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Francia, avanza l’estrema destra: il partito di Marine Le Pen verso miglior risultato di sempre al primo turno

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L'ascesa dell'estrema destra francese ha raggiunto un altro traguardo domenica, con il Rassemblement National di Marine Le Pen che ha registrato il miglior risultato di sempre al primo turno delle elezioni comunali, considerate un banco di prova per le sue ambizioni presidenziali. Il sindaco uscente Louis Aliot è stato rieletto agevolmente a Perpignan, l'unica città con una popolazione superiore a 100.000 abitanti in cui il partito aveva già presentato le proprie candidature. I candidati del Rassemblement National hanno dominato il primo turno anche a Tolone e sono stati testa a testa con la sinistra a Marsiglia e Nîmes. A ulteriore dimostrazione dello spostamento degli elettori conservatori verso l'estrema destra, Éric Ciotti, ex leader del partito di centro-destra Les Républicains e ora alleato di Le Pen, ha ottenuto un netto vantaggio a Nizza, città della Costa Azzurra, con 10 punti di distacco dal sindaco di lunga data Christian Estrosi, dell'alleanza di centro-destra di Macron. Oltre 904.000 candidati si sono contesi le cariche elettive in circa 35.000 comuni in tutto il paese, dalle grandi città ai villaggi con poche decine di abitanti. La campagna elettorale è stata in gran parte oscurata dalla guerra con l'Iran e dalle sue conseguenze, in particolare dall'impatto sui prezzi dei carburanti. L'affluenza alle urne è stata inferiore al 59%, in aumento rispetto alle elezioni comunali del 2020, influenzate dal Covid, ma in calo rispetto al 63,5% registrato nel 2014. 
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Allegri lo sostituisce, Leao ‘rifiuta’ l’abbraccio: cos’è successo in Lazio-Milan

(Adnkronos) – La Lazio batte il Milan 1-0 oggi, domenica 15 marzo, e spegne forse definitivamente i sogni scudetto della squadra di Massimiliano Allegri. A decidere, la rete nel primo tempo di Isaksen. Il tecnico rossonero ha schierato in attacco Rafael Leao e a far discutere, nel secondo tempo, è stata proprio la sostituzione dell'attaccante portoghese. Leao è stato richiamato in panchina al 67', per far posto a Fullkrug. Il numero 10 del Diavolo non ha però preso benissimo la sostituzione e, uscendo dal campo, ha rifiutato l'abbraccio dell'allenatore. Un momento che farà discutere nel post-partita.   
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Bebe Vio, l’annuncio a Che tempo che fa: “Lascio la scherma, passo all’atletica”

(Adnkronos) – "Lascio la scherma, inizio con l'atletica". E' l'annuncio di Bebe Vio a Fabio Fazio oggi, 15 marzo, nella puntata di Che tempo che fa. "Ho avuto parecchi problemi fisici ultimamente…Non l’ho mai detto a voce alta, purtroppo è finita con la scherma, non ce la faccio più fisicamente…", dice l'atleta. "Adesso abbiamo, dico ‘abbiamo’ con la squadra perché posso farlo solo grazie a un gruppo di persone che mi sta dietro in questo momento, abbiamo iniziato con l’atletica. Penso di fare i 100 metri", aggiunge. 
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Milano-Cortina, Meloni rinuncia a cerimonia Paralimpiadi: aereo rientra per maltempo

(Adnkronos) – Rinuncia alla trasferta per la cerimonia finale delle Paralimpiadi la premier Giorgia Meloni, causa condizioni meteo avverse. L'aereo con a bordo il presidente del Consiglio, diretto a Istrana, infatti è tornato a Roma dopo 20 minuti dal decollo, perché le condizioni del tempo non avrebbero garantito il trasporto in piena sicurezza per Cortina del Presidente del Consiglio, previsto in elicottero dallo scalo militare di Istrana.  
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Sinner-Medvedev, oggi finale Indian Wells – Il match in diretta

