territorio della Nato", dice disinnescando l'allarme relativo ad un ampliamento del conflitto. Zelensky attende sviluppi e confida nella missione americana a Mosca. L'Ucraina congelerà gli attacchi per favorire il dialogo. "Come già avvenuto durante le precedenti visite diplomatiche della delegazione degli Stati Uniti, garantiremo il normale funzionamento dello spazio aereo russo affinché i negoziatori possano arrivare in sicurezza. Ci preoccupiamo della loro incolumità, non di quella della Russia", dice in un post pubblicato su 'Telegram' sottolineando che "da parte nostra non ci saranno attacchi aerei e anche la Russia dovrà garantire, in modo reciproco, una pausa negli attacchi aerei per tutto il tempo necessario allo svolgimento dei colloqui e alla gestione delle questioni logistiche legate a questa visita americana". "Il nostro obiettivo – sottolinea Zelensky – è fare in modo che la visita e i colloqui con la parte americana siano il più possibile costruttivi e concreti. Dobbiamo cercare opzioni reali per indirizzare questa guerra verso la sua conclusione. Vedremo quali proposte avranno Steve e Jared e cosa risponderà loro Mosca".  Dopo la pausa diplomatica, il conflitto rischia di riprendere con un'escalation. La Russia, nelle ultime ore, ha colpito duro su Kiev: un drone di Mosca "ha colpito l’edificio centrale del Servizio di sicurezza ucraino di fronte alla Cattedrale di Santa Sofia", dice Zelensky. L'obiettivo del raid era Oleskandr Poklad, numero 1 dei sevizi ucraini. Bersaglio mancato, come evidenziano le foto che ritraggono Zelensky proprio a colloquio con il capo dello Sbu. "Il drone era diretto proprio contro l’ufficio del capo del Servizio di sicurezza situato in quell’edificio. Ho incaricato Poklad di dare ai russi una risposta adeguata e concreta e, ove possibile, di pari entità a questo attacco, non appena tutto sarà pronto. Le nostre forze armate sosterranno questa risposta. I luoghi da colpire sono stati definiti. Il momento verrà scelto in modo da garantire i risultati", annuncia Zelensky promettendo una rappresaglia. L'Ucraina, d'altra parte, da giorni conduce una campagna per chiudere i cieli russi: il traffico aereo su Mosca è stato condizionato dalle minacce di attacchi con droni e diverse compagnie hanno modificato i propri programmi., 
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Meloni celebra record governo a Bari e lancia la sfida: “Il meglio deve ancora venire”

(Adnkronos) – Sono "i migliori anni", ma "il meglio deve ancora venire". Un po' Renato Zero, un po' Ligabue: non a caso sono due delle canzoni scelte per la folta playlist dell'evento con cui Fratelli d'Italia celebra, al Porto di Bari, il record di longevità dell'esecutivo. 1.413 giorni che issano il governo Meloni sul gradino più alto del podio, superando Silvio Berlusconi – un "gigante", lo definisce Matteo Salvini nel suo intervento in video-collegamento, al fianco del fondatore della Lega Umberto Bossi. La festa è di Fdi e del governo, e sono soprattutto i militanti meloniani – cappellino bianco, spilletta "Io c'ero" – a fare la parte del leone tra il pubblico. Le presenze, secondo fonti dell'organizzazione, si aggirano intorno alle 10mila persone. Ma la scena, tutta, se la prende Giorgia Meloni, che dal palco non nasconde l'emozione. Prima di lei era salito Raffaele Fitto, vicepresidente della Commissione Ue, seguito dal leader di Noi Moderati Maurizio Lupi e dalle immagini in diretta 'a singhiozzo' dei due vicepremier assenti, Matteo Salvini e Antonio Tajani, alle prese con alcuni problemi tecnici. Il tutto sotto un caldo afoso, con il mare del porto di Bari sullo sfondo. E proprio dalla stabilità parte Meloni, trasformando il record appena conquistato nella prima e più importante delle rivendicazioni. "La stabilità è la prima grande riforma che abbiamo regalato a questa nazione", scandisce. Una stabilità che, nella sua lettura, ha restituito all'Italia credibilità e peso nei consessi internazionali: "Oggi, quando l'Italia siede al tavolo, tutti sanno che con quell'interlocutore bisognerà fare i conti ancora a lungo". E il risultato, insiste, è che "la nostra nazione viene presa molto sul serio e quando vieni preso sul serio, beh, puoi permetterti di dire di no". Non è però un traguardo che Meloni vuole legare soltanto alla propria maggioranza. "Sono conquiste che vogliamo lasciare agli italiani, indipendentemente da chi vincerà le prossime elezioni", dice, legando il tema della stabilità alla legge elettorale. L'obiettivo è consentire ai cittadini di scegliere "la coalizione, il programma, il candidato premier da proporre al Capo dello Stato" e fare in modo che "chiunque vinca abbia i numeri per governare cinque anni". La conseguenza, nella sua