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Alzheimer, un tampone nasale rivela la malattia prima dei sintomi

(Adnkronos) – Scoprire l'Alzheimer con un tampone. Un test nasale rapido, eseguito in ambulatorio, può individuare i primi cambiamenti biologici legati all'Alzheimer anche prima che si manifestino i problemi cognitivi e di memoria associati alla patologia. Lo suggerisce uno studio Usa pubblicato su 'Nature Communications' da scienziati Duke Health, che hanno utilizzato "un tampone delicato, inserito nella parte alta del naso", per raccogliere cellule nervose e immunitarie. E analizzandole, i ricercatori hanno individuato "schemi ben definiti che distinguevano le persone con Alzheimer in fase iniziale o con diagnosi confermata da quelle senza la malattia". La malattia di Alzheimer colpisce milioni di persone in tutto il mondo, eppure è più difficile da diagnosticare negli stadi iniziali, quando i nuovi trattamenti potrebbero essere più efficaci, osservano gli studiosi. "Vogliamo essere in grado di confermare l'Alzheimer molto precocemente, prima che il danno abbia il tempo di accumularsi nel cervello", afferma Bradley J. Goldstein, autore corrispondente del lavoro, professore dei dipartimenti di Chirurgia cervico-facciale e Scienze della comunicazione, Biologia cellulare e Neurobiologia della Duke University School of Medicine. Perché "se riusciamo a diagnosticare le persone abbastanza presto – sottolinea – potremmo essere in grado di iniziare terapie che impediscano loro di sviluppare l'Alzheimer in forma clinica".  La procedura per la raccolta delle cellule nasali richiede solo pochi minuti, descrivono gli scienziati. Dopo aver applicato uno spray anestetico, un medico guida un minuscolo pennello nella parte superiore del naso, dove si trovano le cellule nervose responsabili della percezione degli odori. I ricercatori esaminano quindi le cellule raccolte per vedere quali geni sono attivi, una 'spia' di ciò che sta accadendo all'interno del cervello. Nello studio sono stati confrontati i campioni di 22 partecipanti, misurando l'attività di migliaia di geni in centinaia di migliaia di singole cellule, per un totale di milioni di data point. Il tampone nasale è stato in grado di rilevare precocemente cambiamenti nelle cellule nervose e immunitarie. Questo anche in persone che hanno mostrato segni di Alzheimer rilevabili tramite gli esami di laboratorio, ma che ancora non presentavano sintomi della malattia. Un punteggio genetico combinato, basato sull'analisi del tessuto nasale, ha correttamente distinto i pazienti con Alzheimer in fase iniziale e clinica dai soggetti sani di controllo nell'81% dei casi. Mary Umstead, una volontaria che ha partecipato allo studio, ha spiegato di essersi unita alla ricerca in onore della defunta sorella Mariah. "Quando si è presentata l'opportunità di partecipare a uno studio – ha ricordato – l'ho colta al volo perché non vorrei mai che nessuna famiglia debba affrontare una perdita come quella che abbiamo subito noi con Mariah. Non vorrei mai che nessun paziente debba passare quello che ha passato lei". Mary ha raccontato che Mariah aveva 57 anni quando le è stato diagnosticato un Alzheimer a esordio precoce, ma la sua famiglia aveva iniziato a notare i segni della patologia molto prima della diagnosi.  Se gli attuali esami del sangue per l'Alzheimer rilevano marcatori che compaiono in una fase successiva della malattia, il tampone testato dagli scienziati americani cattura 'live' l'attività nervosa e immunitaria e potrebbe fornire un'osservazione più precoce e diretta dei cambiamenti correlati alla patologia, contribuendo a identificare prima le persone a rischio. E' questa la speranza dei ricercatori. "Gran parte di ciò che sappiamo sull'Alzheimer deriva da tessuti prelevati durante le autopsie. Ora possiamo studiare il tessuto neurale vivente, aprendo nuove possibilità per la diagnosi e il trattamento", prospetta Vincent M. D'Anniballe, primo autore del lavoro, studente del Medical Scientist Training Program della Duke University.  Il team Duke, in collaborazione con il Duke & Unc Alzheimer's Disease Research Center, sta estendendo la ricerca a gruppi più ampi e sta valutando se il tampone possa aiutare a monitorare l'efficacia dei trattamenti nel tempo. Sulla nuova strategia, la Duke University ha depositato un brevetto Usa. 