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Jannik Sinner torna in campo. Oggi, domenica 15 marzo, il fuoriclasse azzurro affronta Daniil Medvedev nella finale di Indian Wells. Il numero 2 del ranking Atp arriva dal successo contro Alexander Zverev in semifinale, mentre il russo ha battuto Carlos Alcaraz nel penultimo atto del torneo.  
Dove vedere Sinner-Medvedev? Il match sarà trasmesso in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Sky Sport. Il match sarà visibile anche in streaming sull'app Sky Go e su NOW  Si tratta del 16° confronto tra Sinner e il russo: Jannik è avanti 8-7 nei precedenti.  
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Trump, il piano per lo Stretto di Hormuz non decolla. Iran: “Contatti con altri paesi”

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Donald Trump chiama all'appello gli altri paesi, sollecitati a mandare navi per spingere l'Iran a riaprire lo Stretto di Hormuz. Il piano per una coalizione navale, però, fatica a decollare, La chiusura della via del petrolio, con oltre 2000 navi bloccate, paralizza il mercato del greggio con un incremento recordo dei prezzi: la soglia di 100 dollari al barile è stata superata. La 'convocazione' di Trump, attraverso i posto sul social Truth, sembra produrre risultati interlocutori. Il presidente degli Stati Uniti non si è rivolto solo ai partner tradizionali, citando espressamente Regno Unito, Francia, Giappone e Corea del Sud. Nel post viene menzionata anche la Cina. L'Italia, nei giorni scorsi, ha smentito l'esistenza di contatti con Teheran.  Da Pechino, attraverso l'ambasciata a Washington, arriva la (non) risposta: "Tutte le parti hanno la responsabilità di assicurare una fornitura di energia stabile e senza impedimenti". Un auspicio e nient'altro, senza nessun riferimento ad un impegno diretto. "Come amica sincera e partner strategico dei paesi del Medio Oriente, la Cina continuerà a rafforzare la comunicazione con le parti interessate, comprese le parti in conflitto, e a svolgere un ruolo costruttivo per la de-escalation e il ripristino della pace", dice all'agenzia russa Tass il portavoce dell'ambasciata negli Stati Uniti, Liu Pengyu, definendo l'atteggiamento cinese sulla guerra in corso "obiettivo e imparziale: chiediamo un'immediata cessazione delle operazioni militari per evitare un'escalation della situazione e impedire che il conflitto si diffonda e si estenda". Tendente al 'no' la replica del Giappone, come riferisce la Cnn: dal governo di Tokyo si fa notare che ci sono "ostacoli alti" da superare prima di vedere navi nipponiche in azione. "Non escludiamo la possibilità da un punto di vista legale, è una questione che richiede un'attenta valutazione", dice Takayuki Kobayashi, esponente di spicco del partito liberaldemocratico, all'emittente Nhk. Non c'è una reale apertura, almeno per ora, dalla Corea del Sud. L'ufficio della presidenza evidenzia che il paese "comunicherà strettamente con gli Stati Uniti in relazione al tema e prenderà una decisione dopo attenta valutazione".  
Capitolo Europa: il Regno Unito, partner storico dell'America, recepisce il messaggio. Londra "sta discutendo con gli alleati una serie di opzioni per garantire la sicurezza della navigazione nella regione", le parole di un portavoce del ministero della Difesa. Il segretario all'Energia, Ed Milliband, spiega che il paese sta "valutando ogni opzione. La riapertura dello Stretto è una priorità per il mondo. La soluzione migliore e più semplice sarebbe una rapida de-escalation del conflitto", dice alla Bbc. L'invio di navi non è l'unica strategia: "Potremmo contribuire in diversi modi".  Si muove Trump e si muove diplomaticamente l'Iran, che usa il petrolio come un'arma e cerca di creare canali con altri paesi per creare distanza tra gli Usa e i partner. "Non posso citare alcun Paese in particolare, ma siamo stati contattati da diversi Paesi che desiderano garantire un passaggio sicuro alle loro navi", dice il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi rispondendo ad una domanda della Cbs se Teheran stia negoziando con Italia e Francia. La Repubblica islamica "è aperta ai Paesi che vogliono parlare del passaggio sicuro attraverso lo stretto di Hormuz". "La decisione spetta alle nostre forze armate, che hanno già deciso di consentire a un gruppo di imbarcazioni appartenenti a diversi Paesi di transitare in condizioni di sicurezza – sottolinea – Quindi garantiamo loro la sicurezza per il passaggio perché non abbiamo chiuso questo stretto. Non stanno venendo loro a causa dell'insicurezza che c'è, a causa dell'aggressione da parte degli Stati Uniti".   
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Luca Carboni: “Si può nascere due volte”. Il suo concerto una messa laica che emoziona