narrazione, è una sola: "Niente ribaltoni", niente accordi di Palazzo dopo il voto. Poi il bilancio, lungo e dettagliato, dei quattro anni. Meloni non nasconde che "su alcune materie la discontinuità che gli italiani chiedevano ancora non si vede come dovrebbe" e che "su altre le risposte non arrivano velocemente come dovrebbero o forse non bastano". Ma rivendica la volontà di andare avanti: "Sbagliamo come tutti", ammette, mentre il compito che si è dato il governo è quello di "scardinare incrostazioni di potere che sono vecchie di decenni", ricostruire "sul merito una macchina pubblica" e convincere "una nazione rassegnata che vale la pena tornare a crederci". Da qui anche l'appello alla propria classe dirigente: "dobbiamo fare di più, dobbiamo farlo meglio". Un'esortazione che Meloni accompagna con una sfida politica agli avversari: "ci sono stati giorni in cui mi è sembrato di nuotare dentro la colla, però non ho mollato mai e non intendo farlo adesso". E ancora, rivolgendosi all'opposizione: "mettetevi comodi… non avete capito con chi avevate a che fare". Una difesa della stabilità che passa anche dalla lunga lista delle emergenze affrontate in questi anni: dalla guerra in Ucraina al 7 ottobre, da Gaza al caos in Medio Oriente, dalle guerre in Iran al Niger e al Sudan, fino ai dazi americani, a Hormuz e al caro carburanti. Senza dimenticare, sul fronte interno, calamità naturali, terrorismo, baby gang e trafficanti di esseri umani. "Non è mancato niente", ironizza Meloni. E proprio per questo, sostiene, "la stabilità per l'Italia non è stata un vezzo, la stabilità è stata uno scudo". Il cuore del bilancio è però il lavoro. Meloni rivendica la crescita dell'occupazione e soprattutto "dall'inizio della legislatura i contratti a tempo indeterminato sono cresciuti di oltre un milione e trecentomila e i contratti precari sono diminuiti". È il dato, dice, "del quale io vado più fiera", perché dietro un contratto stabile ci sono la possibilità di pagare un affitto, accendere un mutuo, costruire una famiglia e immaginare il futuro. Nel bilancio entrano quindi salari, fisco e imprese. Meloni rivendica il taglio del cuneo fiscale, la riforma dell'Irpef e gli interventi sui premi di produttività, mentre ammette che "gli stipendi in Italia sono ancora troppo bassi, ragione per cui intendiamo perseverare". Sul fronte delle imprese cita la riforma fiscale, i provvedimenti per chi assume e investe e il lavoro sui dossier industriali, dall'ex Alitalia a Tim e Mps, fino all'ex Ilva, tema particolarmente sensibile proprio in Puglia. "Il nostro obiettivo è tutelare la salute pubblica ma anche preservare un patrimonio industriale che è importante per la Puglia e per la nazione", dice. Sul Pnrr ribalta poi le previsioni della vigilia: "Non solo non abbiamo perso un euro, ma abbiamo adeguato il Pnrr ai bisogni reali di questa nazione" e l'Italia, afferma, è diventata "la prima nazione in Europa sulla spesa del Pnrr". Il palco di Bari offre quindi a Meloni l'occasione per trasformare il bilancio del governo in una promessa sul Mezzogiorno. La Zes unica è il modello da estendere al resto d'Italia, mentre i dati citati sul Sud sono quelli di una crescita del Pil e dell'occupazione superiore alla media nazionale e di un export del Mezzogiorno e delle isole cresciuto di oltre il 13% nei primi tre mesi dell'anno. Ma il vero obiettivo è fermare l'emorragia dei giovani: "fare del Sud il posto dove si arriva o dove si torna e non quello da cui si parte". 
Famiglia e natalità sono l'altro grande capitolo sociale. Congedi parentali, assegno unico, bonus mamme, bonus nido, contributo di benvenuto per i nuovi nati e interventi sull'Isee vengono elencati come tasselli di una strategia che ha l'obiettivo di contrastare il declino demografico. E nel capitolo casa trova spazio anche il Piano Casa, con l'obiettivo di realizzare 100mila alloggi in dieci anni a prezzi calmierati. Altro pilastro è l'energia. Dopo aver rivendicato oltre 60 miliardi stanziati per difendere famiglie e imprese dal caro energia e il taglio delle accise, Meloni guarda alla produzione nazionale: "adesso vogliamo che l'energia che serve all'Italia si produca il più possibile in Italia". Ma sul fronte dei carburanti chiarisce anche quale sarà la linea del governo per le prossime misure: niente nuovi tagli indiscriminati delle accise, bensì interventi mirati a sostegno delle fasce di reddito che hanno maggiormente bisogno. Da qui la scelta di "riaprire la strada del nucleare" dopo quarant'anni e di aumentare "la quota di petrolio che si può estrarre nei nostri mari". La transizione, chiarisce, non deve "impoverire le famiglie" né "chiudere le fabbriche", ma significare "autonomia, innovazione, neutralità tecnologica".  
