(Adnkronos) – "Il Pronto soccorso – ricordano Fadoi e Simi Lombardia – rappresenta la porta d'ingresso dell'ospedale, il 'primo baluardo di difesa' per i cittadini con problemi medico-chirurgici", le cui attività per forza di cose "si riflettono sulle attività dei reparti specialistici. Conseguentemente, un piano di riordino di queste strutture non può essere svincolato dalla considerazione del flusso dei pazienti nella sua completezza, dal Pronto soccorso ai reparti di degenza, al rientro sul territorio". Lo sanno bene i medici internisti, "significativamente coinvolti, con molti sacrifici e spirito di collaborazione – rimarcano nella lettera – nelle attività turnistiche di moltissimi Ps". Ed è proprio in virtù di questo ruolo che gli specialisti di Medicina interna sottopongono a Bertolaso 7 osservazioni, "confidenti che vengano considerate". La prima criticità rilevata dagli esperti riguarda il punto della delibera in cui si spiega che l'indisponibilità di posti letto nelle degenze ospedaliere non è giustificazione sufficiente a impedire l'immediato ricovero del paziente da parte del medico del Dipartimento di emergenza-urgenza/Ps. "In questo modo", però, "il problema del boarding di Ps", ossia dei pazienti per i quali si decide il ricovero e che restano in attesa di un letto, "non viene risolto – obiettano gli internisti – ma solo spostato, scaricandolo sui reparti di degenza, senza un reale vantaggio per il paziente". Anzi, "come dimostra la letteratura, il ricovero del paziente in un setting non adeguato, o in appoggio/sovrannumero, come facilmente accadrebbe, porta a un aumento del rischio clinico, con effetti sfavorevoli sugli esiti". Il secondo problema sollevato da Fadoi e Simi è relativo al passaggio della delibera in cui si prevede, per supportare le esigenze del Ps, un riequilibrio nella dotazione dei posti letto sulla base dei dati epidemiologici e tenendo conto delle esigenze del Pronto soccorso stesso. "Un maggior numero di posti letto a disposizione del Ps è fondamentale. Tuttavia – commentano gli specialisti – dal momento che non è previsto alcun incremento del numero di letti accreditati complessivi, ma solo una redistribuzione, ciò si accompagnerebbe verosimilmente a una riduzione dei letti soprattutto per l'elezione, sia medica che chirurgica, e conseguentemente si ridurrebbe la capacità degli ospedali pubblici di rispondere a esigenze cliniche non acute, ma altrettanto importanti per i pazienti. Anche la creazione di posti letto per le unità operative di Medicina d'emergenza-urgenza (12-24 letti), in assenza di una modifica dei letti complessivi accreditati andrà ad accentuare questa problematica". (segue) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Categoria: Adnkronos News
(Adnkronos) – "Dai controlli della Guardia di Finanza, a decorrere dall'introduzione del reddito fino al primo semestre 2023, risultano assegni indebitamente percepiti e indebitamente richiesti per un ammontare di 506 milioni". Lo ha detto la ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone, nel corso dell'informativa sul reddito di cittadinanza in Aula al Senato. "Nell'attività di controllo sui percettori di reddito di cittadinanza, effettuati dall'ispettorato nazionale per il lavoro e dal nucleo dei carabinieri tra il 2019 e il 2023, sono stati intercettati 35.737 percettori irregolari o con necessità di regolarizzare la posizione", ha aggiunto. Replicando alle dure critiche che arrivano da Pd e M5S, la ministra ha voluto "ricordare che l'introduzione del reddito di cittadinanza, che ha seguito l'abolizione del Rei, è avvenuta tra le severe critiche di numerosi componenti di forze politiche che oggi siedono tra banchi dell'opposizione e che oggi hanno una visione critica delle misure adottate dal governo". "Il Rdc ha mostrato da subito aspetti di criticità legati al forte disallineamento tra il sostegno monetario e le iniziative di attivazione, reso evidente dall'aver iniziato l'erogazione monetaria senza aver provveduto a mettere in grado i centri per l'impiego di far fronte ai nuovi compiti loro assegnati sul