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Iran, il regime perde i pezzi e si rafforza: il paradosso della guerra di Trump

(Adnkronos) –
Stati Uniti e soprattutto Israele continuano a colpire esponenti di spicco del regime dell'Iran. Dopo Ali Larijani, vertice politico del paese, è stato ucciso ill ministro dell'Intelligence, Ismail Khatib, ritenuto una figura vicina alla Guida Suprema Mojtaba Khamenei. Teheran perde i pezzi e li sostituisce, senza mostrare crepe apparenti. "Il regime resta intatto", dice Tulsi Gabbard, direttrice dell'intelligence degli Stati Uniti, in un'audizione al Senato.   La comunità degli 007 al servizio del presidente Donald Trump non sottovaluta gli effetti degli "attacchi alla sua leadership e alle sue capacità militari": il crollo, però, non appare un'ipotesi concreta in tempi. "Le sue capacità di proiezione di potenza militare convenzionale sono state in gran parte distrutte, lasciando opzioni limitate. La posizione strategica dell'Iran è stata significativamente degradata", dice Gabbard, salvo piu avvertire: "Nonostante ciò, l'Iran e i suoi proxy rimangono capaci di e continuano ad attaccare gli interessi statunitensi e alleati in Medio Oriente. La comunità dell'intelligence ritiene che se un regime ostile sopravvive, cercherà di avviare uno sforzo pluriennale per ricostruire le sue forze missilistiche e di droni".  
Gli ultimi raid compiuti da Israele hanno lasciato un segno profondo nella catena di comando. La reazione del regime, però, sarà con ogni probabilità un ulteriore arroccamento su posizioni oltranziste. Mojtaba Khamenei, ferito negli attacchi all'inizio della guerra, non è un leader fisicamente presente, non è il volto della repubblica islamica. Dalla sua nomina non si è mai mostrato e comunica solo con messaggi trasmessi alla tv. Il paese è di fatto nelle mani dei pasdaran, sempre più padroni della situazione dopo l'uccisione di Larijani, vero equilibratore a Teheran e potenziale interlocutore in una prospettiva – oggi a dir poco complessa – di dialogo. 
Colpiti dagli attacchi dalla paralisi dello Stretto di Hormuz, gli Emirati Arabi Uniti e alcuni altri Stati del Golfo Persico considerano adesso la teocrazia iraniana un nemico esistenziale e vogliono che il regime che un tempo corteggiavano venga neutralizzato, se non smantellato, al termine del conflitto, affinché tale calvario non si ripeta mai più. Il Wall Street Journal evidenzia in particolare la posizione degli Emirati, colpiti da più di 2.000 droni e missili in meno di 20 giorni. Secondo il governo di Abu Dhabi, oltre l'80% degli attacchi era diretto contro infrastrutture civili, tra cui impianti petroliferi, raffinerie, aeroporti, porti, hotel e centri dati, causando la morte di sei civili e il ferimento di altri 157. Tutti e sei gli Stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo si sono finora astenuti dal reagire apertamente, limitandosi all'autodifesa. "Non si tratta di uno scambio militare. Si tratta di un attacco a una nazione pacifica, una nazione che ha lavorato con impegno e dedizione per la diplomazia", le parole di Sultan al-Jaber, Ministro dell'Industria e delle Tecnologie Avanzate degli Emirati Arabi Uniti. "Qualsiasi soluzione politica a lungo termine deve affrontare l'intero spettro delle minacce, compreso il programma nucleare iraniano, le capacità missilistiche balistiche e la rete di gruppi armati regionali", aggiunge.  