Sul fronte dell'immigrazione, la premier rivendica un cambio di paradigma. Cita il calo degli arrivi irregolari e soprattutto il fatto che alcune delle posizioni sostenute dall'Italia siano diventate parte della politica europea: "Trafficanti, procedure di asilo più stringenti, rimpatri più rapidi, una lista europea di Paesi sicuri, accordi con i Paesi di origine e transito, la possibilità di aprire centri per i rimpatri fuori dall'Unione, cioè esattamente quello che noi abbiamo fatto in Albania". La sintesi politica è affidata a una frase: "Ci hanno chiamato estremisti per anni e poi hanno copiato tutto". E dall'immigrazione il discorso scivola sulla sicurezza. "In Italia c'è una legge sola ed è la legge italiana", dice Meloni, rivendicando il contrasto al fondamentalismo e ribadendo che "la libertà delle donne in Italia non è negoziabile". Nel passaggio sul femminicidio, senza citare direttamente Roberto Vannacci, la premier marca però una distanza netta da chi ne mette in discussione l'esistenza: "il femminicidio esiste". Poi il capitolo forze dell'ordine, carceri, criminalità giovanile, occupazioni abusive e mafia, con l'ergastolo ostativo e la stretta sui boss. È però sulla sicurezza che arriva anche un'ammissione: c'è ancora da fare di più. Meloni riconosce che il governo deve continuare a lavorare, ma assicura di aver dato tutto e di essere determinata a proseguire. La sicurezza diventa infine anche difesa nazionale, con uno dei passaggi più netti dell'intervento: "La sicurezza nazionale non è l'alternativa alla libertà. È la condizione, la precondizione perché la libertà esista".   Nel finale, Meloni torna a difendersi dall'accusa di non aver prodotto riforme. Ne elenca una lunga serie, dalla riforma fiscale al Codice degli appalti, dalle politiche di coesione alla Corte dei conti, dal Codice della strada alla maturità, fino all'accesso a Medicina e al tax credit per il cinema. E ammette l'"occasione persa" della riforma della giustizia dopo il voto degli italiani, promettendo però di continuare a lavorare. Ma è soprattutto l'opposizione a occupare l'ultima parte del discorso, con gli attacchi alla sinistra, al Pd e alla sua difficoltà nel costruire un'alternativa. "Perché 'mandiamo a casa la Meloni' non mi sembra un programma particolarmente articolato", ironizza. E davanti al clima politico che prevede per i prossimi mesi, accusa gli avversari di trasformare ogni giorno una nuova questione in un'emergenza: "Questo non è fare opposizione, questo è tifare contro la propria nazione". La sfida è già proiettata al 2027. "Il governo durerà fino alla fine della legislatura", assicura il capo dell'organizzazione Fdi Giovanni Donzelli. Per Meloni, però, il record non è un punto d'arrivo: "Quando tra qualche decennio qualcuno racconterà questi anni, a me non interessa che si dica che noi siamo stati il governo che è durato di più". L'ambizione è che si racconti "che c'è stato un momento in cui questa nazione ha smesso di rassegnarsi". E la generazione chiamata a farlo, conclude, "siete voi". La sfida a Schlein e Conte è lanciata. (dall'inviato Antonio Atte) 
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Terremoto oggi a Cosenza, scossa di magnitudo 3.7: avvertita in tutta la provincia

(Adnkronos) – In Calabria una scossa di terremoto di magnitudo 3.7 è stato registrato dall'Ingv oggi, venerdì 4 settembre, alle 21:31 con epicentro a Castiglione Cosentino e a una profondità di 9.3 chilometri.   Paura tra la popolazione: la scossa è stata avvertita distintamente nei comuni di Rende, Castrolibero, Paola, San Giovanni in Fiore. Molti utenti sui social parlano di un forte boato che ha preceduto il sisma.  I comuni più vicini all'epicentro della scossa sono stati quelli di Castiglione Cosentino, San Pietro in Guarano e Zumpano.
 
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Udine, morto l’uomo colpito con cacciavite: si cerca l’aggressore

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È morto l'uomo finito in rianimazione perché aggredito a colpi di cacciavite a Udine oggi, venerdì 4 settembre: le sue condizioni erano gravissime ed è deceduto. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che stanno cercando l'aggressore.  A quanto si apprende i due si conoscevano e la vittima sarebbe stata colpita dopo una lite. L'aggressore è fuggito subito dopo l'accaduto e proseguono le ricerche per rintracciarlo.  
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