piano occupazionale", ha affermato Calderone. La ministra del Lavoro ha inoltre sottolineato che "l'azione del governo rappresenta il segno politico di un nuovo approccio culturale che si ispira al lavoro, come scritto nella nostra Costituzione. Noi vediamo nel lavoro la risposta alla povertà: è il mezzo migliore per contrastare le condizioni di indigenza". Ma le opposizioni incalzano. “Questa destra ha deciso che se hai tra i 18 e i 59 anni un lavoro lo devi trovare per forza, non conta quale sia la tua condizione di vita – ha detto in Aula il senatore Francesco Boccia, presidente del gruppo del Pd al Senato – Ma noi non abbiamo mai visto nessuno che ha deciso di nascere povero, di non studiare, di vivere in condizioni drammatiche. Al contrario, chi è in quelle condizioni cerca di uscirne e se non riesce a farlo ha bisogno dello Stato”. “Se la Guardia di Finanza su 25 miliardi ha trovato truffe per 500 milioni, cioè per il 2% delle pratiche di Rdc – ha continuato Boccia – vuol dire che qualcosa ha funzionato. E voglio dirlo a chi guarda al passato pensando di fare propaganda: il Pd nel 2018 non votò per il Rdc, ma nel 2019, quando si è trattato di renderlo strutturale durante il governo giallorosso, lo ha votato convintamente. E ringrazio Dio, perché se non ci fosse stato il Rdc durante il lockdown avremmo avuto conflitti sociali veri. Ha funzionato tutto? Ha funzionato come sussidio, andava migliorato sulle politiche attive per il lavoro. Peccato che la ministra Calderone non abbia fatto un solo incontro sulle politiche attive del lavoro con i sindacati, fatto salvo poi ora scoprire la concertazione per quello che riguarda il salario minimo", ha aggiunto il dem. "Allora delle due l’una: se è centrale quello che pensano i sindacati, chiedo alla ministra Calderone di convocarli, se non vuol convocare le opposizioni. Apra un tavolo su precarietà e mercato del lavoro. Se farà questo avrà tutto il nostro sostegno. Governo e maggioranza non continuino a non far nulla con il pretesto di non poter far tutto, hanno rinviato tutto a settembre dal Pnrr, all’Autonomia, dal salario minimo a questa fantomatica piattaforma sui centri per l’impiego. Noi sappiamo che ad agosto ci saranno persone che vivranno con un trauma, perché non sapranno cosa succederà tra un mese e avranno la certezza di non avere un futuro davanti”, ha concluso Boccia. Violenze in vista spinte dallo stop al reddito di cittadinanza? "Mi auguro di no, il M5S farà di tutto per evitare che il disastro sociale prodotto dalla sospensione del Rdc, l'angoscia di lavoratori sottopagati e ignorati sfocino e degenerino in violenza, faremo di tutto per scongiurarlo e contrastarlo – ha detto il leader del M5S, Giuseppe Conte, ospite di 'Piazza Asiago' – Ma ci aspettiamo un autunno non caldo ma caldissimo, e il governo non sta facendo nulla per evitarlo". Sul reddito di cittadinanza e i suoi costi "la ministra Calderone non sa di quel che parla – ha dichiarato Conte – se avessero gestito loro l'Italia durante la pandemia avrebbero fatto ancor più danni. Hanno prima commissariato l'Inps, poi hanno inviato questo messaggio" per sospendere il reddito di cittadinanza, "improvvido e impreciso. Al di là di un messaggio falso e fuorviante, perché parla di sospensione mentre" si tratta di un taglio, "per fine anno" la sforbiciata "arriverà a ulteriori 300mila famiglie". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
(Adnkronos) – I 100 metri più lenti della storia diventano un caso politico. Ai Giochi Mondiali Universitari di Chengdu, in Cina, la 20enne Nasra Ali Abukar ha corso in 21''81, a oltre 10'' dalla vincitrice della batteria. Una prestazione per certi versi incredibile e inspiegabile. Il video della corsa affannosa dell'atleta, trasmesso in tv, è rimbalzato sui social e ha alimentato il dibattito: perché la ragazza è stata schierata in una gara che, evidentemente, non era in grado di disputare? Il caso diventa politico, perché sembra che la ragazza sia la nipote di un vicepresidente della federatletica della Somalia e la convocazione sarebbe legata alla parentela illustre.
—sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
(Adnkronos) –
Michele Santoro scrive a a Sergio Mattarella a proposito dell'inchiesta della Procura di Caltanissetta sul collaboratore di giustizia Maurizio Avola, accusato di calunnia aggravata. "Caro presidente, spero che non trovi inopportuna questa mia lettera; sono costretto a rivolgermi a Lei per denunciare una grave ferita inferta non soltanto alla mia persona e a quella di altri in contatto con me ma a principi costituzionali fondamentali come la libertà di opinione, di movimento e il diritto alla difesa di ciascun cittadino. Ciò avviene nell’indifferenza generale delle istituzioni di controllo, delle maggiori fonti di informazione, della Federazione della Stampa e dell’Ordine dei Giornalisti e, di conseguenza, dell’opinione pubblica", si legge. Il giornalista fa riferimento all'inchiesta sulle esternazioni del collaboratore Maurizio Avola, che poi sono state inserite nel libro di Santoro “Nient’altro che la verità”. I racconti di Avola sull’eccidio del giudice Paolo Borsellino e degli agenti della scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina non hanno trovato alcun riscontro oggettivo dagli accertamenti investigativi sia di natura documentale che storica. "Lo scorso 9 luglio ho dovuto apprendere dal quotidiano 'La Sicilia' la notizia del deposito da parte dei Pubblici Ministeri di Caltanissetta della richiesta di archiviazione nei confronti del collaboratore di giustizia Maurizio Avola, di Aldo Ercolano, vice di Nitto Santapaola a capo del clan catanese appartenente a Cosa Nostra, e di altri mafiosi di livello dello stesso clan, iscritti per il reato di strage per gli eccidi del 1992 di Capaci e via d’Amelio – scrive Santoro – L’indagine era stata aperta a seguito delle clamorose dichiarazioni di Avola, protagonista del libro da me scritto con Guido Ruotolo 'Nient’altro che la Verità', con le quali il collaboratore di giustizia raccontava la sua vita e per la prima volta descriveva la composizione del commando e le esatte modalità di esecuzione dell’attentato in cui hanno perso la vita Borsellino e la sua scorta. Secondo il quotidiano catanese non solo i pm ritenevano priva di riscontri attendibili l’inedita narrazione della strage ma avevano acquisito prove inoppugnabili della sua falsità. Perciò la Procura, considerando dimostrata la malafede di Avola, ipotizzava il reato di calunnia nei riguardi dei mafiosi del gruppo Santapaola". "La notizia della richiesta d’archiviazione era in quel momento coperta da segreto e veniva diffusa senza che gli interessati, e in primo luogo il difensore di Maurizio Avola, ne ricevessero formale avviso – prosegue il giornalista – Prima ancora che 'Nient’altro che la verità' venisse distribuito nelle librerie, la stessa Procura, a maggio del 2021, a indagini ancora aperte, in maniera del tutto irrituale e certamente non conforme ai principi codificati, aveva emesso un comunicato che si spingeva a ipotizzare un depistaggio a cui il collaboratore di giustizia aveva partecipato con la complicità dei giornalisti e dell’avvocato difensore. Sta di fatto che un boss di prima grandezza come Aldo Ercolano, condannato all’ergastolo ostativo, pensò bene di usare le valutazioni della Procura per denunciare me e Maurizio Avola per calunnia, contestazione che i Pubblici Ministeri hanno incredibilmente esteso al suo difensore, l’avvocato Ugo Colonna". "Ricordo solo di sfuggita, non avendo mai né ottenuto né richiesto scorte o servizi di protezione, che il mio nome, alla vigilia delle stragi, era nell’elenco dei condannati a morte di Cosa Nostra del quale facevano parte anche Borsellino e Falcone. Ma ciò non ha comportato alcuna prudenza da parte di questi 'alfieri dell’antimafia'. In più, con la richiesta di archiviazione, nel fascicolo giudiziario a disposizione delle parti sono state disinvoltamente inserite notizie di contributi a inchieste in corso e immagini recenti di Maurizio Avola, oltre che informazioni dettagliate sul luogo e la città dove attualmente lavora e vive senza alcuna protezione – lamenta Michele Santoro – La prima ragione per cui ho deciso di scriverle è che è stata messa a repentaglio la nostra incolumità. Se dovesse capitare qualcosa a ciascuno di noi, ai nostri familiari e, in particolare, a un collaboratore di giustizia che si è rivelato fondamentale per smantellare la 'famiglia' Santapaola-Ercolano, tutti è bene che sappiano a chi se ne devono attribuire le responsabilità e quali sono le istituzioni che si sono mosse per impedire che ciò accadesse". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