(Adnkronos) – "Si può nascere due volte". La butta lì Luca Carboni dopo aver aperto la sua data Romana del 'Rio Ari O tour' con 'Primavera', la stagione della rinascita appunto. La butta lì con quella sua voce calma, quella inconfondibile zeppola bolognese, quel suo essere discreto, intimo. Lo dice per spiegare come si sente, cosa prova, ora che, dopo l'incubo della malattia, è tornato a cantare a suonare davanti al pubblico. Deve aver avuto tanta paura ( chi non ne avrebbe quando un medico ti dice che c'è qualcosa che non va). E questa paura l'ha combattuta con una sofferenza silenziosa e una voglia di vita semplicemente prepotente. E così è rinato. E ad abbracciarlo c'è il suo pubblico, diverse generazioni, 'cento milioni di cuori, cento milioni di matti'.  Il nuovo Luca prende il meglio di tutti i Luca che abbiamo conosciuto. Perché come i più grandi artisti reagisce alla sofferenza e al dolore con la musica, la poesia, la pittura sfoderando capolavori che vanno oltre le sette note, i colori, le prospettive ordinarie. E così il nuovo Luca cavalca la sua produzione, a tratti profetica, dagli esordi di 'Ci stiamo sbagliando Ragazzi' e 'Fragole buone buone'. Fa piangere il Palalottomatica ricantando 'La mamma'. Si diverte con Forever e quella spensieratezza anni '80 quando tutti pensavamo che tutto fosse possibile: bastavano un paio d'occhiali da sole e scegliere bene il colore della tshirt. E ti giri e a cantare parola per parola ci sono uomini che hanno perduto addominali e capelli, donne con qualche ruga e una ricrescita che tradisce. Non mancano i giovani e li vedi sorpresi ascoltare testi che sono poesie che gli fanno spalancare occhi e bocca.  Luca non fa il divo. Forse non lo ha mai fatto o non ci è mai riuscito per quell'adolescenza provinciale, quella religione che lo ha un po' asfissiato e ora invece lo fa volare. Luca ringrazia il pubblico, racconta quando andò a Roma sulla Tiburtina a firmare il primo contratto con la mitica Rca incredulo di incontrare al bar Renato Zero e Francesco De Gregori. Non parla di politica, di guerre. "Meglio che parlino le mie canzoni" dice. Ma non parlano solo le sue canzoni parlano anche i suoi quadri digitalizzati e in movimento sui maxi schermi. Sembra De chirico quando scorrono archi e palazzi sulle note de 'La mia Città ', c'è Andy Wharrol qui, kandinsky e Keith Hairing là e forse anche un po' Bansky in un tribudio di immagini e colori da far invidia a photoshop. Intanto la sua band si scatena (batteria, sax, percussioni, 3 chitarre, basso e tastiere). Una band vera di quelle che non si incontrano facilmente ai concerti. Il nuovo Luca ha studiato bene lo show. Elegante per tutte e 27 le canzoni. Lo rallenta quando accompagnato solo dalla chitarra acustica intona Farfallina, Silvia lo sai e Gli autobus di notte. La sua voce a 63 anni, non è più quella del giovane dal capello ingelatinato, arriva comunque al cuore lo accarezza e lo schiaffeggia. Perché la vita, che luca canta e ama, é così; "vedi che è bella la vita, basta andare più piano". Poi riparte a tutto ritmo con un ospite speciale: microfono in mano arriva Tommaso Paradiso che probabilmente fa parte dei cento milioni di cuori e di matti. Canta Tommaso felice, sciolto, incita il pubblico e poi si inginocchia davanti a Luca come un raccatapalle davanti al suo campione. Arrivano 'Mare mare', 'Luca lo stesso'. È una messa laica quella del nuovo Luca che regala al pubblico abbracci, carezze, sorrisi, amore. Forse Luca non lo sa, probabilmente non lo vuole sapere e sicuramente non ci crederà, ma il suo è un concerto profondamente spirituale, per qualcuno una guarigione, un cambiamento. Si può nascere due volte. Si, si può. Esci dal concerto, non vedi San Luca ma il Fungo dell'Eur. Anche lui è cambiato: in cima non ha più il display rosso con la temperatura. Ma tanto non fa freddo. Non fa caldo. Si sta bene. (di Davide Desario) 
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Addio a Cinzia Oscar, voce della canzone napoletana: aveva 63 anni