A breve termine, osservano gli analisti, l'Iran inasprirà ulteriormente la sua linea in un contesto globale alle prese con una crisi petrolifera e uno shock economico globale. Ne sono convinti gli analisti interpellati dalla Nbc News. Michael Stephens, ricercatore senior presso il Royal United Services Institute, un think tank con sede a Londra, definisce l'uccisione di Larijani "un grande successo" che ha dimostrato che ''è impressionante ciò che Israele è in grado di fare. Avevano promesso di colpire il regime e lo stanno facendo con grande successo". Ma, da una prospettiva globale, "bisogna chiedersi: e allora?". La decapitazione della leaderhip iraniana sta infatti mettendo a nudo la tensione tra gli obiettivi di guerra di Israele e ciò che il resto del mondo potrebbe auspicare, evidenzia l'emittente americana Nbc: "L'Iran è riuscito a portare questo conflitto a livello globale – afferma Stephens -. Ora tutto ciò che l'Iran deve fare è sopravvivere e continuare ad aumentare il costo" della guerra. Quindi, Israele "può uccidere tutti i funzionari iraniani che vuole, ma questo non cambierà la situazione di stallo in cui ci troviamo ora". Rouzbeh Parsi, docente presso l'Università di Lund in Svezia, concorda sul fatto che gli assassinii "molto probabilmente non avranno ripercussioni sul fronte operativo della guerra". Ma secondo Michael Horowitz, analista geopolitico e della sicurezza, è probabile che gli omicidi mirati ostacolino l'efficacia delle operazioni interne dell'Iran. "Possono sconvolgere il comando, rallentare il processo decisionale, costringere i successori a nascondersi e demoralizzare sia i vertici che i soldati semplici", evidenzia.  Larijani era "un tassello importante di quel puzzle, in quanto figura che fungeva da coordinatore tra i diversi attori all'interno della Repubblica islamica", dice Horowitz aggiungendo che la sua morte "potrebbe aumentare le tensioni interne nel breve termine, anche se a lungo termine finirà per rafforzare le Guardie Rivoluzionarie".  Questo punto è fondamentale e viene ribadito più volte durante tutto il conflitto, fin dall'uccisione di Khamenei. Molti osservatori occidentali temono che, eliminando gli attuali leader iraniani, si crei un vuoto che verrà colmato dai pasdaran, il potente Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, il temuto colosso paramilitare, politico ed economico del Paese. In parte, è già così. "Se si considera come l'assassinio di Ali Khamenei abbia rafforzato gli elementi più intransigenti e le forze di sicurezza all'interno della Repubblica islamica dell'Iran, la morte di Larijani potrebbe accelerare questo processo", afferma Ellie Geranmayeh, ricercatrice senior presso l'European Council on Foreign Relations. Uno dei tanti ruoli ricoperti da Larijani è stato quello di negoziatore di punta con Washington. "Sembra che Israele stia rivolgendo la sua attenzione a coloro che potrebbero promuovere una soluzione politica per superare i problemi dell'Iran, sia a livello nazionale che internazionale", chiosa Geranmayeh. 
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Guerra e petrolio, il Brent arriva a 110 dollari

(Adnkronos) – La guerra si allarga, colpisce l'energia e fa schizzare il prezzo del petrolio ancora più su. L'attacco di Israele al principale giacimento di gas di South Pars in Iran e la rappresaglia di Teheran, che colpisce un maxi impianto di GNL in Qatar, alzano ulteriormente la tensione con effetti inevitabili sui mercati. Il prezzo del Brent ha toccato quota 110 dollari al barile, con un'ulteriore impennata rispetto alla quotazione di 107-108 dollari raggiunta nel corso della giornata. L'ennesimo picco rischia di avere ulteriori effetti al distributore. L'aumento del prezzo ha indotto la Casa Bianca a sospendere per 60 giorni il Jones Act: il presidente Donald Trump autorizza petroliere di altri paesi a trasportare greggio nei porti americani per i prossimi 2 mesi. In Italia, il governo ha varato un decreto che per i prossimi 20 giorni taglierà le accise con una riduzione del prezzo di 25 centesimi a litro. 