(Adnkronos) – Botta e risposta tra Johnson Righeira e Maurizio Gasparri a 'L'aria che tira' su La7. "La politica era una cosa seria una volta, c'è stata una deriva. Polemiche assurde su stupidaggini, quando in realtà i problemi sono molto importanti e bisognerebbe affrontarli forse in un'altra maniera", dice Righerira che poi si rivolge a Gasparri. "Io ho partecipato al Primo maggio, mi ricordo che quella mattina il signor Gasparri disse qualcosa sulla musica, i putipù… ecco io gli volevo dire che la musica è una cosa molto seria, è un lavoro molto importante che si fa con passione, che richiede molti sacrifici e non è il caso di fare della facile ironia". "Confermo che 'Vamos a la playa' è una bella canzone, non ritiro il mio giudizio positivo sulla canzone nonostante il qualunquismo di… non so come si chiama di nome, lei non la conosco – replica Gasparri – Io conosco Edoardo Bennato, Giulio Mogol, sono amico di Venditti, di Baglioni. Io in quella dichiarazione prendevo in giro gli altri che fanno un uso un po' strumentale perché quella sarebbe una manifestazione di carattere sindacale. La battuta irrideva più la Cgil che il putipù. Quindi la lezioncina sul rispetto per la musica gliela faccio io". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
(Adnkronos) – "Sono stato ingenuo, ma ho fatto una operazione verità". Piero Fassino ha rivendicato il suo gesto in aula alla Camera, 'sventolare' il cedolino per dimostrate che quello dei parlamentari non è uno "stipendio d'oro". Il deputato Pd ha mostrato l'indennità lorda dei deputati a luglio, 10.435 euro che, decurtati di tasse e altre voci (previdenza e sanità), scende a 4.718 euro netti al mese. L'iniziativa dell'ex segretario dei Ds, che si è anche beccato la 'reprimenda' della segretaria del Pd Elly Schlein ("ha parlato a titolo personale"), ha riacceso la discussione sui guadagni degli inquilini di Camera e Senato. Tema tra i più sensibili, che insieme ai vitalizi ha animato polemiche e fatto scorrere fiumi di inchiostro sulla 'casta'. I conti fatti da Fassino tra gli scranni di Montecitorio, però, non sono precisissimi, come si evince anche dai bilanci del Parlamento.
In aula il deputato dem ha fatto riferimento solo all'indennità. Ma ogni deputato gode anche di un fondo 'per l'attività parlamentare' di 3.610 euro al mese. Fassino ha chiarito che il suo viene utilizzato per i compensi di due suoi collaboratori. Non è così per tutti, ovviamente. Poi c'è la voce diaria: 3.500 euro al mese. Ogni deputato decide come impiegarla. Nel Pd, per esempio, di solito viene versata al partito per le attività politiche, altri la utilizzano per le spese di alloggio (si può fare secondo le regole interne).
La diaria però non è fissa, può essere decurtata di 200 euro per ogni giorno di assenza nelle votazioni in aula e fino a 500 euro per le assenze negli organismi interni della Camera. Altro capitolo è poi rappresentato dalle spese di viaggio, per le quali sono previsti circa 3.300 euro trimestrali (una voce variabile, legata alla distanza tra residenza e un aeroporto) che si aggiungono alle facilitazioni per la circolazione (autostrade, treni). C'è poi un forfait per il telefono (1.200 euro l'anno) e una dotazione per le spese informatiche a inizio legislatura (circa 5mila euro). In Senato la situazione è grosso modo la stessa, anche se secondo qualche parlamentare palazzo Madama è piu "generoso". L'indennità si aggira sui 5mila euro mensili e la diaria sui 3500 euro, con un forfait di circa 1600 euro per le spese e di circa 2000 per l'esercizio di mandato, più altre coperture per viaggi e altre voci. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
(Adnkronos) –
Allerta maltempo a Milano domani per un'area di forte instabilità meteo. Il Centro funzionale monitoraggio rischi della Regione Lombardia ha emanato un’allerta gialla (rischio ordinario) a partire dal pomeriggio di oggi e arancione (rischio moderato) a partire dalle prime ore di domani mattina, per rischio temporali. A seguito del violento temporale che si è abbattuto sulla città nei giorni scorsi, il Comune di Milano ha predisposto la chiusura e il divieto di accesso a tutti i parchi recintati. Durante le allerte meteo e quindi dal pomeriggio di oggi vige anche il divieto di accesso ai parchi non recintati e alle aree verdi aperte. Considerata la situazione meteo avversa si raccomanda altresì di evitare le aree con impalcature dei cantieri, dehors e tende e a proprietari si chiede di metterle in sicurezza. È importante anche provvedere alla messa in sicurezza di oggetti e vasi sui balconi e di tutti i manufatti che possono essere spostati dal vento. È stata decisa per domani anche la chiusura dei cimiteri e dei mercati posti sotto gli alberi: Crema, Canaletto, Pagano e Pistoia. Il Centro operativo comunale (Coc) della Protezione civile resta attivo per monitorare e coordinare gli eventuali interventi. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