(Adnkronos) – E' morta a Napoli all’età di 63 anni Cinzia Oscar, pseudonimo di Vincenza Testa, cantante e attrice teatrale tra le voci note della tradizione neomelodica partenopea. Nata il 20 ottobre 1962 nel capoluogo campano, si è spenta oggi improvvisamente dopo una lunga carriera divisa tra musica e teatro. A dare l'annuncio della scomparsa è stato il figlio, il cantante Marco Calone, sui social: "Mamma sono morto insieme a te. Mi hai insegnato tutto, tranne a vivere senza di te".  Cinzia Oscar aveva iniziato a esibirsi giovanissima: a soli sette anni salì sul palco insieme al padre, che componeva il Trio Oscar, sostituendo il fratello malato durante uno spettacolo teatrale. In seguito partecipò a uno show come piccola imitatrice accanto a Gigi Sabani e Pietro De Vico, muovendo i primi passi nel mondo dello spettacolo. Nei primi anni di attività teatrale lavorò anche con l’interprete della sceneggiata napoletana Pino Mauro. Il debutto discografico arrivò nel 1979 con il 45 giri 'Caro diario/Vita 'e 'nfamità'. Da quel momento prese avvio una carriera musicale che la portò a collaborare con diverse etichette napoletane e a incidere numerosi brani diventati popolari nel circuito neomelodico, tra cui 'Nun sò na bambola', 'Caro figlio mio', ''Na lettera', 'Maledizione', 'Gesù, Giuseppe, Sant'Anna e Maria', 'E' colpa toia' e 'Gli amanti'. Nel corso degli anni partecipò a diverse edizioni del Festival di Napoli e duettò con numerosi artisti della scena partenopea. Tra le collaborazioni più note quella con il cantante della sceneggiata napoletana Mario Merola, con cui presentò nel 2002 il brano 'Si tu papà'. Incise inoltre duetti con Franco Ricciardi, Franco Moreno e lo stesso Pino Mauro, consolidando la sua presenza nel panorama della canzone napoletana classica e neomelodica. Nel 2015 Cinzia Oscar prese parte al programma televisivo 'Teo in the Box', condotto da Teo Teocoli su Rai 3. L’anno successivo fece parlare di sé per l’intenzione di intraprendere un’azione legale contro i produttori della serie 'Gomorra – La serie', accusati di aver utilizzato senza autorizzazione il suo brano 'Nun so' na bambola'.  
La sua vita artistica si è intrecciata anche con quella del cantante neomelodico Franco Calone, con cui ebbe una relazione e dal quale è nato il figlio Marco Calone. Madre e figlio hanno inciso insieme alcuni brani, tra cui 'T'aggia proteggere', pubblicato nell’album 'Nato tra le note' del 2011. Negli ultimi anni Cinzia Oscar era tornata anche al teatro. Nel 2018 fu protagonista della commedia 'Nu Bambeniello' e 'Tre San Giuseppe' di Gaetano Di Maio. Nel corso della sua carriera ha pubblicato numerosi album, tra cui 'Io napoletanissima' (1984), 'Ancora insieme' (1985), 'Storie d’amore' (1990), ''Na lettera' (1994), 'Lady Oscar' (1996) e 'Unica interprete' (2017). 
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Serie A, oggi Lazio-Milan – La partita in diretta