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Israele, il missile dell’Iran abbattuto in extremis

(Adnkronos) – Un missile lanciato dall'Iran sta per colpire in Israele. L'Iron Dome non sembra arginare l'attacco e un video mostra i momenti che precedono un impatto sempre più probabile. Il sistema difensivo, però, si attiva al fotofinish: il missile viene intercettato e abbattuto quando sta per colpire. 
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Champions, anche Liverpool e Atletico Madrid ai quarti: tutte le qualificate e gli accoppiamenti

(Adnkronos) – Finiscono gli ottavi di finale di Champions League oggi, mercoledì 18 marzo, e si definisce il tabellone con tutti gli accoppiamenti dei quarti di finale. Il Barcellona passa il turno contro il Newcastle, mentre il Bayern fa il suo contro l'Atalanta anche nella sfida di ritorno e si guadagna il big match contro il Real Madrid nel prossimo turno.  Il Liverpool rimonta la sconfitta per 1-0 subita otto giorni fa a Istabul, sconfigge 4-0 il Galatasaray ad Anfield Road e avanza ai quarti, dove affronterà i campioni in carica del Paris Saint Germain. Le reti dei Reds portano la firma di Szoboszlai al 25', Ekitike al 52', Gravenberch al 53' e Salah al 62'. Avanza ai quarti anche l'Atletico Madrid, che ora affronterà il Barcellona. I Colchoneros, vincitori per 5-2 in casa con il Tottenham all'andata, perdono per 3-2 al ritorno al Tottenham Hot Spurs Stadium. Per i padroni di casa, gol di Kolo Muani al 30' e doppietta di Xavi Simons al 52' e al 90' su rigore. Per gli ospiti reti di Alvarez al 47' e Hancko al 75'. Ecco tutti gli accoppiamenti dei quarti di finale di Champions League, che si giocheranno ad aprile: Sporting-Arsenal, Psg-Liverpool, Real Madrid-Bayern Monaco, Barcellona-Atletico Madrid. 
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La guerra del gas, Israele colpisce in Iran e Teheran attacca il super impianto in Qatar

(Adnkronos) –
Il gas naturale diventa un obiettivo nella guerra in Iran. E ora tocca al petrolio. Il conflitto iniziato con gli attacchi condotti il 28 febbraio da Stati Uniti e Israele entra in nuova fase, con i primi raid che colpiscono direttamente l'energia di Teheran e la risposta iraniana, con missili contro il Qatar e contro il più grande impianto mondiale di gas naturale liquefatto.  
Israele, dopo l'ok di Donald Trump, attacca il maxi giacimento iraniano di South Pars, nel sud ovest del paese e condiviso proprio con il Qatar, obiettivo della rappresaglia della repubblica islamica. Il bersaglio in Qatar è il sito di Ras Laffam. Doha incassa il colpo, "si riserva il diritto di rispondere" all'attacco e decreta l'espulsione di due diplomatici iraniani: l'addetto militare e l'addetto alla sicurezza, oltre al personale dei due uffici degli addetti, sono persone non grate e devono lasciare il paese. La giornata rappresenta una svolta rispetto al copione seguito in quasi 20 giorni di guerra e porta il conflitto ad un altro livello. Gli Stati Uniti hanno bombardato l'isola di Kharg, perno del sistema petrolifero iraniano, ma hanno risparmiato depositi e raffinerie in un quadro ad altissima tensione già caratterizzato dalla paralisi dello Stretto di Hormuz e dal blocco del traffico di greggio nel Golfo. Trump non ha escluso imminenti azioni per assumere il controllo di Kharg Island e, di fatto, del petrolio iraniano: gli indizi non mancano, nella regione sono in arrivo altri 2200 Marines con la nave anfibia USS Tripoli. L'emittente israeliana Kan Tv si spinge oltre, preannunciando un'azione degli Stati Uniti per acquisire il controllo di tutto lo Stretto nel giro di 2 settimane. L'ipotesi di vedere 'boots on the ground' diventa più concreta, gli Stati Uniti potrebbero impiegare truppe di terra nell'operazione Epic Fury. L'attacco all'isola rischierebbe di far impennare ulteriormente il