(Adnkronos) – "Di nuovo a Tirana! La Roma torna all'Air Albania Stadium, là dove il 25 maggio 2022 ha sollevato al cielo la UEFA Europa Conference League". Lo comunica la Roma. Il 12 agosto alle ore 20 i giallorossi affronteranno in amichevole il Partizani Tirana, che a maggio si è laureato campione di Albania per la 17esima volta. Sarà l'ultimo impegno del nostro precampionato. Otto giorni dopo, la Roma riceverà infatti all'Olimpico la Salernitana, per la prima giornata di Serie A. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
(Adnkronos) – GREENWICH, Conn., Aug. 3, 2023 /PRNewswire/ — Ondo Finance, a leader in institutional-grade on-chain finance, is excited to announce the launch of USD Yield (USDY), the world's first tokenized note secured by US Treasuries and bank deposits. USDY provides similar accessibility and utility as stablecoins while paying token holders a yield—5% APY at launch—and offering significantly enhanced investor protections. The debut of USDY follows Ondo Finance's entry into the tokenization space earlier this year with OUSG (Ondo Short-Term US Government Bond Fund), the first-ever on-chain US Treasuries product. With over $160 million in assets, OUSG has garnered substantial interest, but it is exclusively accessible to institutional investors. "Crypto is all about financial inclusion, and we are thrilled to offer a yield-bearing product with mature financial structuring and investor protections to both individual and institutional investors. USDY will expand the universe of investors seeking to save and spend in a more global and digitally-native manner by sharing the yield and providing improved transparency and security over conventional stablecoins," said Nathan Allman, CEO of Ondo Finance. USDY is senior secured debt issued by Ondo USDY LLC, a US-domiciled specialty purpose vehicle, managed by a Board including an independent director, and designed to maximize bankruptcy-remoteness. USDY is over-collateralized by a roughly 3% first loss equity position that absorbs short-term fluctuations in US Treasuries prices. Ankura Trust will serve as the Verification Agent and Collateral Agent to USDY in accordance with the underlying governing documents. Ankura Trust will post daily reports starting 60 days after launch that will provide transparency into the assets of the issuer for the benefit of lenders. As Collateral Agent, Ankura will be prepared to seize the assets that secure the tokens and repay holders if Ondo was to cease operations or breach certain covenants of the debt, subject to approval from USDY holders. This structure ensures a degree of transparency and investor protection that traditional stablecoins lack. USDY is currently accepting deposits. Non-US investors can learn more at ondo.finance/usdy. Disclaimer The USDY Tokens are not being offered or sold, and will not be offered or sold, in the United States or to U.S. persons. In addition, the USDY Tokens have not been registered under the Securities Act of 1933, as amended (the "Act") or the securities laws of any other jurisdiction, and may not be offered, sold or otherwise transferred in the United States or to U.S. persons unless the securities are registered under the Act, or an exemption from the registration requirements of the Act is available. Additional limitations on transfer also apply. About Ondo Finance Ondo Finance is dedicated to enhancing the safety, efficiency, and accessibility of financial services through institutional-grade on-chain offerings. Ondo Finance has a technology arm focused on developing on-chain financial software and an asset management arm that creates and manages tokenized products. Logo – https://mma.prnewswire.com/media/1805719/New_Ondo_Logo.jpg
View original content:https://www.prnewswire.co.uk/news-releases/ondo-debuts-usd-yield-usdy-for-global-non-us-individual-and-institutional-investors-301892815.html
—immediapresswebinfo@adnkronos.com (Web Info)
(Adnkronos) –