(Adnkronos) – Torna la Serie A con Lazio-Milan. Oggi, domenica 15 marzo, i biancocelesti ospitano la squadra di Allegri all'Olimpico di Roma nel posticipo della 29esima giornata di campionato. Gli uomini di Sarri arrivano al big match dopo il successo contro il Sassuolo, mentre i rossoneri hanno la grande occasione di riaprire il campionato dopo la vittoria nel derby contro l'Inter: alla luce del pareggio dei nerazzurri contro l'Atalanta, con un successo il Milan si porterebbe a -5 dal primo posto. Calcio d'inizio alle 20:45. 
Dove vedere Lazio-Milan? La partita sarà trasmessa in esclusiva da Dazn, ma la partita sarà visibile anche in chiaro e gratis, dopo registrazione al sito. La sfida sarà disponibile anche in streaming sull'app di Dazn Nella prossima giornata di campionato, il Milan ospiterà il Torino sabato 21 marzo alle 18. La Lazio se la vedrà con il Bologna in trasferta, domenica 22 alle 15. 
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Pedopornografia e abusi su minori, in settimana interrogatori per giornalista e professoressa arrestati

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Un giornalista di 48 anni e una professoressa di 52 sono stati arrestati dai carabinieri a Roma e Treviso con l’accusa di violenza sessuale su minori e pedopornografia, detenzione e accesso a materiale pornografico. I due saranno sottoposti all'interrogatorio di garanzia questa settimana.  A far partire le indagini la denuncia presentata dall'ex compagno della donna, dopo che la figlia aveva raccontato di aver trovato sul pc della madre uno scambio di materiale pedopornografico con un uomo, che poi si rivelerà essere il giornalista, "ex vicedirettore di un telegiornale nazionale e con un incarico ai vertici della comunicazione di una società partecipata pubblica", a quanto ricostruito da Repubblica e altri quotidiani.  In particolare, come riferito dal papà, la figlia, poi ascoltata in audizione protetta, mentre si trovava a Treviso a casa della madre, aveva visto nel personal computer della donna una chat tra i due in cui venivano scambiate foto e messaggi a sfondo sessuale che ritraevano minori, tra i quali anche lei e i suoi due cuginetti di 5 e 8 anni. Una denuncia che ha poi trovato riscontro in testimonianze e nel materiale informatico – tra cellulari, pc, tablet e altro – sequestrato nel corso di perquisizioni eseguite tra Treviso e Roma nelle abitazioni degli indagati. Secondo i carabinieri, è stata trovata "una elevatissima mole di dati afferenti foto e video dal contenuto sessualmente esplicito". E nelle chat tra gli indagati sono stati "rilevati contenuti di natura pedopornografica incentrati su commenti scambiati tra i due, con riferimento alle foto che ritraevano i minori nelle zone intime del corpo", oltre ad altri commenti "che fanno ipotizzare che i nipoti della donna indagata siano stati costretti a subire attenzioni di natura sessuale dalla zia" come "ripetuti toccamenti nelle zone genitali contemporaneamente videoregistrati e commentati poi con l'indagato". Inoltre, nel cellulare in uso all’indagato, sono state trovate "numerose immagini a contenuto pedopornografico" di minori di 18 anni "in pose sessualmente esplicite".  
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