prezzo del petrolio, arrivato già ben oltre i 100 dollari al barile. La conquista di Kharg Island, inoltre, non garantirebbe l'automatica apertura dello Stretto di Hormuz. Teheran potrebbe continuare a prendere di mira le petroliere, per non parlare del rischio di attacchi – con droni e missili – a cui sarebbero esposti i Marines. A South Pars, intanto, il gas naturale finisce nel mirino dei caccia delle forze di difesa israeliane (Idf). "E' in vigore la legge del taglione e si apre un nuovo livello di confronto", la posizione espressa da Teheran attraverso le parole del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. "E' un'azione che equivale a un suicidio per i nemici", aggiunge. Dalle minacce ai fatti: nel giro di poche ore, l'Iran colpisce Ras Laffan, principale impianto del gas in Qatar: 4 missili intercettati, il quinto va a segno. L'attacco a South Pars spinge il prezzo del Brent fino a 108 dollari al barile. Diversi impianti della Zona speciale per l'energia, che fornisce il 70% del gas usato dall'Iran, risultano danneggiati dai raid. Non si sono registrati feriti o vittime, secondo i report del regime. South Pars, di fondamentale importanza strategica non solo per Iran e Qatar ma per il mercato energetico globale, copre circa 9.700 chilometri quadrati: si estende su circa 3.700 chilometri quadrati e North Dome su circa 6mila. L'area è collegata sulla terraferma alla Pars Special Economic Energy Zone (Pseez) e al centro di liquefazione e trattamento del gas di Asaluyeh, cuore dell'industria del gas della Repubblica islamica. Secondo l'Agenzia Internazionale dell'Energia (Aie), South Pars contiene una riserva stimata di circa 50-51mila miliardi di metri cubi di gas. Il giacimento, scoperto all'inizio degli anni Settanta, produce attualmente intorno ai 700 milioni di metri cubi di gas al giorno. Se la produzione nella parte qatariota iniziò nel 1989, sul lato iraniano è iniziata formalmente nel 2002 con la messa in esercizio della fase 2. In Iran, il progetto è suddiviso in 24 fasi di sviluppo (non tutte completate), ognuna delle quali prevede la costruzione e l'attivazione di piattaforme offshore, pozzi sottomarini, impianti di trattamento a terra e linee di esportazione del gas. 
Le forze dei Guardiani della Rivoluzione hanno minacciato rappresaglie contro obiettivi dell'industria petrolifera e gasifera nella regione in risposta. I Pasdaran hanno indicato cinque siti che sono diventati "obiettivi legittimi e potrebbero essere soggetti ad attacchi". L'impianto di Ras Laffan è stato già colpito. Nell'elenco figurano anche la raffineria Samref (Arabia Saudita), il giacimento di gas di Al-Hasan (Emirati), il complesso petrolchimico di Jubail (Arabia Saudita), il complesso petrolchimico di Mesaieed (Qatar). Non sorprende, quindi, la reazione dei paesi del Golfo all'attacco israeliano. Il Qatar condanna come "pericoloso e irresponsabile" il raid contro South Pars. In una nota, il portavoce del ministero degli Esteri di Doha, Majed al-Ansari, sottolinea che "colpire le infrastrutture energetiche rappresenta una minaccia per la sicurezza energetica globale, nonché per le popolazioni e l'ambiente della regione". Il Qatar ribadisce "la necessità di evitare di prendere di mira infrastrutture vitali" e ha invitato "tutte le parti alla moderazione, al rispetto del diritto internazionale e a lavorare per una de-escalation che preservi la sicurezza e la stabilità regionale". L'azione "costituisce un'escalation pericolosa" affermano gli Emirati Arabi Uniti in una nota del ministero degli Esteri. "Prendere di mira le infrastrutture energetiche – prosegue il comunicato – costituisce una minaccia diretta alla sicurezza energetica globale", comporta "gravi ripercussioni ambientali ed espone i civili, la sicurezza marittima e infrastrutture civili e industriali cruciali a rischi diretti". 