Un 'codice a barre' genetico che permette di tracciare ogni cellula del glioblastoma, il cancro al cervello più diffuso e aggressivo che colpisce ogni anno circa 1.500 italiani, seguendone l'evoluzione fin dai primissimi stadi e aprendo la strada a nuove possibilità di cura. E' la strategia descritta su 'Cancer Cell' da un team di ricercatori dell'Irccs ospedale Policlinico San Martino di Genova e del Dipartimento di Medicina sperimentale dell'università del capoluogo ligure, guidato da Paolo Malatesta, con il principale contributo di Davide Ceresa. Lo studio è stato condotto in un modello sperimentale di topo. Grazie a tecniche di biologia molecolare avanzate, come l'analisi del trascrittoma ossia l'insieme dei geni trascritti in una cellula, e a modelli computazionali che hanno consentito di simulare al computer l'evoluzione del glioblastoma – spiega una nota – è stato possibile studiare i fattori che ne influenzano la crescita, come le dinamiche di diversificazione e selezione che si instaurano fra i diversi cloni di cellule neoplastiche. Una nuova speranza per comprendere e combattere una forma di cancro ancora poco conosciuta nelle sue fasi iniziali. Più frequente negli uomini che nelle donne (rapporto di 1,6 a 1) e nella fascia d'età compresa fra 45 e i 75 anni, il glioblastoma rappresenta il 45% dei tumori cerebrali. Le radiazioni ionizzanti, come i raggi X e gamma, sono riconosciute come fattore di rischio per la comparsa di questo tumore, che dà sintomi solo quando la massa malata, espandendosi, aumenta la pressione e dilata i vasi sanguigni provocando disturbi come mal di testa a intensità crescente, vomito e attacchi epilettici. "La terapia è estremamente complessa e, sfortunatamente, non offre ancora una soluzione definitiva – afferma Malatesta, co-autore dello studio, responsabile del Programma di Neuro-oncologia sperimentale del San Martino e docente di Biologia molecolare dell'ateneo genovese – Attualmente l'aspettativa di vita per i pazienti affetti da glioblastoma rimane inferiore a 3 anni. Il miglioramento delle cure potrebbe passare tuttavia da una maggiore comprensione dello sviluppo del tumore, che è molto eterogeneo dal punto di vista cellulare ed è poco conosciuto nelle sue fasi iniziali". Per comprendere meglio l'evoluzione della malattia fin dai primissimi stadi, gli scienziati del Policlinico San Martino hanno messo a punto un modello di glioblastoma in cui fosse possibile tracciare ogni singola cellula neoplastica, nel tempo e nello spazio. "Abbiamo introdotto nelle cellule da monitorare una sorta di codice a barre – illustra Ceresa, co-autore dello studio e ricercatore dell'Irccs genovese – una particolare stringa di Dna che, oltre a indurre la malattia, consente anche di tracciare successivamente le cellule tumorali, seguendole grazie a sofisticate tecniche di sequenziamento". "Monitorando l'evoluzione delle cellule neoplastiche – riferisce Ceresa – abbiamo per esempio osservato che entro il primo mese dalla mutazione in senso tumorale la maggior parte dei cloni di cellule neoplastiche scompaiono; confrontando i dati sulla crescita tumorale reale con quelli ottenuti grazie a modelli computazionali in grado di simularla in differenti scenari e condizioni, abbiamo verificato l'esistenza di una fortissima selezione clonale nei primi stadi di sviluppo del glioblastoma, che si mantiene anche in fasi successive. Le dinamiche di competizione cellulare sembrano perciò giocare un ruolo primario nel determinare lo sviluppo del glioblastoma, anche in stadi più avanzati della sua crescita. In sostanza, attraverso sofisticati programmi che ci permettono di simulare la crescita del tumore, abbiamo potuto testare le nostre ipotesi confrontando le simulazioni con il reale sviluppo della neoplasia". Grazie all'analisi del trascrittoma, a livello di ogni singola cellula, gli scienziati hanno anche identificato nel gene Myc, già noto per il suo ruolo in altri tumori, uno dei maggiori responsabili di questo processo di selezione clonale. "La diminuzione dell'espressione di Myc – evidenzia Malatesta – è sufficiente a iniziare dinamiche di competizione fra cloni di cellule maligne anche in gliomi impiantati nel cervello di animali da esperimento, confermandone l'importanza nell'evoluzione della malattia. Questo nuovo approccio, che fonde tecniche di biologia molecolare innovative con l'uso di modelli computazionali avanzati, ha permesso di raccogliere informazioni importanti sul glioblastoma, ma soprattutto apre la strada a una migliore comprensione dei meccanismi di sviluppo di questo tumore. Capirne a fondo l'evoluzione fin dai primissimi stadi era finora impossibile, utilizzando le tecniche convenzionali che permettono di studiarlo solo retrospettivamente, ma il tracciamento clonale e le tecniche di analisi trascrittomica potranno ora fornire nuove e importanti informazioni che serviranno a conoscerlo e combatterlo meglio". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)