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Bayern-Atalanta: Sportiello para rigore a Kane, ma è da ripetere. Cos’è successo in Champions

(Adnkronos) – Primo tempo movimentato all'Allianz Arena di Monaco, durante gli ottavi di ritorno di Champions League tra Bayern e Atalanta. A metà del primo tempo, un tocco di mano in area di Giorgio Scalvini non viene inizialmente sanzionato dall'arbitro Bastien. Il Var richiama però il direttore di gara al monitor e, dopo revisione, si decide per il calcio di rigore in favore dei bavaresi tra le proteste nerazzurre. Sul dischetto si presenta Harry Kane, ma il suo tentativo viene neutralizzato dalla grande parata di Marco Sportiello. L’esultanza del portiere e della Dea dura pochissimo: il Var interviene ancora, facendo notare come il portiere non avesse entrambi i piedi sulla linea al momento della battuta. 
Il rigore viene quindi fatto ripetere. E stavolta Kane non sbaglia, spiazza Sportiello e porta in vantaggio il Bayern Monaco. Un episodio chiave, che complica ancor di più la situazione dell'Atalanta dopo il ko per 6-1 all'andata. 
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Iran, missili contro il gas del Qatar: esplosione a Ras Laffan

(Adnkronos) – L'Iran attacca il principale sito di gas del Qatar. Teheran lancia 5 missili, 4 vengono intercettati. Uno colpisce l'impianto di Ras Laffan, provocando un'esplosione e un incendio in una giornata che rischia di far partire un'ulteriore escalation nella guerra. "Ci riserviamo il diritto di rispondere", annuncia il Qatar. 
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Vela, Circolo Canottieri Aniene e Webuild: riprende viaggio di Banti e Tita su Nacra 17 verso Los Angeles 2028

(Adnkronos) – Il Circolo Canottieri Aniene – in stretta comunione con il Gruppo Webuild, suo storico partner per le attività nel settore della vela olimpica – manifesta grande gioia e profonda soddisfazione per l’ufficialità della sperata notizia appena data da Caterina Banti e Ruggero Tita di riprendere e continuare in coppia il loro viaggio a bordo della classe Nacra. Meta del viaggio – avversari e destino permettendo – Los Angeles 2028. Caterina Banti, socia onoraria ed atleta del Cc Aniene, e Ruggero Tita, socio per meriti sportivi del Cc Aniene ed atleta delle Fiamme Gialle, hanno già all’attivo del loro sodalizio sportivo due ori olimpici, nei Giochi di Tokyo 2020 e di Parigi 2024, quattro titoli mondiali e quattro titoli europei. Cc Aniene e Webuild – nel rispetto delle linee tecniche previste dai programmi degli atleti e da quelli della Federvela e del Coni – saranno al fianco di Caterina Banti (e del suo fare equipaggio con Ruggero Tita) nel cercare di creare le condizioni migliori per portare a compimento un progetto di assoluta straordinarietà non solo sportiva. 
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Barcellona-Newcastle 7-2, i blaugrana dilagano e volano ai quarti di Champions

(Adnkronos) – Il Barcellona travolge 7-2 il Newcastle in casa nel match di ritorno degli ottavi di finale di Champions League, oggi mercoledì 18 marzo, e avanza ai quarti di finale. All'andata in Inghilterra le due squadre avevano pareggiato 1-1. Per i blaugrana doppiette di Raphinha al 6' e al 72' e Lewandowski al 56' e al 61' e gol di Bernal al 18', Fermin al 51' e Yamal su rigore nel recupero del primo tempo. Inutile la doppietta di Elanga per gli ospiti a segno al 15' e al 28'. Gattuso in ansia in vista del playoff mondiale per l'infortunio a Tonali, centrocampista dei 'Magpies' e della nazionale italiana, costretto a uscire al 55' sorretto dai sanitari. 
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